Il morso del serpente (n.538/539)

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Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:31



Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Marcello Mangiantini
Copertina: Gallieno Ferri  

Frankie “Full” Flanagan, dopo una vita da cercatore d’oro e da giocatore di poker, ha costruito una fattoria, chiamando cinque amici a lavorare con sé: l’ex battelliere Reginald, l’ex boscaiolo Paddy, l’ex schiavo George, l’indiano Pioggia Rossa e il giovanissimo Stanley. I terreni del ranch, però, sono circondati da quelli del ricco mister Deamon, proprietario anche di mezzo Green River, il paese più vicino, dove anche lo sceriffo Park è sul suo libro paga. Gli uomini di Deamon, guidati dal perfido Snake, vogliono costringere i cowboy di Flanagan a sloggiare. Ma Zagor giunge in loro aiuto...


Ultima modifica di Admin il Sab 28 Mag 2016 - 4:09, modificato 1 volta

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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:31


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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da Andrea67 il Mer 13 Gen 2016 - 19:07

Assolutamente inconcludente e sfociante, in alcuni passi, nel grottesco questo western di Mignacco, con uno Zagor pistolero velocissimo, una combriccola di mister nessuno, una ragazza in pericolo che si trasforma da dolce donzella di città a tentata truffatrice incallita, dei cittadini pavidi, un pasticciere che diventa sceriffo, un prete senza alcuna funzione, un cattivo spalleggiato da avvocato che fa improvvisamente retromarcia e, per finire, gli allegri compari della foresta, lontani parenti di Robin Hood, che compaiono nelle ultime due tavole e capovolgono la situazione neanche fossero stati spietati pistoleri.
Nessuna caratterizzazione psicologica per i personaggi, principali e non, tanta cattiveria gratuita, il povero Full Flanagan che viene ammazzato per niente, donne e ragazzi che nella sparatoria finale diventano imbattibili cecchini e nessuno che muore. A parte Snake! Ma com'è morto quel cattivo che stava strangolando Francine? Possibile che gli abbia sparato Zagor alle spalle?
Eppure il primo albo non era stato negativo, scorrevole e ben sceneggiato.
Mangiantini, alla sua prima prova, denota molte incertezze, ma sappiamo che sarebbe migliorato parecchio.
Voto alla storia: 6,2
Voto ai disegni: 6,5

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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da Salgor il Sab 30 Gen 2016 - 17:08

Ottima storia, un classico western che mi ha molto entusiasmato!!!
Storia che non ha punti morti, ottimi i personaggi!
Splendida la scena all'emporio in "stile Trinità" dove Zagor con tre colpi di pistola disarma gli uomini di Deamon e successivamente fa fuori il cecchino appostato sul tetto!  Exclamation
Bella la novità di una sorta di continuity nelle gag di Cico.. dove Drunky Duck si vendica dello scherzo fattogli da Cico nel numero "La trama del ragno".  stella2
Bellii gli scontri di Zagor contro Snake.. sia quello al saloon che l'attesissimo scontro nel finale!
Splendida la scena nel villaggio deserto quando Zagor chiama a raduno tutti gli abitanti! Ho trovato molto drammatica anche la scena quando Francine uccide uno degli uomini di Deamon quando assaltano la fattoria!  Exclamation
Ottimi i disegni di Mangiantini.
voto storia: 8
voto disegni: 7.5

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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da Kramer76 il Dom 23 Lug 2017 - 19:14



il morso del serpente
bacio lettera e testamento "lampo mortale" secondo mignacco: a differenza dell'eccentrico colombo che se ne fotte e tira dritto (con risultati controversi), mignacco cerca di prendere qualcosa da ciascuno degli autori di maggior fortuna di zagor: boselli è una foto di gruppo, burattini è supermike, uno zagor ormai portentoso in qualsiasi attività fisica e intellettuale, con una mano spara e centra ogni fanale, nell'altra tiene un codice penale o quello civile a seconda delle situazioni.. e nolitta? se intendiamo la retorica nolittiana, nolitta è una o due belle parole da baci perugina, da infilare qua e là e da ribadire più volte per i duri di comprendonio, se nolitta è inteso in senso universale, come coinvolgimento emotivo, è nell'insolito e toccante prologo... alla fine appena meglio di colombo, ma la storia non è meno ingenua per certi versi, la differenza la fa mangiantini acerbo ma già con un suo stile... il western classico va bandito da zagor 

voto 6


Ultima modifica di Kramer76 il Ven 29 Dic 2017 - 11:57, modificato 2 volte
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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da doctorZeta il Dom 23 Lug 2017 - 23:38

