Nelle terre dei Dakotas (Maxi 2011 bis)

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Messaggio Da Admin il Mer 21 Gen 2015 - 15:52

Nelle terre dei Dakotas (Maxi 2011 bis) ThPRq7e74--

Maxi Zagor n. 16, semestrale

Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Marcello Mangiantini
Copertina: Gallieno Ferri

Cico viene catturato nella foresta e portato lontano da Darkwood. Seguendo le tracce dei rapitori, Zagor giunge nelle grandi praterie, dove regnano incontrastati i Dakotas. La grande tribù pellerossa è divisa in clan e in gruppi, spesso rivali tra loro. Tra i pellerossa, qualcuno sembra non soltanto tenere prigioniero e nascondere l'amico messicano dello Spirito con la Scure, ma anche conoscere la verità sulla sorte di una donna bianca, scomparsa molto tempo prima, del cui destino nessuno ha più saputo nulla. E mentre Zagor conduce le sue indagini in questo ambiente ostile, rischiando continuamente la vita, a Darkwood qualcuno sta tramando qualcosa di terribile!...
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Messaggio Da Admin il Mer 21 Gen 2015 - 15:52

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Messaggio Da Kramer76 il Ven 19 Giu 2015 - 16:44

Nelle terre dei Dakotas (Maxi 2011 bis) 24f0k1k

nella terra dei dakotas

storia molto apprezzata dai tradizionalisti, mignacco qui ha raggiunto un compromesso aziendalista non facile tra TONINELLI e burattini, in questo aiutato da un talentuoso disegnatore.. da "viaggio nella paura" e sorelle sono tratti: i trafficanti, le gag di dubbio gusto, il rapimento di cico che mette in moto tutto, la indianino-mania, la gara all'indiana ("la corsa delle sette frecce") e tutte le altre avvicenti (ronf ronf zzzz) lotte di potere tra indianini, i cattivi con baffoni risorgimentali, la sassata in testa, il richiamo della prateria... però in chiave femminile quindi burattiniana, anche l'animalismo esasperato è più attuale che toninelliano e cico è quello sempre valorizzato da mignacco, non quello di toninelli...

voto 6,5


Ultima modifica di Kramer76 il Dom 21 Gen 2018 - 17:08, modificato 4 volte
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Messaggio Da osages il Ven 19 Giu 2015 - 19:40

Ricordo questo maxi come una storia noiosissima,verbosa dove non succede praticamente niente,per certi versi mi ricorda "il gigante di pietra" altro racconto pieno di dialoghi a discapito dell azione.
Ricordo che al momento dell uscita feci una grandissima fatica per riuscire a leggerlo tutto.
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Messaggio Da Walter Dorian il Lun 22 Giu 2015 - 11:51

Zagor che fugge davanti a un'orsa fu l'apoteosi della noia. I love you

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Messaggio Da wakopa il Lun 22 Giu 2015 - 16:02

@osages ha scritto:Ricordo questo maxi come una storia noiosissima,verbosa dove non succede praticamente niente,per certi versi mi ricorda "il gigante di pietra" altro racconto pieno di dialoghi a discapito dell azione.
Ricordo che al momento dell uscita feci una grandissima fatica per riuscire a leggerlo tutto.

d'accordo su tutto tranne che nell'accostamento al gigante di pietra quasi capolavoro burattiniano imo benvenuto
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Messaggio Da Ospite il Mer 24 Giu 2015 - 22:42

Una buona storia.
Un'ottima trama, forse manca un po di azione ma a me è piaciuta.
La sceneggiatura è ottima, nessun irritante dialogo o flashback spiegazionista.
Bella la gag di Cico, molto divertente! altra cosa che ho apprezzato che nelle varie gag Cico non fa la fine di Fantozzi e non le prende, ma sfugge sempre alle ire dei soldati. stella2
Sulla scena dell'orso dove Zagor fugge a me non ha dato nessun fastidio anche perche non c'era nessun motivo di ucciderlo.
Bellissimi i disegni di Mangiantini molto puliti e chiari.
voto storia: 7
voto disegni: 7.5

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Messaggio Da Andrea67 il Dom 13 Set 2015 - 11:50

Dopo aver riletto questo Maxi, l'impressione è sempre positiva, ma meno esaltante della prima volta.
Se vogliamo trovare alcuni difetti, anzitutto la scarsa caratterizzazione degli indiani, alcuni dei quali si confondono tra loro e, a dir la verità, non solo per scarsa attenzione, ma anche per errore nella sceneggiatura. Altre incongruenze: Zagor che parla sioux grazie alle lezioni di Cico o la donna che decide di vivere con i dakota (tra l'altro con un capo orribile senza un occhio) solo per aver scoperto di avere un marito malvagio.
Il finale è un pò azzardato. In pratica, se il commerciante - e soprattutto il Colonnello - non avessero reagito in quel modo, Zagor si troverebbe, nella migliore delle ipotesi, in guardina.
La storia è comunque bella, con una trama piuttosto ingarbugliata ed offre parecchie scene d'azione, tutte ben illustrate da Mangiantini.
Voto alla storia: 7,3
Voto ai disegni: 7,5


