Le aquile del nord (Maxi 2009 bis)

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Messaggio Da Admin il Mer 21 Gen 2015 - 15:49

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Maxi Zagor 2009 bis,  annuale

Le Aquile del Nord

Soggetto e sceneggiatura: Ade Capone
Disegni: Marcello Mangiantini
Copertina: Gallieno Ferri

Nei territori al confine con il Canada, un gruppo di ribelli chiamati "Aquile del Nord" combatte ancora una guerra dimenticata, finita da anni, ma in realtà mai del tutto sopita, tra americani e canadesi. Il ricordo delle crudeltà del passato alimenta la violenza che si scatena nelle foreste del Grande Nord. L'ottusità di un ufficiale, il maggiore Rockford, inviato a comandare l’avamposto di frontiera Fort James, riaccende il fuoco dell'odio e la spirale di sangue coinvolge anche i pellerossa della regione. Zagor accorre cercando di riportare la pace, un'impresa che sembra impossibile..
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Messaggio Da Admin il Mer 21 Gen 2015 - 15:50

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Messaggio Da Kramer76 il Dom 8 Mar 2015 - 19:39

Le aquile del nord (Maxi 2009 bis) 28txahd

le aquile del nord
capone cerca quasi il compromesso tra i marines, gli uomini puma, burattini (la Storia) e boselli (la guerra e i tanti personaggi). vuole raccontare un microcosmo "altro" e padano in cui zagor si rimette in discussione. la storia è sospesa nel tempo, un pò come il duello finale, in cui gli indiani vogliono il vantaggio numerico ma poi attaccano uno alla volta. storia politica che comunque vede una partecipazione non cotta ma cruda degli indiani (capone con gli indiani aveva una sua tecnica) e quella di un mangiantini che potrebbe aver preso il posto di donatelli nella parte di disegnatore "malinconico", adesso ne ha disegnate parecchie di storie di questo tipo. nell'anno 2009 era un'oasi anti-spiegazionista, ma ultimamente provo dell'insofferenza nei confronti di questo tipo di storie, mi soddisfa molto di più lo zagor macisteo e fantasioso di burattini.

voto 8


Ultima modifica di Kramer76 il Gio 14 Mar 2019 - 14:50, modificato 11 volte
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Messaggio Da kit carson il Lun 9 Mar 2015 - 13:17



Il racconto non mi ha esaltato, lo ritengo appena sufficiente.
Secondo me avere legato questa avventura ad un evento storico realmente accaduto come la guerra del 1812 tra Inghilterra e Stati Uniti non è stata una scelta troppo felice. Probabilmente, come specificato nella pagina introduttiva, il messaggio che Capone ha voluto propinarci è di come le guerre lascino sempre uno strascico di odio e rancori che possono sfociare in successivi conflitti. Però ritengo che questo non giustifichi l’inserimento di un personaggio come Zagor, che è frutto dell’immaginazione, in una vicenda storica realmente accaduta; infatti, vista l’impostazione data alla testata, non lo vedo idoneo a tale tipo di storie. Vi sono sicuramente alcuni personaggi della SBE la cui tipologia consente di legarli a fatti storici (ad esempio Mister No, Martin Mystere, Magico Vento, Ken Parker, Tex), ma Zagor non fa decisamente parte di questo gruppo. Tra l’altro, l’inserimento di questo episodio storico ha comportato molti flash back per spiegare l’antefatto, i quali hanno reso meno fluido lo svolgersi del racconto.
Un appunto sui flash backs : vi erano già molti flash backs che servivano a spiegare il conflitto Inghilterra - USA del 1812, che senso ha avuto l’inserimento di Lafitte in tutto questo??? Questo inultile episodio ha contribuito a rendere ancora più pesante questo antefatto. Secondo me gli spiegazionismi dovrebbero essere solo e solamente quelli strettamente necessari, la ridondanza “spezzetta” troppo la storia, togliendogli fluidità e scorrevolezza.
Una nota positiva di questo maxi è che Zagor è una furia scatenata in tutti i combattimenti, è sempre al centro delle azioni, è un autentico leader ed è determinante per mettere fine alle ostilità.
Ulteriori note dolenti :
1) La caratterizzazione dei personaggi non mi ha convinto affatto.
- Wakonda. Finora gli indiani avevano fatto affari con la gente del paese (vedi i due Oneida che scambaino pellicce con Philip) ed avevano con loro buoni rapporti, inoltre Zagor gli salva la vita e lui che fa???? Combatte indiscriminatamente tutti i bianchi. Anche tenendo conto dei soprusi che ha subito dai soldati secondo me questa presa di posizione non regge; bisogna inoltre considerare che Wakonda fino ad allora era un capo serio e corretto, quindi questo suo comportamento da “ottuso” non è plausibile.
- Big John. Il suo “poetico” ritorno mi ha fatto un pò sorridere, anche tenendo conto del repentino cambiamento del suo carattere. Durante la guerra del 1812 era un eroe ed un indomito combattente, ma proprio durante l’epilogo dell’ultima battaglia cambia atteggiamento, fingendosi morto e poi squagliandosela alla chetichella. Da quel punto in poi da grande eroe si trasforma in codardo (ma dai!!!!!!!!!!!). Dopo svariati anni di codardia ritrova il suo antico splendore e ritorna un eroe (boh!!!!).
- Maggiore Rockford. Ha un’odio pazzesco verso gli indiani e Le Aquile del Nord, poi durante l’ultima parte della battaglia cambia radicalmente la sua posizione, quasi come fosse stato “redento da un intervento divino”. Sarà ma non mi convince.
2) Il finale tutto tarallucci e vino, con tutti i vari antagonisti che fraternizzano tra loro. Questo buonismo non mi è piaciuto e lo ritengo poco plausibile, un epilogo più crudo ed amaro avrebbe giovato sicuramente alla storia.

