Moreno Burattini - Parte terza

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Messaggio Da claudio57 Mar 17 Mag 2022, 17:29

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Messaggio Da claudio57 Ven 03 Giu 2022, 16:39

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (48)
https://zagorealtro.blogspot.com/2022/06/a-domanda-moreno-risponde-48.html?fbclid=IwAR2QxRGJDvHJJfGiEErLb1_ftPLD5GLQWxnXS8j1jNWAweWpS0L4rP1qFSA

1 – Caro Moreno, leggendo il racconto “Mistero sul Monte Naatani”, mi sono imbattuto in due illogicità: nella scena in cui Roberts, Heisenberg e Jesse parlano con Quaritch alla base “Altrove”, i presenti si rivolgono a Roberts con il titolo di “professore”. Roberts è il manager della base “Altrove”, un operativo e un agente, non viene mai detto che sia un professore. Roberts si vede anche nel 13° numero di “Storie da Altrove” e lì tutti si rivolgono a lui con l’appellativo di “Mister Roberts” come in tutte le altre storie di Zagor. Inoltre, non ha mai dimostrato di possedere alcuna conoscenza scientifica. Si potrebbe dire che un’altra illogicità è che tutti chiamano Quaritch semplicemente “dottore”, mentre prima lo chiamavano “professore”. Non credo che questa sia una punizione per ciò che ha fatto, dato che tutti continuano a chiamare ancora Hellingen “professore” nonostante abbia commesso crimini enormi. Come spieghi queste due illogicità?

La spiegazione più logica e sincera è che si tratti di una svista dello sceneggiatore, cioè del sottoscritto. Tuttavia, fra tanti errori madornali che si possono commettere, e fra tante sviste ben più gravi che mi sono sfuggite, non mi sembra che un manager della base di Altrove, che pure abbia funzioni di agente operativo, non possa essere anche un professore (uno studioso, un docente universitario) spostato ad altri incarichi. Anche un dirigente di un ospedale o di un ateneo può essere stato in precedenza un professore destinato successivamente ad altri ruoli. Una volta che un insegnante o uno scienziato smette di insegnare lo si può continuare a chiamare comunque “professore”, ma nulla vieta di chiamarlo “mister”. Per Quaritch può essere successo che avesse mansioni di insegnante (dunque lo si potesse chiamare “professore”) magari addestrando altri agenti o scienziati, e poi, rimosso dall’incarico, sia stato considerato semplicemente “dottore”.

2 – Caro Moreno, Lei ha saputo creare un supernemico come Mortimer, riporterà alla ribalta un altro supernemico come SuperMike ed ha “Ri-Nolittanizzato” Hellingen. Ora, non è certo detto che i supernemici debbano venire ripresi da autori sempre diversi, ma anche col Barone Rakosi con le splendide storie di Rauch, Boselli e Castelli (oltre che dell’originale) e quelle di Kandrax create (sempre oltre all’originale), da Nicolai, Boselli e Chiaverotti, quali di questi due personaggi appena citati, che non ha mai utilizzato nelle sue storie, vede come più vicino al Suo stile di scrittura e, quindi, con una certa possibilità di poterci creare una storia? Detto questo, mi auguro di rivedere presto i vampiri e lo stesso Druido, che mi ha lasciato con l’amaro in bocca dopo l’ultima avventura, detto sinceramente.

Sull’amaro in bocca lasciato dall’ultimo ritorno del druido posso solo dire che tutti i ritorni dei supernemici (magari tanto attesi) deludono una parte dei lettori, è regola fissa. A me il ritorno di Kandrax scritto da Chiaverotti è piaciuto più di un altri precedenti e mi è sembrato un coraggioso tentativo di variazione sul tema. In ogni caso si è trattato di un breve racconto (un omaggio, soprattutto, da parte di una guest star) che non ha mutato lo status quo e quindi il mago celta é pronto e disponibile per altri ritorni che, si spera, lei potrà apprezzare maggiormente. Potrei essere proprio io a occuparmene, chissà, visto che Rakosi è morto e comunque io ho sempre preferito Kandrax.

3 – Caro Moreno, scusa se ti scrivo e ti disturbo, vorrei chiederti una cosa, che può sembrare “stupida”: potresti creare uno dei tuoi versacci dedicandolo (e quindi avendo esso come protagonista) al personaggio Stiletto di cui tanto si è parlato in questa rubrica?

Ogni volta che si insiste sul personaggio di Stiletto, divenuto ormai un tormentone, mi sembra di venire preso in giro perché mi sembra impossibile tanto interesse - dev’esserci un complotto di burloni. Comunque la risposta è no: a far versi su Stiletto io di certo non mi metto.
Oh, invece mi è uscita la rima.

4 – Gentile Moreno, crede che essere diventato curatore della testata Zagor possa sì averle dato più cose da gestire, ma anche molta più libertà, e quindi meno pressione nel dover decidere, piuttosto che nel venire giudicato, di dirigere se stesso più di quanto non l’avesse avuta quando era sotto gli sguardi di Renato Queirolo e Mauro Boselli, nonché Decio Canzio e Sergio Bonelli?

Sicuramente ho ottenuto più autonomia. Mi piace pensare però che me la sono guadagnata sul campo. Non si delegano responsabilità importanti all’ultimo arrivato, com’ero io all’inizio della mia carriera, ma poi se si riconoscono meriti a qualcuno messo alla prova, ecco che gli si dà fiducia. Resta il fatto che ancora oggi devo comunque rispondere a un editore e un paio di direttori (e non me ne lamento, sentendomi rincuorato talvolta dai loro consigli).

5 – Caro Moreno, ho sempre amato moltissimo il personaggio del Going-Going e sono felice di averlo rivisto di recente. La mia domanda è: c’è la possibilità di rivedere il Going-Going sulla collana Zenith, e non solo nei racconti umoristici di quella dedicata al nostro Cico?

Sono anch’io un fan del Going-Going e credo di averlo dimostrato dedicandogli alcune apparizioni. Mi viene da pensare di essere stato l’unico sceneggiatore oltre Nolitta ad aver usato il personaggio, ma non ne sono sicuro Niente vieta di farlo tornare anche nella serie regolare ma certo molti lettori di più recente acquisizione sarebbero spiazzati. Nolitta aveva molta più libertà (e soprattutto se la prendeva) potendo contare su una platea più omogenea e più complice. Oggi chissà che cori social di protesta.

6 – Caro Moreno, Zagor ha conosciuto molti dei personaggi della Bonelli e persino gli eroi DC. Visti i tempi delle loro avventure, pensi che sia possibile un crossover tra Zagor e Kerry il Trapper?

Credo di aver già risposto a questa domanda evidenziando la differenza di tempi e di luoghi.

7 – Caro Moreno, crede che le lodi all’ultima storia della coppia Barbieri/Barison “L’acqua che urla” possano essere state causate, a parte la qualità alta della trama ed un realismo sensazionale (ghiottone a parte), anche dal fatto che esista, in questo momento, un periodo di magra del personaggio che porta a gridare al miracolo leggendo belle storie, ma non capolavori, come questa?

Sono ben contento che la storia “L’acqua che urla” è stata apprezzata, avendo peraltro approvato e seguito il progetto passo dopo passo. Tuttavia non mi risulta che Zagor stia attraversando un “periodo di magra”, dato che ricevo apprezzamenti talora molto vivi anche per il resto della produzione (per esempio, la trasferta in Europa o la storia con Mortimer). Poi ognuno veda le magre che vuole.

8 – Caro Moreno, ho due domande da proporti a proposito di Tex. Nella serie del giovane Tex Willer non so se hai in programma di sceneggiare uno speciale, ma ti piacerebbe o hai in progetto di proporre storie per la serie mensile del giovane Ranger? E poi, hai annunciato di stare sceneggiando il sequel di una storia del creatore di Tex, per cui ti chiedo di indicare una storia, una per ogni autore (Guido Nolitta, Claudio Nizzi e Mauro Boselli), per la quale ti piacerebbe creare un seguito.

Riguardo al giovane Tex, essendo molto impegnato con Zagor accetterò di scrivere qualcosa solo se Mauro Boselli fosse in difficoltà e mi chiedesse un aiuto. Sui sequel che mi chiedi, scriverei volentieri il sequel di “Sasquatch” per quanto riguarda Nolitta, mi cimenterei altrettanto volentieri nel seguito della storia con i Thugs scritta da Nizzi, mentre per Boselli sceglierei il ritorno della banda dei sette assassini.

9 – Buongiorno! Voglio fare i miei più sinceri complimenti a Jacopo Rauch. Lo apprezzo molto, scrive storie bellissime e con quella dell’ultimo scontro con Rakosi ha dato il massimo, anche se spero che un giorno possa tornare: dopotutto è un arcivampiro. La storia attualmente in corso con Verybad mi piace tantissimo. Pensi che possano esserci sviluppi futuri, visto il tema alla Lovecraft? Un caro saluto da Matteo.

Ci saranno di sicuro.

10 – Caro Moreno, nella prima avventura con Mortimer venne riferito da lui stesso di fare di cognome Hood, ma mettendolo in dubbio subito dopo, non lasciando quindi capire quale possa essere il suo vero cognome. Nell’ultima avventura con lui protagonista, lo stesso Mortimer ammette di avere origini europee, ma non viene confermato né smentito il suo cognome. Visto il finale, non credo che potrà esserci un prosieguo di tale racconto che ci faccia scoprire questa informazione, ma è una delle cose che più mi ha messo curiosità, dall’anno 1997 ad oggi. Cosa mi puoi dire in merito?

Nella sceneggiatura originale dell’ultima storia si diceva qual era il suo vero cognome e si rivelava che era originario del Lussemburgo (c’era un motivo). All’ultimo minuto ho cancellato tutto preferendo che rimanesse il mistero. “Hood” era comunque un nome falso, riferito al fatto che era “il principe dei ladri”.

11 – Caro Moreno, quale personaggio ricorrente ti piacerebbe affiancare a Zagor e Cico in una trasferta futura? Digging Bill ha accompagnato i nostri nel Texas, in Louisiana e addirittura in Africa. Secondo te quale comprimario fisso vedresti meglio in una trasferta lunga? Grazie per l’attenzione.

Fermo restando che lunghe trasferte non se ne faranno più (per i motivi più volte spiegati), ci sarà un viaggio piuttosto avventuroso in compagnia di Fishleg e della sua ciurma.

