Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

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Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:45





Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Michele Rubini
Copertina: Gallieno Ferri  

Nello scettro di Tin-Hinan è contenuta l’ultima gemma superstite, tra quelle provenienti dallo scomparso continente di Atlantis che avrebbero potuto formare la pericolosa Chiave della Conoscenza... Le altre gemme, pare, sono scomparse per sempre con il diabolico professor Richter. Ma allora, perché, nel Sahara, la principessa Marada è stata misteriosamente rapita insieme allo scettro? Dov’è suo marito Andrew Cain, il cacciatore di mostri? Chi è l’uomo dalla maschera d’oro? Chi guida i cadaveri viventi che assalgono una pacifica famiglia di coloni? E perché Cico è stato scambiato per Zagor?... Tutti enigmi a cui lo Spirito con la Scure non può dare per ora una soluzione, impegnato com’è a battersi contro le Forze delle Tenebre!


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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:45


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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da Kramer76 il Mar 21 Apr 2015 - 13:10



il dio della polvere
un pastrocchio demenzialissimo, in cui, alla fine, dove peschi peschi, peschi sempre bene. mi piacciono: le parti in africa nel primo albo (forse la cosa migliore, la scena in cui i tuareg scambiano una carovana di zombi per una di schiavi, o l'irruzione nel santuario già vista in il terrore dal mare), gli zombi a darkwood, il dio della polvere (la scena in cui "i nostri" gli offrono in esca un kushita è costruita bene), la "casa maledetta" e infine zagor che rimane abbarbicato alla capsula volante. cosa non mi piace? beh, sia dexter che richter non valgono zagor, non valgono una trasferta. cain è sfasato, ma ci può stare. boselli ormai pensa solo a tex e si vede. biasimarlo è da ipocriti. storia "esportabile", grazie alla varietà di situazioni e soprattutto ai disegni di rubini. infatti rubini esportato lo è stato.

voto 8


Ultima modifica di Kramer76 il Dom 21 Gen 2018 - 16:55, modificato 9 volte
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da kit carson il Mer 22 Apr 2015 - 13:17

Dal mio punto di vista Boselli è uno degli sceneggiatori più talentuosi della SBE, quindi quando seppi che gli era stata affidata la storia iniziale di questa lunga trasferta Sud Americana fui assalito da una grande gioia e debbo dire che la mia aspettativa è stata ripagata, in quanto questa prima parte, anche se prettamente introduttiva, l’ho trovata piacevole.

Come nel perfetto stile Boselliano, le storie risultano essere complesse, mai banali e molto articolate ed anche questa avventura sta seguendo questa regola, avendo lo sceneggiatore introdotto dei personaggi molto interessanti, quali Selim, Goran e Ismal.
Il prologo, sebbene si estenda per ben 30 pagine, non risulta pesante, in quanto introduce gli interessanti personaggi di cui sopra ed una tematica a me molto cara, ossia i negromanti e la magia nera. Probabilmente le pagine che elencano gli eventi già accaduti nel passato potevano essere evitate, in quanto risultano essere spiegazioni ridondanti per coloro che già posseggono l’intera collezione, però sono senz’altro utili per i neofiti che non hanno ancora avuto il piacere di leggere la precedente storia, quindi, sotto questa ottica, sono disposto a “perdonare” questo eccesso di spiegazionismo.
Altro motivo di gaudio deriva dal ritorno di Cain, un personaggio molto indovinato e carismatico, la cui presenza sulle pagine di Zagor finora ha sempre coinciso con storie di bellissima fattura. L’unico “neo” di questo co-protagonista è che è troppo abile (ha le stesse capacità dello Spirito con la Scure), quindi la sua presenza tende a mettere un po’ in ombra Zagor e questa cosa mi infastidisce leggermente, in quanto vorrei che il nostro eroe primeggiasse sempre. Mi auspico fortemente che in questa avventura Boselli ne attenui un po’ le sue “doti”, anche se purtroppo ci credo poco. Comunque vorrei sottolineare la maestria di Boselli nel trattare questo personaggio che, pur non essendosi ancora materializzato, aleggia nell’intero l’albo. Sbilanciandomi su un pronostico, prevedo che la sua entrata in scena sarà di grande impatto.

