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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 12:59

già postato nel topic della Bonelli
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Messaggio Da Magico Vento Mar 2 Feb 2021 - 13:05

È più giusto in questo topic, visto che ci sono anche le novità della Bao no-ta
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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 13:10

Sono giusti entrambi!!!
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Messaggio Da Magico Vento Mar 2 Feb 2021 - 13:21

no-ta Very Happy
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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 13:25

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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 13:30

li prendo tutti ad esclusione di Super Eroica 14 perchè è una riproposta che già preso alla precedente uscita no-ta
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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 13:44

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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 14:35

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Messaggio Da doctorZeta Mar 2 Feb 2021 - 15:47

claudio57 ha scritto:già postato nel topic della Bonelli

Mettilo qui la prossima volta, c'è anche la Bao

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Messaggio Da claudio57 Mar 2 Feb 2021 - 16:46

STAR COMICS RINNOVA IL BRAND: NASCONO LE ETICHETTE STAR E ASTRA
La casa editrice si rinnova dando voce alle sue due “anime”: il fumetto orientale e occidentale
Chi segue il mondo del fumetto, dei comics e dei manga sa bene quanto Edizioni Star Comics abbia fatto la storia di questa affascinante forma di comunicazione, l'unica in grado di unire lo stupore suscitato dalle immagini e la magia che ogni lettore compie nell'immaginare suoni e movimenti.
In oltre 30 anni di pubblicazioni Star Comics ha portato in Italia mostri sacri come DRAGON BALL, ONE PIECE, MY HERO ACADEMIA, RANMA ½, SAILOR MOON e DETECTIVE CONAN, fino al più recente, celebre DEMON SLAYER – KIMETSU NO YAIBA.

Questi sono solo alcuni dei titoli che hanno permesso alla nostra casa editrice di diventare leader nel campo del fumetto giapponese.

Oltre alla lunga e duratura collaborazione con le case editrici del Sol Levante, Star Comics vanta numerose e importanti pubblicazioni di titoli provenienti anche da Europa e Stati Uniti, annoverando tra gli autori in catalogo nomi del calibro di Rick Remender, Jeff Lemire, Greg Rucka, Mirka Andolfo, Mario Alberti, Matteo Bussola, Paola Barbato, Alessandro Bilotta ed Emiliano Mammucari.
Il momento della svolta è arrivato
Il 2020 è stato un anno indimenticabile per molte ragioni.

In Star Comics vogliamo ricordarlo come l’anno in cui abbiamo raggiunto - come editore indipendente - la prima posizione in classifica per numero di volumi venduti.

Con l’inizio del 2021 abbiamo quindi sentito la necessità di identificare in modo immediato i due settori in cui operiamo: quello del manga e quello del fumetto occidentale.

Ecco quindi la nascita di due etichette, entrambe con un’identità chiara e riconoscibile, ma allo stesso tempo riconducibili immediatamente alla casa editrice.
Questa nuova nascita segna anche il rebranding del marchio che – come per le due etichette – è stato affidato al designer Fabrizio Verrocchi.
STAR identificherà le pubblicazioni orientali ASTRA rappresenterà i titoli occidentali
DRAGON BALL GT ANIME COMICS – LA SAGA DEI DRAGHI MALVAGI, DR.STONE e HAIKYU!! saranno tra i primi volumi che riporteranno la nuova etichetta STAR, mentre gli americani YEAR ZERO e RED BORDER quelli destinati ad ASTRA.
«STAR e ASTRA nascono per andare incontro alle esigenze di lettori – vecchi e nuovi – permettendo a chi si avvicina al fumetto di muoversi con più facilità all’interno del catalogo Star Comics, ma senza trascurare i lettori che ci accompagnano da tempo e che collezionano i nostri prodotti. Per rappresentare i manga abbiamo pensato di ufficializzare un nome che per la community era già così, da sempre: tra lettori e lettrici, Star Comics è “la Star” o, appunto, STAR. Subito dopo abbiamo dato vita “all’altra stella”: è nata così ASTRA, per rappresentare l’altra importantissima parte del nostro catalogo, quella dedicata al fumetto occidentale» ha spiegato Claudia Bovini, Direttore Editoriale e Responsabile della casa editrice.

«Rinnovare un marchio storico è sempre un'operazione molto delicata. Il design è cruciale, certo, ma quando parliamo di qualcosa che si è impresso per decenni nell'immaginario di una grandissima community ci sono di mezzo i ricordi, le esperienze, l’affetto: tante storie accomunate da un Segno » racconta Fabrizio Verrocchi, designer non nuovo a operazioni di logo revamping.
«Per rappresentare un catalogo sterminato composto da titoli di ogni genere, il marchio doveva essere immediato, diretto e al contempo il più onnicomprensivo possibile. Non c'era bisogno di inventare alcun nome, era già tutto lì, in quelle poche lettere che racchiudono un mondo. Lavorare a un refresh dell'immagine di una realtà così importante per il mondo del fumetto è stato un grandissimo privilegio.»
Il rinnovamento della veste grafica della casa editrice attraverso il nuovo logo, così come la nascita di STAR e ASTRA, trasforma e reinterpreta in maniera moderna il marchio storico disegnato da Sergio Cavallerin nel 1987, quando venne fondata l'azienda.

Rinnovarsi, ma senza abbandonare le origini quindi, mantenendo una continuità grafica con la brand identity che caratterizza Star Comics, rappresentata da un evocativo e universale simbolo come la stella che, oggi più che mai, risplende sul fumetto e sul manga.

