L'uomo che sconfisse la morte (Zagorone n.2)

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Messaggio Da Admin il Sab 17 Gen 2015 - 18:12

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Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Marco Verni
Copertina: Gallieno Ferri

Un antico nemico, creduto morto, torna dall'Oltretomba e sfida Zagor, sostenendo che il Grande Spirito ha prescelto lui alla guida delle tribù di Darkwood e che proprio il suo ritorno in vita ne è la prova. Nel corso di un drammatico duello di fronte a tutti i sakem della foresta, Zagor viene sconfitto nel modo più incredibile... Ma c'è qualcosa di accaduto nel passato che influisce anche sul presente: infatti, lo Spirito con la Scure, prima di questi fatti, si era trovato coinvolto nella lotta contro un nobile russo, il conte Zalacenko, deciso a dare la caccia a una comunità di profughi polacchi, oppositori politici del regime zarista che domina il loro Paese. Che collegamento hanno le due vicende? Solo il tragico finale di una storia tesa e senza respiro, lo rivelerà.
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Messaggio Da Admin il Sab 17 Gen 2015 - 18:13

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Messaggio Da Kramer76 il Mar 21 Apr 2015 - 13:28

L'uomo che sconfisse la morte (Zagorone n.2) Dy799XP

l'uomo che sconfisse la morte
"il flashback che sconfisse lo spiegazionismo". "il fumetto che sconfisse la morte". moreno è uscito dal tunnell ell ell ell. extra perfetto e miracoloso, citazionista e sensazionalista. la mia scena preferita, alla fine, è quella con l'azione, la "biblioteca", ma fortissimo anche "il ritorno" di zagor, con gli indianini che se la fanno sotto dalla paura, e la scelta (da marpione inverecondo, qual'è ormai burattini) di aprire con la fine del mondo e chiudere con una classica apparizione al raduno. burattiniano il modo in cui cico, molti occhi e gli altri assimilano la tragedia e si mettono subito a indagare. molto burattiniana è anche l'ascesa di olaf, da macchietta a personaggio più vero del vero e più serio del serio, da ladro di polli a perlasca. com'è burattiniano anche il ritritissimo "sosia": ce ne sono addirittura due! verni uomo-ombra di burattini. è proprio un albo da compromesso storico. rinascimento 2.0. bruciate il libro del demonio!

voto 10


Ultima modifica di Kramer76 il Ven 29 Dic 2017 - 12:33, modificato 6 volte
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Messaggio Da Andrea67 il Ven 24 Apr 2015 - 11:27

Degno di essere il primo Zagorone, non il secondo, ma ci accontentiamo lo stesso.
Grandissima storia di Burattini che, coadiuvato da un immenso Verni, riesce a riportare Zagor ai fasti passati.
Di azione ce n'é tanta, di colpi di scena altrettanti e con tutta questa carne al fuoco, il Mitico Burattini ci fa divertire come non ci capitava da parecchio.
Grazie!

Le tavole giganti aiutano ancora di più ad ammirare gli splendidi disegni di quel fuoriclasse, a volte sottovalutato, tanto che se non l'avessi saputo, avrei pensato si trattasse dei disegni del Maestro.

Voto alla storia: 9,4
Voto ai disegni: 10


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Messaggio Da gigi brivio il Ven 25 Mar 2016 - 21:20

@Andrea67 ha scritto:Degno di essere il primo Zagorone, non il secondo, ma ci accontentiamo lo stesso.
Grandissima storia di Burattini che, coadiuvato da un immenso Verni, riesce a riportare Zagor ai fasti passati.
Di azione ce n'é tanta, di colpi di scena altrettanti e con tutta questa carne al fuoco, il Mitico Burattini ci fa divertire come non ci capitava da parecchio.
Grazie!

Le tavole giganti aiutano ancora di più ad ammirare gli splendidi disegni di quel fuoriclasse, a volte sottovalutato, tanto che se non l'avessi saputo, avrei pensato si trattasse dei disegni del Maestro.

