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Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:25




Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Joevito Nuccio
Copertina: Gallieno Ferri  

Terence Clemons, un maestro di scuola vecchio amico del dottor Metrevelic, chiede l’aiuto di Zagor e Cico per risolvere il mistero delle morti inquietanti che si susseguono ad Asher Mill, un villaggio isolato tra le montagne. Le vittime sembrano state dilaniate da una belva feroce, qualundo dice che il colpevole sia un licantropo! Nel paese regna il terrore, nell’attesa dell’imminente notte di luna piena...


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Re: Plenilunio (n.534/535/536)

Messaggio Da Admin il Lun 19 Gen 2015 - 15:26


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Re: Plenilunio (n.534/535/536)

Messaggio Da Darko Mrgan il Mer 4 Feb 2015 - 11:52

L'ho riletto ieri sera, gustandolo nel letto.
Molto bello. Nuccio riempie i buchi nel sceneggiattura in modo in cui soltanto un vero collaboratore professionista lo fa, sia con inquadrature sia con l'effetto di ciliegina sulla torta della corteccia brucciata. E' interessante come aspetti cambiano quando rileggi certe storie. Sono stato sorpreso dalla ingenuità di certi momenti narrattivi, salvati dai bellissimi disegni che non ti permettono di deluderti, toglierti il sorriso dalla faccia e pagare troppa attenzione alle cose che te lo farebbero. Splendido disegno. Trovo molto strano vedere Zagor di Ferri con avambraci e pugni realistici Very Happy

Per quanto riguarda la sceneggiatura, sign.Burattini ha tendenza persistente verso tipo detettive (giallo, no?) della narrazione anche dentro genere horror mistico. Doveva creare tre lupi mannari per evitare ovvia identità del villain della storia, sacrificando così la mistica e fascino autosufficente del tema per offrire apparentamente diversa, scentifica, visione della licantropia, il che non sarebbe sbagliato - è pure desiderabile - se l'intero episodio in risultato finale non avesse Zagor che dalla prima all'ultima pagina fa detettive. Nel secondo volume il fascino dell'orrore, sempre desideraile, si è totalmente perso nella sterilità del giallo tanto che la scena con vecchio Tawar mi pareva ultimo spasimo - opportunità - per ritornare narrazione alla miatica, e mi è risultata innaturale, perdita totale della magia dove credevo che la cosa fosse impossibile.


Per non dire altro, questo è il mio "Uomo lupo" preferito, ma non grazie alla storia quanto a causa del suo punto grafico. Il talento di Nuccio non è nemmeno vicino sfruttato quanto potrebbe.

Voto 8/10
Se votessi la storia, o qualunque altro disegnatore (lo dico davvero: qualunque altro, anche Andreucci o Rubini), la cifra sarebbe sicuramente ben minore

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Re: Plenilunio (n.534/535/536)

Messaggio Da Andrea67 il Mer 4 Feb 2015 - 12:31

Una delle più belle storie di Moreno, disegnata da un Grande Nuccio.

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Re: Plenilunio (n.534/535/536)

Messaggio Da Kramer76 il Lun 9 Mar 2015 - 9:32



buio rosso sangue  
la storia è vincente e peculiare per tanti motivi. intanto burattini e nuccio (già molto bravo e di personalità) aggiornano il licantropo zagoriano quantomeno agli anni ottanta e ai film di landis e dante.. era ora! se bisogna considerarlo un giallo, l'ennesimo, è senz'altro tra i migliori. gli spiegoni e i riavvolgimenti del nastro non mancano, l'influenza altrettanto malefica del 2009 si sente insomma. ma il cattivone e il complotto di questa storia vincono il confronto con quelli di molti altri gialli di burattini. interessanti anche gli inserti storico-culturali. poi a dire la verità il "giallo" è come uno dei tre fratelli materazzi, si "genuflette" al mostro e alle sue cinque o sei scene-madri.. quelle del campanile e del casolare dei materazzi sono da antologia, gli albi siano costruiti in funzioni di esse. infine, ci sono metrevelic (stavolta ben inserito), tawar e il mitico pendolino.

voto 9


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Messaggio Da wakopa il Lun 9 Mar 2015 - 9:42

@Kramer76 ha scritto: poi a dire la verità il "giallo" è come uno dei tre fratelli materazzi, si "genuflette" al mostro e alle sue cinque o sei scene-madri.. quelle del campanile e del casolare dei materazzi sono da antologia, gli albi siano costruiti in funzioni di esse. infine, ci sono metrevelic (stavolta ben inserito), tawar e il mitico pendolino.