Non temete, collezionisti! I dorsi dei volumi delle serie in corso rimarranno invariati.

https://www.starcomics.com/news/star-comics-rinnova-il-brand-nascono-le-etichette-star-e-astra?fbclid=IwAR3T2QrPBf2-9jMERuYInoFMXQgckHMFad8LPdjduWbdmKbo8rMGAEsCSVI
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Messaggio Da claudio57 Mer 3 Feb 2021 - 11:00

da fb Bruno Enna
https://www.facebook.com/photo/?fbid=888096528622232&set=a.434765707288652
Spider-Pulcinella!
A volte mi chiedo che cosa si fumino i tizi che realizzano i cartoni per le pizze...
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Da un grande forno... derivano grandi responsabilità! 😉
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Messaggio Da doctorZeta Mer 3 Feb 2021 - 15:57


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Messaggio Da claudio57 Gio 4 Feb 2021 - 11:08

Cosa fa un disegnatore quando perde il lavoro? Michele Medda racconta l'esperienza di Herb Trimpe, riassunta dal disegnatore americano nel 2000 in un lungo e interessantissimo articolo:
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I SUPEREROI NON MUOIONO, PASSANO NEL MONDO DELLA REALTA'
Nel 1998 sono alla Comic Convention di San Diego insieme a Stefano Casini e a un gruppo di professionisti italiani. Mentre giriamo per la mostra ci ferma un tizio sulla cinquantina, con una cartella sottobraccio. Ha la barba non rasata e un aspetto sciatto. Dice di essere un disegnatore, vorrebbe sapere come proporsi in Italia, e ha con sé dei disegni. Stefano e io ci guardiamo perplessi. Il tipo è un po’ troppo maturo per essere il classico appassionato che da grande vuole fare il disegnatore. Gli spieghiamo che non siamo editori, però non c’è problema, diamo volentieri un’occhiata ai disegni.
Sono supereroi, ovviamente. Ci rendiamo conto subito che quest’uomo è un professionista. E poi leggo il suo nome. E faccio due più due. Da ragazzino ho letto non so quanti albi dei Fantastici Quattro disegnati da lui, e ho visto la sua firma anche su Capitan America, I Vendicatori e chissà cos’altro.
Adesso gira per una fiera come un ragazzotto ventenne, ma non lo è più, un ragazzotto. È un cinquantenne ormai fuori dal giro, che chiede lavoro a due italiani sconosciuti. Ma glielo leggi negli occhi: non è un collega che si sta informando da colleghi su un’eventualità di lavoro. È uno che sta affogando e chiede al primo che passa di lanciargli un salvagente.
Gli ripetiamo che, non essendo editori, non possiamo fare materialmente niente per lui, e che purtroppo il suo materiale non rientra negli standard dell’editore per cui lavoriamo. Però può comunque rivolgersi allo stand del gruppo italiano, magari qualcuno può indirizzarlo da un editore. Lui richiude la cartella, ci ringrazia sforzandosi di sorridere, e si dirige allo stand. Dove, lo sappiamo già, non c’è nessuno in grado di lanciargli un salvagente. E nessun altro lo farà. Negli anni 2000 questo disegnatore firmerà una sola storia, breve e per una piccola etichetta, e un manuale di tecnica del disegno.
Per Herb Trimpe, più o meno negli stessi anni, l’esperienza è simile, ma avrà uno sbocco diverso. Trimpe negli anni Novanta si divide tra Hulk e I Fantastici Quattro, quando la Marvel entra in crisi. Nel 1995 I Fantastici Quattro chiude, e Trimpe si ritrova col lavoro dimezzato. La sua soglia minima per campare è di sedici pagine al mese, e ora non ci arriva più. Sta per compiere cinquantasei anni e ha due figli al college. Non perde tempo, e lo stesso giorno del suo compleanno manda una richiesta per fare un corso di formazione al New York's Empire State College. Gliela accettano tre mesi dopo.
In novembre, anche Fantastic Four Unlimited chiude. Trimpe, senza lavoro, va a parlare all’ufficio personale della Marvel, e l’imbarazzatissima responsabile gli dice di andare in pensione. Trimpe rifiuta: ha famiglia, e deve lavorare. Dice: “Io non mi punto la pistola alla testa. Piuttosto, sparatemi voi”. Cerca di ragionare, insulta, arriva a implorare (“I've tried reason, outrage, guilt trips and begging”). Niente. Dopo un mese, è chiaro che dalla “case delle idee” non arriverà altro lavoro. Nel mese di gennaio 1996 la Marvel licenzia una ventina di persone, e tra queste c’è anche l’editor di Trimpe.
A casa, Trimpe comincia a lavorare a una propria comic strip, ma con poca convinzione.
Intanto è cominciato il corso al NY Empire State College. È lungo, difficile e soprattutto costoso. Qualche lavoro arriva comunque. Ma il 3 febbraio Trimpe annota nel suo diario: “Sento che mi sto trasformando in qualcun altro”. Pochi giorni dopo, un attacco di panico lo sveglia nel cuore della notte.
Nel mese di maggio la Marvel lo licenzia definitivamente, con una lettera lunga decine di pagine. È il “termination agreement”. Trimpe annota diligentemente nel suo diario che gli tocca “firmare dei moduli in cui mi impegno a non parlare della Marvel, non rivelare identità segrete di supereroi, non parlare male di Stan Lee, non piantare grane”. Se non firma quell’accordo non avrà la liquidazione. Firma, e continua a proporsi ad altre case editrici. Inutilmente.
Nel mese di giugno la strip che stava realizzando da solo ha collezionato il quarto rifiuto, e Trimpe si mette in coda all’ufficio di collocamento. Scrive sul diario: “Il pensiero di fare dei colloqui di lavoro mi deprime. Ma il pensiero di non tornare a lavorare mi deprime anche di più”.
Nessun lavoro all’orizzonte, ma Trimpe continua il corso all’Empire State, e contemporaneamente impara a usare Quark Express, Photoshop e Adobe Illustrator. Ma ancora niente sul fronte del lavoro. Scrive: “Razionalmente, posso accettare di non portare il mio contributo alla famiglia, ma psicologicamente è un’altra faccenda. Questa cosa mi divora dentro”.
Un anno dopo prende il suo bravo diploma all’Empire State College. Ora può insegnare. Ci vorranno ancora dei mesi, ma nel gennaio 1999 Trimpe è docente alla Truman Moon School di Middletown, e si divide tra una scuola elementare e un college. Ha 59 anni. Fa cinque ore di lezione al giorno. Sono mesi faticosi, ma gratificanti. Non è un posto fisso, però.
A fine anno scolastico Trimpe è di nuovo disoccupato. Dopo un’estate di colloqui a vuoto, trova una cattedra in una scuola pubblica, a Eldred. Deve fare ogni giorno più di un’ora di macchina per arrivarci, ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Il problema sono i ragazzi. Definirli “vivaci” un eufemismo, e Trimpe passa da momento di euforia a veri e propri attacchi di ansia.
Ma il primo dicembre la tempesta è alle spalle: “Mi sento molto positivo in queste ultime settimane. L’amministrazione e lo staff mi aiutano molto. E oggi ho avuto la mia Varsity Jacket (il giaccone con lo stemma e i colori della scuola, ndt). Il cerchio si è chiuso”.
Nel 2000 Trimpe racconta la sua odissea in un lungo articolo per il New York Times. Wikipedia ci dice che ha insegnato nella scuola di Eldred per due anni. Non si sa che cosa abbia fatto dopo. È morto nel 2015, lo stesso anno che vide la sua ultima apparizione pubblica, alla East Coast Comicon, nel New Jersey.
Nel mese di giugno del 1996 aveva scritto: “Mi rendo conto che oggi è il mio primo giorno senza alcun lavoro, da quando ho lasciato l’Aeronautica, 34 anni fa. Sensazione interessante. È come essere in bilico sull’orlo di una scogliera. Ma forse riuscirò a volare.”

