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Moreno Burattini - parte seconda

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Messaggio Da claudio57 il Dom 05 Apr 2020, 16:10

Moreno Burattini - parte seconda Senza250
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Messaggio Da doctorZeta il Dom 05 Apr 2020, 19:04

no-ta Exclamation

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E ti sta parlando un Bonelli-dipendente...
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Messaggio Da claudio57 il Ven 22 Mag 2020, 19:59

Moreno Burattini presenta il nuovo Racconti Di Darkwood
https://www.facebook.com/170283783059315/videos/590789534875053/
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Messaggio Da claudio57 il Dom 24 Mag 2020, 00:00

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (16)




Moreno Burattini - parte seconda Bing%2BBatterton



1 – Caro Moreno, quando rivedremo Bing Batterton?


Confesso la mia poca simpatia per Bing, che da lettore non ho mai apprezzato fino in fondo e che come sceneggiatore mi verrebbe da usare in modo comico, mentre Marcello Toninelli lo ha ideato “serio”. Tuttavia, ci potrebbe essere una storia sul passato di Bat Batterton in cui si spiegano gli inizi della sua società in coppia con il congiunto. Giuro che non ostacolerà nessun altro sceneggiatore che dovesse proporre una buona trama in tal senso, o una buona trama in generale anche tutta ambientata nel presente con i Batterton & Batterton insieme al fianco di Zagor.


Moreno Burattini - parte seconda Sottotrame



2 – Caro Moreno, da diverso tempo è evidente una piccola rivoluzione nella struttura della serie: accanto alle classiche (e più numerose) storie autoconclusive, si sono affiancate storie più interconnesse: la storia in due tempi di Hellingen il cui finale rimanda a storie future, il finale del ritorno di Smirnoff, il finale della storia di Rauch e Nuccio su Winter Snake, ecc. È un cambiamento studiato e pensato nel lungo periodo o è, in parte, frutto del caso?


Diciamo che dopo aver sperimentato la formula delle “sottotrame” in alcune prime occasioni, mi è sembrata non sgradita ai lettori e dunque tale da poter utilizzare ancora, con le dovute cautele. Mi preoccupo sempre, in ogni caso, di garantire la massima comprensione delle storie anche a quei fruitori che non conoscano gli antefatti.


Moreno Burattini - parte seconda Morte%2Bsul%2Bfiume



3 – Mi domando come mai dopo ben 7 volumi cartonati (divisi in varie edizioni) che presto diventeranno otto con il tuo annuncio sul vampiro, tutti disegnati da Gallieno Ferri, non si sia mai pensato a rendere omaggio con un volume di questo tipo ad altri due disegnatori storici che hanno tirato la carretta nei primi anni in cui usciva Zagor, cioè Franco Donatelli e Franco Bignotti.  Non voglio entrare nel merito delle storie, ma penso che non ne manchino nemmeno di quelle illustrate da loro che meriterebbero un volume cartonato.


Dico subito che non decido io le storie di Zagor da raccogliere nei volumi (cartonati o brossurati che siano) destinati alla distribuzione libraria. Non curo queste edizioni, e delle scelte fatte vengo a sapere in un secondo momento, esulando dalle mie competenze. Ciò premesso, posso immaginare alcune delle motivazioni che hanno portato a preferire certe storie al posto di certe altre: i volumi da libreria della Bonelli sono partiti da un certo momento in poi con un catalogo che è andato sempre più arricchendosi, ma che inizialmente si è dovuto in qualche modo “fondare”. E per farlo si è puntato sulle avventure, appunto, “fondamentali”. Una volta creata una “base” che mette a disposizione dei lettori le storie “cult”, si potrà procedere con le altre. E credo di non poter essere smentito se ritengo che certe avventure di Ferri siano un must irrinunciabile. Nel corso del 2020, tuttavia, so per certo che verrà ripubblicata “La rabbia degli Osages”, di Nolitta & Donatelli. Per quanto riguarda  Bignotti, prima o poi arriverà anche il suo momento.