12 – Dopo i ritorni di Kandrax e del Barone Rakosi (che per un po’, immagino, non vedremo più riapparire), di Mortimer (che, a quanto ho capito, non rivedremo più), di Supermike (che tutti attendiamo a breve), resta il finalmente ritrovato tra i “vivi” Hellingen, che è vero si è rivisto non moltissimo tempo fa sulla serie regolare e da pochissimo sull’eccezionale numero dell’incontro con Flash, ma che sappiamo trovarsi “attualmente” ad Altrove in piena forma e pronto a nuove “cospirazioni”. Chiedo, dunque, se sia previsto un rientro del nostro Hellingen nella serie regolare, diciamo nei prossimi 2-3 anni, magari in una lunga avventura in più parti come meritano i grandi antagonisti e come, infatti, è accaduto per il ritorno del Vampiro e come su Tex per il ritorno di Mefisto.

Sicuramente Hellingen tornerà ma non ho ancora stabilito i tempi e i modi.

13 – Gentile Moreno, una storia, per poter uscire in edicola, a parte rare eccezioni, deve essere completamente pronta al massimo tre mesi prima rispetto all’uscita oppure i tempi sono più lunghi e si può arrivare anche a due mesi prima?

Ci sono storie che escono il mese dopo che sono state ultimate e altre che sono pronte da anni e non trovano la strada dell’edicola.

14 – Caro Moreno, come dobbiamo considerare a livello di continuity quanto accaduto nel team up con Flash? Ne verrà tenuto conto nelle storie future delle varie collane “regolari”? Intendo dire: da adesso potremmo, per esempio, anche vedere una scena sulla Zenith con Zagor e Cico che parlano dell’avventura vissuta con il supereroe DC? Se nominassero Thunderman, verrebbe considerato che è tornato (provvisoriamente) in vita dopo la morte nella tua storia con Marcus? Ma soprattutto, questo albo va considerato come un “ritorno” di Hellingen a tutti gli effetti? Lo avevamo lasciato in cella nella tua ultima storia, e ora lo ritroviamo improvvisamente libero. Verrà raccontato nel prossimo ritorno cosa è successo nel mezzo (e quindi il team up è una storia sfalsata nel futuro rispetto alla Zenith attuale), oppure niente di tutto ciò, e pertanto questo albo va considerato una sorta di what if, o qualcosa avvenuto in una dimensione parallela e roba simile?

Per quanto mi riguarda e se mai dipenderà da me, credo che l’avventura in team up fra Flash e Zagor vada considerata a tutti gli effetti al di fuori dell’ambito della serie regolare e delle testate zagoriane classiche. Tutto quanto è accaduto può essere successo in un universo parallelo o in un momento futuro non ancor raggiunto dal continuum temporale zagoriano.

15 – Caro Moreno, quando ha capito che fare lo sceneggiatore di fumetti sarebbe stata la sua strada? Non mi sto riferendo al momento in cui una persona le ha detto che avrebbe potuto fare carriera in questo ambito, ma a quando lei se n'è reso conto personalmente?

L’ho raccontato nel mio libro “Io e Zagor” (edizioni Cut-Up Publishing). Ho sempre sognato fare lo scrittore, poi ho capito che il mio talento specifico era sceneggiare fumetti. Ho perseguito caparbiamente l’obiettivo cercando di imparare da ciò che leggevo e dagli autori che  incontravo, in anni in cui non c’era Internet e gli incontri erano più difficili di adesso. Ho cominciato a capire che ce la potevo fare verso la metà degli anni Ottanta, lavorando a una fanzine che mi ha messo in contatto con il mondo degli addetti ai lavori.

16 – Caro Moreno, crede che possa essere possibile, e che ci possano essere i termini, per vedere sceneggiata una storia di Zagor da Roberto Recchioni?

Tutto dipende dal fatto che Roberto ne abbia voglia, che presenti un progetto in linea con la zagorianità (come ha fatto con Tex) e che la Casa editrice sia d’accordo. Di Recchioni sono un sincero ammiratore, perciò sarei ben felice di leggere un suo omaggio allo Spirito con la Scure.

17 – Caro Moreno, lei ha avuto il pregio di aver saputo ripescare Thunderman insieme all’Uomo Volante. Siccome, a parer mio, è stata una storia, la sua, decisamente intrigante, c’è una cosa che mi ha lasciato incuriosito. Se ne parla in un flashback, chiaramente, ma la figura di Charles Dickwick mi è parsa decisamente allegra e gioviale. Un sognatore, che è riuscito a compiere un miracolo che si è ritorto contro di lui. Forse può risultare un po’ macchietta, un personaggio al quale Cico potrebbe fare da spalla oppure lo stesso Dickwick fare da spalla al messicano, ma il punto è: che fine ha fatto? Averlo solo sentito nominare nella seconda storia ha lasciato, spero non solo a me, la voglia di rivederlo. E la prova che ha dato con Alfred Bannister dimostra come sulla prima storia in cui apparve ci abbia messo tanta concentrazione per poterne carpire i fatti per poterlo meglio raffigurare nel sequel. Per cui, avendolo citato, ha sicuramente studiato a lungo anche la figura di Dickwick e per questo chiedo non solo un eventuale ripescaggio, ma anche cosa ne pensa lei di questo ometto e della sua mancata apparizione nel sequel (attenzione, credo che la vicenda non ne avesse forse il bisogno di rivederlo in scena per non farne scendere la drammaticità, ma è comunque andata persa una sua partecipazione).

Dickwick è un personaggio troppo naif e umoristico per poterlo utilizzare in una storia, come quella del ritorno di Thunderman e di Marcus, caratterizzata invece da una pretesa (forse velleitaria) di drammaticità e di realismo (intendendo per realismo il voler dare qualche spiegazione razionale in più in una storia comunque fantastica). Un personaggio d’altri tempi, pensato per un pubblico d’altri tempi. Resta la simpatia che suscita, indubbiamente, e che potrebbe procurargli un ritorno in una storia meno cupa di quella realizzata dagli Esposito Bros.

18 – Ho scoperto qualche anno fa che Moreno è rimasto sorpreso dal fatto che “I pirati del drago” sia considerata tra le sue migliori storie da molti, me compreso. Volevo chiedergli se c’è qualche altra sua opera su cui non puntava particolarmente e che invece si è rivelata un successo stupendo.

Convinto come sono di avere contro orde di detrattori, mi verrebbe da dire che nessuna mia storia si è rivelata un successo stupendo. Di solito mi capita il contrario, credo di aver scritto qualcosa di buono e scopro che c’è chi ne dice peste e corna. Ma al di là di queste facezie, che facezie sono, credo di essere rimasto stupito dell’apprezzamento che i più hanno tributato a “Brezza di Luna”, la storia illustrata da Lola Airaghi comparsa nella prima antologia dei “Racconti di Darkwood”. I disegni di Lola sono stupendi, ma io temevo di aver osato troppo facendo fare a Zagor addirittura la levatrice.

19 – Caro Baltorr, grazie! E ringrazia Moreno per la sua disponibilità a soddisfare le nostre curiosità. Se non sono state già fatte avrei le seguenti domande per Moreno: 1) riprenderà la Collezione Storica a Colori per chiudere quanto meno la trasferta sudamericana? 10 numeri dovrebbero bastare…; 2) si farà uno Zagor Index o enciclopedia zagoriana aggiornata? Grazie da Giovanni21.

La Collezione Storica a Colori è stata una iniziativa di Repubblica e dunque ogni decisione di riprendere la serie non riguarda la Bonelli (ma io tenderei a escludere l’eventualità, visto che quel formato ha fatto il suo tempo). Riguardo alla seconda domanda la risposta è sì.

20 – Caro Moreno, nell’avventura uscita sulla serie regolare di Zagor, intitolata “Da un antico passato”, sceneggiata da Jacopo Rauch e disegnata da Raffaele Della Monica, sono stati rivissuti eventi tratti da più storie, come “Il terrore dal mare”, “Il dio della polvere", “L’orrore sepolto” ecc. Citando quest’ultima, mi pare chiaro che sia Zagor che Cico che Verybad avrebbero dovuto quantomeno essere più cauti nel decidere di lasciare da solo l’uomo colpito dal tentacolo energizzante di Athoth alla testa. Essi, infatti, avrebbero dovuto sospettare che si sarebbe potuto trasformare come successe in passato nella storia di cui questa è il diretto seguito. La forma del mostro è poi simile a quella del professore trasformato per primo e reso succube della Grande Madre in prima persona, mentre gli altri erano semplici esecutori. Invece no, perché è stato lasciato assieme alla governante mentre sono tutti andati a vedere la sfera, ad assistere all’apparizione dei mostri sul Black Lake e poi a chiacchierare nello studio di Mister Housman. Ora, dico io, gli avvenimenti passati non avrebbero dovuto far subodorare che il sottoposto del padrone di casa fosse stato colpito in maniera tale da subire una trasformazione, visto che l’hanno avuto proprio davanti? Non hanno visto il bubbone sulla fronte, ma la cosa mi ha fatto storcere il naso e non mi ha fatto cadere nella sospensione di incredulità che ci sarebbe dovuta essere. Mi scuso, innanzitutto, per essere stato forse un po’ troppo diretto e duro, ma intendo far conoscere al curatore della testata zagoriana la mia opinione. Cosa ne pensa di tutto ciò?

Penso che non sempre, nei fumetti come nella vita reale, le cose vanno secondo logica e prudenza. A mente fredda si fanno ragionamenti ponderati che nel turbinare degli eventi vissuti “in diretta” non vengono immediatamente presi in considerazione. Dappertutto attorno a noi si sottovalutano pericoli e conseguenze  e, con il senno di poi, ci si meraviglia di non aver considerato certi rischi. In ogni caso, nell’avventura di Zagor da lei citata le cose sono andate così. Del resto, se nei fumetti avventurosi tutti fossero prudentissimi, l’avventura sarebbe più noiosa. Se in “Non aprite quella porta” davvero nessuno l’aprisse, addio film.
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Messaggio Da Walter Dorian Sab 04 Giu 2022, 11:24

Quando leggo che il ritorno di Kandrax di Chiaverotti gli è piaciuto e non ha mutato lo status quo di Kandrax non sono proprio d'accordo. Ha finito per affossarlo definitivamente il druido.

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Messaggio Da Preacher Sab 04 Giu 2022, 19:28

Kandrax in mano a Burattini non ce lo vedo proprio.

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Messaggio Da Il tessitore Sab 04 Giu 2022, 19:38

Preacher ha scritto:Kandrax in mano a Burattini non ce lo vedo proprio.

Poteva occuparsene lui visto che lo aveva messo nella storia dell'araldo di Cromm invece di affidarlo a un esordiente su Zagor.