https://michelemedda.blogspot.com/2021/02/i-supereroi-non-muoiono-passano-nel.html?fbclid=IwAR3qymfiUQqok6a24z4SfLHjmkdLT9IGKFtQ3zzesac50G2KB5j0YbcIU_w
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Messaggio Da claudio57 Gio 4 Feb 2021 - 17:31

E per il nuovo anno, anche Shockdom si è fatto il suo catalogo personale... naturalmente digitale! Si chiama "Next", ha 40 pagine e può essere scaricato qui:
https://shockdom.com/wp-content/uploads/2021/01/NEXT-USCITE-MARZO.pdf?fbclid=IwAR25xPELT7DefhjGRfeZHxYYi0H1XjoeTxkPAjhBsc9t0oFq7RjQ094rLmU
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Messaggio Da claudio57 Ven 5 Feb 2021 - 20:13

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“Fumo di China” n.302 in edicola e fumetteria

E nonostante le complicazioni della pandemia, le difficoltà nella distribuzione e la stanchezza di tutti... noi continuiamo a tener duro! Finalmente arriva nelle migliori edicole e fumetterie di tutt’Italia il nuovo FdC n.302, con splendida copertina beneaugurante di Umberto Sacchelli che cerca di captare segnali positivi dal nuovo anno fumettistico (e non).

Dopo un editoriale con alcune segnalazioni su quanto avvenuto nelle ultime settimane nel mercato italiano delle nuvolette (tra alti e bassi più qualche curiosità inedita), le usuali news dal mondo (quelle meno viste e più importanti in Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone, più un extra su Sergio Toppi), il nostro dossier mensile vede la chiacchierata tra bilanci e previsioni dell’esperto a 360 gradi Sergio Cavallerin su che cosa ci ha lasciato il 2020 e quali possono essere i nuovi scenari per il mercato italiano dei fumetti post-CoViD.

Poi altra intervista “con il botto” al solitamente riservato Andrea Rivi, neo direttore dell’Editoriale Cosmo, con cui ragioniamo sui 10 anni di Nona Arte e i quasi altrettanti di collane a fumetti “collaterali” ai quotidiani RCS. Quindi un colloquio a 360 gradi con Giulio & Marco Rincione sulle loro “vite di carta e d’inquietudine”, le loro carriere, i fumetti più amati e quelli in lavorazione. Un salto nel passato con il primo “graphic novel collettivo” Nero metropolitano rievocato 10 anni dopo dal suo sceneggiatore e curatore Sergio Brancato.

A seguire il progetto transmediale di Cyberpunk 2077 (che da videogioco e presto serie animata ha ora debuttato a fumetti), prima di tornare a parlare con personalità di cinema e teatro incontrando Giuseppe Cederna (che ci racconta i suoi amori e incontri “fumettosi”) e approfondiamo l’originale volume di storia del fumetto Dal Signor Bonaventura a Saturno contro la Terra), concludendo con una curiosa indagine che racconta il filo sottile che lega i draghi dell’animazione ma non soltanto, da Dragon Trainer a Makoto Shinkai, da Jeff Koons all’adolescenza complice Hayao Miyazaki)

E per concludere come sempre in bellezza, le nostre abituali 7 pagine di recensioni per orientarsi nel mare magnum del fumetto proposto nelle edicole, fumetterie e librerie italiane, insieme alle rubriche “Il Podio” (i top 3 del mese), “Pollice Verso” (un exploit in negativo), “Il Suggerimento” (per non perdere uscite sfiziose) del multitasking Fabio Licari, oltre a “Niente Da Dire” (la nuova rubrica curata dall’omonimo portale di divulgazione culturale lanciato da Daniele Daccò detto il Rinoceronte con le sodali Furibionda e Onigiri Calibro 38), approfondimenti (stavolta sui libri illustrati Una divisa per Nino e il curioso L’amo, la lettura oltre al recente remake del videogioco tratto dal fumetto XIII), gli Strumenti (sulla sempre più numerosa saggistica), una comparsata finale del nostro storico amico Massimo Bonfatti e le nuove strisce fra satira e ironia della serie Fex contro Mefìstronz su testi & disegni di Marcello!