Moreno Burattini - parte seconda Zag0020



4 – Caro Moreno, mi piacerebbe vedere un remake della storia "L’inferno dei vivi". Guido Nolitta e Gallieno Ferri hanno fatto una grande storia, ma penso che sarebbe interessante se si potesse leggere una versione ampliata di Zagor nella prigione di Hellgate, personalizzata ai tempi moderni.


A dire il vero, non è che siano mancate le avventure carcerarie, dopo “L’inferno dei vivi”. Zagor e Cico, per esempio, sono stati rinchiusi anche a Fort Concrete nell’albo “Gli aguzzini”, uno di quelli che fanno parte della prima apparizione del Tessitore, e in quel frangente Castelli e Donatelli li hanno fatti confrontare con i “topoi” del genere. Rido se penso che gli stessi “luoghi comuni” mi sono divertito a prenderli in giro con “Cico galeotto”. Riguardo ad Hellgate, poi, c’è stata (non troppo tempo fa), una drammatica avventura scritta da Samuel Marolla e disegnata da Paolo Bisi, intitolata appunto “Hellgate brucia”. Ricordo anche “La palude dei forzati”, mia e di Mauro Laurenti. Insomma, se per riproporre il tema ci limitassimo a riproporre gli ingredienti della solita zuppa, non ne varrebbe la pena. Però, se saltasse fuori un’idea in grado di rimescolare le carte e far uscire una mano fortunata, chissà.


Moreno Burattini - parte seconda Brezza_di_luna



5 – Caro Moreno, su quale collana comparirà il seguito di “Brezza di Luna”?


Su “Zagor Darkwood Novels”, e più precisamente sul n° 6.


Moreno Burattini - parte seconda Tim%2Bcuorepuro

6 – Caro Moreno, rivedremo prima o poi Tim Cuorepuro?


Ho ricevuto un paio di proposte da altri sceneggiatori, ma non le ho trovate convincenti al punto giusto. Prima o poi qualcuno avrà il guizzo che serve.


Moreno Burattini - parte seconda Cofanetto



7 – Dato che la Bonelli sembra aver affiancato un’iniziativa parallela alla serie Zenith, cioè le strisce (ottima iniziativa secondo me), perché non fate anche dei raccoglitori delle stesse, così come avete fatto con la miniserie di Cico "A spasso nel tempo"? E magari anche per la miniserie di Zagor "Le origini "?


Sono iniziative di marketing che devono essere gestite dagli uffici che se ne occupano. Io questa cosa l’ho sempre proposta, insieme a molte altre possibilità, poi qualcosa viene fatto, qualcos’altro aspetta il momento giusto. Giustamente chi si occupa del merchandising deve fare i conti non soltanto con le ipotesi circa la remuneratività economica, ma anche con le tante idee in ballo per i tanti personaggi della Casa editrice. Non si possono fare bene cento copie, si decide quelle a cui dare la precedenza.


Moreno Burattini - parte seconda Cucciolo



8 – Assalonne Tipperary in arte Cucciolo, quel forzuto uomo dal cervello non proprio maturato, potrà mai ricevere il piacere di ritornare sulle pagine di Zagor? Poi, fra gli altri ritorni possibili, potrebbero starci quello del Bounty Killer che dà il nome ad un albo della serie regolare ed a quel menagramo di Evil Eye? Ovviamente premettendo e conoscendo il fatto che molti ritorni sono richiesti e che non tutti possono essere accontentati.


Potrebbe starci tutto, ovviamente. Prendo nota dei suggerimenti.


Moreno Burattini - parte seconda Cain



9 – Caro Moreno, rivedremo presto "il cacciatore di streghe" Andrew Cain, un personaggio che a me piace molto. Anzi secondo me si potrebbe pensare a lui addirittura per una miniserie. Che ne dici?


Andrew Cain è un signor personaggio, peraltro con una robusta ispirazione letteraria. Dato che la Casa Editrice ha cominciato a realizzare adattamenti di classici famosi (se ne vedranno di molto interessanti), chissà che davvero il nostro cacciatore di mostri non possa diventare protagonista di una testata (a termine) tutta sua, magari direttamente derivata da Howard. Ne parlerò a Boselli, che del personaggio, nella sua incarnazione zagoriana, è il papà. Mi parrebbe giusto che anche un eventuale ritorno sulla serie regolare dello Spirito con la Scure parta da un suo input, se non da una sua sceneggiatura.