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Messaggio Da claudio57 Gio 23 Giu 2022, 11:46

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (49)
https://zagortenay.forumattivo.it/t4142p200-moreno-burattini-parte-terza

1 – Gentile Moreno, la collana Color Zagor risulta essere, di norma, presentata con un comprimario zagoriano a fare da co-protagonista (per scoprire il suo passato o per vivere un’avventura al presente) insieme allo Spirito con la Scure. Avendo dirottato le storie di Winter Snake sulla serie regolare e di Bat Batterton sullo Speciale annuale, entrambi i personaggi (non essendo ancora stati sfruttati sul Color) potranno diventare in futuro partecipanti della collana biennale?

Più che biennale, la collana “Color Zagor” è semestrale o, se si vuole, biannuale, cioè esce due volte l’anno. E sicuramente sia Winter Snake che Bat Batterton potranno diventarne protagonisti. Non ci sono ancora storie in lavorazione con nessuno dei due, ma prima o poi li vedremo su quelle pagine.

2 – Caro Moreno, molto spesso ti sei riferito al fatto che molti lettori abbiano deciso di paragonare le storie di oggi a quelle di Guido Nolitta, pur se quest’ultimo abbia contribuito “solo” alla prima parte della storia di vita di Zagor. Io ti chiedo, gentilmente, se non bisogna invece farsi la domanda opposta, ovvero il perché gli sceneggiatori di oggi debbano fare i conti con Guido Nolitta. Forse non sono alla sua altezza? Forse il pubblico ha esigenze diverse? Sai spiegare perché debba sempre vivere questo insormontabile paragone dagli anni in cui terminò di sceneggiare il personaggio che lui ha creato?

Guido Nolitta, cioè Sergio Bonelli, è stato un grandissimo, stellare sceneggiatore della sua epoca ma ancora attualissimo nella nostra (lo si rilegge percependone ancora la freschezza), che ha fatto la storia del fumetto italiano e, in particolare, ha dato il suo imprinting a Zagor, personaggio da lui creato. Lo sceneggiatore di Zagor non può non essere in qualche misura nolittiano senza tradire la stessa essenza dell’eroe. Cioè deve essere gradevole da leggere senza risultare banale, comunicare messaggi positivi senza sembrare moralista, saper alternare dramma e umorismo, non essere criptico senza essere prevedibile, attingere spunti senza copiare ma trasformando la suggestione in qualcosa di originale, riuscire incantare con un po’ di sense of wonder e così via. Fare i conti con Guido Nolitta è inevitabile, tuttavia non è necessario identificarsi con lui e prenderlo pedissequamente ad esempio anche quando scriveva in anni lontani per un pubblico di ragazzini molto più disponibili dei lettori di adesso a lasciarsi in incantare. Si tratta di attualizzare la lezione nolittiana adattandola ai tempi senza tradirla. Ciò detto, no, non conosco nessuno sceneggiatore di oggi all’altezza del Sergio Bonelli degli anni d’oro.

3 – Caro Moreno, non posso naturalmente sapere a che punto è la lavorazione del terzo capitolo della trilogia di Ol Undas, iniziato con “La città sopra il mondo” e continuato con “Il rapimento di Icaro La Plume”, ma quello che voglio chiederti è se potremo rivedere, oltre alla figlia Eva, anche lo scienziato Dunnkopf (o Dunkopf, come corretto nel sequel)? È apparso sempre per poche vignette, rinchiuso come è in manicomio, ma non credi che possa ritornargli un colpo di genio tale da farlo rinsavire e da aiutare La Plume, Zagor e gli agenti di Altrove oppure a far liberare la figlia tenuta sicuramente in prigione?

Il terzo capitolo della saga di Ol Undas, scritto da Mirko Perniola, è giunto quasi al termine grazie ai disegni di Fabrizio Russo. Sarà, con ogni probabilità, il Color estivo del 2023, a meno che non venga anticipato come Color invernale 2022 (operazione sempre possibile, da valutare). In questa storia non compare Dunkopf, che però potrebbe benissimo (grazie per il suggerimento) avere un ruolo in un eventuale quarto episodio.

4 – Gentile Moreno, nella bella storia di Rauch ora in edicola si è manifestata la presenza dei “Grandi Antichi” e in un’altra bella storia, quella della “fine” del Wendigo -vado a memoria e spero di non sbagliare- si menzionava la teoria dell’equilibrio, tutti temi per così dire “dampyriani”. Chiedo, dunque, se siano ormai maturi i tempi per uno storico cross-over tra Zagor ed il Dampyr…

Se ne parla da tempo. Io ho proposto dieci modi diversi per collegare gli universi di Zagor e di Dampyr, e Boselli mi ha detto che almeno cinque di essi sono fattibili. Bisogna solo decidersi (lui deve decidersi). Alla “legge dell’equilibrio” in chiave zagoriana ho dedicato la mia introduzione al settimo volume della serie “Zagor contro Hellingen”.

5 – Gentile Moreno, ad inizio di ogni mese esce il Bao-Bonelli Preview che fornisce interessanti anticipazioni, con tanto di copertine, sugli albi che le due case editrici faranno uscire, in edicola e libreria, due mesi più avanti. Per Zagor (e per Tex), però, il preview non fornisce detta anticipazione sull’albo mensile e si limita ad indicare il titolo, già noto, dell’albo del mese successivo. Così nel preview di aprile non si mostra nulla dell’albo Zenith di giugno, ma si indica solamente sotto la voce “le altre uscite di giugno 2022” il titolo dell’albo “Ombre su Golnor” che, peraltro, in realtà esce in maggio e non in giugno. Chiedo, pertanto, se non si possa fare qualcosa per fare in modo che il preview offra tempestive ed interessanti anticipazioni anche ai lettori dell’albo Zagor/Zenith mensile.

Premesso che non mi occupo di “Preview” e non ho al riguardo alcuna voce in capitolo (se in passato vi sono comparsi miei articoli è perché me li hanno commissionati), quella rivista-catalogo riguarda esclusivamente la distribuzione di albi e volumi in fumetteria. E in fumetteria, per accordi presi con i distributori, gli albi mensili di Zagor escono con un mese di ritardo rispetto all’edicola. “Preview” è principalmente un veicolo per pubblicizzare i volumi e le produzioni librarie. Dovendo essere allestito redazionalmente tre mesi prima succede che le copertine degli albi da edicola non siano ancora pronte, visto che i tempi di lavorazione e confezionamento di un volume da libreria e di un albo seriale sono diversi.

6 – Caro Moreno, vedendo le immagini postare da Baltorr in occasione di Lucca Collezionando, mi sono soffermato su quelle riguardanti Alfredo Castelli. Impegnato con Martin Mystére credo che non abbia il tempo di poter tornare a scrivere anche solo una storia, anche breve, di Zagor. Ma ti voglio chiedere se ci siano state discussioni al riguardo di un suo eventuale ritorno stile Toninelli.

Ti assicuro che il fatto che possa esserci una nuova storia di Zagor sceneggiata da Castelli dipende soltanto da lui. Non c’è niente di cui discutere.

7 – Caro Moreno, rivedremo il pirata Jean Lafitte e sua figlia Denise?

Sicuramente sì.

8 – Gentile Moreno, c’è in programmazione qualche avventura articolata con riferimenti storici?

Sicuramente sì.

9 – Gentilissimo Moreno, innanzitutto voglio fare i complimenti a te e a tutti i tuoi collaboratori (sceneggiatori, disegnatori, ecc.) per le splendide storie che ci regalate del nostro personaggio preferito che è entrato nel 61° anno e va verso il numero 700 numero della serie gigante. Ho molto apprezzato le ultime storie della serie regolare, cioè la lunga con il ritorno di Rakosi e quella de “La porta dei mondi”. I disegni di artisti come Della Monica e Venturi sono semplicemente fantastici, li adoro! Trovo, inoltre, che Rauch ormai sia diventato un ottimo sceneggiatore che rivaleggia addirittura con te (spero tu mi possa perdonare questa mia considerazione!). Leggo anche Tex e Tex Willer e ho visto che sta scrivendo storie belle anche lì e appunto per questo voglio chiederti di non lasciarti “scippare” dal Bos un così validissimo collaboratore: Rauch deve continuare a scrivere storie dello Spirito con la Scure! Mi è tanto piaciuta anche quella di Mortimer e sono contento che lo hai fatto tornare, almeno un’ultima (?) volta come ti avevo chiesto proprio io dal vivo in un incontro con te a Milano anni fa. Su questa avrei da porti una domanda: visto come era finita la storia “Sangue Kiowa” con il finale aperto nel quale comparivano un paio di affaristi intenzionati a impadronirsi di Darkwood e considerato che questa trama è presente anche nella storia “L’ultimo duello”, mi viene da pensare che siano gli stessi affaristi senza scrupoli. Mi sbaglio, forse, e quindi quel finale è ancora aperto a sviluppi futuri? Mi scuso per la lunghezza della mia e ti ringrazio.

Jacopo Rauch è bravissimo e sono fortunato ad averlo al mio fianco. Il fatto che possa venire giudicato migliore di me mi fa soltanto piacere. Vedrete il prossimo anno che storie fantastiche usciranno a sua firma. Per quanto ne so, Rauch è decisissimo a non mollare Zagor nonostante le trame di Boselli. Jacopo e Joevito Nuccio stanno lavorando al seguito di “Sangue Kiowa” ma no, gli affaristi senza scrupoli (di cui non c’è mai penuria), non sono gli stessi (peraltro debellati) de “L’ultimo duello”.

10 – Caro Moreno, scusa se ti scrivo in questo blog per ottenere un’anticipazione, ma sono curioso. Sono curioso del fatto che anche quest’anno possa esserci uno Zagor Magazine come quello per festeggiare i sessant’anni. È stato confermato anche per il 2022, pur essendo stato creato appositamente per l’anno passato?

Per il momento non è in programma nessuno Zagor Magazine, però posso anticipare che in autunno ci sarà un’uscita extra zagoriana dai contenuti molto particolari.

11 – Gentile Moreno, Zagor, nella sua non tanto assortita carriera di sciupafemmine, ha avuto amori e respinto possibili tali. Però c’è una donna, apparsa ne “Il segreto del capitano”, che lo ha pure baciato, andando al di là di una richiesta respinta, visto che avrebbe potuto tranquillamente innamorarsi di lei se non fosse che... si sia rivelata una banditessa, non al pari del fratello apparso nella medesima storia, e che tornò dopo tanti anni all'interno della serie. Alla fine i due non sono morti ed ora come ora Zagor ha altre magagne amorose, ma la cantante Lorna crede che sia possibile rivederla (come dice lei, è possibile tutto), magari utilizzando l’abusato, ma credibile, cliché di una richiesta d’aiuto, oppure che Zagor si trovi a passare per puro caso nei meandri della zona dove risiedono i due per aiutarli contro qualcuno di molto più pericoloso di loro? E rivedere Zagor in difficoltà, con le emozioni del cuore, potrebbe risultare, se non affascinante, anche leggermente simpatico per aggiungere ancora più pepe a quella che, se non erro, possa infine divenire la sua più importante storia d’amore di sempre che sta per vivere con Jenny?

