Il popolo della palude (n.7)
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FORUM ZAGOR TE NAY LA DARKWOOD DEL WEB :: Zagor-Te-Nay il Forum dello Spirito Con La Scure :: Commenti alle storie
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Storia molto piacevole con una prima parte che mi è molto piaciuta, soprattutto quando Zagor libera Moses prigioniero dei Sitka.
Ottima anche la seconda parte... un po meno il finale a lieto fine...
voto storia: 6.5
Ottima anche la seconda parte... un po meno il finale a lieto fine...

voto storia: 6.5
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Re: Il popolo della palude (n.7)
per Walter: a me le storie di Bonelli non sono dispiaciute, pur ricche di fantasia. Naturalmente gli preferisco quelle di Nolitta perché il personaggio era suo, gli ha dato un'anima, uno stile caratteristico, quindi di cosa si parla? Naturalmente andava a braccio nel scriverle perché doveva garantire l'uscita dell'albo. Se non l'avesse fatto magari Nolitta non avrebbe avuto il tempo di acquistare quella fiducia necessaria nel proseguire.
Poi se per te le storie di GLB hanno trame da ragazzini è una tua legittima opinione che non condivido assolutamente.
Poi se per te le storie di GLB hanno trame da ragazzini è una tua legittima opinione che non condivido assolutamente.
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Guitarjim1982 ha scritto:per Walter: a me le storie di Bonelli non sono dispiaciute, pur ricche di fantasia. Naturalmente gli preferisco quelle di Nolitta perché il personaggio era suo, gli ha dato un'anima, uno stile caratteristico, quindi di cosa si parla? Naturalmente andava a braccio nel scriverle perché doveva garantire l'uscita dell'albo. Se non l'avesse fatto magari Nolitta non avrebbe avuto il tempo di acquistare quella fiducia necessaria nel proseguire.
Poi se per te le storie di GLB hanno trame da ragazzini è una tua legittima opinione che non condivido assolutamente.
Segno che programmava, e ci ha messo un po' per dare a Zagor una giusta inquadratura, ma già dagli albori il Nolitta immaturo come sceneggiatore già faceva intravedere qualcosa di buono a differenza di GL Bonelli,e segno che non è vero che quei tempi richiedevano anche narrazioni molto semplici e senza pretese( alla GL Bonelli appunto).
Io non so se Bonelli padre scriveva per fare prove di Tex esercitandosi con Zagor, o se per sopperire agli impegni del figlio o del maestro; sta di fatto che a me mi ha dato la sensazione di non essere portato per Zagor, nè di sentire il personaggio nelle sue corde.
Se poi a voi non vi dispiacciono storie con duelli improbabili dove Zagor in una paginetta mette KO 10 avversari di fila, dove Cico veniva trattato come il fratello scemo da Zagor o dove venivano accennati particolari fantastici/horror come i ragni giganti o i dinosauri senza approfondirli o senza dargli quel senso della meraviglia che avrebbero meritato, contenti voi Guitar, non so che altro dirvi.
Walter Dorian- FORUMISTA MAXIMUS
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Walter Dorian ha scritto:Guitarjim1982 ha scritto:per Walter: a me le storie di Bonelli non sono dispiaciute, pur ricche di fantasia. Naturalmente gli preferisco quelle di Nolitta perché il personaggio era suo, gli ha dato un'anima, uno stile caratteristico, quindi di cosa si parla? Naturalmente andava a braccio nel scriverle perché doveva garantire l'uscita dell'albo. Se non l'avesse fatto magari Nolitta non avrebbe avuto il tempo di acquistare quella fiducia necessaria nel proseguire.
Poi se per te le storie di GLB hanno trame da ragazzini è una tua legittima opinione che non condivido assolutamente.
Segno che programmava, e ci ha messo un po' per dare a Zagor una giusta inquadratura, ma già dagli albori il Nolitta immaturo come sceneggiatore già faceva intravedere qualcosa di buono a differenza di GL Bonelli,e segno che non è vero che quei tempi richiedevano anche narrazioni molto semplici e senza pretese( alla GL Bonelli appunto).
Io non so se Bonelli padre scriveva per fare prove di Tex esercitandosi con Zagor, o se per sopperire agli impegni del figlio o del maestro; sta di fatto che a me mi ha dato la sensazione di non essere portato per Zagor, nè di sentire il personaggio nelle sue corde.
Se poi a voi non vi dispiacciono storie con duelli improbabili dove Zagor in una paginetta mette KO 10 avversari di fila, dove Cico veniva trattato come il fratello scemo da Zagor o dove venivano accennati particolari fantastici/horror come i ragni giganti o i dinosauri senza approfondirli o senza dargli quel senso della meraviglia che avrebbero meritato, contenti voi Guitar, non so che altro dirvi.
GLB scrisse Zagor per aiutare suo figlio che era in crisi e che non aveva fiducia dei suoi mezzi come ampiamente documentato dallo stesso Sergio più volte. E già una volta abbandonò Un ragazzo nel far west per gli stessi motivi lasciandolo nelle mani del genitore.