infatti grazie a Tawar in sogno,scema fortunatamente lo zagor detective burattiniano che si avvale del suggerimento dello stregone per concludere che i licantropi sono piu' di uno Exclamation
a non convincere del tutto invece sono soluzioni un po' cervellotiche tipo l'ipnosi,il siero,la pasticca attivatrice dello stesso ,ma e' anche vero che Clemmons qualcosa di diverso da Stubb doveva pure averlo per non leggere una sorta di remake benvenuto
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Messaggio Da kit carson il Mer 11 Mar 2015 - 12:49

NR 534

Ottimo albo, che preannuncia una storia molto interessante. L’inizio è ad altissima tensione, con il licantropo che, pur facendo sentire la sua presenza, mostra solamente i suoi terrificanti artigli, che poi arpionano e straziano la povera ragazza. Ho apprezzato che la belva sia stata immediatamente introdotta nella storia, in quanto questo ha fatto si che, per l’inero albo, abbia “respirato” la sua inquietante presenza e, l’urlo straziante con cui ha suggellato lo scempio della fanciulla, mi ha accompagnato per l’intera lettura, facendomi entrare in un piacevole “clima” horror, inoltre mi ha ricordato alcuni films di questo genere che avevo visto durante la mia adolescenza. Vorrei puntualizzare che, anche i bei disegni con ambientazione boschiva, hanno notevolmente contribuito a creare quella piacevole atmosfera di tensione narrativa sopra citata.
L’entrata in scena di Zagor è favolosa, la sequenza della lotta contro i tre energumeni è da applauso sviscerato, da “spellarsi” le mani. In tale frangente viene messa in evidenza il grandissimo carisma e sangue freddo del nostro eroe, che fronteggia i tre giganteschi boscaioli impavidamente, completamente sicuro di sé, conscio della sua potenza fisica e dell’agilità che lo contraddistingue : infatti dapprima li affronta verbalmente, pronunciando parole ferme e decise, che evidenziano il temperamento da leader del nostro eroe, poi, vista l’ottusità degli interlocutori, entra in azione facendo guizzare i suoi potenti muscoli e, con movimenti atletici degni di un campione olimpionico, mette fuori combattimento i suoi antagonisti. Le sue parole “discorso chiuso” pronunciate con calma e decisione, sono la tipica “ciliegina” sulla torta, che evidenziano, ancora una volta, la sicurezza del nostro eroe, che non ha timore di nessun avversario. La successiva prova di forza, ossia il sollevamento del pesante tronco, mi ha prodotto una scarica di adrenalina e ho sentito un brivido percorrermi la schiena. Che sequenza favolosa, me la sono riletta un paio di volte, soffermandomi attentamente su ogni vignetta, da sola vale il prezzo dell’albo!!!! Bravissimo Burattini, questo è lo Zagor che piace a me, questo è il Vero Signore di Darwood, il Re della foresta!!!! Anche la vignetta in fondo alla pagina 47, in cui il nostro eroe, rappresentato di spalle, osserva il tronco che rotola nel dirupo è da incorniciare, tanto è bella e tanto rappresenta la possenza del nostro eroe, bravo Nuccio!!!
La parte centrale dell’albo lascia da parte l’azione, per entrare nel discorsivo, con una tipologia sceneggiativa, passatemi il termine, un po’ Texiana, quindi io, da buon amante del ranger, ho apprezzato questo passaggio. Va comunque evidenziato che il racconto di Jonathan è molto raccapricciante e contribuisce a mantenere alto il livello di tensione. La vignetta a pagina 64, con il braccio della belva che sfonda la parete della capanna è stupenda : è terrificante e l’arto sembra reale, tanto è ben disegnato.
Il fatto che, in questa storia, Clemons chieda l’aiuto di Cico anziché di Zagor è molto inconsueto, penso sia la prima volta che accade e questa “simpatica novità” mi ha divertito. Quando ho visto Cico che maneggiava il pendolino ho pensato che il messicano potesse localizzare la belva, però fortunatamente sono stato smentito. Ho apprezzato questo “colpo di scena”, in quanto tale espediente avrebbe tolto vericidità alla storia, ed inoltre sarebbe stata una soluzione sceneggiativa abbastanza semplicistica.
Le ultime pagine dell’albo sono cariche di suspance : il vento che soffia imperiosamente riuscendo ad aprire la finestra fa salire la tensione e l’aspettativa su ciò che accadrà, con la tensione che raggiunge il suo apice quando la belva salta addosso all’impaurito parroco. Scena magistrale, rappresentata perfettamente dalle matite del bravo Nuccio.
Spettacolare la sequenza con Zagor che, noncurante del pericolo, affronta in duello il licantropo, riuscendo, con la sua incredibile agilità, a sottrarsi ai mortali artigli del mostro.
Sono veramente impaziente di leggere il proseguo di questa storia, che mi ha letteralmente affascinato.
Disegni : buonissima prova dell’esordiente Nuccio, i suoi disegni mi sono piaciuti molto, in particolare la figura del licantropo, che è veramente terrificante ed anche la rappresentazione di Cico, che è fantastica. E’ indubbiamente una delle raffigurazioni più belle del messicano dell’intera saga.
Anche Zagor è ben disegnato, anche se il suo volto si avvicina molto a quello Ferriano. Personalmente preferisco uno Spirito con la Scure con un viso più da “bel ragazzo”, in quanto nel mio immaginario il nostro eroe dovrebbe essere un giovanotto di notevole bellezza e fascino, però questa è chiaramente la mia personalissima opinione e su questo argomento abbiamo già abbondantemente disquisito, quindi il continuare a parlarne risulterebbe sicuramente tedioso.
Per concludere, vorrei ribadire che sono super contento di questo albo, sia per l’alta qualità sceneggiativa, sia per i disegni. Chiaramente alcuni dettagli di quest’ultimi sono migliorabili, però l’esordiente Nuccio ha fatto indubbiamente un’ottima prova, ossia ha fatto un’entrata col “botto”. Bravo Nuccio, continua così.
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Messaggio Da kit carson il Mer 11 Mar 2015 - 12:51