Voto alla storia: 9,4
Voto ai disegni: 10


Sono d'accordo con questa analisi.
L'unica cosa è che a volte mi perdevo tra presente e passato, se non stavo attento bene alle note in alto.
Lo si legge tutto di un fiato, perchè non vedi l'ora dell'epilogo.
Meno male che alla fine il trucco di Red Warrior aveva una spiegazione "umana" e razionale. Non avrei gradito se fosse stato uno spirito maligno, un indiano di una dimensione parallela o affini.
Grande Verni...alla faccia dell'imitatore! Disegni che mi invogliano di brutto a leggere..
Inquadrato bene e non snaturato anche il grande Cico!
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Messaggio Da kit carson il Dom 27 Mar 2016 - 10:20

Indubbiamente il migliore tra gli zagoroni. Gran bella storia, pura avventura piena di azione e colpi di scena, coadiuvata da una sceneggiatura magistrale che mi tenne incollato all'albo dalla prima all'ultima pagina, tanto era l'attesa di scoprire l'arcano di red warrior.
Indovinatissima la scelta di non avere fatto risorgerlo, una soluzione ultraterrena non l'avrei proprio digerita.
Verni ad altissimo livello, ottimi anche i suoi disegni, valorizzati dal grande formato
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Messaggio Da gigi brivio il Dom 27 Mar 2016 - 15:00

@kit carson ha scritto:Indubbiamente il migliore tra gli zagoroni. Gran bella storia, pura avventura piena di azione e colpi di scena, coadiuvata da una sceneggiatura magistrale che mi tenne incollato all'albo dalla prima all'ultima pagina, tanto era l'attesa di scoprire l'arcano di red warrior.
Indovinatissima la scelta di non avere fatto risorgerlo, una soluzione ultraterrena non l'avrei proprio digerita.
Verni ad altissimo livello, ottimi anche i suoi disegni, valorizzati dal grande formato

Sì, per me il più brutto è stato il primo, con gli orchi, gli spiritelli, i duca-conti di dimensioni lontane parallele e la Fata Turchinola (in omaggio a Banfi).
L'ultimo con la storia di Bettie Wilding non sarà magistrale ma è godibile dai..
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Messaggio Da L'uomo lupo il Lun 3 Apr 2017 - 17:28

Nella mia graduale rilettura di Zagor degli ultimi venti anni, poche storie mi hanno preso e coinvolto come questa. Disegnato da un grande Verni, che non mi ha fatto rimpiangere il grande Maestro, credo possa essere definito il capolavoro di Moreno Burattini.
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Messaggio Da Tonka il Dom 30 Dic 2018 - 23:04