Tutto questo e altro ancora su FdC n.302 (distribuito in edicola e fumetteria da Me.Pe. e come sempre acquistabile via PayPal o con bonifico direttamente dal nostro sito), a soli 4 euro nel tradizionale formato 24 x 33,5 cm (immutato e caratteristico fin dal nostro sbarco in edicola, oltre trent’anni fa) con 32 pagine tutte a colori: buona lettura!
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Messaggio Da claudio57 Sab 6 Feb 2021 - 10:15

Dallo spazio #ComicsAndGames de LaFeltrinelli Milano in piazza Piemonte si parlato di fumetti, inclusività e crossmedialità. Insieme a Sio, Fumettibrutti, Chiara Codecà e Marta Perego si parla della scorsa edizione dei Lucca Comic Awards... per esplorare un mondo più aperto e tollerante anche attraverso piccoli, ma importanti gesti come l’adozione della schwa (ǝ), il simbolo per rendere l’italiano ancora una lingua più inclusiva:
https://www.facebook.com/laFeltrinelli.it/videos/866287367265435
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Messaggio Da doctorZeta Sab 6 Feb 2021 - 11:24

5 novità a fumetti uscite questa settimana

1. Galileo Galilei, di Francesco Niccolini e Massimiliano Favazza

Quando la scienza e la fede collidono, i risultati possono cambiare il mondo. La storia di Galileo Galilei coincide con la nascita della visione moderna del sistema solare e della scienza stessa.

La biografia a fumetti prende il via da un evento moderno: il lancio dei primi due satelliti della costellazione Galileo, il 21 ottobre 2011, per permettere l’aggiornamento dei Gps europei. Ma lo sguardo si volge ben presto lontano, proprio come l’occhio di Galileo grazie ai suoi celebri cannocchiali, per raccontare la vita e le vicende del fisico nato nel sedicesimo secolo.

Seguace degli insegnamenti di Copernico, guidato da una passione per la scienza e per gli astri, Galileo per primo rinnega ufficialmente la visione geocentrica della Chiesa. L’atto coraggioso gli vale l’accusa di eresia da parte del Sant’Uffizio, costringendolo ad abiurare le sue teorie e a una vita di prigionia domiciliare. E pur si muove! (BeccoGiallo, 128 pp, 17 euro).


2. La fabbrica onirica del suono, di Sergio Algozzino

Dal ’68 agli anni di piombo, sino agli albori dei mitici anni Ottanta; la nascita e la morte degli ideali di una generazione. Le lotte, le droghe, gli attentati, la musica popolare, gli amori e le amicizie di due decenni fondamentali per la cultura italiana e non solo.

Colori pop e tavole che alternano scene psichedeliche e paesaggi urbani caratterizzano l’ultima fatica di Sergio Algozzino, già autore di Nellie Bly e Storie di un’attesa. 

Una graphic novel che è un’inno d’amore alla storia della musica nostrana, vista attraverso gli occhi di un’immaginaria band di rock progressive destinata all’ascesa dai festival locali sino alle copertine dei magazine internazionali e ai grandi palchi americani destinati alle superstar (Feltrinelli Comics, 128 pp, 16 euro).


3. Dien Bien Phu, di Daisuke Nishijima

Giappone, 1965. Hikaru Minami ha solo 19 anni, è di statura minuta, spesso timido, ma è deciso a diventare un grande fotografo. La sua redazione lo spedisce in Vietnam, a Saigon, al fianco delle truppe statunitensi, per documentare in diretta quel che succede in un Paese diviso dal conflitto.

Qui Minami scopre tutte le assurdità della guerra, rischiando la vita tra attentati e bombardamenti. Verrà salvato da una misteriosa e affascinante guerriera, di cui si innamorerà a prima vista.

Il primo volume di un manga a metà tra storia e fantasia, per raccontare gli orrori e le contraddizioni di un evento storico complesso come la guerra nel Vietnam. Disegnato con tratto kawaii ed essenziale da Daisuke Nishijima, vincitore nel 2004 del Premio Seiun come Migliore artista (Bao Publishing, 272 pp, 8,90 euro).


4. 2 detective e 1 bassotto, di Enrico Marigonda, Gabriele Scarafia

Artù è un bambino appassionato di gialli e misteri. Il suo sogno, ovviamente, è diventare un grande detective, ma ha bisogno di aiuto. Per fortuna, al suo fianco c’è il bassotto Poarò, dotato di un fiuto infallibile. E in classe arriva una nuova compagna, Agatha, che presto si rivela appassionata di indagini almeno quanto Artù.

Nasce così un inseparabile terzetto: Artù, Agatha e Poarò dovranno subito risolvere il loro primo caso, scagionando il migliore amico Giovanni, accusato e punito ingiustamente dal Preside della scuola. A patto che i tre bulli del quartiere, Morris Artengo e i Gemelli Fracassa, non riescano a mettere loro un bastone tra le ruote.

Un giallo risolto a suoni di astuzia e fiuto canino, che appassionerà e divertirà i più piccoli – dai 7 anni in su (Il Castoro, 160 pp, 14,50 euro).


5. Infocomics. I segreti dei supereroi (e degli altri personaggi dei fumetti), di Norberto Baruch B.

Sapevate che… Goku di Dragonball è ispirato a Superman? E che il carattere di Bugs Bunny è tratto dagli sketch del comico Groucho Marx? Queste e tante altre curiosità, alcune note agli appassionati e altre più oscure persino per i fan, sono riportate in oltre 100 pagine di infografiche a colori dedicate a oltre 300 personaggi della storia dei fumetti.