Il suggerimento è intrigante.

12 – Tre domande per il disponibilissimo Moreno, peraltro collegate tra loro, in merito al suo lavoro: 1) Quali sono gli elementi che ti fanno approvare o bocciare un soggetto? Escludendo storie palesemente incompatibili col personaggio o il suo background (che, immagino, raramente ti saranno proposte), come riesci a capire dal solo soggetto se la storia funzionerà oppure no? Ho sempre pensato che la differenza tra una storia buona e una meno riuscita stia nella sceneggiatura, piuttosto che nel soggetto. Mi sbaglio? 2) Chi cura il curatore? Ovvero, i tuoi soggetti per Zagor sono approvati da un’altra figura della redazione SBE? 3) Ti capita di lavorare “su commissione”, cioè che qualcuno di autorevole ti dica “è il caso di fare una storia con il tal personaggio o la tal ambientazione”? Grazie.

Riguardo alla prima domanda, mi vengono proposte storie di tutti i tipi, anche le più incredibili - tali che ci si chiede come possa venire in mente a qualcuno un soggetto del genere (ormai non mi meraviglio più di niente). Come approvo i soggetti? Oltre a scartare quelli noiosi e banali, quelli deja vu e quelli in cui ci sono troppi elementi fantastici (oltre i paletti imposti dalla “zagorianitá”), cerco di immaginarmi la storia già disegnata e pubblicata e mi chiedo se come lettore (dalla bocca buona) sarei contento di trovarla in edicola. La sceneggiatura, come dici tu, è fondamentale ma il soggetto resta il punto di partenza. Chi cura il curatore?  Ahimè, nessuno. Mi approvo i testi da solo. Però sono molto severo con me stesso. Alla terza domanda la risposta è “no”, con l’eccezione di “Zagor: le Origini”.

13 – Caro Moreno, in un’intervista Marcello Toninelli disse che, secondo un referendum, per i lettori fu “Fantasmi!” la storia che piacque meno di quel periodo, per Guido Nolitta “La fortezza di Smirnoff” mentre per lo stesso Toninelli fu “L’orchidea rossa”. Concordi con queste tre scelte? Cosa pensi di queste tre storie? In più, ci sono forum ed altri mezzi di comunicazione dove poter sondare il terreno sui gusti dei lettori, ma un “vecchio” referendum da inviare tramite posta possa avere successo ancora oggi oppure per il costo di invio della lettera, od per il dimezzamento dei lettori affezionati, rischierebbe di ricevere molte meno risposte di quante preventivate?

Comincio subito rispondendo alla parte finale della domanda: i “referendum” come quelli di un tempo fatti via posta ordinaria non avrebbero né successo né senso ai nostri giorni in cui quotidianamente mettiamo cento “like” esprimendo giudizi semplicemente cliccando su quello o quell’altro social. Riguardo alle tre storie citate trovo bella “L’orchidea rossa”, divertente ma non del tutto entusiasmante “La fortezza di Smirnoff”, mentre non sono mai stato convinto da “Fantasmi!”. Tre avventure, tuttavia, assolutamente più che competitive rispetto a molte altre, comprese alcune delle mie.

14 – Buonasera signor Burattini, voglio dirle che ho appena finito la lettura dell’ultima storia con Mortimer (so di essere indietro), e mi è parso di capire, anche vedendo anticipazioni su internet, che la misteriosa scrittrice incontrata da Zagor al ritorno dall’Europa possa essere Mary Shelley. Siccome Molok è stato un grande avversario di Zagor, e sempre secondo alcune anticipazioni sembrerebbe in procinto di tornare, aver scritto Frankenstein, e magari in un flashback posto in quel viaggio ricordare, dai racconti fatti dalla stessa al riguardo della sua creatura, che gli stessi Zagor e Cico hanno incontrato un mostro simile, crede che possa essere d’aiuto il fatto di voler “anticipare” il suo ritorno, in stile Kandrax con i Servi di Cromm, dopo averne colto il ricordo in questo presunto flashback?

La scrittrice è stata pensata per essere Mary Shelley, ma il fatto che non se ne sia effettivamente svelata l’identità permette tutta una gamma di possibilità da sfruttare tra cui appunto coinvolgerla in un ritorno di Molok.

15 – Caro Moreno, tutti sanno che il Texone, al pari degli altri “Oni” che in passato ha sfornato la Casa Editrice Bonelli, sia un “parto” sia per sceneggiarlo che per disegnarlo. Non tutti sono da Tex, ma lei ha acquisito esperienza con lo Zagorone, pur se è stata breve, e con il mondo di Tex con storie già uscite e di prossima uscita. La domanda non è se le piacerebbe farlo o se ne ha il tempo (perché, essendo il curatore di Zagor, di tempo per sceneggiare storie di altre testate ne avrà sicuramente poco), ma se si ritenga in grado di crearne uno, sotto l’egida guida del curatore della serie di Tex Willer, confrontandosi con una sfida in apparenza mostruosa?

Scrivere un Texone rappresenterebbe una bella sfida e vedermene affidato uno sarebbe davvero emozionante. Credo che in generale in Casa editrice si preferisca tenermi impegnato su Zagor, però a volte necessità impone che mi si chieda un aiuto altrove. Se capiterà mi farò trovare pronto.

16 – Gentile Moreno, io capisco l’umiltà per la quale una persona possa dire di ammirare il lavoro altrui e di non essere probabilmente in grado di eguagliare la qualità ed il tipo di storie di un altro sceneggiatore. In particolar modo, non si è fatto problemi nel professare come Mauro Boselli possa essere uno di questi colleghi irraggiungibili da parte sua. Con tutto il rispetto, e senza voler offendere nessuno, credo che ogni sceneggiatore valido abbia una certa esperienza nel poter affermare di essere in grado non di eguagliare gli altri, ma di scrivere storie “diverse”, sennò non ci sarebbe stato il cambiamento degli ultimi anni, grazie a lei, a Boselli stesso ed a tanti altri autori. Forse non ha scritto “L’esploratore scomparso”, ma ha portato in edicola “La palude dei forzati”. Probabilmente non sarebbe stato in grado di sceneggiare “Il terrore dal mare” ma ha saputo portarci nei meandri cittadini di New York e farci ammirare le imprese di Mortimer. E forse non sarebbe stata alla sua altezza una storia come “Comancheros”, ma quando vi sono di mezzo racconti come “Gli indiani della prateria” può sembrare chiaro, almeno ai miei occhi, che neanche il Maestro Boselli o chi per lui avrebbero mai potuto portare in scena le avventure scritte da lei. Non scrivo certo per farle dei complimenti dei quali non ha bisogno, ma solo per dirle che a modo loro, tutti gli sceneggiatori sono bravi e che lasciano un’impronta, chi più chi meno, attraverso varie generazioni, e spero che possa concordare con me. La ringrazio, così come ringrazio lo staff di ieri e di oggi di Zagor, per aver fatto vivere e riuscire a continuare a far vivere i nostri sogni di carta.

Grazie per la belle parole. Ho sempre cercato di imparare dagli altri più bravi di me e di fare del mio meglio. Poi, il giudizio sui risultati spetta ai lettori.

17 – Caro Moreno, ho una domanda “tecnica” da sottoporti. Sfogliando le ultime pagine de “Il segno del male”, che finiscono quando inizia l’avventura caraibica di Mortimer, notai a suo tempo che le ultime vignette di Gallieno Ferri sembrarono disegnate con grande velocità, alla stregua del “tirato via”. Forse per esigenze di programmazione, furono accelerati i tempi per il Maestro ligure? La stessa cosa per la fine di “Fermate il boia!”, con l’inizio di “Terra selvaggia” che si rifà al finale dell’avventura precedente. Le tavole sono state disegnate in fretta e furia per collegare entrambe le avventure, al pari della storia sulla Monument Valley di Bane Kerac che ha forzatamente collegato le avventure uscite l’anno precedente sui tre Maxi “ghiacciati”?

Se non ho capito male la domanda, tu ritieni che alcune tavole di Ferri, di Cassaro e di Kerac siano state “tirate via” perché disegnate in gran velocità per esigenze di programmazione e di uscita in edicola. Ora, mentre capisco che certe vignette di Ferri e Cassaro, caratterizzate da uno stile espressivo dalle pennellate veloci possano apparire frettolose, ho difficoltà a individuare la stessa frettolosità nelle pagine di Bane Kerac che mi è sempre sembrato misurato e certosino. Quindi toglierei il suo nome dal banco degli imputati. Per quanto riguarda gli altri due, pur nella diversità del tratto e della personalità mi pare di poter dire che lo stile di Ferri come, in altra misura e maniera, quello di Cassaro, si presta talvolta a dare l’impressione del non finito. Questo soprattutto nella naturale evoluzione del tratto dovuta all’età degli autori in questione (non si può disegnare a ottanta anni esattamente come a venti). Ciò detto, a volte succede che l’esigenza di dover rispettare certe scadenze imposte dall’uscita in edicola comporti la necessità  di velocizzare la realizzazione di alcune tavole. È il bello della diretta, dicono in altri ambiti,  nel nostro è il bello della serialità. Nella storia editoriale di qualunque testata a fumetti ci sono stati albi consegnati alla stampa all’ultimo momento utile, con vignette realizzate in nottate di duro lavoro, magari con l’aiuto di altri disegnatori o assistenti chiamati in soccorso. Succede. Non saprei dire, però se sia successo nei casi indicati (è passato troppo tempo) o se la frettolosità percepita sia dipesa da altro (per esempio lo stato di salute del disegnatore).

18 – Caro Moreno, ti scrivo in questa rubrica per sciogliere una mia curiosità. Se un soggetto viene bene, può esso essere “rovinato” da una sceneggiatura non alla sua altezza? O accade più spesso, a prescindere dalla bravura dell’autore, che una buona sceneggiatura possa risultare migliore rispetto al soggetto originario?

Una brutta o inefficace o dozzinale sceneggiatura può sciupare qualunque bellissimo soggetto. Una bella, efficace e meditata sceneggiatura può rendere apprezzabile il soggetto più scialbo. Certo, se un soggetto è scialbo meglio non farlo neppure arrivare alla fase della sceneggiatura. Capita più spesso il primo caso del secondo.