Alidora, la serva della principessa Marada, mi è sembrata un pò svampita e sinceramente fino ad adesso non sono riuscito ad inquadrarla perfettamente , ossia non mi è sufficientemente chiaro se sia stata plagiata dai negromanti al fine di attirare il nostro eroe in un tranello (cosa che presumo). Dato che Boselli è abilissimo nel creare inaspettati colpi di scena, questo "doppio gioco" è un fatto che prenderei in alta considerazione.
Invece sono quasi sicuro che il comportamento anomalo dei pellerossa che scappano di fronte a Cico ci verrà spiegato nel proseguo del racconto e che ci riserverà qualche sorpresa. Infatti nel corso di questo albo Zagor evidenzia per ben due volte questo fatto e, conoscendo le metodologie sceneggiative del buon Boselli, da tali citazioni si evince che questo comportamento è legato ad una trama ordita dai negromanti.

Il fatto che la trasferta sia iniziata con una storia di tipo “surreale” secondo me non implica che tutte le storie seguiranno questo filone, in quanto dato che questo esodo si prolungherà per circa 2 anni, troverei insensato ed improponibile fossilizzarsi solo e solamente su tale genere narrativo : sicuramente alcune storie verteranno sul surreale, ma presumo che la maggior parte di esse saranno ancorate alla pura realtà.

Premetto che una storia va giudicata nella sua globalità, in quanto un albo può essere forviante, però dopo la lettura di questo primo volume devo dire che sono molto ottimista sul proseguo della storia.

Disegni : i paesaggi mi sembrano belli, però purtroppo la globalità dei disegni non risulta soddisfacente : molti volti infatti risultano sprecisi, Cico è decisamente mal rappresentato ed anche Zagor non mi convince affatto. Il nostro eroe, per antonomasia, è un autentico Marcantonio, mentre invece mi sembra che Rubini lo faccia un pò troppo esile, a mio avviso sarebbero necessari dei muscoli in più e spalle più possenti. Comunque penso che Rubini abbia ampi margini di miglioramento, quindi mi auspico che nelle sue prossime fatiche possa propinarci tavole più convincenti.
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da kit carson il Mer 22 Apr 2015 - 13:19

Purtroppo questa seconda parte non ha seguito le premesse positive che avevo intravisto nel primo albo, tanto che per me è stata molto deludente. Ritengo che Boselli stia mettendo troppa carne al fuoco, vi sono una miriade di personaggi e di sottotrame che rendono poco fluida la lettura, nei prossimi mesi, al fine di ricostruire il filo della storia, suppongo che sarò costretto a riprendermi in mano i precedenti albi.
Data una lunga assenza da Zagor, probabilmente Boselli voleva fare un rientro “col botto”, quindi ha cercato di imbastire un racconto con molti personaggi e con ritorni altisonanti che gli consentissero di partorire un capolavoro. Purtroppo però questo volere “strafare” ha causato l’effetto contrario, ossia un albo noioso.
Le ridondanti sottotrame, che, al fine di avere un senso devono essere spiegate, hanno portato ad numero esagerato di pagine piene di discorsi tediosi e prolissi che inducono alla sonnolenza, ossia ad un albo verboso in cui latita l’azione.

Per di più ho ritrovato i soliti difetti boselliani, da cui lo sceneggiatore sembra non riesca a liberarsi:
- Cain ruba continuamente la scena allo Spirito con la Scure, forse sarebbe il caso di ricordargli che la collana si chiama “Zagor” e non Cain, il che implica che il protagonista sia quel “selvaggio che volteggia tra le liane”.
Vi è anche quell’assurda scena in cui Zagor chiede scusa al cacciatore di mostri per un fatto di cui non è assolutamente colpevovole, ma qui si è scesi nel più profondo ridicolo
servilismo!!!!!
- Vi è il solito odiosissimo ed improbabile bambino prodigio, che riesce ad avere la meglio su un colosso alto 2 m!!!!! Ma queste sono le avventure di Zagor oppure di Soldino e Nonna Abelarda?????