Un grande lavoro di design e ricerca ispirato da un’evidente passione per i comics e i cartoni, a opera del giornalista, designer e professore universitario argentino Norberto Baruch B. Un volume affascinante per chiunque condivida l’amore per i fumetti e per i loro protagonisti, in tutte le loro forme e declinazioni (edizioni Npe, 104 pp, 19,90 euro)

https://www.wired.it/play/fumetti/2021/02/06/novita-fumetti-uscite-settimana-5-2021/

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SENZA ORSATO CHE JUVE SAREBBE?

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Messaggio Da claudio57 Sab 6 Feb 2021 - 11:26

Bella pagina su due bei fumetti su "il manifesto" di ieri...
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Messaggio Da claudio57 Sab 6 Feb 2021 - 14:38

Nuovo articolo di Alex Urso sui fumetti per Sky Arte 😉
Presto a Valencia un centro per lo studio e la conservazione dei fumetti
Sarà Valencia la nuova “capitale” del fumetto europeo? Città dalla forte tradizione artistica, riconosciuta per i suoi traguardi nel campo della nona arte e dell'illustrazione, il capoluogo dell'omonima provincia sta per dotarsi di un centro per lo studio e la conservazione dei fumetti: un luogo di ricerca unico in tutta la Spagna.
Da mercato di nicchia a fenomeno di massa. Ormai da anni l’editoria a fumetti è in crescita esponenziale, sia in Italia che nel resto d’Europa, dove (con alti e bassi a seconda dei singoli Paesi) le cifre del settore mostrano numeri più che incoraggianti. Sulla base di queste premesse, e considerando i margini di sviluppo dell’interno comparto, la città di Valencia ha annunciato l’apertura del Centre Valencià d’Estudis i Conservació del Patrimoni del Còmic: il primo grande centro pubblico dedicato alla conservazione, alla diffusione e alla ricerca nel campo della nona arte
DA VALENCIA AD ANGOULÊME
L’istituzione – la prima di questo genere a sorgere nel Paese iberico – aprirà le sue porte all’inizio del prossimo anno, e avrà sede all’interno di uno storico palazzo nel quartiere Carmen della città spagnola. Realizzato in collaborazione con l’Università di Valencia, il centro godrà del supporto attivo di figure di rilievo del settore come Álvaro Pons, esperto e direttore della prima Cattedra di fumetti in Spagna.

Diverse le attività previste negli spazi dell’edificio, attualmente in fase di restauro. I progetti del centro saranno prevalentemente mirati allo studio della storia e degli sviluppi di quest’arte, con eventi a carattere divulgativo indoor, partnership per la realizzazione di mostre esterne, collaborazione internazionali (su tutte quella con la città francese di Angoulême, “mecca” per gli amanti del genere grazie al suo celebre festival) e una grande biblioteca. Già annunciato che a disposizione degli appassionati ci saranno oltre 3mila albi, giunti in sede grazie a una donazione privata.
VALENCIA E I FUMETTI
Nonostante possa sembra ardita, la scelta di dare vita a un centro per lo studio dedicato alle “nuvolette” nella città portuale spagnola non deve stupire. La decisione appare anzi assai coerente, sia per la forte attività divulgativa svolta dalla città in passato – grazie all’azione di case editrici locali storiche come Valenciana e Maga –, sia per la presenza di un folto numero di autori appartenenti alla cosiddetta “scuola di fumetto valenciana” – su tutti Micharmut, Daniel Torres, Miguel Calatayud e Mique Beltrán.
https://arte.sky.it/2021/02/valencia-centro-studio-fumetti/?fbclid=IwAR0B_TK2KNBjzHJT9Q9WejGRKOhw2M0BPgD93neZCTU-UjSy1l4osdpUE0U


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Messaggio Da claudio57 Dom 7 Feb 2021 - 16:18

Oggi nella sua rubrica domenicale nel "Corriere della Sera", clamoroso endorsement di Beppe Severgnini al nuovo fumetto di Sergio Gerasi!
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Messaggio Da claudio57 Dom 7 Feb 2021 - 16:20

Il debutto di Francesco Artibani & Silver su Linus, ora in edicola:
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Messaggio Da claudio57 Dom 7 Feb 2021 - 16:58

Alter Ego presenta una nuova collana di saggistica, "Pop Corner" che esordisce in libreria con due volumi dedicati ai Peanuts e al Cavaliere Oscuro.
TUTTE LE NEWS DAL MONDO DEI FUMETTI - 2 - Pagina 4 Alter-Ego_Pop-Corner
Comunicato stampa

Dal 12 febbraio 2021 la casa editrice Alter ego intraprende una nuova avventura inaugurando una collana dedicata ai saggi. Pop Corner si pone l’obiettivo di portare sugli scaffali delle librerie una tipologia di saggi freschi, ibridi e soprattutto, come il nome della collana ci suggerisce, pop. Questi libri, pensati per i gusti e gli interessi di chi ha un’attenzione particolare alla contemporaneità, amplieranno la ricerca sull’uomo contemporaneo che la casa editrice conduce già da anni con la narrativa, strizzando l’occhio a musica, cinema, letteratura e tutto ciò che abbraccia la sfera del popular, per intrattenere e ispirare il lettore.
A fare da apripista saranno due pubblicazioni dedicate ad alcuni dei protagonisti più amati del mondo dei fumetti e della nostra infanzia: i Peanuts e il loro creatore, Charles M. Shulz, e Batman, con un confronto sul cavaliere oscuro tra cinema e graphic novel.

ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA
SOCIETÀ, VALORI E CULTURA NEI PEANUTS
saggio peanutsL’autrice Elena Massi, saggista specializzata nella fiaba e nella storia della letteratura per l’infanzia e dottore di ricerca in Scienze Umane dell’Università di Bologna, analizza le vignette di Charlie Brown, Snoopy, Linus e Lucy, cercando di individuare i processi creativi alla base della loro fortuna: un mix unico di magia e poesia. Un’attenzione particolare è dedicata alla rappresentazione dell’infanzia, a partire dai cosiddetti bambini della guerra, nati a cavallo della Seconda guerra mondiale: la generazione dei giochi all’avanguardia come quelli di Creative Playthings, ma anche “un terreno fertile per i semi dell’orrore”, scrisse Stephen King in Danse Macabre, nel ricordare la tensione psicologica e le difficoltà vissute da chi non poteva difendersi dagli orrori della Guerra fredda se non con la fantasia.
Il saggio costituisce una mappa per orientarsi nella sterminata varietà culturale offerta dal tratto a china di Schulz, un’occasione per ripercorrere le influenze e i significati da cogliere tra le righe dell’epopea delle Noccioline.

Era una notte buia e tempestosa
Elena Massi
Alter ego – collana: Pop corner, 2021
205 pagine, brossurato – 14,00 €

MILLER VS. NOLAN
LE DUE TRILOGIE DEL CAVALIERE OSCURO A CONFRONTO
saggio batmanFrancesca Perozziello analizza le convergenze culturali e l’intermedialità tra varie forme artistiche, dalle graphic novel al cinema, dell’immaginario legato all’Uomo pipistrello. L’autrice, attraverso il lavoro di Frank Miller e Christopher Nolan, ripercorre la storia di Batman intrecciandola con la storia artistica del fumetto e e come si sono adattate nel tempo, specialmente nell’epoca contemporanea, alla cultura nella quale sono nati e i gusti del grande pubblico.

“Batman non è infallibile, non è imbattibile, non è esente da errore. È solo una persona che ha deciso di lottare, con i mezzi a disposizione, contro il male; quello che, in certa misura, cerchiamo di fare anche noi.” (Dalla prefazione di Diego Di Dio)

Miller vs. Nolan
Francesca Perozziello
Alter ego – collana: Pop corner, 2021
186 pagine, brossurato – 14,00 €
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Messaggio Da claudio57 Lun 8 Feb 2021 - 11:04

Il Museo del fumetto di Angouleme invaso nell'acqua... ma grazie al cielo le collezioni sono salve!
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Messaggio Da doctorZeta Lun 8 Feb 2021 - 12:09

L’arte di creare e riempire i balloon: intervista a Todd Klein

Arriviamo alla conclusione del viaggio intrapreso alla scoperta del mondo del lettering nel fumetto con un giro di domande al Letterista per eccellenza del panorama dei comics americani: lo statunitense Todd Klein. Il suo nome non ha bisogno di presentazioni: è stato il letterista di Sandman di Neil Gaiman ed è il professionista che ha reso famoso l’arte del lettering nei fumetti di tante case editrici ma soprattutto quelli di casa DC Comics.
Con Todd Klein, la personalizzazione delle voci e dei suoni all’interno dei balloon è arrivata ad alti livelli di professionalità e, per Lo Spazio Bianco è un onore di ospitarlo sulle proprie pagine.

Ciao Todd e benvenuto su Lo Spazio Bianco.
Cominciamo con un po’ di storia: quando è iniziata la tua carriera di letterista e con quale fumetto (se di fumetto si è trattato)?
Il mio primo lavoro pagato è stata una parodia di Star Wars per la rivista SICK, che è simile a MAD; si intitolava Star Bores [Noie Stellari, NdT], erano cinque pagine. È uscita sul numero 118 nel dicembre del 1977. L’ho fatto direttamente per Dave Manak, che avevo incontrato lavorando per la DC, che era il creatore del fumetto. Il mio primo lavoro per la DC è stata invece una storia di Lois Lane di dodici pagine che è uscita sul numero 187 di Superman Family, nel febbraio del 1978, mentre la mia prima storia completa è stata il primo numero di Firestorm della DC, nel marzo 1978.

Come hai incominciato a occuparti di questo aspetto, molto spesso colpevolmente sottovalutato, del mondo del fumetto? Qual è stato il passo che ha trasformato la tua passione in una professione?
Sono nato nel 1951 e sono un appassionato di fumetti sin da quando ero bambino. Ho frequentato una scuola d’arte per due anni ma non l’ho terminata e non ho trovato un lavoro nell’ambiente, bensì ho iniziato a lavorare in una ditta che produceva impianti per l’aria condizionata; mi occupavo di creare i manuali per gli utenti, quindi ho imparato qualcosa sull’arte commerciale. Nel 1977 ho deciso di cercare lavoro presso una delle case editrici di fumetti di New York. Mi sono preparato un portfolio nel quale avevo inserito esempi di pagine di fumetti che avevo creato completamente da solo, lettering compreso, ma sinceramente non erano granché. Nell’estate del 1977 mi sono proposto per lavorare alla Marvel, ma non mi hanno assunto. Ho provato con la DC e, nonostante il fatto che le mie prove non fossero abbastanza buone per trovare lavoro come disegnatore, mi hanno offerto un posto nella produzione, che ho accettato volentieri. Tra i miei compiti c’era impaginare le pagine della posta e correggere le pagine dei fumetti per renderle pronte per la stampa. Questo comprendeva un lavoro di lettering quindi, come parte del mio compito, e ho imparato a farlo con l’aiuto di un altro membro del team, John Workman. Lo stipendio non era alto e quasi tutti facevamo anche un secondo lavoro. Ho provato molte attività, ma ho deciso che quella che mi piaceva più di tutte era il lettering, che quindi è diventato il mio lavoro principale come freelancer.

All’inizio c’era qualche letterista che consideravi un tuo punto di riferimento, un professionista al quale ti ispiravi?
John Workman è stato il mio primo modello per quanto riguarda lo stile, ma mi piaceva un sacco anche il lavoro di Gaspar Saladino, un altro il cui lettering e i cui logo ho studiato e cercato di copiare. Ho anche imparato molto dall’opera di John Costanza e di Ben Oda mentre correggevo il loro lettering, per lavoro, e per quanto riguarda altri ammiravo il lavoro di Tom Orzechowski e di Jim Novak della Marvel.