Non è facile, già, per niente, dare le ragioni per cui una storia la poi si possa definire un capolavoro.
Molteplici infatti sono le giustificazioni portate alla luce da ogni lettore per avvalorare tutto quel che poi, ai loro occhi, la rendono tale.
Tuttavia se tutto ciò lo si potesse tradurre con una sola frase allora certamente si potrebbe dire che una buona storia si trasforma in un capolavoro quando questa: porta via mente e cuore.
Ma se oltre al cuore strappa via anche l'anima allora un capolavoro cosa diventa se non:" L'uomo che sconfisse la morte" .
Già bello di suo per il formato( voto 1000)  che avvicina il lettore all'originale disegnato, lo Zagorone 2012 è un piccolo gioiello a partire da quella  copertina ( voto 10 ) che ci fa rivivere l'alone mistico e misterioso che aleggia da sempre intorno alla figura dell'eroe con la casacca rossa, quello spirito inviato dal grande Manito che, nato da una folgore, porta con se il fascino di colui che ha la spettrale potenza di apparire dal nulla pronto a premiare o castigare chi si pone a lui come amico o come avversario.
Non importa se l'incalzare del tempo che sfregia lascia il suo segno tra le linee da sempre amate, perché il profumo di Gallieno è inesauribile come inesauribile è quella mancate presenza che  ancor più avvinghia il popolo zagoriano all'ultimo restante papà del re di Darkwood.
Non è da meno ad un incommensurabile Ferri uno stratosferico Verni, ( voto 11)  figlio artistico amatoriale di quel maestro che, nel donarci e nel donargli quelle pennellate indimenticabili, lo plasma tra i suoi più accaniti ammiratori al punto tale da costringerlo nel passare volontariamente intere giornate a ricopiare quel tratto meraviglioso di cui tutti siamo testimoni.
Ed è così, pur mantenendo quello stile personale, che Marco, forgiato dagli indimenticabili chiaro scuri, avvolge i lettori in quell'orma che sa portare via, laggiù, dove la foresta risuona dell'urlo agghiacciante di colui che ha nel cuore una giustizia indomabile.
È straordinario, per chi ammira le tavole magistralmente disegnate,  percepire quanto l'artista romagnolo venga coinvolto da quella storia che non lascia scampo dalle più profonde e coinvolgenti emozioni.  
Solo così il disegno diventa arte dove ogni pennellata è intrisa di tutto ciò che la storia racconta, dove ogni sfumatura avvolge la drammaticità della creata scena, dove anche la più piccola inchiostratura colpisce nel segno, in quel segno indelebile che la trama porta con se.  
Ed è così che il dolore scritto diventa visibile, la sofferenza raccontata vissuta, lo stupore provato  sconcertante, l'incredulità tremendamente preoccupante,la rabbia vera, la commozione struggente, ed è allora, tra gli avvolgenti e sconvolgenti chiaroscuri verniani, che i volti parlano, il fuoco brucia, il lampo inquieta, la notte avvolge, la pioggia penetra, il fumo soffoca come quella stretta al cuore che la storia racconta tra le righe, e fuori.  
Pur sapendo che non può essere vero perché ciò automaticamente proclamerebbe la fine di un qualcosa che invece sta nello stesso istante, mensilmente continuando, la storia ( voto 110 con lode) porta a vivere lo sconcerto per l'estrema sconfitta di chi è tutto per chi ha vissuto l'esistenza tra l'oscura foresta americana e l'avventura.
Ma se il destino ha la spietata faccia da strappare alla vita il creatore allora cosa può impedire che la sua creatura non ne subisca la stessa sorte?
E qui inizia quel calvario che stinge in un gelido abbraccio la fantasia con la realtà, dove il raccontare e il vivere sono la stessa cosa, dove l'anima inquieta di un Moreno Burattini coinvolto e stravolto si apre senza remore ai suoi fratelli zagoriani raccontando dolore rabbia disperazione e l'inaudito desiderio che la realtà amara non sia vera.
Non è la prima volta che ciò accade, non è la prima volta che Zagor oltrepassa il limite invalicabile ma questa volta si percepisce subito essere diverso, questa volta non ci sono trucchi ne inganno, ne pozioni particolari ne mondi paralleli a falsare quel che resta lì, inerme a terra, senza il che ben minimo alito di vita col cuore spaccato dalla rabbia dell'antico nemico.
Muore, anche lui, tra l'incredulità e lo sgomento di tutti perché all'evento definitivo, non si è preparatati...  mai... e a dimostrarlo è quel grido di dolore alzato al cielo dal piccolo messicano che porta in se tutta quella disperazione che la perdita di chi si ama procura e la speranza che possa essere un sogno diventa eclatante in quel: "se sei davvero uno spirito adesso devi alzarti...", un urlo del cuore che strappa via l'anima perché quella fantasia che si sta vivendo è in verità quella realtà che si è vissuta dove ognuno che legge sa essere sua.
È travolgente la storia che porta, tra presente e passato, a realizzare man mano che il mistero si dipana  quello che poi nel suo culmine apre uno scenario intuito ma non per questo meno doloroso così come sono perfetti quei salti temporali che lasciano in sospeso l'incessante crescendo di una tensione che non lascia spazio alle pause perché arrivare alla verità diventa la priorità assoluta per chi ha la fortuna di poter leggere la storia burattiniana.
Nulla è più vero di ciò che si è scritto nulla è più vero di ciò che si è disegnato perché vera è quella morte che ha l'immane potenza di svuotare dentro portando con se una parte di chi sa che niente sarà più come prima.
Ma chi è l'uomo che sconfisse la morte?
Forse può essere chi torna per mettere in atto la sua vendetta? O forse chi torna per riscattare un'intera vita? Forse potrà essere chi torna per riportare la pace nel cuore di chi ha perso la speranza  ma sicuramente è colui che non può tornare ma lascia quel l'impronta indelebile nella mente, nel cuore, nell'anima di chi resta.
A volte i miracoli succedono, racconta sul finire la storia, quei miracoli che plasmano la vita delle persone rendendole migliori come migliori ha reso tutti quei piccoli lettori che abbracciati al re di un sogno sono stati plasmati dalla penna di colui che ha rapito, per sempre, il loro cuore portandolo lassù, con lui, nelle sterminate verdi praterie di Manito, dove mi piace immaginare la certezza che tra le commosse lacrime che lambiscono le sue guance il nostro per sempre amato Sergione colga l'immenso omaggio  burattiniano tra quelle mani intente a risuonare un sentito lunghissimo ed interminabile applauso.