Moreno Burattini - parte seconda Hodgson



10 – Quando si svolgono le conversazioni tra Roger Hodgson e il misterioso personaggio dei "Darkwood Novels"? Sappiamo che è la seconda metà del XIX secolo, ma il termine è piuttosto ampio. Grazie!


Nel primo albo della miniserie viene indicata una data precisa: 1860.


Moreno Burattini - parte seconda Zoe

11 – Caro Moreno, quando vedremo Zoe dalla storia "Hawak il crudele" e "Fino all'ultimo respiro"?


Ho sempre desiderato farla tornare, e mi fa piacere che non sia stata dimenticata. Adesso che qualcuno mi incoraggia a riportarla sulle scene, lo farò di sicuro.


Moreno Burattini - parte seconda Sette%2Bnuvole



12 – Quando vedremo Sette Nuvole dalla storia "Fermate il boia", "Terra selvaggia" e "Dove volano gli avvoltoi"? Grazie!


Passo volentieri la palla a Luigi Mignacco.


Moreno Burattini - parte seconda Trampy



13 – Sarebbe interessante scoprire il passato di Trampy/Ebenezer Snare. Hai dei “piani” in tal senso?


Beh… qualcosa viene detto in “Cico cercatore d’oro”. Tuttavia immagino che un Color prima poi verrà dedicato anche a lui. E allora, vedremo.


Moreno Burattini - parte seconda Chloe



14 – Caro Moreno, sarà possibile vedere sulle collane zagoriane Chloe, agente/donna di Altrove nella serie "Storie da Altrove"?


Dunque: ho pensato a Chloe proprio pensando che avrebbe potuto tornare in altre storie dello Spirito con la Scure un cui serva una sorta di “Agente Dana Scully” come su X-Files. Da questo punto di vista mi sembra di aver dato vita a un personaggio ricco di potenzialità. Se poi mi chiedi se possa essere sfruttato da Castelli & Recagno per le loro “Storie da Altrove”, ecco: io non avrei niente in contrario, anzi! Mi propongo di incoraggiarli in tal senso.


Moreno Burattini - parte seconda Cc_zag0001



15 – Nell'episodio "Cico Story", i genitori di Cico hanno lasciato Veracruz con i suoi fratelli e sono salpati per New Orleans. Anni dopo abbiamo visto alcuni dei suoi fratelli, ma non abbiamo mai sentito nulla dei suoi genitori. Che cosa è successo loro?


Bella domanda. Il fatto che né Cico né i fratelli ne abbiano mai parlato, e che il pancione non si sia riproposto di far visita ai genitori durante i suoi ripetuti transiti da New Orleans, non lascia presagire niente di buono. Però si direbbe che si tratti di un lutto già elaborato.


Moreno Burattini - parte seconda Akkroniani



16 – Caro Moreno, nella storia "Terrore del sesto pianeta" si afferma chiaramente che gli Akkroniani visitarono il pianeta Terra per la prima volta cento anni fa, nella prima metà del XVIII secolo. Tuttavia, all'inizio della storia "Il giorno dell'invasione" è scritto che il loro primo arrivo avvenne prima dell'arrivo dell'uomo bianco in America, il che significa nel periodo precedente al XV secolo. Nella stessa storia, vediamo tutti gli stregoni del monte Naatani: Rakum, Keokuk e altri due. Secondo la durata media della vita di un uomo, i quattro guardiani coprirono un periodo di circa duecento anni e, secondo ciò, l'arrivo degli alieni avvenne nel XVII secolo. Quindi: quando gli Akkroniani hanno visitato per la prima volta il pianeta Terra? Grazie!