Comunque quello che mi ha fatto cascare le braccia e mi ha indotto, momentaneamente, ad interrompere la lettura, è stata l’introduzione del professor Ritcher, che è tra i nemici meno riusciti e più balordi dell’intera saga, del quale mi auguravo di non risentine più parlare. E’ un personaggio insulso, senza carisma e spessore, che bisogno c’era di farlo ritornare???? Inoltre vengono riesumati anche Dexter Green (altro personaggio non molto simpatico) e gli agenti di Altrove (luogo ameno che non ho mai sopportato) e nel prossimo numero sarà introdotto (visto che c’era poca carne al fuoco Shocked ) anche il “dio della polvere”, ossia Ritcher, che deduco sarà investito da improbabili ed assurdi poteri.

Quantunque sia un estimatore di Boselli qui proprio non ci siamo, non vorrei fare l’uccello del malaugurio, ma prevedo un flop.
Boselli rende di più su Tex, in cui deve sottostare a rigide regole che gli impediscono di dare libero sfogo alla sua fervida fantasia, che molte volte lo porta ad eccedere, e la conseguenza di questa enfasi narrativa sono trame astruse e farraginose, dove viene meno “il lume della ragione”.

Rubini, come già ricordato da qualche forumista, ricorda un pò Andreucci (anche se deve ancora lavorare abbastanza per raggiugerne i suoi livelli). L’ho comunque trovato molto a suo agio per quanto riguarda le ambientazioni orrifiche e cupe, mentre lascia un pò a desiderare sulle figure di Zagor e Cico, comunque si nota che ha del talento, quindi presumo che ci riserverà delle piacevoli sorprese nei suoi prossimi lavori.
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da kit carson il Mer 22 Apr 2015 - 13:20

Anche questa terza parte purtroppo segue il trend negativo del secondo albo : un suo punto a favore è l’assenza dell’eccessivo spiegazionismo che caratterizzò il precedente volume, ma quantunque questa leggera miglioria il racconto non decolla, è “imbrigliato” dalle eccessive sottotrame e da una miriade di personaggi che sembrano “pestarsi i piedi” gli uni con gli altri, impedendo il fluido svolgimento della trama che invece risulta prolissa e di difficile lettura.
L’eccesso dei comprimari ha portato necessariamente ad un loro sfoltimento, sacrificando due figure quali Moridan e Alidora, che, se sviluppate meglio, potevano essere interessanti.

Un episodio particolarmente infelice è quello che coinvolge il “Dio della Polvere”, in quanto non ha alcun nesso con la storia : ma che senso ha???? Boselli lo ha introdotto perchè pensava che tutte le sottotrame che ha imbastito non fossero sufficienti Shocked Shocked ???? Inoltre non mi sembra che sia stato un nemico così difficile da sconfiggere, dato che è bastato farlo inondare d’acqua : l’unico “danno” che ha fatto è stato di eliminare Moridan e Alidora; se lo scopo era questo lo sceneggiatore poteva trovare una soluzione più semplice e meno pedante. Comunque anche se, come suppongo, questo episodio è stato introdotto per dare più dinamicità e teatralità a questo albo, il risultato non è riuscito a soddisfare gli intenti. Per di più al “dio della polvere” è stato addirittura dedicato il titolo del volume.....mahhh Shocked Shocked .

Altro episodio che poteva essere strutturato diversamente è l’entrata nel museo di Zagor e soci: che bisogno c’era di prendersela con il povero custode che stava chiedendo solamente, e tra l’altro legittimamente, che pagassero il biglietto di ingresso? Qui il nostro eroe ha fatto proprio la meschina figura del gradasso presuntuoso e prepotente che se la prende con un indifeso ometto che sta svolgendo diligentemente il suo lavoro. Inoltre anche il creare confusione al fine di farsi ricevere dagli agenti di Altrove mi è sembrata una grossa pacchianata priva di senso logico.