Per me ... senza il minimo dubbio... la più bella storia zagoriana di sempre


Ultima modifica di Tonka il Mar 1 Gen 2019 - 10:50, modificato 2 volte

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Messaggio Da Walter Dorian il Lun 31 Dic 2018 - 17:07

A parte il giudicarla "la migliore di sempre" (secondo me potrebbe essere la migliore di quelle non nolittiane, ma di sempre no), concordo appieno con questa recensione.

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Messaggio Da Jeremiah Johnson il Lun 31 Dic 2018 - 18:25

In totale disaccordo con chi reputa questa storia un capolavoro!
Di sicuro siamo di fronte al migliore tra gli Zagoroni, ma non è che ci volesse molto, visto che gli altri due sono una storia insipida (La Storia di Betty Wilding) e la più brutta storia in assoluto di Zagor (Il Castello nel Cielo) insieme forse a Zenith 666.

Cos'è quindi, che non funziona in questo mancato capolavoro dal bellissimo soggetto?
Semplice, la sceneggiatura!
Oltre ai soliti cronici difetti di Burattini, spiegazionismo e flashback a go-go (ma tanto cosa importa, non vorranno mica i lettori far caso a certe piccolezze) quel che mi ha deluso è l'assenza di pathos che un evento come la presunta morte di Zagor avrebbe dovuto e potuto regalarci!
La scena in cui viene ucciso è indubbiamente il momento migliore, ma il dolore di Cico è rappresentato in pochissime tavole, mentre al suo funerale mancano tutti gli amici storici (a parte 2 o 3) come se i trappers non siano mai esistiti.
Insomma, in mano a Nolitta (ma anche Sclavi) il dolore dell'intera popolazione di Darkwood sarebbe stato evidenziato ed enfatizzato in modo molto più potente.

Per quanto riguarda i disegni, che vi devo dire? A me le bocche storte di Verni non sono mai piaciute. Pur lodando il suo impegno nel voler dare un seguito al tratto ferriano, trovo la sua dinamicità più statica di quella di un bradipo!

In definitiva:
soggetto: 9
sceneggiatura: 6
disegni: 6


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Messaggio Da Thunderman78 il Lun 31 Dic 2018 - 19:25

Sulla stessa lunghezza d'onda di Redford, storia che si attesta su un'abbondante sufficienza quasi discreta ma che non mi ha preso.
Flashback ridondanti e a tutto spiano, e poi vedere questo Botegosky rammollito che diventa un patriota polacco a me ha stonato molto.
Si salvano le scene d'azione dove spunta un po' di pathos.

