Terra del fuoco (n.583/584/585)

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Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:57

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Soggetto: Moreno Burattini
Sceneggiatura:Moreno Burattini
Disegni di:Giuseppe Prisco
Copertina: Gallieno Ferri

Proseguendo il loro lungo viaggio, Zagor e Cico giungono a Punta Arenas, l'ultimo porto del Sud America, sullo Stretto di Magellano. Lì, lo Spirito con la Scure riesce per pochi istanti a incrociare la sua pista con quella del traditore Dexter Green, l'archeologo sulle cui tracce si è spinto fino agli estremi confini meridionali del mondo. Ma quando sembra che la caccia stia per concludersi, qualcosa di imprevisto giunge a separare di nuovo i due avversari: dal penitenziario in costruzione nei pressi dell'abitato, un gruppo di pericolosi criminali riesce fuggire e si impossessa della "Marilensa", la nave con cui il Re di Darkwood è giunto fin laggiù...


Ultima modifica di Admin il Sab 28 Mag 2016 - 4:04, modificato 1 volta
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Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:58

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Messaggio Da Andrea67 il Mer 20 Gen 2016 - 15:10

Molto belli i primi due albi e la seconda parte del terzo. Peccato, invece, per quelle quaranta pagine di racconto sulla civilizzazione degli indigeni che Moreno ci poteva risparmiare, magari condensandole in poche tavole.
Nel complesso, comunque, storia più che positiva, in linea con la trasferta che, pur non avendo quasi mai entusiasmato e non avendo raggiunto i picchi d’altri tempi (tranne, forse, che col “Mondo perduto”), ci ha regalato delle belle avventure ed ha avuto il merito di averci fatto visitare posti affascinanti e completamente nuovi.
Prisco ha uno stile pseudo moderno in un misto Andreucci-Della Monica e non può non piacere.
Voto alla storia: 7,8
Voto ai disegni: 8


Ultima modifica di Andrea67 il Dom 10 Lug 2016 - 9:02, modificato 1 volta

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Messaggio Da Ospite il Sab 6 Feb 2016 - 17:39

Ottimo l'inizio ma con un finale di storia che giudico discreto...
Ho trovato noiosi i flashback del racconto della storia degli indios. Poi un pò meglio con Zagor che entra in azione per cercare di liberare Hilario e gli evasi catturati dalla tribu di selvaggi. Ottimo invece il colpo di scena col tradimento di Jemmy.
In definitiva 1° albo molto bello ma poi nel secondo e col 3° si va in calando..
Molto belli i disegni di Prisco.
voto storia: 7
voto disegni: 8.5

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Messaggio Da Kramer76 il Dom 23 Lug 2017 - 20:23

Terra del fuoco (n.583/584/585) Spw11h

terra del fuoco
è difficile valutare questa storia senza tener conto della ricostruzione storica ostentata orgogliosamente da burattini, qualcosa di più di una sovrastruttura ingombrante: burattini ha voluto giocare facendo interagire zagor con gli eventi storici, qui la lente di ingrandimento si sposta sui rapporti tra due mondi e sulla civilizzazione forzata, con l'analisi molto accurata degli effetti della cristianizzazione sulle personalità dei tre fuegini e una minacciosa eco di sticazzi.. la storia in sè non è un granché, ma è ben raccontata come sempre da burattini, coadiuvato dal dinamico prisco, con uno zagor in alcuni momenti trascinante: quando prende il controllo della situazione sulla nave mette in mostra un'ulteriore abilità: supermike scansati!

voto 6


Ultima modifica di Kramer76 il Ven 4 Ago 2017 - 18:12, modificato 1 volta
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Messaggio Da doctorZeta il Dom 23 Lug 2017 - 23:30

Secondo me è proprio l'ambientazione storica il punto forte. Solo la figura di Darwin impreziosisce alla grande il racconto

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Messaggio Da wakopa il Lun 24 Lug 2017 - 15:32

semmai quella del Lana pale clap
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Messaggio Da kit carson il Lun 24 Lug 2017 - 20:15

12.02.2014



prima parte decisamente piacevole, la trama è molto intrigante ed avvincente, quindi aspetto il seguente albo con impazienza.
Quando zagor ha il “sentore” della vicinanza di dexter ne ho rivisto la caratterizzazione nolittiana, ossia l’irruenza tipica dei suoi primi anni editoriali, che sfocia nelle apprezzabili scene in cui “strapazza” i marinai che si interpongono tra lui e l’odioso ex amico.
Proprio in virtù del suo stato emotivo e dall’impazienza di trovarsi di fronte al suo nemico, è plausibile che abbia abbandonato la sua proverbiale prudenza, e per di più, il vedere dexter e yambo di fronte a lui ha contribuito a non fargli sospettare che stavano ordendo una trappola. Quindi, secondo me, in questa scena non fa una figura meschina, in quanto qualsiasi persona, anche astuta, in quella situazione, avrebbe agito come il nostro eroe.