Ultima modifica di Andrea67 il Mar 1 Ott 2019 - 7:42, modificato 1 volta

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Messaggio Da Walter Dorian il Dom 13 Set 2015 - 11:54

per fortuna c'è stato Mangiantini , parto dai disegni questa volta che secondo me danno la consacrazione definitiva a Mangiantini , ho visto un otttimo Zagor ben raffigurato nei primi piani ,belle anche le ambientazione come le ha disegnate ,anche il suo Cico molto classico mi piace molto ,non ho visto incertezze quindi lo promuovo .
Arrivo alle noti dolenti che riguardano una storia molto piatta e troppo parlata .  :sad:  :-x
Eppure con l'irruzione di uno Zagor furibondo con tanto di grido di battaglia che cattura i 2 venditori di whisky per gli indiani , la gag di Cico al forte che avendo fatto uso degli insegnamenti di Trampy la fa sotto il naso ai soldati  Sad e il rapimento conseguente mi faceva ben sperare , ma da quel momento in poi in circa 180 pagine Mignacco punta tutto e troppo sui dialoghi molto ripetitivi e mostrando uno Zagor che si riduce a fare i comizi non da signore di Darkwood ma in politichese agli indiani " Se qualcuno ha notizie di Cico lo prego di riferirmelo " ,  la stessa cosa con il primo colloquio con Anderson si vede uno Zagor troppo piatto e calmo nel porsi nei dialoghi ,lo Zagor di Nolitta quello vero avrebbe avuto scatti di ira dopo aver saputo che Cico era stato rapito  da prendere per il collo almeno qualche indiano o rovesciare la scrivania:lol:
Insomma in 180 pagine prima dell'epilogo e del ritrovamento dell'ex signora Anderson , mai un combattimento(quello a metà con l'orso non mi è piaciuto Zagor che scappa da un orso non l'ho digerito ) . mai un colpo di scena , un sussulto , soltanto una marea di dialoghi , di indagini di Zagor ...capisco che queste cose possono starci in una storia ma tutte in maniera consecutiva in oltre 180 pagine che corrispondono a quasi 2 albi bè mi pare troppo e mi ha appesantito la lettura ! scratch
Aggiungo un incongruenza a mio avviso clamorosa di Lupo rosso che quando con la sua cricca lascia il campo per andare al raduno affida un Cico prigioniero slegato e vegliato da 4 donne dove il messicano poteva tranquillamente scappare ...  Shocked  no-ta)
Il bel finale  è quello che prova a riconciliarti con la storia ma riesce solo a salvare il salvabile , bella l'umiliazione a Anderson autore di un piano architettato molto bene  , la battaglia finale dove c'è stata una carneficina , molto meno il duello tra Zagor e  Lupo rosso ridotto a una sola misera pagina ...   pale
Mignacco toppa dopo una splendida prova dell'altro Maxi poco recente il vendicatore nero , e il risultato è una storia piatta, troppo parlata e abbastanza noiosa .

Storia: 5
Disegni: 7,5

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Messaggio Da wakopa il Lun 14 Set 2015 - 10:47

@Walter Dorian ha scritto:per fortuna c'è stato Mangiantini , parto dai disegni questa volta che secondo me danno la consacrazione definitiva a Mangiantini ,
di pare diametralmente opposto Shocked
i personaggi mi sembrano tanti pupazzetti stella2
d'accordo invece sulla piattezza monocorde della storia priva di un guizzo che sia uno benvenuto
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Messaggio Da kit carson il Gio 17 Set 2015 - 12:57

Purtroppo questo maxi non ha seguito il trend positivo dei suoi predecessori, che appunto erano di ottimo livello, e Mangiantini non ha riscritto un capolavoro come “il vendicatore nero”. Sebbene, prima della sua uscita, avessi apprezzato la notizia che la storia sarebbe stata puramente western (dopo tante storie surreali se ne sentiva la necessità), il risultato di quest’opera è stato mediocre. L’avventura non decolla, il ritmo è molto lento, dei passaggi risultano addirittura soporiferi, l’albo è decisamente troppo verboso e l’azione latita .

Inoltre mancano i colpi di scena, il tutto è molto “telefonato”, Zagor non si sforza nel fare indagini per trovare i colpevoli, infatti Elizabeth gli spiattella tutto. Quando ho visto la giovane donna bionda che origliava mi è subito sorta spontanea una domanda : Mignacco avrà chiesto aiuto al Sommo Nizzi per la stesura di tale passaggio? Infatti questa suggestiva ed emozionante tipologia narrativa (l’origliatura) è proprio uno dei cavalli di battaglia del Degno Erede di GL Bonelli e quindi, questo accostamento con il Re degli Sceneggiatori, ha contribuito a rendere ancora più epocale ed esaltante questo episodio, tipico degli scrittori che hanno una grande padronanza sceneggiativa, in quanto per un passaggio così difficoltoso ed originale (l’origlio) è richiesta una grande inventiva!!!!