NR 535

Secondo volume piacevole, ma sicuramente meno emozionante del primo. E’ un albo che introduce molti misteri, in quanto il mostro, durante i suoi delitti, sembra seguire una certa logica, mentre è risaputo che i licantropi , in quanto esseri bestiali e primitivi, hanno un comportamento del tutto casuale. Il primo a rilevare questo insolito modo di agire è il nostro eroe, che dimostra di non essere solo un aitante uomo d’azione, ma di sapere adoperare egregiamente anche il cervello, con deduzioni logiche ed acute. Questo è un aspetto di Zagor che apprezzo molto e mi fa molto piacere quando, come in questo caso, viene evidenziato.
Il Signore di Darwood è molto tonico ed è sempre capace di cavarsi da solo dagli impicci, il che è una cosa molto positiva; infatti per me è irritante vedere Zagor salvato da terze persone. Certo, qualche volta ci può stare, però apprezzo maggiormente le scene ove non si fa ricorso a questo espediente. Nel primo incontro con l’uomo lupo infatti capisce che la sua unica fonte di salvezza è rappresentata dalla croce in argento, quindi, con un guizzo felino schiva la zampata del mostro, poi parte immediatamente al contrattacco riuscendo ad allontanare il suo avversario. Anche nel suo nuovo incontro con i gemelli Rhodan, il nostro eroe ribadisce nuovamente la sua superiore fisicità, riducendoli all’impotenza in poche battute, ed è solo l’inettitudine dei suoi compagni che ne provoca la cattura. Comunque è molto apprezzabile come riesca a liberarsi dai lacci, dimostrando la sua proverbiale caparbietà ed il suo mai darsi per vinto. La scena più emozionante dell’albo è sicuramente il secondo duello tra Zagor ed il licantropo, con scene ad alta tensione, ben rappresentate dai disegni di Nuccio, specialmente la tavola a pag 74. In questo frangente Zagor, intelligentemente, non impronta la lotta sulla forza fisica, bensì sfrutta la sua grande agilità per riuscire a fermare momentaneamente il mostro e cercare il coltello d’argento con cui sferrerà la micidiale stoccata all’antagonista.
Un episodio che mi ha fatto molto riflettere sull’identità di uno dei licantropi (perché a questo punto è ovvio che ve ne saranno più di uno) è la risposta di Terence Clemons alla domanda del nostro eroe, che gli chiede perché fino ad allora nessuno avesse fabbricato pallottole d’argento. Il maestro risponde di non averci pensato (pag 1Cool, il che mi lascia un profondo dubbio sulla sua veridicità , in quanto mi sembra molto strano che un esperto del suo calibro, e tale saccenza viene evidenziata dalla sua elucubrazione sui licantropi a pag 91, non sappia una cosa così ovvia.
Inoltre penso che Matt Rhodan (quello che sembra come incantato al cospetto del licantropo) avrà un ruolo anche nel prossimo albo, altrimenti tale scena con l'uomo lupo sarebbe stata solamente fine a sè stessa; quindi prevedo che il vulcanico Burattini ci riserverà una sorpresa che avrà un nesso con questa sequenza.