Immagino che Jacopo Rauch, sceneggiatore de “Il giorno dell’invasione”, abbia fatto i suoi calcoli e possa rispondere meglio di me. Tuttavia ci sarebbe da capire chi dice cosa, sulla base di quali fonti. Vien fatto di pensare che le visite siano state ripetute, magari prima da parte di sonde robotiche o da pochi esploratori, poi ci sia stata l’installazione di una vera e propria base. Circa la durata media della vita dei guardiani… chi può dire quanto sia? Nessuno di noi può essere certo di arrivare vivo a domani.


Moreno Burattini - parte seconda Za-te-nay



17 – Caro Moreno, potresti scrivere una storia per spiegare Za-Te-Nay (di Martin Mystere) e il suo collegamento con Zagor?


Za-Te-Nay fa parte dell’universo di Martin Mystére e se ci sono spiegazioni da dare, le darà Alfredo Castelli.


Moreno Burattini - parte seconda Robson



18 – Quando rivedremo due personaggi che mi sono particolarmente piaciuti: Shane e l’Ing. Robson?


Piacciono entrambi anche a me. Di Shane dovrei occuparmi io, prima o poi. Per Robson vedo bene un Color.


Moreno Burattini - parte seconda Zag0076



19 – Caro Moreno, lo Sceicco Nero ritornerà?


Se devo decidere io, no. E mi pare abbastanza intuibile il perché.


Moreno Burattini - parte seconda Philadelphia



20 – Puoi dirci qualcosa in più sulla storia imminente "Philadelphia Experiment"? Quando la leggeremo, chi sono i suoi autori, i personaggi? È collegata al "Progetto Rainbow" del 1943?


La storia, davvero intrigante, è stata scritta da Antonio Zamberletti e illustrata da Alessandro Chiarolla. Ha per protagonista, oltre a Zagor, la ciurma della “Golden Baby”. Lo sceneggiatore si è chiaramente ispirato alle dicerie di un esperimento eseguito nel 1943 a bordo del cacciatorpediniere Eldridge, che sarebbe svanito dal porto di Philadelphia e ricomparso pochi minuti dopo a Norfolk, in Virginia. Una bufala, ma che ha dato origine a film e libri. E anche al nostro fumetto. Vedremo quando sarà possibile pubblicarlo.
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Messaggio Da Zeb Dowler il Dom 24 Mag 2020, 08:36

Ma la domanda 16, chi l'ha fatta?
testuale, all'inizio dell'albo
"Raccontano le leggende delle tribù di Darkwood che, tanto tempo fa, prima dell'arrivo dell'uomo bianco, un grave pericolo scese dal cielo a minacciare il popolo di Manito..."

Prima dell'arrivo dell'uomo bianco a Darkwood, mica in America! Che c'entra l'America? Dov'è che si parla dell'America? pipeee  pipeee  pipeee
Si parla delle tribù di Darkwood. Wink
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Messaggio Da natural killer il Dom 24 Mag 2020, 09:13

@Zeb Dowler ha scritto:Ma la domanda 16, chi l'ha fatta?
testuale, all'inizio dell'albo
"Raccontano le leggende delle tribù di Darkwood che, tanto tempo fa, prima dell'arrivo dell'uomo bianco, un grave pericolo scese dal cielo a minacciare il popolo di Manito..."

Prima dell'arrivo dell'uomo bianco a Darkwood, mica in America! Che c'entra l'America? Dov'è che si parla dell'America? pipeee  pipeee  pipeee
Si parla delle tribù di Darkwood. Wink

Quindi, storicamente, mai....

Quello che rovina, dal mio punto di vista, tutto il fascino di un'opera di fantasia come il fumetto in generale e Zagor in particolare è questa continua ricerca di una collocazione storica precisa al mondo reale, anche quando si parla di Darkwood, di Guardiani del monte Naatani e di Akkroniani. Il modo migliore per rovinarsi il piacere della lettura!

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Messaggio Da Zeb Dowler il Dom 24 Mag 2020, 10:05

@natural killer ha scritto:
@Zeb Dowler ha scritto:Ma la domanda 16, chi l'ha fatta?
testuale, all'inizio dell'albo
"Raccontano le leggende delle tribù di Darkwood che, tanto tempo fa, prima dell'arrivo dell'uomo bianco, un grave pericolo scese dal cielo a minacciare il popolo di Manito..."