I disegni sono decisamente belli, molto dettagliati e con un tratto molto pulito, cosa che apprezzo particolarmente. Un dettaglio che comunque non gradisco è il volto di Zagor, preferisco quando è disegnato come un bel ragazzo, non con il viso da “bamboccione” che traspare dalle tavole di Mangiantini.
Inoltre tutti gli indiani hanno una muscolatura super massiccia e dei fisici da culturisti, sono addirittura più possenti di Zagor; sinceramente non li ho graditi. Zagor è l’eroe che eccelle, quindi anche il suo fisico dovrebbe essere migliore di quello degli altri comprimari.
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Messaggio Da Ospite il Lun 9 Mar 2015 - 22:19

Storia discreta, l'inizio è un pò noioso a parte la piccola disavventura di Cico..stella2
I personaggi sono ben caratterizzati ma alcuni repentivi cambiamenti come quello di Big John che da mitico guerriero diventa un comunissimo codardo, e nel finale il maggiore Rockford che da ottuso ufficiale addirittura chiederà lui stesso di essere processato mi è sembrato un pò eccessivo e non mi è molto piaciuto!!!pale
Invece ho molto apprezzato i duelli di Zagor che nella storia appare in grandissima forma, specialmente l'ultimo contro i 5 guerrieri... il combattimento con Wakonda con l'urlo di vittoria nel finale è stato magnifico! Exclamation
Ottimi i disegni di Mangiantini... unica cosa in cui deve migliorare sono i volti di Zagor e Cico.
voto storia: 6.5
voto disegni 7.5

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Messaggio Da Andrea67 il Dom 13 Set 2015 - 11:42

Buon Maxi che fa il paio con "Marines", dello stesso Autore.
Anche qui si confonde la storia con l'avventura ed è tutto ben orchestrato, dai protagonisti agli antagonisti.
Zagor è un gigante, come dev'essere. Risolve, da solo, tutte le situazioni più complicate fino allo spettacolare scontro finale. Non sono d'accordo, quindi, con chi ha dichiarato che è in balia degli eventi o che è poco Nolittiano. Al contrario, l'ho trovato Nolittiano fino al midollo, tanto da schierarsi sempre con chi ritiene innocente e da cambiare bandiera quando le vittime diventano carnefici (v. gli Oneida).
Mi sono sembrate un pò stonate, invece, le conversioni del capo Oneida (da alleato a spietato cattivo) e, soprattutto, quella di Rockford che, da ottuso, diventa, alla fine, saggio "solo" perchè Big John gli aveva salvato la vita. Anche a Wakonda Zagor aveva salvato la vita e di solito gli indiani danno molto più valore dei bianchi a questi gesti. Invece, lui lo dimentica in un batter d'occhio, mentre il Maggiore diviene improvvisamente grato agli inglesi che fino a poco prima odiava pur avendone compreso il valore.
Mangiantini, nei paesaggi e nelle inquadrature a distanza è il numero uno, ma il mio giudizio su di lui, pur alto, non lo può essere di più a causa del volto di Zagor, raffigurato troppo bambinesco.
Voto alla storia: 7,6
Voto ai disegni: 8


Ultima modifica di Andrea67 il Lun 16 Set 2019 - 10:43, modificato 1 volta

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Messaggio Da Walter Dorian il Mer 16 Set 2015 - 18:06

Peccato solo per lo spiegazionismo delle rievocazioni storiche (a me zagor per i miei gusti piace senza troppi accostamenti storici ) per il resto capone centra tutta la caratterizzazione vera di zagor : uno che combatte le ingiustizie fatte da indiani,divise o guerriglieri vari .Poi come autore è bravo sempre a nascondere il mistero e a far salire quindi l'interesse infatti zagor interroga varie persone e fino all'incontro con le aquile del nord non riesce a capire i motivi di quella guerra .
Poi ci sono state belle scene cariche di azione tipo l'assalto degli indiani al forte con le sparatorie ,zagor che fà da mediatore tra le aquile del nord e i soldati più il duello finale coi 5 indiani oneida col grido finale ahyaakk .
Comprimari tutti ben caratterizzati da wakonda a rockford ,da Big john al medico hopkins ,mi ha colpito come zagor per il suo senso di giustizia sia riuscito a far cambiare idea pure a uno come rockford classico militare ottuso

Per i disegni bravo Mangiantini veramente bravo ottimi i paesaggi,gli indiani,il tratto pulito ,gli alberi disegnati bene il suo zagor è molto classico in linea con quello di verni e dei Bros peccato solo per dei primi piani dove zagor appare troppo fanciullesco solo questo appunto faccio a Marcello


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Messaggio Da RemovedQuasar il Mer 16 Set 2015 - 20:06

Non male come storia anche se mi è sembrato un pò strano il comportamento del capo indiano che prima è tanto amico di Zagor poi non vuole sentir ragioni e vuole scacciare via tutti i bianchi. Vabbè in fondo di capi indiani testardi come muli Zagor ne ha incontrati a camionate clap
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