Lo sceriffo indiano (581/582)

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Messaggio Da jsteele88 Ven 16 Gen 2015, 14:24

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Soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Raul e Gianluca Cestaro
Copertina: Claudio Villa

Figlio di un'indiana e di un trapper, Jerry Norton è riuscito a guadagnarsi il rispetto e la fiducia degli abitanti di Greystroke, diventando sceriffo della cittadina. Ma quando si ritrova accusato del brutale omicido di Rita Kent, fidanzata con Rick Rowen, figlio di uno dei padroni del paese, Norton è costretto a scappare per salvarsi la pelle. Tex non può credere che il suo vecchio amico Jerry sia colpevole e si mette sulle sue tracce per cercare di appurare la verità e consegnare alla giustizia il vero assassino!

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Messaggio Da Andrea67 Dom 25 Gen 2015, 18:37

Seconda storia per Tex di Faraci, che si mantiene ad alti livelli come nella prima.
I personaggi sono azzeccati e si spera che tornino, o almeno io lo spero. Il giudice giovane e simpatico e l'indiano pistolero sono una fresca novità.
Stupende le montagne innevate splendidamente illustrate dai Cestaro che, però, hanno qualche problema col volto di Tex, rappresentato troppo serioso (non ride mai) e, a tratti, troppo brutto.
Voto alla storia: 8,2
Voto ai disegni: 8

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Messaggio Da Ospite Dom 25 Gen 2015, 22:42

LO SCERIFFO INDIANO

Indubbiamente un buon albo, però poteva essere meglio. La nota dolente di questo racconto è che a pagina 101, tramite un flash back, Faraci spiega il patto tra il giudice Forrest e l’odioso Mr Lester, il signorotto del paese. Sarebbe stato molto più intrigante lasciare questa rivelazione alla fine dell’avventura per dare più suspence alla storia; veramente un peccato, perché il racconto fino a quel punto era ricco di suspence e ben scritto. In questo frangente Faraci mi ha leggermente deluso, non mi sarei aspettato questa anticipazione da uno come lui che scrive anche per Diabolik, quindi è uno sceneggiatore ben navigato sui fumetti gialli, in cui le rivelazioni dovrebbero essere fatte nel finale e non nel mezzo del racconto. Secondo me il miglior sceneggiatore di gialli è Boselli, che nelle sue storie riesce sempre a celare magistralmente i vari misteri, per poi propinarli alla fine.
Il Tex dipinto da Faraci mi piace molto, è abile, deciso ed un po’ guascone. Sin dal primo scontro con i 3 farabutti che aggrediscono il ragazzo indiano dimostra subito di che pasta è fatto, dando prova di destrezza nell’uso della 6 colpi : da antologia quando estrae la colt con la velocità di un fulmine per fare secco il delinquente che teneva puntata la sua pistola contro la testa del ragazzo indiano!!!! Gustosissima anche la sua risposta al malvivente : “sono uno mandato da satanasso, perché dalle sue parti sono a corto di spalatori di carbone! Ho idea che quel lavoro vi possa interessare”, frase veramente degna di un guascone!!! Anche nel saloon dimostra di essere veramente un osso duro, mettendo fuori combattimento ben 4 energumeni a suon di sganassoni. Questo è il vero Tex, quindi un plauso a Faraci che è riuscito ad entrare subito in sintonia con il nostro ranger. Il racconto si avvale di alcuni flash back per spiegare il rapporto di amicizia tra Tex e Jerry Norton (lo sceriffo indiano), che comunque non penalizzano la fluidità della storia che si mantiene sempre su un ottimo livello qualitativo.
Altra scena di pura goduria è l’incontro tra il nostro eroe e l’odioso rampollo di Lester (Rick), dove Tex stupisce tutti estraendo le sue colt con la velocità di un fulmine. Molto bella la caratterizzazione del vecchio Lester e di suo figlio : sono due autentiche carogne, il primo è un autentico padreterno, pieno di boria e presunzione, mentre il secondo è il tipico ragazzo viziato e vigliacco che se la prende con i più deboli (emblematica la scena quando pesta il ragazzo di colore, spalleggiato dal padre). Ben strutturata anche la lotta contro gli indiani, in cui Tex dimostra come sia difficile sorprenderlo e quanto sia abile anche nelle azioni di guerriglia. Anche il mistero sull’omicidio di Stanley e Rita Kent è intrigante ed al momento è difficilissimo intuire chi potrebbe essere il colpevole ed il movente di tale delitto.
Quindi un racconto che mi è piaciuto molto, peccato per la “pecca” che ho evidenziato all’inizio di questo articolo. Prevedo che anche il prossimo numero sarà esaltante, non vedo l’ora di leggerlo.
Disegni buoni, ma non esaltanti, la rappresentazione del volto di Tex non mi piace molto.

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Messaggio Da Ospite Dom 25 Gen 2015, 22:44

La preda umana

Seconda parte chiaramente sufficiente, però inferiore rispetto alla prima. La storia scorre via abbastanza fluidamente, però secondo me quello che gli manca è l’indagine sulla ricerca della verità : a tex viene spiegato tutto dal giudice senza che il ranger si sforzi più di tanto. Sarebbe stato molto più interessante se tex fosse arrivato alla scoperta dell’arcano indagando e magari “strapazzando” un pò l’odioso giovinastro viziato. L’apice del racconto , ossia la scoperta dell’assassino, è una sequenza abbastanza piatta (o meglio priva di pathos) proprio perchè la soluzione viene completamente “spiattellata”. Anche la sequenza in cui il giudice, tramite le sue elucubricazioni mentali, spiega come è stato ucciso il proprietario terriero che si era rifiutato di vendere la sua terra al signorotto locale non è il massimo della narrativa, anche qui Faraci ha scelto la metologia sceneggiativa più semplice.
La restante parte del racconto scorre abbastanza bene con scene godibili quali quella della lotta contro i lupi, la sparatoia contro la coppia di killer e la “spazzolata” che tex dà all’arrogante nipote dello stalliere. Interessante l’espediente con cui tex riesce a stanare il gruppo di tagliagole capeggiate dall’odioso giovinastro : qui il nostro eroe dà prova di astuzia facendo finta di essere stato giustiziato dal giudice per poi passare immediatamente al contrattaco; anche la susseguente scena della sparatoria è divertente. Ho apprezzato che il giudice non sia stato fatto cadere in questa sparatoria, infatti il cattivo che si redime per poi sacrificarsi nello scontro finale è una scena già vista e rivista che non avrei assolutamente gradito.
Faraci è alla sua seconda prova su tex, ed anche se mi piacque di più la sua prima opera, in questo racconto conferma nuovamente che è uno sceneggiatore talentuoso, quindi mi auguro di rileggerlo.
Come già espresso per il primo albo, disegni buoni ma non esaltanti, non mi piace come viene rappresentato il volto di tex

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