19 – Caro Moreno, è lodevole l’iniziativa di voler incentrare i Color Zagor sui comprimari dello Spirito con la Scure, sia parlando del loro passato sia mettendone in risalto le doti in una nuova storia, senza andare a ricercare chissà quale cosa accaduta molti anni prima da poter riutilizzare al presente. Il punto è, se vogliamo, che spesso leggo commenti che sostengono che i comprimari siano adatti soltanto a storie brevi (come negli albetti allegati agli Speciali di qualche anno fa) e non ad una storia ben più lunga, in quanto sono nati per essere “spalle”, non protagonisti. Cico è un caso a parte, in quanto co-protagonista, mettiamola così. Però cosa pensa a proposito dell’aver sfatato questa sorta di mito dove, perlomeno, anche i comprimari adesso possono dire la loro in una maniera o nell’altra? Crede che siano tutti buoni per una storia lunga (a prescindere dall’idea della storia, intendo per quanto riguarda la personalità del comprimario in questione, che rischia di essere schiacciato dalla storia stessa e quindi non riuscendo a farlo esprimere al meglio), oppure che lo siano solo alcuni in maniera particolare (e non parlo di personaggi apparsi una volta e poi dimenticati, ma di quelli ricorrenti)?

Qualunque comprimario dello Spirito con la Scure può essere co-protagonista al fianco dell’eroe di qualunque tipo di storia. Dipende solo dal talento degli autori che ne fanno uso.

20 – Caro Moreno, ho molto apprezzato ai tempi gli albi allegati agli Speciali Zagor tra il 1993 e il 1999. Purtroppo non li ho conservati per vari motivi, anche se ho recuperato i primi quattro nell’ultimo albo di Cico pubblicato dalla If. Sarebbe fattibile, secondo te, riunirli in un volume unico, tipo Speciale Extra? Cosa ne pensi? Cordialmente i miei saluti a te e tutta la grande famiglia di Zagor.

Ne penso bene, cioè che se dipendesse da me sarebbe già stato fatto. L’ho proposto più volte in riunione e lo riproporrò ancora.
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Messaggio Da MacParland Gio 23 Giu 2022, 12:21

Numero 10. Finalmente esce l’enciclopedia?
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Messaggio Da claudio57 Gio 23 Giu 2022, 12:54

MacParland ha scritto:Numero 10. Finalmente esce l’enciclopedia?
dalla risposta di Moreno mi sa di si no-ta
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Messaggio Da Walter Dorian Sab 25 Giu 2022, 00:08

Io penso di sì, non vedo altre alternative visto che in un'altra domanda ha scartato l'ipotesi di un bis per il Magazine.

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Messaggio Da claudio57 Sab 25 Giu 2022, 07:30

l'ultimo Magazine dell'anno è dedicato al quarantennale di Martin Mystere come l'anno scorso era dedicato al sessantennale di Zagor
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Messaggio Da Walter Dorian Mar 28 Giu 2022, 14:05

claudio57 ha scritto:l'ultimo Magazine dell'anno è dedicato al quarantennale di Martin Mystere come l'anno scorso era dedicato al sessantennale di Zagor

Ho capito Cla, dicevo lo ha escluso per Zagor (meglio così sinceramente).

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Messaggio Da Devil Mask Mar 28 Giu 2022, 14:24

Non capisco a cosa servirebbe un altro Color su Winter Snake visto che Rauch ne ha spiegato il retroscena del suo passato in Sangue Kiowa.

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Messaggio Da Lapalette Mar 28 Giu 2022, 14:46

Sulla domanda 9 penso che l'affarista possa essere mister Steel Goldberg.

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Messaggio Da Spirito errante Mar 28 Giu 2022, 23:59

Oh, a me un ritorno di Molok mi attirerebbe.

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Messaggio Da Il tessitore Gio 30 Giu 2022, 01:11

claudio57 ha scritto:
MacParland ha scritto:Numero 10. Finalmente esce l’enciclopedia?
dalla risposta di Moreno mi sa di si no-ta

Mah, ormai sono due anni se ne parla, finché non la vedo non ci credo.

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Messaggio Da doctorZeta Sab 02 Lug 2022, 22:17

Spirito errante ha scritto:Oh, a me un ritorno di Molok mi attirerebbe.

Basta ritorni, please

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Messaggio Da MASSIMO Mar 05 Lug 2022, 12:45

doctorZeta ha scritto:
Spirito errante ha scritto:Oh, a me un ritorno di Molok mi attirerebbe.

Basta ritorni, please
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Messaggio Da MacParland Mar 05 Lug 2022, 12:56

Ma non s’era già visto nel 500?
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Messaggio Da claudio57 Mar 05 Lug 2022, 13:23

MacParland ha scritto:Ma non s’era già visto nel 500?
si si era visto in magia indiana anche se in forma onirica
vittima della magia indiana riaffronta nei suoi incubi uno stuolo di vecchi nemici tra cui Molok
c'è ma solo in sogno
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Messaggio Da claudio57 Mar 02 Ago 2022, 19:33