Prima dell'arrivo dell'uomo bianco a Darkwood, mica in America! Che c'entra l'America? Dov'è che si parla dell'America? pipeee  pipeee  pipeee
Si parla delle tribù di Darkwood. Wink

Quindi, storicamente, mai....

Quello che rovina, dal mio punto di vista, tutto il fascino di un'opera di fantasia come il fumetto in generale e Zagor in particolare è questa continua ricerca di una collocazione storica precisa al mondo reale, anche quando si parla di Darkwood, di Guardiani del monte Naatani e di Akkroniani. Il modo migliore per rovinarsi il piacere della lettura!

Diciamo che sono d'accordo sul fatto che cercare il pelo nell'uovo rovina la lettura. Però l'ambientazione storica, un minimo, va sempre rispettata. Non è che il fatto che si tratti di un'opera di fantasia, autorizza a fregarsene della logica o della consecutio temporum. Wink
Volevo dire che io ho rispettato perfettamente tutti i parametri
Nella storia di Nolitta si diceva che gli akkroniani erano stati a Darkwood cento anni prima.
Bene, a Darkwood, cento anni prima, cioé nel 1740, i bianchi ancora non c'erano arrivati, questo è sicuro, visto che le colonie erano ancora sulla costa.
Dunque è tutto corretto, compreso il numero di custodi. Wink
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Messaggio Da doctorZeta il Dom 24 Mag 2020, 10:44

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Messaggio Da claudio57 il Mer 10 Giu 2020, 10:28

Bira Dantas, il più famoso vignettista satirico brasiliano, vede così Moreno e Valentina pronti a convolare a giuste nozze.

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Messaggio Da claudio57 il Ven 12 Giu 2020, 15:00

https://birdmenmagazine.com/2020/06/12/burattini-zagor-intervista-film/?fbclid=IwAR34E8_M7pUbf7gc3MkBzFoReD-XPXNlzFOgmqY06y8gH
Moreno Burattini – Intervista all’editor di Zagor | I Film di Carta
Si inaugura qui la nuova rubrica I Film di Carta, in cui, attraverso interviste a protagonisti del mondo del fumetto italiano, andremo ad indagare i punti di contatto e di commistione tra il medium fumettistico e quello audiovisivo. Il titolo della rubrica è omonimo a quello di un libro del ’79 di Andrea Bertieri, che sottolineava la curiosa coincidenza del fatto che cinema e fumetto siano nati, sostanzialmente, lo stesso anno.
Primo ospite della rubrica è Moreno Burattini, classe 1962, sceneggiatore pistoiese che da quasi trent’anni lega il proprio nome a quello di Zagor, lo Spirito con la Scure considerato uno dei pilastri dell’immaginario bonelliano, di cui ora è editor: durante l’intervista andremo ad indagare quali degli aspetti che caratterizzano i film e le serie televisive si intrecciano con il lavoro tradizionalmente serializzato e culturalmente ricchissimo richiesto per tenere insieme un prodotto dal così ampio passato editoriale.

Moreno, da ormai quasi trent’anni il suo nome è associato a Zagor, personaggio tra i più importanti del parco testate Bonelli, di cui firma le storie dal ’91 e di cui è editor dal 2007. Come si colloca, secondo lei, Zagor all’interno del panorama fumettistico odierno?