Comunque il punto più basso della storia è stato raggiunto con la presentazione di uno sfigurato Ritcher, del quale ho un "naturale rigetto", che sicuramente avrà dei poteri da fare invidia agli eroi della Marvel. Mi auguro fortemente che nel prossimo albo una bella pallottola calibro 45 gli trapassi il cervello, in modo che sparisca definitivamente ed inequivocabilmente dalla saga. Invece purtroppo prevedo che anche questa volta il famigerato Ritcher farà una fine che gli consentirà un ennesimo insopportabile ritorno, ma quando ce lo leveremo dalle scatole? Mad


Intendiamoci, continuo ad essere un estimatore di Boselli, e non intendo mettere in dubbio le sue indiscusse qualità di sceneggiatore, però quando si fa prendere troppo la mano tende ad andare fuori dal seminato, tanto che reputo questa storia non adatta alla serie, probabilmente andrebbe bene per le avventure di qualche altro eroe, ma non certamente per Zagor. Sento la necessità di leggere una storia classica con indiani e cow-boys, lungi da zombie, scienziati con superpoteri ed amenità del genere.

Questa storia mi ha dato l’impressione di un minestrone in cui il cuoco (leggi Boselli) ha messo tutto ciò che aveva in frigorifero al fine di renderlo il più saporito possibile, non rendendosi conto però che alcuni “ingredienti” possono stridere con gli altri, rendendo così la pietanza immangiabile. Molte volte la semplicità (sia nel cibo che nelle sceneggiature) può generare migliori risultati. Dai miei commenti penso si noti che l’ora di cena si sta avvicinando ed i primi morsi di fame si stanno facendo sentire, forse è meglio che mi stacchi dal computer e mi avvicini al tavolo di cucina.....
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da kit carson il Mer 22 Apr 2015 - 13:23

Che baggianata, che ammasso di sciocchezze, la lettura di questo albo mi è costata molta fatica : faticavo a concentrarmi sulla lettura, le lettere ed i disegni mi danzavano davanti agli occhi senza assumere nessun significato. Chiusi l’albo, fissai un istante il soffitto tinteggiato di bianco e stizzito riprovai a leggere. Non ci riuscivo, per quanto provassi a concentrarmi in mezzo alle righe si introfulavano altri pensieri, ai miei occhi prendeva forma un’altra storia, quasi il mio subconscio rifiutasse di leggere simili nonsensi. Dopo poche decine di pagine fui costretto a riporre l’albo e lo ripresi in mano solamente il giorno successivo.
Ripresi la lettura dalla prima pagina, nella speranza che il giorno precedente la bruttissima sensazione che avevo provato fosse dovuta ad un mio particolare stato d’animo e non da ciò che avevo trovato tra le pagine del volume, ma purtoppo non è stato così, anche nella seconda lettura le mie pessime opinioni sono state riconfermate.

E’ un racconto irrazionale, in cui regna un notevole caos narrativo, con questa moltitudine di putrefatti cadaveri da strapazzo che non farebbero paura neppure ad un poppante, in quanto si possono sconfiggere senza nessun problema; sono episodi già visti, che si stanno protaendo da ben 4 noiosi albi.
Adesso è stato addiritturra introdotto quella sottospecie di sottomarino atlantideo, raramente si vedono cose tanto assurde in zagor!! Sembra di leggere Dampyr, un fumetto a cui mi avvicinai richiamato dal nome del suo sceneggiatore, ma che abbandonai disgustato dopo una decina di numeri, in quanto troppo distante dal mio modo di concepire un fumetto.

La fantasia regna sovrana, troppi “effetti speciali” che, nell’intento dello sceneggiatore, presumo avessero la pretesa di affascinare il lettore, ma nel mio caso hanno sortito l’effetto contrario, in quanto mi hanno reso questa avventura troppo “fanciullesca”, non adatta ad un pubblico adulto e scaltro quale ritengo sia quello zagoriano.
Purtroppo da questo inizio della trasferta sudamericana sono rimasto profondamente disilluso per le seguenti ragioni:

- Io stravedo per Boselli, che ritengo uno sceneggiatore molto talentuoso, quindi quando appresi la notizia che avrebbe scritto il primo albo di questo lungo viaggio ne fui entusiasta, in quanto presumevo una storia di grande fattura. Purtroppo le mie aspettative sono andate deluse, in quanto lo sceneggiatore, forse con l’intento di partorire una storia memorabile, ha voluto “strafare” inserendo in questa storia (o meglio minestrone) una moltitudine di personaggi retti da una trama caotica, poco coinvolgente e già vista, non adatta a mio avviso per una testata come zagor, in cui il fantasy/horror può essere accetto, a condizione però che non si ecceda nella più sfrenata ed irrazionale fantasia come in questo specifico caso.