Un'altra cosa: Nolitta ha fatto la sua rivoluzione nel fumetto inventando Mister No e Zagor e uno gliene dà atto. Personaggi più umani e approfonditi psicologicamente, figli di quegli anni sessanta in cui il fumetto stava giustamente cambiando. Bonelli Padre però la sua rivoluzione l'ha fatta negli anni trenta, prima inventando i cineromanzi a fumetti che non avevano niente da invidiare a Phantom e Flash Gordon, e dopo soprattutto con le storie di Tex della maturità: Il figlio di Mefisto, Apache Kid, Diablero, San Francisco, Gilas, Massacri, Il Giuramento, La cella della morte e tante ma tante altre! Questo giusto per precisare che GLB non scriveva soltanto storie e narrazioni semplici e senza pretese come dici tu.
Infine non condivido il ragionamento di "accontentarsi" perché io non mi accontento affatto. Le storie zagoriane di GLB le prendo nel bene e nel male come quelle scritte da altri autori differenti da Nolitta, senza per questo farmele piacere per forza. E' indicativo, tra l'altro, che se dovessi dire a un neofita quali albi leggere non gli consiglierei quelle storie ma le avventure di Nolitta. Senza ombra di dubbio.
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Con questa storia andiamo addirittura indietro nel tempo...tempo che si è fermato intorno al 1600 per gli abitanti di una cittadella fortificata protetta da dei gas naturali che ne occultano l'esistenza.
Nel complesso una buona storia, specialmente all'inizio, mentre il finale è fin troppo buonista
Nel complesso una buona storia, specialmente all'inizio, mentre il finale è fin troppo buonista
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Una storia che dimostra tutti i suoi anni con personaggi appena abozzati,il tema cappa e spada in una città fuori dal tempo era molto in voga all'epoca ma poteva essere sfruttato meglio.Zagor in mano a Gianluigi Bonelli somiglia sempre più a Tex nel linguaggio e nel modo di trattare Cico.
VOTO 6-
VOTO 6-
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Re: Il popolo della palude (n.7)
La seconda storia di Bonelli padre per Zagor si può dividere in due parti distinte: il salvataggio di Moses e la vicenda dei Condè.
Abbastanza scialba la narrazione dello scontro con i Sitkha, con dialoghi ripetitivi e noiosi, molto meglio la seconda parte nella città perduta dei Condè, dove Zagor giganteggia sugli avversari durante la rivolta scatenata da lui e da Paul.
Cico, invece, fuori dall'azione, è protagonista di una buona gag che lo vede ingozzarsi incurante di quanto succede intorno a lui.
Buonista e fiacco il finale: come nell'avventura precedente il cattivo di turno, il tiranno, rimane impunito per le sue malefatte.
Anche in questa storia il linguaggio e l'atteggiamento di Zagor sono texiani e Cico è ridotto ad una macchietta.
Storia nel complesso: 5,25 (4 la prima parte ; 6,5 la seconda)
Disegni: 8
Abbastanza scialba la narrazione dello scontro con i Sitkha, con dialoghi ripetitivi e noiosi, molto meglio la seconda parte nella città perduta dei Condè, dove Zagor giganteggia sugli avversari durante la rivolta scatenata da lui e da Paul.
Cico, invece, fuori dall'azione, è protagonista di una buona gag che lo vede ingozzarsi incurante di quanto succede intorno a lui.
Buonista e fiacco il finale: come nell'avventura precedente il cattivo di turno, il tiranno, rimane impunito per le sue malefatte.
Anche in questa storia il linguaggio e l'atteggiamento di Zagor sono texiani e Cico è ridotto ad una macchietta.
Storia nel complesso: 5,25 (4 la prima parte ; 6,5 la seconda)
Disegni: 8
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Anche per me la prima parte è decisamente no; avvio privo di mordente e terribili siparietti fra Zagor e Cico (come da standard GLB relegato al ruolo di macchietta dalla grossolana comicità slapstick). Molto meglio la seconda parte! Devo dire che mi è sempre piaciuta l'idea di questo luogo cristallizzato nel tempo con gli abitanti che mantengono uno stile di vita seicentesco, inconsapevoli dei progressi esterni. Non è carente di fascino e la sortita cappa e spada ha un suo perchè, nonostante lo sviluppo sempliciotto e un forzatissimo lieto fine che coinvolge tutti i personaggi. Voto 6.
Dies Irae- New Entry
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Una brutta copia de La città d'oro su Tex con uno stile ricordo molto ridondante e zeppa di assurdità.
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La scienza non ci ha ancora insegnato se la pazzia sia o no più sublime dell'intelligenza.
(Edgar Allan Poe)
Spirito errante- DIPLOMATO IN ZAGOROLOGIA
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Re: Il popolo della palude (n.7)
siamo agli albori della collana , per di piu' quando GBonelli faceva da supplente
ci sono tutti i profumi cinematografici del tempo, dal peplum rappresentato dalla forza erculea di zagor,il cappa e spada con le armature dei conquistadores francesi o le acconciature alla D'artagnan e moschettieri altra fissa del grande vecchio...
persino scene da "miseria e nobilta'"
quando Cico si avventa sulla tavola imbandita cercando di arraffare il possibile
l'esito della rivolta poi non e' drammatico come si conveniva ad una testata piu' per ragazzini come zagor,
ma si risolve pacificamente con la fine del dominio dei Conde' e la possibilita' per la popolazione di conoscere finalmente il mondo civilizzato oltre le savane controllate dagli indiani;
da notare tra il linguaggio proto-texiano messo in bocca ai nostri una battuta piuttosto inflazionata sulle pagine del ranger:quella della chiromante che prevedeva lunga vita fino a 90 anni
per il mod le cover a striscia