Zagor è un evergreen in grado di correre al passo con i tempi, e lo ha dimostrato appunto in sessant’anni (quasi) di onorata carriera in cui non ha perso (quasi) il suo smalto iniziale. Questo grazie alla formula ideata e voluta da Sergio Bonelli che, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, ne scrisse (quasi) tutte le avventure dal 1961 al 1980, tracciando la strada per quelli a cui passò poi il testimone, tra cui il sottoscritto. Quella formula prevedeva che lo Spirito con la Scure non si legasse a un genere preciso ma rappresentasse il crocevia dei generi più diversi, e la foresta di Darkwood fosse il regno di ogni possibile contaminazione fra le suggestioni di ogni provenienza. Nolitta faceva interpretare al suo personaggio le storie che lo avevano emozionato, soprattutto da giovanissino, al cinema o nelle sue letture di libri e fumetti, riuscendo a rimescolare a tal punto le carte da dar vita ad avventure originali di grande impatto sui lettori. Quando a scrivere le sceneggiature siamo arrivati prima Castelli, Sclavi, Capone e Toninelli, poi Mauro Boselli, io e Jacopo Rauch abbiamo continuato, seguendo la lezione di Sergio, a trasferire il cinema e la letteratura di cui ci siamo nutriti nei racconti che siamo andati immaginando, trasmettendo (o cercando di farlo) le nostre emozioni a chi, innamorato come noi dell’eroe dalla casacca rossa, ci seguiva albo dopo albo. Quindi Zagor rappresenta, nel panorama fumettistico italiano, la continuità di una tradizione in grado di rinnovarsi senza rivoluzionarsi. Peraltro, godiamo del supporto di uno seguito davvero invidiabile e, quel che più conta, sinceramente entusiastico, al di là del gradimento delle singole storie: i lettori si sono organizzati in forum e in gruppi sui social, partecipano a incontri e raduni, danno vita a due riviste specializzate, seguono le nuove iniziative come miniserie, volumi da libreria, e collane a striscia. Sempre di più sono i giovani disegnatori che chiedono di cimentarsi con un personaggio che ha finito per diventare un cult e che gode di grande popolarità, come nome e come icona, anche al di fuori della cerchia dei lettori.
Moreno Burattini - parte seconda Zagor6


La casa editrice Bonelli, pur avendo tentato diversi esperimenti di formato e di linguaggio più contemporanei, resta felicemente ancorata a una forte tradizione che ha al suo centro il sistema dei generi, molto vicino a quello del cinema classico. Quali sono, dal suo punto di vista, le potenzialità e i limiti di questa formula?




La Sergio Bonelli Editore, nella sua storia ormai ottantennale (la fondazione risale al 1940), ha sempre sperimentato formati e linguaggi. È una falsa credenza, o se vogliamo un’etichetta erroneamente attribuita, quella che vuole il fumetto bonelliano ingessato e sempre uguale a se stesso. Già quando Giovanni Luigi Bonelli rilevò la testata Audace, la trasformò immediatamente da giornale ad albo giornale, salvandola dalla chiusura (propose non più storie a puntate ma un unico racconto su ogni numero). In seguito si sono avute le strisce, le collane in formato Albo d’Oro, le serie “giganti” in varie foliazioni che hanno dato vita allo standard di Tex o Zagor. Sergio poi ha dato vita a iniziative come Un uomo un’avventura, i cui volumi sono veri e propri graphic novel ante litteram, ha pubblicato albi Marvel (Indiana Jones) e volumi francesi, collane di libri (quella denominata America), varato riviste come Pilot e Orient Express, si è dato all’enigmistica e all’umorismo (Dottor Beruscus, I grandi comici del fumetto), ha provato formati differenti (basterà pensare a Bella e Bronco), formule diverse (Almanacchi, Magazine, Speciali, miniserie, balenotteri, Collana Rodeo, Storia del West). Per non parlare degli autori, sempre selezionati tra i migliori di tutte le scuole e le tendenze (da Jacovitti a Magnus, da Baldazzini a Bernet e via dicendo). Naturalmente si sono evoluti anche gli stili e i linguaggi, perché nessuno può sostenere che il Tex delle origini abbia le stesse caratteristiche di quello attuale, che Ken Parker fosse un western qualunque o che Dylan Dog e Nathan Never piuttosto che Orfani o Ut utilizzino gli stessi stilemi dello Zagor degli anni Sessanta.  L’attuale effervescenza, dovuta alla necessità imposta da mercato di battere strade nuove anche al di fuor dalle edicole e persino dalle librerie, non è altro che la continuazione delle sperimentazioni del passato. Secondo me, è stato provato di tutto, tranne forse (e me ne dispiaccio) l’erotismo. Vero è che un certo tipo di pubblico, particolarmente fedele e numeroso, predilige le proposte di taglio più classico. Perciò quello che riconosciamo come “bonellianità” è frutto anche della risposta centripeta dei lettori alle tendenze centrifughe di certe proposte.
Moreno Burattini - parte seconda Zagor2-2283920796-1591907952245