Molto ben congegnata la metodologia di fuga escogitata da elvin che, oltre ad essere un’ottima guida, mette in evidenza anche una notevole astuzia, quindi un plauso a burattini per questa ottima trovata.
In questa parte dell’albo comunque, secondo me, si ha la prima (ed unica) nota dolente : ho trovato noiosa la spiegazione di cico riguardo la fuga di zagor. Infatti alcune cose erano già evidenti dalle precedenti pagine, quindi perché ripeterle? Sicuramente mostrare la fuga in diretta avrebbe contribuito a rendere la trama più fluida.

Molto apprezzabile l’escamotage con cui Burattini riesce a fare nuovamente allontanare zagor da dexter, il gruppo di evasi che prendono in consegna la nave sembrano molto tosti e decisi, quindi prevedo un’interessante conflitto con il nostro eroe. Da elogiare anche Prisco per le autentiche “facce da galera” con cui ha rappresentato i detenuti, questo contribuisce ad incrementare la loro aria da autentici duri.

Prisco è un’ottimo artista, ed infatti le sue tavole sono molto belle, però vorrei fare un piccolo appunto : zagor per antonomasia, è un pezzo di marcatonio con spalle larghe e dritte, quindi non ho apprezzato alcune vignette in cui viene ritratto di schiena con le spalle spioventi; per il resto comunque, niente da eccepire.

Concludendo un albo molto divertente e ben fatto, mi auguro vivamente che il proseguo si mantenga su questi livelli, le premesse per un’ottima avventura ci sono tutte.
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Messaggio Da kit carson il Lun 24 Lug 2017 - 20:16

09.03.2014


OLTRE I CONFINI DEL MONDO
In questo albo vengono descritte dettagliatamente le caratteristiche degli evasi che, come si evinceva dal precedente volume, risultano essere tutti delle emerite canaglie, degli assassini senza scrupoli, quindi tipi molto duri dall’anima inaridita che meritavano ampiamente di rimanere rinchiusi in un carcere di massima sicurezza.
Comunque il nostro eroe gli dimostra subito di che pasta è fatto, riuscendo, da solo, a metterli in seria difficoltà e costringendoli all’unica azione possibile, ossia la fuga. Questo scontro è molto esaltante, e l’apice della spettacolarità è raggiunto a pagina 32, quando zagor, nell’infuriare della tempesta, tuonando il suo classico grido di battaglia, volteggiando appeso ad una corda, spedisce il suo antagonista tra le onde dell’oceano.

Apprezzabile anche l’ingegnoso piano dello spirito con la scure che riesce, tramite un indovinato travestimento, a fare arenare la nave. Mi fa sempre piacere che vengano messe in risalto le caratteristiche di zagor, un eroe a tutto tondo, forte fisicamente ma anche dotato di un’intelligenza e di un’astuzia decisamente fuori dal comune. Senza quest’ultime doti zagor sarebbe solamente un forzuto uomo di frontiera, mentre sono proprio queste sue grandissime capacità intellettive che lo differenziano e lo elevano ad eroe.

Le scene con la nave in balia alla furia dell’oceano è tipica delle avventure zagoriane, specialmente quando è coinvolta l’allegra brigata del capitano fishleg, quindi sono sequenze già riviste, che comunque a me esaltano sempre e non mi stanco mai di leggere.

Mi ha fatto un po’ sorridere la scena in cui il nostro eroe si rialza indenne dopo essere stato travolto da una valanga di pietre, d’accordo che ha un fisico molto robusto, ma mica è fatto di acciaio. Comunque questa è una quisquiglia, che non inficia assolutamente su quanto di buono letto fino a quel momento.

Una cosa che invece secondo me ha un po’ stonato è stata la maniera con cui zagor e marinai hanno inseguito gli ergastolani. Come menzionato dal signore di darkwood, la gola era l’unica via percorribile, però non ci voleva certo un volpone per intuire che, molto probabilmente, i fuggitivi gli avrebbero teso un’imboscata, quindi la frase “per mille scalpi, ci stavano aspettando” e l’atteggiamento stupito di un uomo di grande esperienza quale zagor (pag 64) mi sono sembrati fuori luogo. Inoltre salire la scarpata uno a ridosso dell’altro non è stata una grande strategia, se i fuorilegge gli avessero tirato addosso delle pietre li avrebbero travolti tutti. Sarebbe stato più saggio che il più agile, zagor, fosse salito, e gli altri fossero rimasti rintanati per coprirlo utilizzando i fucili in caso di pericolo.