In base alla mia esperienza, mi permetto di osservare che Boselli rende molto bene quando deve sottostare a delle imposizioni (I cosiddetti paletti) dettate dalla casa editrice (su tex scrive sempre ottime storie). Quando è lasciato completamente libero, alcune volte la sua esuberante creatività lo porta a partorire storie astruse come questa. Sinceramente, qualora questo fosse il livello dei racconti dello spirito con la scure, abbandonerei la testata

- La presenza di un nemico come Ritcher, che ritengo il più tedioso ed insulso del panorama fumettistico zagoriano mi ha fatto cascare le braccia e tolto completamente ogni interesse a questo racconto. Per lo più, visto l’andazzo della trama, suppongo che Ritcher ed il fantasy orrifico saranno la linea guida di questa trasferta, il che è decisamente deprimente.
Ho tanto voglia di leggere una storia puramente classica, senza zombie, scienziati schizzofrenici, macchinari di origine aliena ed amenità del genere.
Su zagor le storie fantasy dovrebbero essere un’eccezione, non la regola come sta accadendo ultimamente e, per di più, come precedentemente menzionato, tali tipologie di avventure dovrebbero essere di un fantasy “moderato e razionale”, non caotico e schizzato come in questo caso.

- Anche Cain, che consideravo un piacevole co-protagonista, in questa avventura non riesco a sopportarlo, lo trovo arrogante, altezzoso. Questo probabilmente deriva dal fatto che trovo nauseanti questi albi e quindi ho una repulsione verso la maggior parte dei protagonisti.
In ogni caso Cain può andare bene per un’avventura ma se, come presumo, anche lui, come Ritcher, accompagnerà a lungo Zagor durante questa trasferta, la sua presenza sarà troppo pesante ed insopportabile.


Quello che mi auspico vivamente, ma di cui purtroppo nutro molti dubbi, è che alla fine di questa trasferta Ritcher sparisca definitivamente dalla saga, magari con una bella pallottola calibro 45 piantata nella testa e che Cain se ne stia ben lontano e, se proprio dovrà ritornare, lo faccia per il centenario.
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da kit carson il Mer 22 Apr 2015 - 13:31



Premetto che, nel complesso, questa storia non mi e' piaciuta, quindi boccio categoricamente questa "partenza" della trasferta sud americana, comunque, anche continuando a considerarla nettamente insufficiente, questo epilogo me l'ha fatta leggermente rivalutare. Le ragioni che hanno contribuito ad alzare un po' il mio gradimento sono le seguenti:
- Come gia' citato nei miei precedenti commenti, ho sempre detestato Ritcher, in quanto, quantunque gli sceneggiatori abbiano sempre tentato di farlo apparire come un nemico molto ostico, a me sembra privo di carisma. Presumevo che lo scienziato folle facesse da filo conduttore di questa trasferta, invece fortunatamente (almeno per me) esce definitivamente di scena.
Non penso che la caduta in mare gli abbia tolto la vita, sicuramente lo ritroveremo in qualche altra avventura (spero comunque tra moltissimo tempo), ma probabilmente, almeno spero, in questa trasferta, ce lo "hanno tolto dalle scatole".
- Considero Cain un personaggio inflazionato, e attualmente lo sopporto poco. Vale quanto gia' detto per Ritcher, ossia supponevo che Cain sarebbe stato il protaginista di molte storie invece, fortunatamente, l'hanno rispedito a casa
- Boselli, come e' nel suo stile, ci ha riservato un inaspettato e piacevole colpo di scena, ossia fa emergere la parte malvagia del professore Dexter Green, che, per bramosia di potere, non esita a sacrificare lo Spirito con la Scure che, poco prima, si era prodigato per salvargli la vita. Questa scena e' stata indubbiamente un "colpo da maestro", e Boselli si merita un plauso.
Sinceramente finora avevo considerato Green un personaggio molto anonimo che non mi aveva mai "preso", ma in questa versione da carogna mi sembra
piu' interessante. Intendiamoci, non e' che mi esalti molto, il saperlo come filo conduttore di questa trasferta non e' troppo eccitante, ma comunque e' sempre meglio dei due personaggi precedentemente menzionati. Mi auguro che alla fine di quest'avventura Zagor gli faccia pagare molto duramente la carognata che ha dovuto subire, magari uccidendolo assieme al suo gigantesco assistente, altro personaggio che non gode la mia simpatia.