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (50)
1 – Caro Moreno, quale/i è/sono il/i personaggio/i realmente esistito/i e contemporaneo/i di Zagor che le piacerebbe utilizzare in qualche futura storia e che non sia/siano già apparso/i (Alexis De Tocqueville, per esempio) o anche solo citato/i (Mary Shelley, altro esempio)?
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L’elenco potrebbe essere lungo. Davy Crockett, per esempio. Johnny Appleseed (meno noto ma molto interessante), ambientalista ante litteram. Abraham Lincoln, incontrato quand’era ancora un giovane avvocato. Lo scrittore Washington Irving. William Clark, il compagno di Meriwether Lewis nella famosa spedizione di inizio secolo. Volendo continuare, ce ne sarebbero tanti altri.
-
2 – Caro Moreno, scusa il disturbo, ma ho letto su una piattaforma internettiana, altresì detta social network, che una persona citata all’interno di questa rubrica, per la quale venne chiesto se avesse mai potuto divenire un autore di Zagor, ovvero Gianfranco Manfredi, ha addirittura scritto sulla suddetta che si era proposto per una storia ma che non gli è stato neanche risposto. Cosa puoi e vuoi dirci al riguardo di questa semplice curiosità?
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Da amico e ammiratore di Gianfranco Manfredi non ho mai frapposto nessun ostacolo. Credo solo (se non ricordo male) di aver suggerito a Gianfranco, manifestando riconoscenza per l’interesse da lui dimostrato, di chiedere prima ai nostri direttori una sorta di “via libera” dato che siamo in sovrapproduzione e gli inserimenti nello staff di altri sceneggiatori devono essere autorizzati (mi si chiede di diminuire la produzione per favorire lo smaltimento delle giacenze). C’è poi il problema del budget che, appunto, è sempre meglio venga valutato da chi tiene d’occhio i conti delle collane legate a Zagor (che non vendono quanto quelle legate a Tex, e dunque sono diverse le tariffe corrisposte agli autori, in linea di massima). Si può anche immaginare che per un talento come quello di Manfredi ai piani alti abbiano in mente progetti diversi dal farlo applicare a Zagor (basti pensare a quanto è prezioso su Tex). Dopodiché non so quali passi siano stati fatti e quali i motivi della mancata risposta.
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3 – Gentile Moreno, dopo aver sperimentato la coppia Sedioli-Verni, quale altro “duo” di disegnatori della sua scuderia vedrebbe bene insieme, uno alle matite e l’altro alle chine?
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Già si è sperimentata la coppia formata da Luca Pozza e Luca Corda (in un albo della miniserie “Cico a spasso nel tempo” e in due storie brevi de “I racconti di Darkwood”). Esistono anche alcune tavole di Lola Airaghi inchiostrate da Giovanni Talami nella seconda storia con Fiore della Notte e Brezza di Luna. Non ci dimentichiamo di Giorgio Sommacal e Stefano Voltolini nello Speciale “Ritorno alla Casa del Terrore”, e neppure di Stefano Di Vitto inchiostrato da Della Monica nella seconda serie di albetti inediti a striscia. Però a me piacerebbe vedere Mauro Laurenti e Massimo Pesce inchiostrati anch’essi da un pennello morbido e tondo come appunto quello di Della Monica, oppure Andreucci, oppure Venturi, oppure Piccininno. E chissà come sarebbero le chine di Mangiantini su matite altrui.
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4 – Caro Moreno, ti scrivo dopo aver letto la tua risposta alla domanda riguardante la distruzione del museo sotto il quale si trova la sede della base “Altrove”. Mi hai risposto che il museo sarà ristrutturato. Non vorrei suonare duro, ma la base “Altrove” è un’organizzazione governativa segreta con una sede segreta. Insisto con il termine “sede segreta” e ti chiedo: non è una rivelazione di segretezza se l’oggetto volante è caduto sul museo “ordinario” e lo ha smantellato, in cui sono addirittura stati uccisi tre civili? La base “Altrove” ha molti nemici e penso che se il museo fosse rinnovato, alcuni agenti o spie stranieri avrebbero sicuramente avuto l’idea di “controllare” il museo dove qualcosa è caduto dal cielo. Tutto poteva essere servito al pubblico, una bomba o una meteora, ma ci sono testimoni, centinaia di testimoni che vivono nella grande città e non tutti possono essere messi a tacere. Non so perché il governo americano si sarebbe preso un tale rischio trasferendo un’organizzazione segreta in un luogo che non è più un segreto. Ho una certa esperienza con l’architettura, niente di speciale, ma so che dopo aver visto il museo completamente distrutto nel racconto “Il destino di Hellingen” è quasi impossibile restaurare l’edificio. “Rinnovare” è impossibile in questo caso, l’unica possibilità è la costruzione di un nuovo edificio. Tutti i manufatti del museo che abbiamo visto sono stati distrutti, ne dovrebbero essere consegnati di nuovi e molto altro. Sarebbe un lavoro di più mesi che attirerebbe l’attenzione anche del più comune mendicante sull’ubicazione della base “Altrove”, e non solo di agenti stranieri e nemici. Nella storia “La casa che urlava nel buio” nelle “Storie da Altrove”, il personale della base, incluso Roberts, nel 1838 decise di spostare l’organizzazione dal museo di Philadelphia a un luogo nel deserto che vediamo nelle storie di quella serie e in Martin Mystère. L’anno 1838 corrisponde esattamente all’attuale ambientazione dei racconti di Zagor, e poiché il museo è ancora intatto in quel racconto, possiamo dire che il negozio si trovava poco prima del “Destino di Hellingen” e della distruzione del museo, e non dopo, perché anche se il museo fosse ricostruito, di certo non sarebbe lo stesso in ogni dettaglio. Sono solo un lettore qualunque e non posso dirti quali decisioni prendere, posso solo dare alcuni suggerimenti, che non sono di cercare di non apportare modifiche alla serie. Il mondo sta cambiando, così dovrebbe Zagor come serie. Non sono necessarie modifiche drastiche, ma non comprendo che l’edificio smantellato debba essere ricostruito proprio per non avere variazioni nella serie. Perché, allora, c’è stata una scena epica in cui Hellingen ha colpito la base di “Altrove” con un disco volante quando hai “paura” di introdurre un cambiamento come la nuova posizione della base? Per favore, non pensare nemmeno che ti stia insultando, mi dispiace se sembro un po’ duro e aggressivo, ti rispetto molto come persona e rispetto il tuo lavoro; semplicemente non capisco la decisione sullo status quo. Immagina solo quali nuove storie potrebbero essere create se Zagor visitasse la base “Altrove” nel suo nuovo quartier generale nel misterioso deserto e che tipo di avventure potrebbe vivere in quel posto fantastico. Non evitare di rinfrescare la serie, cosa che non potrebbe danneggiare nessuno. Non sto parlando della morte di Cico o Tonka, ma della semplice evoluzione della base “Altrove”. Lo ripeto ancora una volta, non ho nulla contro di te e non ho scritto questo testo troppo lungo e noioso per insultarti e criticarti, ma per suggerirti alcune modifiche che sarebbero benvenute in questa serie. Distinti saluti al grande signor Burattini! Grazie!
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Mi stupisce, in questa articolata domanda, il tuo voler mettere le mani avanti dicendo “non ti sto insultando o criticando” o “non ho niente contro di te”. Non credo di aver mai incusso timore in qualcuno, né di essere stato sgarbato nelle mie risposte, neppure contro chi, magari, aveva davvero l’intenzione di insultare covando, non ho mai capito perché, qualche rancore contro il sottoscritto e portando avanti per anni delle crociate ad personam. Di solito, in tanti mi rimproverano al contrario di aver troppa pazienza. Criticare peraltro è legittimo, come lo è rispondere alle critiche (chi critica può aspettarsi, cioè, che il criticato replichi). Venendo al merito della questione, cioè la ricostruzione della Base di Altrove dopo la distruzione avvenuta nella “scena epica” (immagino sia un complimento e ringrazio) del finale de “Il destino di Hellingen”. Mi sorprendo come questa ricostruzione possa essere fonte di tante elucubrazioni, dato che l’argomento è stato appena sfiorato e dunque si possono immaginare le soluzioni più diverse al problema sollevato. Il disco volante che si è schiantato sul Museo lo ha fatto di notte, dunque con pochi testimoni. Il disco volante può addirittura aver attraversato il buio del cielo cittadino senza venire notato durante il suo precipitare verso il suolo. Ammettendo che qualche nottambulo abbia alzato gli occhi, avrà visto un velocissimo corpo oscuro in caduta. Quando è avvenuto l’impatto, il velivolo si è piantato nel terreno sprofondando e penetrandovi. Le macerie dell’edificio gli sono cadute sopra, ricoprendolo. La Base di Altrove è collocata parecchi metri sottoterra (ci si discende con un ascensore e la discesa sembra lunga), per cui non è stata portata alla luce e posta sotto gli occhi di tutti (con ogni probabilità sarà perfino stata danneggiata solo parzialmente, e i locali più in basso non hanno subito crolli). Chiunque sia accorso sul luogo nell’immediatezza dell’impatto, può aver visto soltanto le macerie delle mura crollate del Museo (l’astronave rimane celata al di sotto). Il luogo viene recintato dagli uomini di Altrove che, come agenti governativi, hanno il potere di allontanare gli estranei. La versione fornita è quella di un meteorite caduto dal cielo: perché non dovrebbe essere creduta, essendo peraltro la spiegazione più probabile? Se di fronte a un palazzo abbattuto mi dicessero “è stato colpito da un meteorite”, riterrei la cosa più credibile che se mi dicessero: “ci è caduto sopra un disco volante guidato da uno scienziato pazzo sfuggito dalle grinfie del Wendigo”. Jesse e Roberts possono facilmente spiegare la necessità di evacuare la zona per radiazioni pericolose emesse dal corpo celeste, o qualcosa del genere. Dopodiché, Altrove ha gli uomini e gli strumenti per occultare e far scomparire i resti del disco volante, smontandoli o interrandoli. Al di sopra, l’edificio del Museo può essere ricostruito così com’era. Direi che qualunque città del mondo tenderebbe a ripristinare nella forma precedente un palazzo storico crollato per qualche motivo (mi vengono in mente i casi della Fenice di Venezia, del Campanile di Piazza San Marco, del ponte di Mostar o della cattedrale di Notre Dame). Quando dici che meglio sarebbe trasportare altrove la Base di Altrove (mi si perdoni il giovo di parole alla cui tentazione non ho resistito), rispondo che il poco che viene detto ne “Il destino di Hellingen” non esclude affatto questa possibilità. Il Museo può essere ricostruito, la Base sottostante mantenuta provvisoriamente in attesa del trasferimento in un’altra nuova (magari nel deserto), una volta che si siano valutati meglio i pro e i contro (l’idea che la Base resti lì può essere soltanto la prima ipotesi presa in considerazione). Mi preme comunque far notare come ci siano lettori che temono qualunque cambiamento dello status quo, e altri che rimproverano la mancanza di coraggio nel rinnovare la serie. Nel mezzo ci sono io, criticato da entrambi i gruppi (a cui rispondo sempre con il massimo della pazienza).
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5 – Caro Moreno, la mia più che una domanda è una proposta (un po’ folle, lo ammetto). Mi pare di aver capito che oltre a “Il re di Cuenca Verde” e a “Il sakem senza piume”, esistono altre storie in vari stadi di realizzazione che non sono adatte alla pubblicazione. Sarebbe possibile estrapolare da queste storie delle sequenze già disegnate e rimontarle, rivedendone anche i testi, in modo da inserirle in uno Zagor Più della serie “I Racconti di Darkwood”?
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Distinguiamo “Il re di Cuenca Verde” e “Il sakem senza piume” dalle altre storie in giacenza in attesa di pubblicazione. Le prime due appartengono al passato (la seconda è addirittura del 1963), per testi, disegni, tipologia di racconto. Capisco la curiosità degli appassionati, ma si tratta di racconti davvero non appetibili per il pubblico dei giorni nostri, quelli a cui si rivolge “Zagor Più”. Si potrebbe tutt’al più ipotizzare una edizione limitata per collezionisti, e del “Sakem senza piume” ne esiste una ottima pubblicata dall’ANAFI (Nota di Baltorr: con traduzione mia dal francese). Ci sono poi storie, più recenti, che per vari motivi non hanno ancora trovato la strada dell’edicola, pur essendo in attesa da molti anni. Ogni tanto riesco a ripescarne qualcuna, rimediare alle magagne che ne sconsigliavano la pubblicazione nella forma originaria, e inserirla nella programmazione. In ogni caso, alcune storie di scorta è sempre meglio averle, perché a volte capitano degli imprevisti che richiedono soluzioni d’emergenza (tipo storie programmate non pronte in tempo, che devono venire sostituite). Il mio intento resta, comunque, quello di mandare in edicola il meglio che riusciamo a produrre, dando la precedenza ai racconti più convincenti.
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6 – Gentile Moreno, crede che far tornare Zagor nella Valle delle Ossa, dove ha vissuto una delle prime, se non la prima vera tragica avventura insieme al proprio mentore “Wandering” Fitzy, che lei ha saputo egregiamente narrare sia nello speciale “La Leggenda di Wandering Fitzy” sia ri-narrare nel numero 3 della miniserie “Le Origini” col titolo “Il demone cannibale”, possa essere uno spunto per far tornare in lui vecchi ricordi e per, finalmente, narrare una sua avventura al presente dello Zagor attuale, non per questo senza, appunto, ricordare ancora una volta, e meritatamente, un grande personaggio come Nathaniel Fitzgeraldson? Naturalmente, ci vuole uno spunto, e non solo il volere di un fan dello Spirito con la Scure che chiede di poter rivedere quella valle, e sfortunatamente non saprei darvelo, non essendo né sceneggiatore né soggettista. Ma sono sicuro che lei, o uno dei suoi collaboratori, magari lo stesso Maurizio Colombo che non fa più parte dello staff ma che scrisse il soggetto dello Speciale di cui sopra, potreste anche lavorarci sopra per trovarlo. Tutto ciò per farci rivivere, ancora una volta, quel ricordo di immensa tragedia che è il cannibalismo e quella valle che non si sa se sia rimasta tabù per gli indiani e per i viandanti, dopo la scomparsa del demone che l’aveva infestata.
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“La Valle delle Ossa” in effetti potrebbe offrire buoni spunti. Terrò presente il suggerimento. Sarebbe il massimo riuscire a far scrivere una storia ambientata in quel luogo proprio a Maurizio Colombo. Chiedo continuamente a Maurizio se ha voglia di sceneggiare un nuovo episodio, lui promette ogni volta che ci penserà.
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7 – Caro Moreno, a quanto si intuisce dal finale della storia “Yeti!” il mostro del titolo avrebbe a che fare, più o meno indirettamente, con le origini del Sasquatch, probabilmente essendo lui stesso tale essere. La domanda che ti faccio pervenire è quella riguardante il fatto se lo stesso mostro sia anche il medesimo apparso in una famosa storia di Tex, oppure un suo diretto discendente visto che gli anni passano e non sappiamo quanta vita possa vivere una creatura del genere?
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Ci ho riflettuto a lungo, giungendo (negli ultimi mesi) alla conclusione che lo Yeti e il Sasquatch vadano tenuti separati. Il motivo principale è che il Sasquatch è tradizionalmente collocato in regioni più occidentali (Tex lo incontra nell’Oregon), e del resto sarebbe strano che in sessanta anni di storie nessuno a Darkwood lo abbia mai avvistato. Lo Yeti affrontato da Zagor è un singolo esemplare e dunque si può giustificare meglio il fatto che, ritiratosi chissà dove su un’alta montagna, non lo si sia più rivisto. In ragione di queste considerazioni ho già cominciato a scrivere una storia intitolata appunto “Sasquatch”, affidata ad Arturo Lozzi, che intendo costruire come un prequel dell’avventura texiana di Nolitta e Nicolò (dunque ambientato in gran parte lontano da Darkwood). Magari poi scriverò qualcosa anche sullo Yeti, facendolo ritornare sulla scena e rimarcando la sua diversità dal Sasquatch.
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8 – Caro Moreno, hai raccontato spesso e volentieri che la tua passione per Zagor è nata da giovane, e che hai iniziato soltanto successivamente a collezionare gli albi e non a scambiarli. Ma, rispetto a Tex che c’era nelle edicole nello stesso periodo, insieme a svariati altri personaggi s’intende, cosa ti ha fatto propendere verso lo Spirito con la Scure rispetto al Texas Ranger? Cosa aveva di più Zagor rispetto a Tex, per te, e cosa aveva Tex di meno rispetto a Zagor?