Spettacolare invece il salvataggio del marinaio, con un generoso zagor incurante del pericolo, sempre pronto a sacrificare la sua vita per il prossimo : la scena a pag 70 con il nostro eroe appeso con una mano al sasso, e con l’altra che sostiene il marinaio è da 10 e lode!!!

Altra sequenza entusiasmante è stata l’inseguimento dell’indigeno, vedere zagor che volteggia tra gli alberi ed atterra davanti allo stupito indiano è stata una pura goduria, questo è l’eroe che piace a me : reattivo, indomito e determinato!!

Da quanto sopra riportato, si evince che fino a questo punto la storia mi è piaciuta molto, l’ho trovata avvincente e molto scorrevole, ritengo invece più pedante l’ultima parte : a mio avviso non ci sarebbe stato bisogno di dedicare ben 13 pagine ad un antefatto che spezza il serrante ritmo dell’inseguimento. Ho trovato questa sequenza un po’ prolissa e certi riferimenti ridondanti, in quanto già citati in albi precedenti.

Comunque nel complesso un racconto più che dignitoso che mi ha appassionato, non vedo l’ora di leggerne l’epilogo.

Prisco è una certezza, i suoi disegni sono molto gradevoli e contribuiscono alla piacevolezza della lettura.
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Messaggio Da kit carson il Lun 24 Lug 2017 - 20:18

05.04.2014



Peccato per l’occasione sprecata, in quanto i precedenti albi mi avevano fatto illudere che questo racconto avrebbe potuto essere uno dei migliori di questa non eccitante trasferta, però la mia speranza è andata delusa.
Ho trovato molto pesanti le prime 35 pagine di antefatti storici, che, aggiunte alle 18 del precedente albo, sono risultate decisamente eccessive ed hanno tolto fluidità alla sceneggiatura. Per di più diverse pagine le ho trovate inutili, in quanto ridondanti ed ininfluenti al racconto in questione. Invece di spendere ben 53 pagine in tali diversificazioni, ne sarebbero bastate molte meno per spiegare la civilizzazione dei fungini, mentre avrei dedicato più spazio alle scene di azione, magari con tanto di inseguimento a jemmy button da parte di zagor, questo avrebbe sicuramente reso la storia più avvincente.

Dopo questa tediosa parte comunque il racconto inizia decollare, le scene attinenti alla liberazione dei prigionieri sono stati divertenti, durante le quali ho apprezzato notevolmente la reazione di zagor il quale, da indomito combattente, riesce a liberarsi da un nugolo di avversari che lo avevano preso nella rete. Burattini evidenzia l’innata generosità del nostro eroe il quale, sebbene sovrastato dal numero dei suoi antagonisti, non esita a mettere a repentaglio la sua stessa vita per salvare hilario e gli ergastolani.
Non mi ha dato neppure fastidio il puntuale arrivo del vascello in loro soccorso, anzi, qualora i nostri fossero riusciti a salvarsi da soli riuscendo a sopraffare il
soverchiante numero degli indios, questa soluzione l’avrei trovata una notevole forzatura.

Burattini mi ha inoltre piacevolmente sorpreso con la trovata del tradimento di jemmy, non me lo sarei minimamente aspettato, in quanto era stato bravissimo nel caratterizzarlo come un “vero amico” dei bianchi, ai quali addirittura sembrava riconoscente per avergli permesso di conoscere l’antico continente ed insegnato una nuova lingua, quindi per questo “colpo di classe” si merita un grande plauso.

Anche la rappresentazione degli ergastolani mi è sembrata molto indovinata : in alcune storie i detenuti vengono dipinti come persone non completamente malvagie, e la loro parte “buona” viene fatta trasparire nel corso della storia. Qui invece sono delle emerite canaglie che non fanno niente per redimersi, quindi meritano ampiamente la loro condanna. Sono dei meschini egoisti che pensano solo alla propria libertà, senza nessuna riconoscenza verso coloro che tentano di salvarli, quindi ho trovato plausibile anche il disperato tentativo di spyro il quale, pur di evitare il ritorno al carcere, non esita a saltare fuori dalla nave. Infatti, in certi casi disperati, un lumicino di speranza può giustificare azioni che sembrerebbero quasi impossibili, quale quella di riuscire a raggiungere la riva.

Prisco è sinonimo di qualità, i suoi disegni li ho trovati molto gradevoli.

Considerando la totalità del racconto gli darei un 6,5 (senza quelle noiose 53 pagine il voto sarebbe notevolmente aumentato), mentre i disegni si meritano un bel 7,5.
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