Note dolenti :
- Mi e' sembrata un po' una forzatura il salvataggio di Zagor che era oramai affondato nelle sabbie mobili, ma i salvataggi in extremis sono licenze che si possono concedere agli sceneggiatori.
- Un po' frettolosa la dipartita di Yetizad, mi e' sembrato un personaggio un po' anonimo, avrebbe dovuto essere un antagonista molto pericoloso, ma in
questo caso lo sceneggiatore non e' riuscito a renderlo tale.
- putroppo ci ritroveremo nuovamente tra i piedi gli agenti di altrove, altra astrusita' di cui farei volentieri a meno

Disegni : sono la nota piu' positiva di questa lunga storia, Rubini ha sicuramente del talento, secondo il mio modesto parere dovrebbe migliorare la fisionomia di Zagor, pero' e' molto bravo a rappresentare scene cupe e paesaggi.
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da osages il Sab 23 Mag 2015 - 9:45

Una delle storie piu` brutte di tutta la serie ,troppa carne al fuoco,cain che ruba spesso la scena a zagor ,il solito erculeo bimbominkia............degno antipasto di una trasferta lunga e deludente.
Disegni di rubini altrettanto deludenti
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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da Salgor il Sab 23 Mag 2015 - 17:35

Storia deludente.
il prologo è noioso...L'inizio con Alidora che scambia Cico per lo spirito con la scure non l'ho capito... flower
Altra cosa da segnalare (e che Boselli mette quasi sempre nelle sue storie) è il solito ragazzino supereroe.. pale questo addirittura mette fuori combattimento un colosso di 2 metri Shocked
Storia che si conclude col colpo di scena del tradimento di Dexter Green che abbandona Zagor nelle sabbie mobili...
In conclusione storia che non mi ha entusiasmato, anche per il troppo fantasy inserito...
voto storia: 5
ottimi i disegni!
voto disegni: 7.5

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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da Andrea67 il Mer 20 Gen 2016 - 14:52

Riletta oggi tutta d'un fiato dopo due anni e, se non ho cambiato completamente il giudizio (mi era piaciuta, infatti, anche allora), sicuramente l'ho migliorato.
La storia mi è piaciuta TANTISSIMO, mi ha preso dall'inizio alla fine e, grazie anche al fatto che non ricordavo quasi niente, mi ha lasciato col fiato sospeso fino alla splendida conclusione.
Avventura con la A maiuscola, degna del grande Boselli, con splendidi coprotagonisti - Cain primo fra tutti - e superbi cattivi.
Non riesco a trovare difetti importanti, se persino la mia ritrosia verso zombie e non-morti è stata facilmente superata dalla bellezza della storia.
E per dirla tutta, ho rivalutato anche i disegni di Rubini, da me sempre considerati "belli ma non troppo" a causa della poca verosimiglianza del volto di Zagor a quello tradizionale. Ma, tolto questo (e alla fine non è neanche tanto male), tutto il resto è magnifico.
Voto alla storia: 8
Voto ai disegni: 8,5

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Re: Lo scettro di Tin-Hinan (n.552/553/554/555/556)

Messaggio Da wakopa il Ven 29 Set 2017 - 15:25

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Messaggio Da wakopa il Ven 29 Set 2017 - 15:25

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Messaggio Da wakopa il Gio 5 Ott 2017 - 10:23

anche se si dovrebbe dire:"son dovuto andarmene" stella2

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