La montagna degli Dei (n.184/185/186)

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Messaggio Da Admin il Gio 15 Gen 2015 - 18:43

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Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Franco Donatelli

Ha creato un nuovo Olimpo, con palazzi e templi simili a quelli dell'antica Grecia. E' folle e si fa chiamare Basileo. Ha bisogno di un nuovo Ercole, che sieda al suo fianco sul trono dell'Olimpo; ne ha provati tanti, ma tutti lo hanno deluso... Basileo decide allora di sottoporre Zagor alle dodici fatiche che un tempo affrontò il leggendario semidio. Come se la caverà lo Spirito con la Scure?
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Messaggio Da Admin il Gio 15 Gen 2015 - 18:44

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Messaggio Da Kramer76 il Ven 20 Feb 2015 - 9:42

La montagna degli Dei (n.184/185/186) M9u72u

la montagna degli dei  
sclavi più zagoriano di pezzin, ma meno di castelli. anzi, meno di molti altri. paradossalmente pezzin è lo zio d'america della fin troppo sottovalutata gli invasati, mentre sclavi è stato il padre nobile del medioevo toninelliano. senza il ventriloquo ferri, sclavi è solo sim sala bim, solo formulette nolittiane di rito. zagor l'immortale è zagor in camicia arancione come gli ostaggi dell'isis. thunderman è un trash irrisolto come il profeta. l'orda del male e il cerchio della vita sono antitetiche: cretina l'una, zelante l'altra. lupo solitario è il johnny freak zagoriano. resta da ricordare la cosa più castelliana, il sudicione pre-atlantideo, basileo, a cui però è difficile dare anche solo un pallino, o altrimenti darlo a donatelli, più a suo agio nella perfettina il cerchio della vita.

voto 8


Ultima modifica di Kramer76 il Lun 22 Gen 2018 - 19:24, modificato 10 volte
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Messaggio Da Andrea67 il Mar 24 Feb 2015 - 12:39

Al suo esordio, Sclavi attinge alla mitologia greca e trasforma Zagor in un novello Ercole, dopo Ulisse e prima di Giasone, in una futura avventura di Toninelli.
L'Autore deve reggere le sorti della saga per un paio d'anni prima dell'avvento del buon Marcello e, pur non sfornando capolavori, ci lascia in eredità belle storie, al contrario di qualcun altro che un capolavoro ce lo ha lasciato, ma accompagnato da ciofeche terribili.
Ricordo che da bambino, mi rammaricai del fatto che Zagor non finisse le 12 fatiche (7 superate), preferendo, invece, accorciarle per completare l'opera.
Buona prova di Donatelli, anche se, in alcune vignette, mi è sembrato di vedere la mano di Bignotti.

Voto alla storia: 7,3
Voto ai disegni: 8

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Messaggio Da Marco65 il Dom 28 Giu 2015 - 21:03

Una grande occasione persa. Questa storia aveva tutte le caratteristiche per diventare un grande classico zagoriano, invece, dopo l'ottimo spunto iniziale e l'introduzione del magnifico scenario dell'olimpo e delle 12 prove da sostenere, si interrompe bruscamente sul più bello degenerando poi rapidamente col tradimento dei due tirapiedi.
E' la prima avventura scritta da Sclavi e il suo stile, pur ben uniformato a quello delle precedenti storie dello spirito con la scure, è perfettamente riconoscibile da una delle scene più scioccanti e controverse della saga: quella in cui Zagor di fronte alle allucinazioni provocate da Basileo urla tutta la sua paura e per un po' si rifiuta persino di aiutare Cico, cosa che colpisce ancora di più, non credo infatti che si sia mai visto ne prima ne dopo su queste pagine qualcosa di simile. Questa scena sintetizza un po' tutto il bello e il brutto di questo racconto non a caso uno dei più opinabili della saga.
Anche il nemico Basileo è molto controverso, se da un lato sembra il solito folle megalomane con improbabili scopi che non si capisce nemmeno bene dove vogliano andare a parare, dall'altro viene però utilizzato in modo da far esaltare  il mito di Zagor citando Ercole e gli dei dell'0limpo.
Belli e suggestivi gli scenari ambientali illustrati da Donatelli anche se non mi soddisfa del tutto l'interpretazione grafica degli animali e dei mostri. Una storia molto ricca di pregi e difetti.
VOTO 6,5
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