ci sono tutti i profumi cinematografici del tempo, dal peplum rappresentato dalla forza erculea di zagor,il cappa e spada con le armature dei conquistadores francesi o le acconciature alla D'artagnan e moschettieri altra fissa del grande vecchio...
persino scene da "miseria e nobilta'"


l'esito della rivolta poi non e' drammatico come si conveniva ad una testata piu' per ragazzini come zagor,
ma si risolve pacificamente con la fine del dominio dei Conde' e la possibilita' per la popolazione di conoscere finalmente il mondo civilizzato oltre le savane controllate dagli indiani;
da notare tra il linguaggio proto-texiano messo in bocca ai nostri una battuta piuttosto inflazionata sulle pagine del ranger:quella della chiromante che prevedeva lunga vita fino a 90 anni

per il mod le cover a striscia






wakopa- Vincitore COPPA ITALIA
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Re: Il popolo della palude (n.7)
Inizio misterioso e inquietante, grazie anche alle ombrosità dei disegni di Ferri. Belli gli scambi di battute tra uno Zagor isterico e un Cico cazzone, bravo anche GLB a mettere in luce la caratterizzazione erculea di Zagor, poi effettivamente nel finale la storia svacca un po' come ingenuità.
Voto 6,5
Voto 6,5
Smash- LAUREATO IN ZAGOROLOGIA
- Messaggi : 4251
Data d'iscrizione : 21.01.15
Re: Il popolo della palude (n.7)
Questa storia, nonostante sia più lunga e complessa delle precedenti, non mi è piaciuta molto. Zagor è troppo antipatico e scontroso, se la prende sempre con Cico, qualsiasi cosa dica o faccia.
I disegni del maestro Ferri sono già a livelli abbastanza alti.
STORIA: 6
DISEGNI: 8
I disegni del maestro Ferri sono già a livelli abbastanza alti.
STORIA: 6
DISEGNI: 8
Magico Vento- MASTER IN ZAGOR
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Data d'iscrizione : 03.12.19
Località : Blizzard
Re: Il popolo della palude (n.7)
112 tavole ed un terzo, se ho fatto i conti giusti, di GLB, disegni di Ferri.
Storia in due parti: la prima ambientata nel territorio dei sitkas, il popolo della palude, appunto; la seconda nella città di pietra.
Finita l'avventura contro Nakawa, Pat riferisce a Zagor di non aver visto più il loro amico Moses e il Nostro si mette alla sua ricerca, e, dopo aver controllato la capanna di Moses, si reca dapprima al campo indiano degli oneida di Sakami, poi in quello algonchino di Pimas, che lo indirizzano sulle colline fumanti con l'avvertimento che oltre le colline c'è una città dove il padrone taglia le teste.
Scoperti dal popolo della palude per aver acceso il fuoco (prima volta nella serie in cui Zagor traduce il suono dei tamburi), eludono i sitkas, e dopo una battaglia in cui perisce il loro stregone, Manua, Cico che li uccide tutti prendendoli a colpi di pagaia in testa
(GLB ha cannato il personaggio...) liberano Moses. Qui la logica verrebbe di tornare indietro, ma Zagor è dannatamente testardo, è spinto dalla curiosità, ci deve andare per forza. Raggiunte le colline fumanti veniamo informati che gli indiani sitkas non si avvicinano perché considerate terre maledette, anche se nel corso della storia ci viene raccontato che non solo le attraversano, ma entrano un paio di volte l'anno nella città di pietra