Quindi va bandito Zamberletti... Ci sto

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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da wakopa il Lun 24 Lug 2017 - 15:42

questa del western classico potrebbe essere uno spunto per una buona discussione flower

le mediocrita' dei Mignacco e dei Zamb non devono farci dimenticare capolavori immortali come "la marcia della disperzione","la rabbia degli osages",spedizione punitiva",ma proprio la genesi di zagor che nasce come difensore degli indiani in seguito alle sue vicende personali;
con buona pace dell'eclettismo forzato del curatore che ha dedicato il primo zagorone(dico il primo zagorone,mica cotiche Shocked )
ad una vicenda fantasy sconsclusionata scratch
a meno che per western classico non intendiate proprio quello con gli indiani dell'ovest(apaches,comanches etc)che con lo zagor eastern effettivamente c'entrano poco...per quanto buttalo via il primo centenario Very Happy benvenuto
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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da toro seduto il Lun 24 Lug 2017 - 16:23

@wakopa ha scritto:questa del western classico potrebbe essere uno spunto per una buona discussione flower

le mediocrita' dei Mignacco e dei Zamb non devono farci dimenticare capolavori immortali come "la marcia della disperzione","la rabbia degli osages",spedizione punitiva",ma proprio la genesi di zagor che nasce come difensore degli indiani in seguito alle sue vicende personali;
con buona pace dell'eclettismo forzato del curatore che ha dedicato il primo zagorone(dico il primo zagorone,mica cotiche Shocked )
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...infatti la storia del 100 con Guitar e' un piccolo gioiello ... Very Happy voglio piu' western su Zagor ...altro che !!! no-ta Very Happy
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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da kit carson il Lun 24 Lug 2017 - 19:51

10.05.2010

Prima parte divertente, si tratta di una storia puramente western , quindi un genere da me altamente apprezzato. Il soggetto è un classico già rivisto, ossia il dispotico signorotto del paese, una specie di padreterno, che tiranneggia grazie ad un gruppo di prepotenti pistoleri ai suoi ordini ed ad uno sceriffo corrotto che lo asseconda pienamente. Di contro troviamo un gruppo di pacifiche ed umili persone che sono costrette a subirne i soprusi. Il soggetto è abbastanza semplice, però la trama è molto fluida, scorrevole e si legge piacevolmente, in una trentina di minuti mi sono divorato l’albo. Vorrei comunque sottolineare che il fatto che il soggetto non sia originale non inficia sul risultato, infatti, per un buon esito del racconto, è importante anche la maniera in cui il soggetto viene sviluppato, e Mignacco è riuscito in questo intento. Dobbiamo anche ricordarci che i soggetti texiani del grandissimo GL Bonelli erano abbastanza ripetitivi, ma la maniera perfetta con cui venivano sviluppati faceva sì che ne scaturissero degli autentici capolavori.

L’inizio della storia è molto positiva, con la toccante lettera che Frankie Full Flanagan invia ai nostri eori, poi continua nella maniera più classica, ossia con una gag di Cico che compone una delle sue strazianti melodie. Non essendo un estimatore della comicità troppo esasperata del piccolo messicano, questa è la parte dell’albo che ho apprezzato di meno. Però sono conscio che questo è un mio male congenito, derivante dal fatto che la comicità di Cico l’ho sempre digerita poco, anche quando era gestita dal mitico Nolitta. Infatti sono uno dei pochissimi lettori che, qualora Cico scemasse notevolmente la sua comicità, non ne sarebbe assolutamente disturbato. Però questa è un’altra questione, di cui non intendo tediarvi. Comunque questa scenetta comica mi è sembrata abbastanza infelice.