Zagor, come tanti altri personaggi bonelliani, è un personaggio seriale, con un background ormai consolidato nell’immaginario di numerosi lettori. In quanto editor della testata, come intende la “forma seriale” di Zagor e la sua tenuta nel tempo, a fronte anche dell’evolversi dei linguaggi seriali tra cinema e televisione?




Secondo me, Zagor è il personaggio che più di tutti è riuscito a rimanere al passo con i tempi, mutando meno rispetto alle sue caratteristiche originarie. Quando sento un lettore particolarmente tradizionalista lamentarsi di quanto l’eroe di Darkwood sia cambiato, io penso a come sono cambiati tutti i suoi colleghi della stessa età (Tex, l’Uomo Ragno) e mi meraviglio di quanto noi siamo cambiati poco. Sarebbe stato impossibile, comunque, utilizzare per sessant’anni gli stessi stilemi. Lo stesso Nolitta, nel 1980 (quando lasciò la scrittura del personaggio) sceneggiava in modo diverso rispetto al 1961, con ritmi narrativi e dialoghi più adatti a ciò che si leggeva e vedeva in quegli anni. I personaggi che parlano sempre allo stesso modo e vengono raccontati sempre alla solita maniera invecchiano precocemente. Per fortuna sceneggiatori e disegnatori vanno (o dovrebbero farlo) al cinema, guardano la tv, leggono libri e altri fumetti, parlano con le persone: ricevono segnali e li ritrasmettono dopo averli fatti propri. Nel caso dello Spirito con la Scure siamo riusciti a modernizzarci progressivamente, senza strappi e senza tradire (o senza tradire troppo) la tradizione. Sono contrario alle svolte del “niente sarà più come prima”: un fumetto che ha sessant’anni sulle spalle deve tener conto della sua storia, e perciò tutto deve essere assolutamente come prima, ma raccontato in modo nuovo, innestando nuovi elementi nello stesso tronco d’albero.
Moreno Burattini - parte seconda Zagor4-1631746217-1591908165571


Di recente è uscito in edicola il nuovo numero di Maxi Zagor, una sorta di “storia ombrello” che, nella tradizione dei romanzi a cornice, raccoglie dentro di sé brevi racconti antologici donando al lettore un filo conduttore che ne permetta la coesistenza. In questo numero vediamo la presenza di diversi topoi tradizionali del cinema di genere, tra cui un’avvincente storia di “crimine nella stanza chiusa”, che ha caratterizzato, per esempio, il recente film candidato agli Oscar Cena con delitto. Come funziona la progettazione di un prodotto che unisce in sé l’antologico e il serializzato? Nelle serie contemporanee sembra tornare spesso: è secondo lei un formato dalle forti potenzialità?




Il Maxi Zagor n° 39, Lungo il fiume, è il quarto a proporre la formula, inaugurata nel 2017, de I racconti di Darkwood. Si tratta di una sorta di “serie nella serie” che prevede non la proposta di un unico racconto di quasi trecento pagine, come da tradizione, ma un’antologia di episodi di quaranta tavole ciascuno, contenute in una “cornice” narrativa che li giustifica, dando un filo conduttore. L’idea da cui sono partito è stata non soltanto  quella di sperimentare appunto le storie brevi, ma anche mettere alla prova sceneggiatori e disegnatori “ospiti” chiamati a cimentarsi con Zagor, a dare la loro interpretazione di un eroe leggendario. Ciascuno di costoro sarebbe stato libero, salvo alcuni indispensabili paletti, di raccontare in modo personale, anche scardinando – com’è stato fatto – la “gabbia” bonelliana. Io mi occupo della “cornice” e seleziono la scaletta, sulla base del materiale disponibile realizzato e messo insieme in un lavoro continuo di confronto con gli autori. Lo Spirito con la Scure non ha vincoli di genere, per cui è sempre stimolante per chi scrive, chi disegna e chi cura veder nascere queste short stories, alcune delle quali sono, secondo me, dei piccoli gioielli. Mi fa piacere segnalare come, nelle “cornici”, siano stati chiamati in causa due scrittori quali Edgar Allan Poe e James Fenimore Cooper, che furono contemporanei dell’eroe di Darkwood.
Moreno Burattini - parte seconda Zagor3-4280741130-1591908241585