Altra cosa abbastanza fastidiosa è che Zagor, nelle sue rimuginazioni, spiega sempre ciò che sta facendo, che tra l’altro è perfettamente intuibile anche dai disegni. Questa ridondanza di spiegazioni poteva essere tranquillamente evitata e, facendo questo, la scorrevolezza della trama ne avrebbe guadagnato.

Ho trovato innaturale anche il comportamento di Zagor quando viene messo al corrente del rapimento di Cico : il Vero Spirito con la Scure, che come sappiamo è molto sanguigno, avrebbe fatto il diavolo a quattro, avrebbe “sciagattato” quel pallone gonfiato di Anderson (una scena del genere sarebbe stata molto piacevole), invece questa sbiadita copia del Signore di Darkwood non si scompone più di tanto, ha un atteggiamento molto distaccato, quasi da Lord inglese. Inoltre anche il dare la precedenza alla ricerca di Elizabeth invece che del suo più caro amico, col quale condivide ogni attimo della sua vita, mi è sembrata una innaturale forzatura e la frase “le regole della cavalleria mi impongono di dare la precedenza alla signora Anderson e poi conosco abbastanza il mio pard messicano da sapere che è in grado di cavarsela da solo in queste terre selvagge” mi è apparsa decisamente debole e farraginosa per giustificare una scelta così importante. Personalmente, al posto di Zagor, non avrei esitato un solo secondo nello scegliere di salvare, per primo, il messicano, che, per il nostro eroe, è più di un fratello; ma però se non seguiva l’origliatrice Elizabeth chi l’avrebbe messo al corrente dell’arcano? Ma che volpone il nostro Nizzi….ehm Mignacco!!!

Una scena che invece ho trovato piacevole e che per di più evidenzia il carattere altruista e generoso del nostro eroe è l’incontro con l’orsa, contro la quale evita la lotta in quanto sa che in tale scontro rischierebbe di ucciderla e di conseguenza condannerebbe anche il piccolo orsacchiotto, incapace di sopravvivere senza la genitrice; per questa azzeccatissima sequenza Mignacco si merita un plauso (probabilmente questo episodio l’ha scritto mentre Nizzi era andato fuori a fumarsi una sigaretta).

La migrazione degli indiani, anche se istruttiva, sembra più adatta ad un trattato storico che non ad una avventura a fumetti : sinceramente questo passaggio l’ho trovato un po’ pedante ed anche l’eccessiva moltitudine di pellerossa coinvolti non aiuta lo svolgimento fluido della trama.

Dato che per il piano di Lupo Rosso Cico rappresentava una pedina fondamentale, ho trovato assurdo che sia stato lasciato libero, in quanto poteva tranquillamente abbandonare l’accampamento. Non era più logico tenerlo legato dentro una tenda????

Un’altro episodio che mi ha lasciato perplesso è il duello tra Zagor e Lupo Nero : dato che è un episodio chiave ed è lo scontro più importante del racconto, non era logico enfatizzarlo maggiormente dedicandogli quindi più pagine????

L’azzeccato finale comunque rivaluta parzialmente questo racconto, in quanto Mignacco è bravo ad evidenziare che molti umani, che prima seguivano a menadito gli ordini del loro potente ed altolocato datore di lavoro, sono pronti a cambiare immediatamente bandiera quando intuiscono che il potere del loro capo sta scemando. Questa è una reale “fotografia” comportamentale di molte persone, per i quali il termine “fedeltà” ha un significato molto labile. In contrapposizione a tale comportamento vorrei ricordare il Paco di “arrestate Billy Boy”, “addio fratello rosso”, il quale, seppure non condividesse il modo di agire del suo padrone, rimane sempre al suo fianco e paga con la sua stessa vita il suo atto di fedeltà.

Disegni : Stratosferici, da soli valgono il prezzo dell’albo. Mangiantini è bravissimo nel dettagliare minuziosamente tutti i particolari, a dare importanza anche ai secondi piani, i quali risultano perfetti. Vi sono delle tavole, quelle che occupano metà pagina, che sono stupende, non mi stancavo di ammirarle, tanto i paesaggi sono ben fatti. Cico è rappresentato perfettamente, così come gli altri co-protagonisti, l’unica cosa che non mi è piaciuta troppo è il volto di Zagor, tuttoggi ancora rappresentato come un “bamboccione”. Visto che Mangiantini ha dimostrato un grandissimo talento, secondo me dovrebbe provare a staccarsi dal modello Ferriano e dipingere il nostro eroe come “se lo sente nelle corde”, sono sicuro che il volto dei Zagor ne guadagnerebbe ed i suoi già favolosi disegni ne beneficerebbero. Comunque siamo di fronte ad un eccellente disegnatore, mi auspico che non lo passino ad altre testate e che continui a deliziarci con i suoi bellissimi manufatti zagoriani.
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