In definitiva, uno scorrevole e fluido albo di transizione che rimanda la risoluzione dei vari arcani, che comunque si preannunciano interessati ed imprevedibili, al prossimo volume.
Disegni abbastanza piacevoli, con alcuni dettagli (alcuni volti disegnati un pò frettolosamente) che dovranno e potranno essere migliorati nelle prossime prove. Anche in questo secondo volume, le rappresentazioni che più mi hanno emozionato sono quelle che raffigurano il licantropo, che risulta sempre molto terrificante in ogni sua apparizione.
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Re: Plenilunio (n.534/535/536)

Messaggio Da kit carson il Mer 11 Mar 2015 - 12:57

NR 536

Prima di tutto vorrei dare un giudizio globale sull’intera storia, che reputo altamente positiva. E’ quindi una buonissima avventura, ma non un capolavoro, come avevo pronosticato dopo la lettura dei primi due volumi.
Infatti quest’ultimo mezzo albo mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, in quanto lo ritengo abbastanza inferiore ai precedenti.
Secondo me la sceneggiatura di quest’ultima parte non è spumeggiante, gli manca un pò di azione, il che rende l’epilogo un pò piatto, senza sussulti. Tutti i vari arcani vengono svelati grazie a delle discussioni e a dei flash back, in cui viene spiattellato tutto. Chiaramente sono da apprezzare i ragionamenti del nostro eroe che dimostra di possedere una buona materia grigia, però questo svolgimento della trama non mi ha emozionato, quest’ultima parte mi è scivolata addosso, senza trasmettermi piacevoli sensazioni. Secondo me l'epilogo manca di epicità, che sarebbe stato l’ingrediente che avrebbe permesso a questo racconto di diventare eccezionale.

Avrei preferito che i vari arcani fossero stati svelati in maniera diversa, magari con indagini più coinvolgenti e con un po’ più di azione. Ad esempio il nostro eroe che, insospettito, va nel laboratorio di Clemon dove, mediante indagini, riesce a venire a capo del mistero.

Questo finale, come metodologia sceneggiativa, mi ha portato alla mente l’ultimo racconto con Gambit, ove, secondo me, come qui, la magagna principale era stato il non avere raccontato l’evolversi degli eventi in diretta, preferendo una spiegazione parlata ad un’azione esplicativa.

Quando un racconto è avvincente, avverto come una certa magia che si sprigiona dalle pagine e mi tiene avvinghiato all’albo, questo è successo nei primi due volumi, ma purtroppo non l’ho percepita in questo epilogo.
Sinceramente avrei gradito che gli fossero state dedicate più pagine, al fine di avere un finale in cui i vari misteri fossero stati spiegati con azioni in diretta e non con spiegazioni raccontate (in alcuni casi un pò ridondanti) come in questo caso.

Per chiarire meglio il mio pensiero, come esempio di ottima metodologia sceneggiativa vorrei citare l’ultimo ritorno di Ylenia la vampira, dove Rauch mi ha tenuto incollato fino all’ultima pagina grazie ad una trama frizzante e carica di azione. Quest’ultimo fattore è quello che, secondo me, ha fatto sì che un’ottima storia si trasformasse (rimanendo in tema di licantropia Laughing ) in un capolavoro.

Nei miei precedenti messaggi avevo già segnalato che i lupi mannari sicuramente sarebbero stati più di uno, e che Terence Clemon doveva essere coinvolto nelle trasformazioni in uomo lupo. Che ciò si sia effettivamente avverato mi ha tolto il fattore sorpresa, comunque questo non mi ha assolutamente deluso, ma, ripeto, non ho apprezzato la maniera in cui tutto questo è stato raccontato.

Una scena di cui avrei fatto a meno è il sogno in cui appare Tawar, l’ho vista come un’inutile forzatura che non ha aggiunto niente alla trama, comunque non mi ha dato fastidio.

Una scena altamente positiva è lo spettacolare duello tra Zagor ed il licantropo, in cui il nostro eroe capisce che, per avere la meglio sul mostro, non può impostare il duello sulla forza bruta, ma piuttosto sulla sua agilità e sulla sua grande capacità reattiva di fronte al pericolo. Questa interessante sequenza è impreziosita dai bellissimi disegni, da brivido le vignette in cui l’uomo lupo esce fuori dall’acqua e salta sulla roccia.

Per concludere quindi un’avventura molto soddisfacente, però con un rammarico, in quanto, con un finale più spumeggiante, sarebbe stata un capolavoro.
Come voto sceneggiativo gli darei 8, ma è un peccato, in quanto avrebbe potuto essere da 9 - 9,5.