Contraddizione che da GLB che possiamo dire che di pellerossa se ne intende, non me lo sarei mai aspettato...
Primo flashback simil-storico della serie: trovato Kennebec legato ad una croce, lo liberano e vengono a sapere un po' di più sulla città di pietra. Anche qui ho trovato un errorino: ad un certo punto Zagor chiama Kennebec Paul, ma non lo aveva mai detto
Arrivati alla città di pietra, Kennebec guida la più classica delle rivolte contro il palazzo del duca di Condé, battuto da Kennebec, mentre Zagor batte il suo braccio destro, il capitano D'Obusson
Nonostante alcuni errorini (e nonostante GLB faccia pronunciare agli indiani discorsi come Suarez all'esame a Perugia
) questa storia si merita comunque un bell'8 in pagella.
Vediamo le gag di Cico, trattato sempre male da Zagor che gli intima molteplici volte di stare zitto:
1) Cico per non ricorrere in aiuto si finge malato, addirittura Zagor lo minaccia con un coltello, pronta replica minacciosa del messicano... Ma questa è una gag?
2) se la prende con gli indiani per averlo quasi ucciso con una lancia e quando riceve per tutta risposta delle frecce, mette il turbo alla pagaia
3) dopo le parole di Moses, cerca di convincere Zagor a tornare indietro e di dimenticarsi della città di pietra, ma il Nostro lo lancia nella gabbia dei prigionieri frequentata fino ad un attimo prima da Moses...
4) racconta di un suo indovino antenato, quindi anche lui dovrebbe esserlo un po' e quando non presagisce nulla di buono alla città di pietra, ecco che Moses gli fa le corna
5) mentre Zagor e Moses risalgono le mura della città, Cico scova un passaggio segreto, sbatte contro la porta richiusa per il buio e si ricorda di avere i fiammiferi e arriva nella sala da pranzo di Anna, l'amore di Kennebec, prima rubando, facendo cazziare il maggiordomo, e poi scroccando la cena (qui Ferri è massimo livello, espressioni facciali TOP
)
Due curiosità:
Zagor, oltre a saper parlare inglese, spagnolo (lo s'intuisce dalle storie fino a qui) e tutti i dialetti indiani, parla anche francese...
Battuta di GLB cervellotica, fatta dire da Moses: "Peste, corna e fulmini sott'aceto"
Personaggi principali:
- Pat
- Sakami
- Pimas
- Moses
- Manua
- Paul Kennebec
- capitano D'Obusson
- duca di Condé
- Anna
Luoghi:
- Forte Henry
- vallata di Sheboygan
- Campo oneida
- villaggio algonchino
- territorio sitka
- colline fumanti
- città di pietra
Storia in due parti: la prima ambientata nel territorio dei sitkas, il popolo della palude, appunto; la seconda nella città di pietra.
Finita l'avventura contro Nakawa, Pat riferisce a Zagor di non aver visto più il loro amico Moses e il Nostro si mette alla sua ricerca, e, dopo aver controllato la capanna di Moses, si reca dapprima al campo indiano degli oneida di Sakami, poi in quello algonchino di Pimas, che lo indirizzano sulle colline fumanti con l'avvertimento che oltre le colline c'è una città dove il padrone taglia le teste.
Scoperti dal popolo della palude per aver acceso il fuoco (prima volta nella serie in cui Zagor traduce il suono dei tamburi), eludono i sitkas, e dopo una battaglia in cui perisce il loro stregone, Manua, Cico che li uccide tutti prendendoli a colpi di pagaia in testa