 Ci sono numerose correnti e scuole di lettering nel mondo del fumetto, alcune delle quali sono note internazionalmente. Per esempio c’è quella americana secondo la quale il letterista è responsabile anche della creazione del balloon, il che rende il suo un vero e proprio contributo artistico. C’è poi anche la scuola italiana (e parlo sempre di fumetto seriale), che si sta avvicinando a quella statunitense ma che, fino a qualche anno fa, prevedeva che i balloon fossero spesso inseriti dall’artista, e il compito del letterista era semplicemente riempirli. Quale di queste pensi che sia la più efficace?
È sempre meglio e più efficace se è la stessa persona che crea il lettering e le forme dei balloon nelle quali inserirlo. Può essere il disegnatore o il letterista. Ci sono situazioni in cui questo non è conveniente o magari è del tutto impossibile, ma è la situazione migliore. Immagina che ti diano degli abiti da indossare della taglia sbagliata, troppo grandi o troppo piccoli: magari riesce a metterteli, ma sicuramente non saranno comodi. Ecco, è la stessa cosa quando si tratta di inserire lettering in spazi creati da altri.

Hai mai ricevuto suggerimenti dall’artista su dove piazzare i balloons, magari con uno schizzo sulla pagina stessa? In tal caso, segui le loro istruzioni o ti senti libero di cambiare?
Quando ho cominciato a letterare per la DC, la maggior parte degli artisti scriveva tutto il lettering a matita sulla pagina; parlo di artisti del calibro di Curt Swan e Kurt Schaffenberger. Questo rendeva semplice il mio lavoro, perché tutti sapevano con precisione dove sarebbe andato il lettering, e gli artisti quindi avevano una buona idea di quanto spazio sarebbe servito e quindi ne lasciavano di conseguenza. Gli artisti più giovani hanno poi cominciato a non farlo più, visto che molti autori spesso seguivano il processo reso noto da Stan Lee (il cosiddetto “stile Marvel”, N.d.R.) di creare una trama scrivendo i dialoghi solo dopo aver visto le immagini. Anche quando disegnavano da una sceneggiatura completa con tutti i dialoghi e le didascalie, gli artisti hanno abbandonato l’idea di aggiungerli sulla pagina e con il tempo molti hanno perso l’abilità di sapere quanto spazio lasciare per il lettering. Questo ha reso il mio lavoro più difficile. A volte gli artisti indicavano dove inserire il lettering, ma non lasciavano sempre spazio sufficiente. Gli editor della DC si sono assunti il compito di dare delle linee guida per il lettering su fotocopie delle tavole disegnate ma non ancora inchiostrate; a volte erano ottime, altre volte no. Quando funzionavano, le seguivo; quando non andavano bene, facevo quello che mi sembrava il caso di fare.

 Le onomatopee. In Italia di solito se ne occupano i disegnatori, mentre per esempio negli Stati Uniti sono compito dei letteristi. Secondo te, tali elementi grafici hanno più a che fare con il disegno o con il lettering?
Qui li chiamiamo semplicemente “effetti sonori”. Di solito mi fa piacere quando i disegnatori li inseriscono personalmente, perché così possono farlo nel loro stile. Lavorando sui disegni, ho sempre seguito quello che l’artista ha aggiunto, se l’ha fatto. Molti disegnatori americani non aggiungono nulla nella fase delle matite, e in quel caso è mia responsabilità. Alla maggior parte degli artisti con cui ho lavorato piaceva lo stile con cui creavo gli effetti sonori, quindi me li lasciavano aggiungere.

I letteristi sono per il fumetto quello che i tecnici e i direttori del suono sono per il cinema, se mi permetti il paragone. È vostro compito dare una voce ai personaggi e anche di differenziare tali voci, naturalmente da un punto di vista grafico. In questo senso, ci sono stati fumetti che ti hanno creato grattacapi da questo punto di vista? Qual è l’opera sulla quale hai lavorato come letterista di cui sei più fiero?
Sono d’accordo con il vostro paragone, il lettering nei fumetti è la colonna sonora, anche se il suono vero e proprio è nella mente del lettore. Usare stili diversi per personaggi diversi è una cosa che andrebbe fatta con parsimonia, per evitare che il lettore si distragga dalla storia. È quello che dico, quando un autore mi chiede troppi stili diversi. Dev’esserci un motivo preciso per uno stile diverso, oppure non ha senso che ci sia. La prima volta che mi è stato chiesto di usare numerosi stili è stato per Starstruck di Elaine Lee e Michael Wm. Kaluta, che ho fatto direttamente su richiesta loro. È uscito prima in Spagna e poi in America per Heavy Metal. La maggior parte degli stili erano per le didascalie, a rappresentare vari font scritti per diversi personaggi. È stata una sfida, ma mi sono divertito. È stata una buona prova per il lavoro che ho poi fatto su Sandman.