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Nessuno dei due eroi aveva qualcosa in meno o qualcosa in più. Erano (e sono) semplicemente diversi. Forse la mia preferenza per lo Spirito con la Scure è dovuta al fatto che ho cominciato a leggerne gli albi da ragazzino delle elementari, e Nolitta scriveva Zagor proprio per un target di età più bassa rispetto a quello dei lettori di Tex, fumetto adatto per i più grandi. Da bambino Tex mi sembrava troppo difficile da seguire. Zagor invece mi faceva sognare, trasportandomi ogni volta in uno scenario diverso (mentre Aquila della Notte era più monotono nelle tematiche). Crescendo, ho imparato ad apprezzare anche il Ranger, ma ormai avevo ricevuto l’imprinting zagoriano.
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9 – Caro Moreno, credi che non solo possa essere possibile, col giusto spunto, ma addirittura intrigante scoprire le origini della famosa Minaccia Verde che dette filo da torcere in una famosa storia scritta da Alfredo Castelli per Zagor e pubblicata nel lontano 1977?
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Ti sei risposto da solo: “possibile, col giusto spunto”. Faccio notare però che esiste anche uno Speciale intitolato “Palude mortale” (n° 15, 2003) in cui Zagor affronta una “minaccia verde” di tipo diverso ma paragonabile a quella castelliana. Lo dico per sottolineare come anch’io, autore di questa seconda sceneggiatura, fossi rimasto affascinato dall’idea che le piante possano animarsi e uccidere (anche se ho subito l’influsso di Swamp Thing).
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10 – Caro Moreno, giusto oggi ho acquistato lo Zagor Più “I racconti di Guitar Jim” avendo apprezzato moltissimo i due precedenti con Molti Occhi e i trappers. Credi che sarebbe interessante leggere racconti di comprimari storici e umoristici come Digging Bill, Bat Batterton e Icaro La Plume? Cordialmente saluti.
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Sarebbe non solo interessante, ma interessantissimo, e lo faremo.
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11 – Caro Moreno, cosa ha spinto la sua curiosità verso i Chupacabras?
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Sentendone parlare, leggendone, vedendo documentari, mi sono sempre chiesto perché mai Tex non li avesse mai incontrati. Così ho proposto il soggetto per una storia breve destinata a un Color, proprio con i Chupacabras. Uscì sul n° 10 della serie, nel 2016, illustrata splendidamente da Michele Rubini. A cose fatte, io e Mauro Boselli concordammo sul fatto che fosse un peccato limitare un argomento così interessate a sole 32 tavole. Così, mi ha commissionato un sequel in due albi (220 tavole), sempre affidato a Rubini, che credo uscirà all’inizio del 2023.
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12 – Gentile Moreno, c’è un personaggio di Zagor (visto che negli anni i suoi comprimari si sono in qualche maniera “evoluti”), che inizialmente faceva fatica ad accettare o semplicemente che non le piaceva, e che poi col passare del tempo ha finito con l’affezionarcisi?
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Qualcosa del genere è accaduta con Panko, il parvol di Golnor creato da Tiziano Sclavi. Per il resto, se qualche personaggio non mi è piaciuto di primo acchito, sono rimasto dell’idea. Per esempio, da lettore non ho mai digerito l’Uomo Dipinto. E Stiletto. Ma solitamente i personaggi che compaiono sulle pagine di Zagor mi piacciono quasi tutti.
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13 – Caro Moreno, cosa ne pensi dei lettori non abituali che comprano un albo soltanto per chi lo scrive o per chi lo disegna? E cosa ne pensi invece dei lettori abituali che fanno la stessa identica cosa, non dimostrandosi, a parer mio, affezionati al personaggio come invece dovrebbero essere, a prescindere da quali siano gli autori, in quanto non è affatto detto che un determinato autore possa scrivere o disegnare sempre e comunque una “ciofeca” o viceversa?
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Penso che ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole, e che noi autori abbiamo il dovere di fare sempre e comunque del nostro meglio al servizio del personaggio, perché ciascuno possa riconoscerlo. Tuttavia, io appartengo di sicuro al primo gruppo. Per capirci meglio, escludendo Zagor, facciamo l’esempio del mio atteggiamento nei confronti, poniamo il caso, dell’Uomo Ragno. Naturalmente io apprezzo di più certi disegnatori e certi sceneggiatori rispetto ad altri, ma dato che mi piace il personaggio, il suo universo, la sua poetica e sono curioso di leggere le sue avventure, lo seguo chiunque le scriva o le illustri, anche perché le mani si alternano e si tratta comunque di professionisti selezionati dalla Marvel, non certo di dilettanti allo sbaraglio. Capisco anche che, se un certo autore a me non è gradito, magari viene apprezzato da altri. Non pretendo certo che se non piace a me non debba piacere a nessuno. Di sicuro non vado in gito su Internet a spargere veleno su di lui e a condurre campagne per il suo licenziamento (chi lo facesse, si meriterebbe che altri malmostosi andassero a dire peste e corna del suo lavoro, qualunque esso sia, su tutti i Social). Un conto, peraltro, è esprimere pacatamente delle opinioni, argomentandole, un altro è condurre crociate contro qualcuno che ha l’unica colpa di non andare a genio a chi evidentemente si ritiene l’unico e infallibile arbitro del bello e del brutto. Un fumetto seriale è composto da più episodi realizzati da più autori: ci saranno episodi migliori e peggiori, episodi che piacciono a me e non ad altri e viceversa, ma se a uno piace una serie la segue comunque anche nei momenti bassi, aspettando quelli alti.
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14 – Caro Moreno, ti scrivo in questa rubrica per farti alcune domande legate fra loro, e non nello stesso post. Ines e Rolando, i due giovani visti in “Sfida a Los Angeles” ed “Aquila Nera”, al tempo della loro prima apparizione erano più piccoli della seconda volta in cui sono apparsi. Hai sempre detto che il tempo è cristallizzato per Zagor soprattutto per i comprimari più presenti, ma non per tutti. Ora, la mia domanda verte sul fatto che la prima apparizione di Ines e Rolando è di poco successiva, temporalmente parlando, all’avventura narrata in “Anima Nera”, dove Tim Cuorepuro era altrettanto un bambino. Ne “L’angelo della morte”, dove è apparso per la seconda volta, la storia è temporalmente basata 7 o 8 anni dopo, come da prefazione, rispetto ai primi avvenimenti. Per cui possiamo dire che se, temporalmente parlando, Ines e Rolando sono cresciuti al pari di Tim Cuorepuro, e che le loro prime avventure sono da considerarsi narrate più o meno in contemporanea, le seconde potrebbero esserlo altrettanto, in quanto 7 o 8 anni dovrebbero o potrebbero essere passati da “Sfida a Los Angeles” ad “Aquila Nera”, tenendo quindi conto del fatto che le avventure odierne di Zagor sono quelle contemporanee alle narrazioni svoltesi nello Speciale n. 9 “L’angelo della morte”?
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Questo tipo di considerazioni, pur giustissime in assoluto, cozzano contro una delle leggi non scritte del fumetto seriale: mai farsi troppe domande sullo scorrere del tempo. In generale non ci si dovrebbe neppure chiedere perché un eroe (non soltanto Zagor, ma anche James Bond) possa restare ferito decine di volte senza rimanere invalido, perché durante le scazzottate non perda i denti, perché non vada mai a fare pipì e tante altre cose di questo tipo. Nella realtà, di sicuro nessun Ranger del Texas può aver avuto il tempo di vivere tutte le avventure di cui è stato protagonista Tex Willer. Qualcuno ha notato che anche Destoevskij ne “L’idiota” dilata i tempi della giornata facendo fare al principe Myškin molte più cose di quante un uomo possa ragionevolmente compiere nella realtà. Tuttavia, riguardo al caso che poni, si possono fare alcune considerazioni. I ragazzi crescono in fretta, nel senso che la loro crescita si nota molto di più dell’invecchiamento degli adulti. Mettiamo il caso di uomo di trent’anni anni posto accanto a quello di un bambino di cinque: dopo un decennio, il primo potrebbe avere più o meno lo stesso aspetto, il secondo sarà un adolescente spilungone il cui cambiamento è evidentissimo. Questo è ciò che si può pensare della crescita di Ines e Rolando e di Tim Cuorepuro: erano ragazzi e sono cresciuti, Zagor e Cico sono rimasti con lo stesso aspetto. Circa la contemporaneità delle vicende, tendo a considerare gli Speciali e Maxi come episodi scollegati dalla continuity (anche se certi, come “Ritorno alla Casa del Terrore”, fanno riferimento ad avventure della serie regolare), per cui si può immaginare che questi numeri extra siano collocabili avanti o indietro nel tempo, senza che si debba per forza tener conto della cronologia (evitando comunque di contraddirla).
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15 – La seconda domanda scritta da me medesimo riguarda il “vecchio” Zagor apparso in “Bandera!” e che, naturalmente, non può essere rimasto con le mani in mano tutto il tempo in attesa di tornare in azione in Texas. Avrà dovuto tenersi in allenamento, come dimostra il suo fisico, ed essendo l’Inviato di Manito non avrà certo potuto esimersi dal proprio ruolo pur invecchiando come tutti gli esseri umani... E proprio per questo ti chiedo non solo se ti piacerebbe sceneggiare una storia di uno Zagor anziano ambientata nella Foresta di Darkwood, e se la sfida riesca ad impressionarti un po’, ma addirittura se, essendo appunto uno Spirito, gli indiani non abbiano infine mangiato la foglia vedendo quello che loro credono tale avere i capelli bianchi ed appesantirsi, e quindi vedendolo come un essere umano.
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Non so se Boselli ne abbia tenuto conto, scrivendo “Bandera!”, ma Zagor è stato sottoposto dalle Amazzoni (incontrate durante la trasferta sudamericana) alle cure di una macchina atlantidea che ha curato le sue ferite più recenti e cancellato i postumi e le cicatrici di quelle più vecchie, praticamente rigenerandolo. Dunque non c’è da meravigliarsi che lo Spirito con la Scure sia un ultra cinquantenne ancora così baldo ed energico. Che cosa gli sia accaduto nel periodo che separa le avventure della Collana Zenith da quelle del giovane Tex Willer per il momento non lo sappiamo, potrebbe essere materia di avventure ancora da scrivere. Riguardo l’eventualità di una avventura con Zagor anziano, io credo che gli uomini possono invecchiare ma le leggende no, perciò se mai dovessi scriverne una non racconterebbe di un eroe che va in pensione ma di uno che trova il modo di uscire di scena da campione, in una maniera spettacolare come quella della prima apparizione, perpetuando il mito. Va detto però che la storia scritta da Boselli sembra escludere che ai tempi di “Bandera!” Zagor sia ancora il Re di Darkwood e viva nella capanna nella palude insieme a Cico. C’è anche da considerare quello che in proposito si dice nella miniserie “Zagor Darkwood Novels”.
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16 – Caro Moreno, ti scrivo per chiederti se Zagor, volendo dare una seconda possibilità a qualcuno, non se ne sia poi amaramente pentito. Mi ricordo ad esempio, nella storia riguardante la prima apparizione di Lupo Solitario, del Dottor Potter: in preda alla febbre dell’oro, dopo aver tentato di uccidere lo Spirito con la Scure ed i suoi compagni, dopo essere fuggito, essere quasi morto congelato nel fiume ghiacciato, e salvato dallo stesso indiano e da Zagor, quest’ultimo decide che abbia già pagato abbastanza per i suoi peccati. Tutto si risolse per il meglio, quella volta, ma il racconto narrato da Lupo Solitario dove viene detto, alla fine, che di oro non ce n’era davvero più nel luogo dove aveva portato i tre banditi, potrebbe anche aver indotto lo stesso dottore a voler approfondire la questione, magari cercando informazioni dallo stesso Warren in cambio di uno sconto di pena o della libertà totale. In due potrebbero andare a ricercarlo, quell’oro, con Warren pronto ad approfittarne per tornare in libertà e tornare quindi alla sua vita di ladro ed assassino, o ancora, creare una nuova banda. Oppure qualcuno interessato a quell’oro, dopo tanto tempo, trova il coraggio di coinvolgere meschinamente il dottore per fare uscire di prigione Warren e venire portato nel suddetto luogo. Alla fine della fiera, Zagor dovrebbe comunque pentirsi di aver lasciato in libertà un pericoloso, per quanto ingenuo, criminale come il dottor Potter, col rischio, appunto, di vederselo tornare sulla strada, sia come cattivo volontario od involontario, con una sua decisione o con una decisione presa da altri. Ma forse non sarebbe molto giusto andare contro una scelta avvenuta anni fa, e che potrebbe quindi far ricredere il giudizio dato da Zagor nei confronti di chi ha avuto semplicemente un attimo, un tragico attimo di debolezza?
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Zagor è un personaggio meno tetragono di Tex, più incline all’ascolto delle ragioni di tutti e alla pietà verso il nemico sconfitto. Perciò può certamente dare una seconda possibilità a qualcuno. Succede per esempio in almeno due mie storie, “Tragedia a Silver Town” e “La palude dei forzati”.
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17 – Caro Moreno, invio questo quesito che mi “diverte” sottoporti. Premetto che “Il seme della violenza” è una delle mie avventure preferite di Zagor, ma proprio quell’avventura mi fece nascere un dubbio, all’epoca, sul comportamento del Generale Murray. Quando Zagor, sul finale, fa fuggire di fronte a tutti il responsabile di tutto ciò che stava accadendo di male nella regione in quel momento, lo stesso Patrick Wilding dichiara di aver voluto anticipare il Generale in quanto non poteva fidarsi ciecamente di lui, e per non rischiare che potesse insabbiare tutto. Nel corso del racconto, abbiamo sì visto Murray vacillare di fronte alle possibili mazzette dovute ad una vendita estrema di fucili durante una guerra indiana, ma Zagor di questo non dovrebbe saperne niente, in quanto non presente di persona nei momenti in cui i cattivi di turno cercano di tirare il Generale dalla loro parte. La mia domanda, quindi, è riferita al fatto di capire come mai Zagor possa dubitare così tanto del Generale. Forse perché non si fida dei militari in toto, oppure c’era qualcos’altro che mi è sfuggito?
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Che Zagor non si fidi troppo dei militari è un dato di fatto, così come lo è che alcuni di loro siano suoi ottimi amici (è il caso del colonnello Perry). Lo Spirito con la Scure non potrebbe però essere l’eroe che è se non avesse, fra le sue doti, anche quella di saper leggere negli occhi degli interlocutori riuscendo a capire se gli si possa dare fiducia o meno, intuendo talvolta anche ciò che è accaduto in sua assenza. Qualche volta qualcuno riesce comunque a trarlo in inganno, ma non è così facile.
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18 – Buongiorno. Intanto complimenti per la cura delle storie molto avvincenti. Mi preme una domanda: come mai certe storie faticano anni prima di arrivare in edicola? Sono forse datate o non vengono ritenute pronte per il lettore? Grazie in anticipo e scusate se per caso è già stata data risposta.
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Abbiamo una buona scorta di storie in magazzino, messa da parte nel corso degli anni. Qualche avventura in giacenza è sempre meglio averla per sopperire nel caso ci siano degli imprevisti nella programmazione (autori che non finiscono in tempo, o episodi dalla lunghezza spuria che necessitano di venire incastrati con altri del numero giusto di pagine, eccetera). Alcune di queste giacenze sono costituite da ciambelle che non sono riuscite con il buco e bisogna trovare il tempo e il modo per ovviare alle magagne. In altri casi ci sono stati dei motivi per cui una sceneggiatura è stata interrotta e il disegnatore è passato a fare altro (la salute o perfino la morte di un autore, la necessità di una storia breve che venga realizzata in tempi rapidi lasciando indietro una più lunga che si può rimandare). Quando c’è abbondanza di scelta nel programmare le uscite è ovvio dare la precedenza a ciò che è pronto e soprattutto a ciò che c’è di meglio, per cui si creano liste di attesa che proposte più intriganti riescono, sgomitando, a superare.
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19 – Ciao, imam primjedbu, zašto dajete crtačima da crtaju zagora koji loše crtaju chiarola, laurenti, barison itd jer lošim crtežom upropaste dobru priču, mnogi čitatelji se žale na loš crtež, nabrojani crtača kad imate drugi dobrih crtača verni, espositi bros, sedioli, della monica itd.