Ritornando al racconto, ho trovato piacevole la scena del viaggio in carovana, ove Cico dimostra la sua vera essenza, ossia di essere un simpatico compagnone, riuscendo a riscuotere l’apprezzamento di un aspirante pasticcere che, inconscio della voracità del messicano, addirittura lo invita nella sua pasticceria di prossima apertura.
Anche Lucille è un personaggio azzeccato caratterialmente, infatti a discapito della sua fragilità fisica, dimostra una personalità molto decisa, prendendo immediatamente in mano le redini del ranch e mostrando gli “attributi” sia durante il processo che durante l’incontro con l’odioso Mr Deamon.
Ho inoltre apprezzato la caratterizzazione di Park, lo sceriffo macchietta al soldo di Deamon (tipico sceriffo delle storie texiane) e del perfido Snake; già mi assaporo il suo scontro con Zagor, che sicuramente gli darà una sonora, e per me piacevolissima, strigliata nel proseguo del racconto.

L’atteggiamento di Zagor mi è piaciuto, infatti il nostro eroe diventa subito l’indiscusso leader del gruppo, impostando i compiti che ognuno dovrà svolgere all’interno del ranch che viene trasformato in una specie di fortino, e dimostra la sua fermezza, la sua grande personalità ed il suo self-control durante l’incontro con Mr Deamon.
Inoltre la scena in cui mostra la sua destrezza nell’uso della colt è da applauso; qui Zagor riscuote anche l’ammirazione dei suoi avversari che rimangono stupiti da cotanta abilità e si rendono conto di avere a che fare con un uomo molto temibile e decisamente fuori dal comune. Questa sequenza in cui Zagor sembra il clone di Tex Willer l’ho gradita moltissimo, infatti, dato che le avventure si svolgono nel Far West, trovo giusto che ogni tanto si evidenzi che anche lo Spirito con la Scure è un virtuoso nell’uso della sei colpi, l’arma più popolare dell’epoca.

Quindi un plauso a Mignacco, per avere creato questa atmosfera, passatemi il termine, tipicamente texiana, a cui sono molto legato.

I disegni li ho trovati molto gradevoli, quindi un bravo anche a Mangiantini. Un piccolo appunto che comunque vorrei sollevare è la maniera con cui è stata disegnata Lucille : perché non è stata rappresentata come una bella ragazza Shocked  Shocked ? Visto che il gentil sesso compare raramente negli albi, perché non deliziare gli occhi del lettore con una figura femminile con curve armoniose ed al punto giusto (mi autoproclamo vecchio reprobo applause )? Sinceramente Lucille (probabilmente per scelta dello stesso autore Sad ) mi sembra un pò racchietta Sad .
Anche il volto di Zagor lascia un pò a desiderare, mi sembra un pò troppo “bamboccione”, comunque visto che questa fu la prima opera di Mangiantini, trovo che abbia fatto un eccellente esordio; nelle opere successive ha migliorato anche la fisionomia del nostro eroe.
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Re: Il morso del serpente (n.538/539)