A questo proposito, quali sono state le difficoltà che hai affrontato letterando Sandman?
Nel primo numero della serie, il protagonista ha una presenza molto atipica: è un prigioniero impotente che parla molto poco e fa capire ancora meno. Per lui c’era ovviamente bisogno di uno stile unico, l’aveva chiesto Neil Gaiman, e così gliene ho dato uno. Il lettering bianco su nero non è una mia trovata: io  letteravo normalmente (nero su bianco) e poi il dipartimento della produzione della DC ne faceva una copia al negativo che veniva appiccicata sopra al mio lettering in ogni singolo balloon. È stata un’idea dell’editor, Karen Berger, ma io non ero d’accordo. Vedete, io avevo lavorato nella produzione alla DC per dieci anni e sapevo che le copie al negativo sarebbero state di qualità molto diverse l’una dall’altra; a volte sarebbero state troppo scure e difficili da leggere, altre troppo chiare con le lettere che si fondevano l’una con l’altra, di nuovo difficili da leggere. E spesso è successo così. Però questo ha, senza dubbio, reso la “voce” del personaggio molto distinta e alla fine ha funzionato; sono contento che mi abbiano dato torto. Con la continuazione della serie sono stati aggiunti molti altri personaggi unici, iconici, e per loro Neil mi chiedeva stili di lettering particolari. Quando per me aveva senso, facevo quello che mi chiedeva. Presto ci siamo ritrovati con numerosi personaggi con diversi stili, ma è successo gradualmente. A volte chiedevo a Neil “Ma questo è un personaggio che ritorna, o uno che compare solo stavolta?”. La risposta mi aiutava a decidere quanto complesso rendere il mio lettering. Non ha sempre funzionato, certi personaggi che Neil all’inizio pensava non sarebbero più comparsi, sono diventati regolari e mi sono ritrovato a dover seguire gli stili complessi che avevo dato loro. Alla fine comunque letterare Sandman mi è piaciuto moltissimo ed è il lavoro su un fumetto di cui sono più soddisfatto.

 Ti è mai successo di dover adattare lettering preesistente, come per esempio in fumetti tradotti? Puoi spiegarci la differenza, se ce n’è una, tra questo e creare un lettering completamente nuovo?
Mi è capitato raramente. Alla fine degli anni ’70 ho fatto del lettering su storie di Heavy Metal che erano state tradotte. Lì di solito i balloon preesistenti erano più grandi di quelli che mi servivano quindi non è stato difficile, ho semplicemente centrato il mio testo negli spazi bianchi. Quando ho letterato storie di Don Rosa per la Gladstone Comics [si tratta di storie su Zio Paperone, NdT], Don doveva creare personalmente i balloon lasciando spazio per le traduzioni straniere. Mi mandavano i disegni con i balloon creati da lui, e letteravo cercando di riempire lo spazio il meglio possibile. Quando i balloon erano troppo grandi, come capitava spesso, ne creavo di più piccoli espandendo i font, ma lo facevo sempre su fogli separati perché la versione inglese sarebbe stata usata in esclusiva dalla Gladstone. Creare il lettering e i balloon allo stesso tempo è sempre più semplice, e a me pare che di solito il risultato sia anche più bello.

Oggi il lettering è fatto completamente in maniera digitale, ma la componente “artigianale” non è scomparsa, la si trova nella creazione da parte di vari letteristi di font originali che spesso vengono poi messi sul mercato. Nel tuo caso, che problemi ha incontrato lavorando in digitale? Che strumenti usi al momento?
Ho resistito a lungo al lettering digitale, preferivo fare tutto a mano, ma all’inizio degli anni ’90 mi sono reso conto che il lettering digitale era il futuro e che avrei dovuto cominciare a usarlo anch’io. Nel 1994 ho incontrato Richard Starkings e John Roshell della Comicraft, e ho chiesto loro di aiutarmi a creare i miei primi font partendo dal mio lettering fatto a mano. L’hanno fatto, pagati naturalmente, ho comprato il mio primo Mac e ho imparato da solo a usarlo per il lettering. Ho studiato quello che la Comicraft aveva creato partendo dal mio lettering fatto a mano e l’ho usato come modello per fare correzioni su quei font e per crearmene molti altri di nuovi. Ne ho creati più di cento, che uso esclusivamente per il mio lettering. Non li vendo, non li presto, non li condivido. Penso che questo dia al mio lettering digitale un aspetto più personale, più unico. Faccio il lettering con Adobe Illustrator sulla pagina scansionata, che siano le matite, le tavole già inchiostrate, tavole dipinte o tavole complete e colorate. Spesso uso Adobe Photoshop per gestire i file dei disegni e le scansioni. Uso Adobe InDesign quando devo produrre qualcosa di completo o fare impaginazione, il che non capita spesso. Creo i font con FontLab Studio.

 Che consiglio daresti a qualcuno che volesse cercare di fare carriera come letterista professionista?
Il mio consiglio sarebbe: non cercare di fare il letterista di professione! Al giorno d’oggi, soprattutto a causa del fatto che ditte come Comicraft e Blambot vendono font per i fumetti già pronti, ci sono più letteristi che lavoro. Questo tiene bassi gli stipendi e conduce a situazioni lavorative inique. Se uno è un autore e artista che vuole crearsi da solo un fumetto dall’inizio alla fine, allora imparare a letterare è un’ottima idea; ma ho sentito troppe storie atroci da parte di chi cerca di campare occupandosi di lettering per conto terzi.

Su cosa sta lavorando al momento? C’è in vista un fumetto con il tuo lettering?
Sono praticamente in pensione dal lavoro di letterista di fumetti, non ne faccio molto. Da poco ho finito di letterare la serie Books of Magic per la DC, e ho letterato qualche storia breve di Batman per la nuova serie di Batman: Black and White.
Il mio lavoro principale al momento è un libro per la Abrams Comicarts: The Art and History of Lettering Comics [“L’arte e la storia del lettering per i fumetti”, NdT]. La casa editrice programma di farlo uscire nell’autunno del 2021. Passo anche molto tempo a fare ricerca e a scrivere articoli sul mio blog: https://kleinletters.com/Blog/
Sul mio sito kleinletters.com vendo poi stampe autografate; alcune sono completamente opera mia, altre sono collaborazioni con artisti e autori quali Alan Moore, Alex Ross, J.H. Williams III, Mark Buckingham, Bill Willingham, Shawn McManus, Steve Rude, Dave Gibbons and Gene Ha: nel caso i lettori volessero maggiori informazioni, si possono trovare direttamente lì.

Grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità, Todd.

https://www.lospaziobianco.it/larte-di-creare-e-riempire-i-balloon-intervista-a-todd-klein/

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