Traduzione dal croato: “Ciao, ho un’osservazione. Perché permetti di disegnare Zagor a fumettisti che disegnano male: Chiarolla, Laurenti, Barison, ecc? Poiché un cattivo disegno rovina una bella storia, molti lettori si lamentano del cattivo disegno dei sopra indicati fumettisti, quando hai altri bravi fumettisti: Verni, Esposito Bros, Sedioli, Della Monica, ecc.

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Secondo me Chiarolla, Laurenti e Barison disegnano benissimo. A moltissimi lettori piacciono, come a te, viceversa, piacciono gli altri che hai citato. In ogni caso, sono tutti professionisti attivi da anni, il cui talento non può venire messo in discussione neppure dai detrattori. Il fatto che qualcuno non gradisca il tratto di un disegnatore non significa che i gusti di uno debbano venir presi come metro di giudizio valido per tutti. Perché è evidente che si tratti soltanto di gusti personali. In ogni caso, Zagor va in edicola con oltre duemilacinquecento tavole inedite ogni anno. Un disegnatore molto veloce può arrivare a illustrarne duecento (la maggior parte non arriva a centocinquanta). Dunque servono molte mani per garantire la produzione. Il che assicura anche una varietà di proposte per i palati di tutti i lettori, dunque un arricchimento per la serie.
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20 – In qualità di curatore del blog, la millesima domanda la voglio formulare io stesso… Carissimo Moreno, giunti a questo ragguardevole traguardo, avrai ancora voglia e tempo per rispondere ad altre domande degli appassionati zagoriani? Ciao, Marco/Baltorr.
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Caro Marco, avvicinandomi a questo traguardo (quello delle mille domande a cui ho dato risposta), mi sono chiesto se la cinquantesima puntata della nostra rubrica non potesse rappresentare la tappa finale, la chiusura in bellezza. Voglio dire: dopo mille domande, che cosa altro mi può venire chiesto? Ho pensato che sarebbe stata un’ottima occasione per fare un inchino, ricevere qualche applauso e gli ultimi fischi, far chiudere il sipario e dedicarmi ad altro. Confesso che scrivere tutte queste risposte mi ha portato via un sacco di tempo, rubato al lavoro ma anche allo svago. Faccio notare (non a te ma a chi fosse restio a riconoscermene il merito) di come si sia trattato di risposte argomentate ed esaustive, e non monosillabiche. Mi sono ripetuto che nessuno avrebbe avuto il coraggio (anche se non si può mai dire) di accusarmi di volermi sottrarre al confronto con i lettori e alle risposte scomode, avendone fornite a centinaia (scomode e no). Però ho anche riflettuto sul fatto che se le domande vengono poste è perché ci sono lettori interessati. E il mio lavoro (che è anche la mia passione) consiste proprio nell’interessare chi legge. Lo faccio da oltre trent’anni e tu sai (diversamente da chi lo ha dimenticato) quanto mi sia sempre impegnato per animare la comunità degli zagoriani, organizzando eventi, progettando iniziative, sollecitando la nascita dei forum, partecipando a infiniti incontri, fornendo materiali e notizie, eccetera eccetera. Ti ho chiesto dunque se c’erano molte altre domande in attesa, se i lettori manifestavano ancora interesse per le mie risposte. Mi hai assicurato di sì. E allora, che fare? Naturalmente continuiamo. Anche per dimostrare la vitalità del nostro eroe, lo Spirito con la Scure, a cui ho dedicato la mia esistenza.
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Moreno Burattini  - Parte terza - Pagina 9 Empty Re: Moreno Burattini - Parte terza

Messaggio Da doctorZeta Mer 03 Ago 2022, 00:13

Con la 2 e la 18 non ci sono più dubbi: le giacenze sono moltissime...
La 20 mi spaventa: se trova il tempo a scrivere risposte anche lunghe, dove trova il tempo per sceneggiare (senza contare i vari incontri, fiere, video su youtube, seguire e rispondere sui social, scrivere libri, ecc.)

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SENZA ORSATO CHE JUVE SAREBBE?

E ti sta parlando un Bonelli-dipendente...
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Moreno Burattini  - Parte terza - Pagina 9 Empty Re: Moreno Burattini - Parte terza

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