Primo flashback simil-storico della serie: trovato Kennebec legato ad una croce, lo liberano e vengono a sapere un po' di più sulla città di pietra. Anche qui ho trovato un errorino: ad un certo punto Zagor chiama Kennebec Paul, ma non lo aveva mai detto

Arrivati alla città di pietra, Kennebec guida la più classica delle rivolte contro il palazzo del duca di Condé, battuto da Kennebec, mentre Zagor batte il suo braccio destro, il capitano D'Obusson
Nonostante alcuni errorini (e nonostante GLB faccia pronunciare agli indiani discorsi come Suarez all'esame a Perugia

Vediamo le gag di Cico, trattato sempre male da Zagor che gli intima molteplici volte di stare zitto:
1) Cico per non ricorrere in aiuto si finge malato, addirittura Zagor lo minaccia con un coltello, pronta replica minacciosa del messicano... Ma questa è una gag?

2) se la prende con gli indiani per averlo quasi ucciso con una lancia e quando riceve per tutta risposta delle frecce, mette il turbo alla pagaia

3) dopo le parole di Moses, cerca di convincere Zagor a tornare indietro e di dimenticarsi della città di pietra, ma il Nostro lo lancia nella gabbia dei prigionieri frequentata fino ad un attimo prima da Moses...
4) racconta di un suo indovino antenato, quindi anche lui dovrebbe esserlo un po' e quando non presagisce nulla di buono alla città di pietra, ecco che Moses gli fa le corna
5) mentre Zagor e Moses risalgono le mura della città, Cico scova un passaggio segreto, sbatte contro la porta richiusa per il buio e si ricorda di avere i fiammiferi e arriva nella sala da pranzo di Anna, l'amore di Kennebec, prima rubando, facendo cazziare il maggiordomo, e poi scroccando la cena (qui Ferri è massimo livello, espressioni facciali TOP

Due curiosità:
Zagor, oltre a saper parlare inglese, spagnolo (lo s'intuisce dalle storie fino a qui) e tutti i dialetti indiani, parla anche francese...
Battuta di GLB cervellotica, fatta dire da Moses: "Peste, corna e fulmini sott'aceto"

Personaggi principali:
- Pat
- Sakami
- Pimas
- Moses
- Manua
- Paul Kennebec
- capitano D'Obusson
- duca di Condé
- Anna
Luoghi:
- Forte Henry
- vallata di Sheboygan
- Campo oneida
- villaggio algonchino
- territorio sitka
- colline fumanti
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SENZA ORSATO CHE JUVE SAREBBE?
E ti sta parlando un Bonelli-dipendente...
doctorZeta- ZAGORIANO INDISPENSABILE
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Località : Torino
Re: Il popolo della palude (n.7)
Vado un po' controcorrente, la storia mi è piaciuta quasi in tutte le sue parti, certo le trame sono semplici ma la sceneggiatura un po' più seria rispetto ai 3 precedenti di Ferri. Abbastanza avvilente il salvataggio di Moses, con l'azione subacquea di Zagor. Mi è piaciuta molto l'idea della città di pietra, dell'omaggio ai romanzi cappa e spada. Concordo che c'è un notevole contrasto nel trattamento di Cico da parte di Zagor, rispetto agli albi precedenti.
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