Messaggio Da kit carson il Lun 24 Lug 2017 - 19:57

10.06.2010

Questo secondo albo ha mantenuto le ottime premesse che avevo intravisto nel precedente, quindi un racconto molto divertente che scorre fluidamente, una trama western ben sviluppata e con qualche interessante colpo di scena. Dato che sono un amante del filone western classico, che mi auspico sia maggiormente presente nei futuri racconti dello Spirito con la Scure, non posso che essere pienamente soddisfatto di questa avventura. La trama è classica, quindi già rivista (comunque questo è un fattore normale nelle avventure puramente western) però non è mai banale né semplicistica e contiene una notevole moltitudine di personaggi che ben si intrecciano tra loro, riuscendo a creare situazioni intriganti che mi hanno tenuto incollato all’albo.
Questo Zagor versione Tex Willer, ossia molto abile nell’utilizzo della “sei colpi” e molto “tagliente” con la lingua, l’ho notevolmente apprezzato ed ho goduto notevolmente quando Snake viene umiliato nel saloon. Magistrale e di molto impatto l’ultimo ballon del nostro eroe a pag 34 : “finchè la pistola è là dentro non hai nulla da temere Snake, ma potresti rimpiangere di avermela vista estrarre”. In tale frase si nota l’assoluta sicurezza e sangue freddo di Zagor, che è conscio di essere un velocissimo pistolero e di non temere nessun antagonista. Questo Zagor deciso e sicuro di sé l’ho molto apprezzato. Poi la scena in cui estrae la sua Colt con la velocità del fulmine e lascia Snake completamente allibito è tra le più emozionanti dell’intero racconto. Sinceramente pecca un po’ di ingenuità quando volta le spalle ad un viscido serpente quale Snake, ma però si riscatta abbondantemente nella successiva scena, dimostrando un’agilità degna di una pantera ed una mira da fare invidia a Tex Willer. Bravo Mignacco, sequenza godibilissima!!!
E’ molto bello anche il duello finale, con il nostro eroe che bracca il perfido Snake e lo fredda con un precisissimo colpo nel petto, riuscendo persino a strappargli l’ammirazione per la sua prodezza balistica.

Altra scena di grande impatto, impreziosita dai bei disegni di Mangiantini, in cui Zagor mostra tutto il suo carisma di leader, è quando presenzia il suo discorso nella strada deserta del paese. E’ infatti per merito della sua prorompente personalità che i cittadini di Green River riescono a trovare la forza per ribellarsi ai soprusi di Deamon.

Veramente arguta la trovata di Full Flanagan per fregare l’odioso Deamon, mi ha molto divertito, così come ho apprezzato la reazione logica e razionale di Zagor che riesce a convincere i sui amici sui rischi a cui andrebbero incontro nella realizzazione di tale piano.
Notevole anche la scena in cui Francine (decisamente ben caratterizzata) ha il suo battesimo di fuoco, durante il quale uccide il perfido Doc.

Questa sceneggiatura l'ho molto apprezzata, quindi racconto altamente positivo e soddisfacente, però secondo me ha alcuni passaggi un po’ deboli che non mi hanno pienamente convinto :
- Ritengo un po’ forzata la liberazione di Snake con la forza, in quanto Deamon possiede un abile ed esperto avvocato, che avrebbe potuto smontare facilmente l’accusa di tentato omicidio.
- Lo stesso dicasi per l’attacco alla fattoria, Deamon l’avrebbe potuta ottenere “legalmente”.
- Il Deamon di pag 95 mi sembra troppo arrendevole, mi sarei immaginato una reazione più forte, visto che è supportato da un valente avvocato.
- Il salto della “barricata” dello sceriffo Peak, finora al soldo di Deamon mi è sembrata un po’ forzata, così come la sua spiegazione di attribuire la liberazione di Snake a Dakota Dick. E’ vero che ha ricevuto una botta in testa, ma fino ad allora ne aveva sempre spalleggiato i soprusi.

Capisco che Deamon voglia ottenere quanto sopra con la forza per dimostrare ai cittadini di Green River che lui è la legge indiscussa che può fare ciò che più gli aggrada e per dare una lezione a coloro che hanno osato ribellarsi al suo potere, però visto che un tipo meschino del suo genere riesce solitamente ad ottenere in modo “pulito” ciò che vuole grazie agli stratagemmi di un losco avvocato al suo soldo, mi è sembrato un po’ innaturale che non se ne sia servito anche in tale frangente. Però questo è il classico pelo nell’uovo che non altera la bontà della buona sceneggiatura.

I disegni sono molto piacevoli, l’unica cosa che non mi è troppo piaciuta è la faccia da “bamboccione” che Zagor ha in certe vignette.
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Messaggio Da wakopa il Gio 17 Ago 2017 - 12:32

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Messaggio Da L'uomo lupo il Dom 20 Ago 2017 - 15:51

Mi sto divertendo a leggere questa storia western di Zagor, forse più adatta a Tex, e non vedo l'ora di leggerne il finale sul prossimo numero . Bravo anche Mangiantini, con Zagor e Cico però da migliorare (vedere i disegni degli Esposito Bros per esempio) .
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