I fumetti Bonelli hanno spesso uno stretto rapporto con il cinema, specialmente americano: Julia porta con sé l’immagine di Audrey HepburnMorgan Lost è pieno di easter egg cinefili, Tex non può scindersi dalla tradizione di John Wayne. In Zagor quanto è presente l’immaginario cinematografico? O comunque, quanto le è utile nell’ancorare la testata a un periodo storico così particolare come quello in cui è ambientato?




L’immaginario cinematografico è importantissimo per Zagor. Sergio Bonelli era un accanito cinefilo, e molte delle sue storie dello Spirito con la Scure sono ispirate a film quali Il mostro della laguna nera o Pericolosa partita (solo per indicare due titoli). Tutti gli sceneggiatori e i disegnatori che hanno proseguito lungo la strada da lui indicata hanno  riversato nelle loro storie suggestioni cinematografiche, ognuno attingendo, naturalmente, al proprio personale archivio di emozioni di celluloide (mi si consenta l’uso, in senso metaforico, di una parola desueta). Oggi, i più giovani fanno riferimento anche a videogames e anime, a volte perfino esagerando. Su Zagor non giochiamo con gli easter eggs e con le citazioni cinefile da Settimana Enigmistica, e soprattutto cerchiamo, come faceva Nolitta, di non riproporre le trame dei film come se dovessimo farne la trasposizione a fumetti: al contrario, il senso del nostro lavoro è suscitare emozioni rimescolando le carte.
Moreno Burattini - parte seconda Zagor5


Esistono due film degli anni ’70 dedicati allo Spirito con la Scure, insieme ad alcuni episodi della serie animata Tex & Company. Crede che il personaggio possa ambire a uno spazio più ampio su grande e piccolo schermo, magari puntando su quell’atmosfera a metà tra il fantastico e lo western unita a un’estetica fortemente camp, che ben si sposano con tanta della serialità contemporanea?




I due film degli anni Settanta dedicati a Zagor vennero realizzati, senza alcuna autorizzazione (in modo pirata, potremmo dire), da cineasti turchi. Nel 2010 io e Gallieno Ferri siamo stati invitati in Turchia, dove lo Spirito con la Scure è molto popolare (come in altri Paesi del mondo), in occasione di una kermesse libraria, e abbiamo conosciuto Levent Çakir, l’attore che interpretò il Re di Darkwood sul grande schermo. Una persona di grande carica umana. Al cinema il personaggio è stato protagonista di un film-documentario del 2013 intitolato Noi, Zagor, del regista Riccardo Jacopino. Realizzare un vero e proprio action movie basato sulle avventure del nostro eroe sarebbe molto impegnativo per la difficoltà di rendere in modo credibile le sue acrobazie e l’uso della scure (intendiamoci: so benissimo che si potrebbe fare, sostengo soltanto che servirebbe un buon budget da spendere in effetti visivi). Invece, secondo me, lo Spirito con la Scure è, fra i bonelliani, con Dragonero (che in effetti sta già vedendo realizzato un progetto del genere), quello che più si presta a una serie animata con target pre-adolescenziale.

Che film o serie consiglierebbe a chi volesse avvicinarsi a Zagor, al suo contesto narrativo e alle sue atmosfere?




Un titolo soltanto, ma fondamentale: L’ultimo dei Mohicani.
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Messaggio Da claudio57 il Mar 16 Giu 2020, 12:53

Un regalo di nozze zagoriano per Moreno e Valentina
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Messaggio Da claudio57 il Mar 07 Lug 2020, 19:53

SBAM COMICS # 50


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