La montagna degli Dei (n.184/185/186)
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La montagna degli Dei (n.184/185/186)

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Franco Donatelli
Ha creato un nuovo Olimpo, con palazzi e templi simili a quelli dell'antica Grecia. E' folle e si fa chiamare Basileo. Ha bisogno di un nuovo Ercole, che sieda al suo fianco sul trono dell'Olimpo; ne ha provati tanti, ma tutti lo hanno deluso... Basileo decide allora di sottoporre Zagor alle dodici fatiche che un tempo affrontò il leggendario semidio. Come se la caverà lo Spirito con la Scure?
Re: La montagna degli Dei (n.184/185/186)
Il topic nel vecchio forum : http://ramath.forumup.it/viewtopic.php?t=1472&mforum=ramath
Re: La montagna degli Dei (n.184/185/186)

la montagna degli dei
numeri 184, 185 e 186, testi sclavi, disegni donatelli e bignotti
storia divertente ma difettosa, nulla a che vedere con il capolavoro "lo zoo di kaufman", donatelli sottotono, con interventi sballati di bignotti
qui gli animali e i combattimenti sono disegnati mediamente male e si risolvono troppo facilmente, non ingannino le didascalie "alla nolitta"
il migliore è quello con l'anaconda, interessanti i falconi, ma ci sono sempre troppe sproporzioni, e il cerbero finale è ridicolo, inguardabile...
meglio riuscite, nonché tipicamente sclaviane, sono invece la crisi di panico di zagor e la chicca finale con zagor gioca con il buio
lessico zagoriano colmo di cafonate come "ercole? quello delle favole" o l'auffa iniziale
oppure "quest'uomo possiede il segreto per sconvolgere l'umanità" ma che significa?
copertina media
voto 7
Ultima modifica di Kramer76 il Gio 10 Dic 2020, 10:24 - modificato 11 volte.
Kramer76- Vincitore Champions league/Europa league/Supercoppa/Europeo
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Data d'iscrizione : 19.01.15
Re: La montagna degli Dei (n.184/185/186)
Al suo esordio, Sclavi attinge alla mitologia greca e trasforma Zagor in un novello Ercole, dopo Ulisse e prima di Giasone, in una futura avventura di Toninelli.
L'Autore deve reggere le sorti della saga per un paio d'anni prima dell'avvento del buon Marcello e, pur non sfornando capolavori, ci lascia in eredità belle storie, al contrario di qualcun altro che un capolavoro ce lo ha lasciato, ma accompagnato da ciofeche terribili.
Ricordo che da bambino, mi rammaricai del fatto che Zagor non finisse le 12 fatiche (7 superate), preferendo, invece, accorciarle per completare l'opera.
Buona prova di Donatelli, anche se, in alcune vignette, mi è sembrato di vedere la mano di Bignotti.
Voto alla storia: 7,3
Voto ai disegni: 8
L'Autore deve reggere le sorti della saga per un paio d'anni prima dell'avvento del buon Marcello e, pur non sfornando capolavori, ci lascia in eredità belle storie, al contrario di qualcun altro che un capolavoro ce lo ha lasciato, ma accompagnato da ciofeche terribili.
Ricordo che da bambino, mi rammaricai del fatto che Zagor non finisse le 12 fatiche (7 superate), preferendo, invece, accorciarle per completare l'opera.
Buona prova di Donatelli, anche se, in alcune vignette, mi è sembrato di vedere la mano di Bignotti.
Voto alla storia: 7,3
Voto ai disegni: 8
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Hernan Cortes
Andrea67- PROFETA DI ZTN
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Data d'iscrizione : 20.01.15
Località : Catanzaro
Re: La montagna degli Dei (n.184/185/186)
Una grande occasione persa. Questa storia aveva tutte le caratteristiche per diventare un grande classico zagoriano, invece, dopo l'ottimo spunto iniziale e l'introduzione del magnifico scenario dell'olimpo e delle 12 prove da sostenere, si interrompe bruscamente sul più bello degenerando poi rapidamente col tradimento dei due tirapiedi.
E' la prima avventura scritta da Sclavi e il suo stile, pur ben uniformato a quello delle precedenti storie dello spirito con la scure, è perfettamente riconoscibile da una delle scene più scioccanti e controverse della saga: quella in cui Zagor di fronte alle allucinazioni provocate da Basileo urla tutta la sua paura e per un po' si rifiuta persino di aiutare Cico, cosa che colpisce ancora di più, non credo infatti che si sia mai visto ne prima ne dopo su queste pagine qualcosa di simile. Questa scena sintetizza un po' tutto il bello e il brutto di questo racconto non a caso uno dei più opinabili della saga.
Anche il nemico Basileo è molto controverso, se da un lato sembra il solito folle megalomane con improbabili scopi che non si capisce nemmeno bene dove vogliano andare a parare, dall'altro viene però utilizzato in modo da far esaltare il mito di Zagor citando Ercole e gli dei dell'0limpo.
Belli e suggestivi gli scenari ambientali illustrati da Donatelli anche se non mi soddisfa del tutto l'interpretazione grafica degli animali e dei mostri. Una storia molto ricca di pregi e difetti.
VOTO 6,5
E' la prima avventura scritta da Sclavi e il suo stile, pur ben uniformato a quello delle precedenti storie dello spirito con la scure, è perfettamente riconoscibile da una delle scene più scioccanti e controverse della saga: quella in cui Zagor di fronte alle allucinazioni provocate da Basileo urla tutta la sua paura e per un po' si rifiuta persino di aiutare Cico, cosa che colpisce ancora di più, non credo infatti che si sia mai visto ne prima ne dopo su queste pagine qualcosa di simile. Questa scena sintetizza un po' tutto il bello e il brutto di questo racconto non a caso uno dei più opinabili della saga.
Anche il nemico Basileo è molto controverso, se da un lato sembra il solito folle megalomane con improbabili scopi che non si capisce nemmeno bene dove vogliano andare a parare, dall'altro viene però utilizzato in modo da far esaltare il mito di Zagor citando Ercole e gli dei dell'0limpo.
Belli e suggestivi gli scenari ambientali illustrati da Donatelli anche se non mi soddisfa del tutto l'interpretazione grafica degli animali e dei mostri. Una storia molto ricca di pregi e difetti.
VOTO 6,5
Marco65- DOTTORE DEL FORUM
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Località : Genova
Re: La montagna degli Dei (n.184/185/186)
Convincente esordio di Tiziano Sclavi sulle pagine di Zagor. Da una brillante idea (Zagor che deve affrontare le dodici fatiche di Ercole), lo sceneggiatore crea una bella storia, che però ha il difetto di non mostrare tutte e dodici le fatiche (Zagor ne affronterà solo sette). Forse si poteva anche creare una storia di respiro più ampio, in cui sviluppare meglio le sfide affrontate da Zagor (che in alcuni casi sono piuttosto sbrigative). La fatica che più mi ha colpito è la seconda, ossia lo scontro con il serpente marino: è infatti una sequenza molto ben realizzata. Il folle Basileo ha, secondo me, il suo fascino come antagonista. Ottimo il finale in cui Zagor spaventa lo scagnozzo di Basileo.
Buoni complessivamente i disegni di Donatelli, anche se alcuni mostri e alcuni animali sono mal realizzati.
Splendida la copertina di Gallieno Ferri.
Soggetto/Sceneggiatura: 8
Disegni: 7
Buoni complessivamente i disegni di Donatelli, anche se alcuni mostri e alcuni animali sono mal realizzati.
Splendida la copertina di Gallieno Ferri.
Soggetto/Sceneggiatura: 8
Disegni: 7
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