I disegni mi sono piaciuti, Joevito è sicuramente un ottimo acquisto per la saga bravo .
Le cose che ho apprezzato di più sono le rappresentazioni grafiche di Cico (fantastica), dell’uomo lupo (terrificante e pieno di dinamismo) e l’atmosfera cupa e carica di tensione che si respira in tutta la storia.
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Messaggio Da Andrea67 il Mer 13 Gen 2016 - 19:03

Bellissima storia che, nello scorrere dei suoi albi, mi ha regalato parecchie emozioni di Nolittiana memoria, ed io i miei giudizi li formulo sulla base delle sensazioni che provo durante la lettura e nell'attesa di leggere il nuovo albo.
Avrei preferito un finale diverso, stile Alba tragica, ma nonostante ciò non riesco a dare meno di 6 stellette a questa splendida avventura, condita da eccezionali disegni nei quali ho ravvisato pochissimi difetti (uno tra essi, se mi è consentito, il volto di Zagor, in lontananza, assomigliava a quello raffigurato da D'Arcangelo).
Voto alla storia: 9,5
Voto ai disegni: 9

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Messaggio Da Salgor il Gio 28 Gen 2016 - 22:08

Ottima storia che mi ha molto entusiasmato, con una sceneggiatura molto buona.
Carina la gag iniziale di Cico. Bella tutta la sequenza nel primo albo con l'uccisione della ragazza da parte del licantropo, e l'entrata in paese dei nostri con il benvenuto da parte degli abitanti. Exclamation
Ottima anche la dose di mistero di cui è condita la storia e la curiosità di scoprire chi sarà mai l'uomo lupo?!
Nell'albo ci sono alcuni indizi.. Unica cosa che non mi è piaciuta nella sceneggiatura è stato lo stacco di scena quando Zagor viene catturato dai gemelli Rhodan e poi il resto della sequenza che è stata raccontata in flashback da Metrevelic!
Ottimo Il finale!
Disegni di Nuccio super!! Bella la trasformazione dell'uomo al lupo! Exclamation
voto storia: 8.5
voto disegni: 9.5

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Messaggio Da wakopa il Gio 3 Ago 2017 - 10:54

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Messaggio Da wakopa il Mer 9 Ago 2017 - 15:03

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Messaggio Da L'uomo lupo il Ven 11 Ago 2017 - 8:23

Difficile, per uno che ha un namesake come il mio nel forum, esimermi da scrivere due parole su questa avventura. Riprendere in mano un soggetto come quello dell'uomo lupo non era affatto semplice e credo che Moreno Burattini abbia fatto molto bene . Intelligentemente la storia si distacca molto da quella di Nolitta ; questo è un horror/giallo in cui il mistero non riguarda il mostro in sé , ma chi é (o sono) i mostri . Inoltre le fattezze del licantropo sono state aggiornate alle rappresentazioni cinematografiche degli anni ottanta , superando l'obsoleto licantropo del 1941 interpretato da Lon Chaney jr. su cui si erano basati Nolitta e Donatelli. Non è sorprendente  che questa ottima storia non possa avere l'inquietante fascino della storia precedente ,un capolavoro insuperabile, per me, un mito,  nè le travolgenti gags comiche di un Cico inarrivabile , eppure rimane una storia sopra la media , con la paura che il mostro genera, la foresta, la luna piena ecc. Solo mi ha lasciato un po' perplesso il ruolo di Clemons e la possibilità di infettare a piacimento le vittime con un siero ... Ma, ripeto, c'era la necessità di scrivere una storia nuova , in cui peraltro i licantropi sono più di uno e l'autore è stato molto bravo a delinerare i vari personaggi, a seminare indizi, a riproporre flashback di Rakosi o del Dr. Stubb o a far ripetere l'esperimento del pendolino già visto ne "Il ritorno del vampiro" di Castelli. I disegni costituiscono la prima prova dello zagoriano Nuccio , che è promosso a pieni voti . Alcuni difettucci che ho notato saranno senz'altro risolvibili in futuro. Ma il suo licantropo è notevole e credo abbia richiesto anche molta preparazione . Quando recentemente ho mostrato una stampa di Nuccio ad un ex-zagoriano (che ha lasciato soprattutto per certi disegni...) lui ha esclamato:" Oh, questo sì...!!! " . La riproposizione della storia sulla csac mi sembra abbia ulteriormente migliorato il rendimento dei disegni o forse sarà che i miei occhi ormai preferiscono vedere vignette più grandi ! Speriamo anche che il licantropo (non quelli impronunciabili di una certa storia vampiresca di Boselli, però) possa prima o poi tornare.
Voti: storia 8,5 . Disegni: 9 .
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