Storia: 6,5
Disegni: 7

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Messaggio Da Wolfenstein1976 il Lun 31 Dic 2018 - 19:41

Sono super d'accordo con Tonka, anche se per me non e' la storia migliore di Moreno, buon anno a tutti.
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Messaggio Da Devil Mask il Mar 1 Gen 2019 - 11:14

Per me anche è una delle migliori prove di Burattini ma di storie molto più belle ce ne sono altre.
Questa qui summa un po' tutti gli elementi del Burattini sceneggiatore quando è fortemente ispirato: gli avanti e indietro nel tempo, un certo ritmo incalzante, quelle frasi messe in bocca ai personaggi che avvertono il lettore "attenzione, che sta per accadere qualcosa di significativo...". Molto bella la scena della morte di Zagor con le ceneri sparse per la foresta, molto toccante. Exclamation
Cosa non ho gradito: io non ci avrei messo la storia di Olaf e dei polacchi, una sottotrama che ho trovato un po' controversa e stonata nella vicenda. Anche Red Warrior e la sua minaccia non è che mi abbiano fatto impazzire. Comunque una gran signora storia.
Disegni di Verni li ricordo buoni, mancava però nel grande formato la tridimensionalità giusta.

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Messaggio Da Spirito errante il Mar 1 Gen 2019 - 11:52

Io con Tonka sono d'accordo sulla sceneggiatura toccante e poetica, un po' meno nell'incensare i disegni di Verni.

Per carità, ha fatto un bel lavoro in questo secondo zagorone, ma si è dimostrato un buon allievo di Ferri, i grandi artisti sono altri.

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Messaggio Da graziano il Mar 1 Gen 2019 - 15:18

insieme alla prima storia di mortimer la considero la migliore di burattini
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Messaggio Da Walter Dorian il Mar 1 Gen 2019 - 19:24

@Spirito errante ha scritto:

Per carità, ha fatto un bel lavoro in questo secondo zagorone, ma si è dimostrato un buon allievo di Ferri, i grandi artisti sono altri.

Io penso sempre che a ricalcare Ferri così bene ci vuole anche talento e Verni lo ha dimostrato.

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Messaggio Da Kramer76 il Mar 1 Gen 2019 - 19:29

@Walter Dorian ha scritto:secondo me potrebbe essere la migliore di quelle non nolittiane

secondo me manco quello.. il 9 sarebbe il voto più giusto

però il 10 ci sta, per la pubblicazione nel suo complesso: il formato, lo shock, i flashback, la zagorianità, la bellissima dedica finale, per la sua importanza nell'economia dello zagor attuale, insomma! a me sembra che il successivo sia sulla stessa lunghezza d'onda...

resterà un mistero il perchè della chiusura di questa collana
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Messaggio Da Preacher il Mar 1 Gen 2019 - 23:53

@Kramer76 ha scritto:

resterà un mistero il perchè della chiusura di questa collana

Perché la carta (considerando anche il grande formato) costa Kramer. Wink

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Messaggio Da doctorZeta il Mer 2 Gen 2019 - 0:38

Consoliamoci: l'hanno chiusa per tutti i personaggi, Tex a parte che però il gigante, sarebbe il suo speciale

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Messaggio Da Smash il Mer 2 Gen 2019 - 13:34

Nella mia top 50 un posto lo trova sicuro.
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Messaggio Da Spirito errante il Gio 3 Gen 2019 - 16:54

@Walter Dorian ha scritto:
@Spirito errante ha scritto:

Per carità, ha fatto un bel lavoro in questo secondo zagorone, ma si è dimostrato un buon allievo di Ferri, i grandi artisti sono altri.

Io penso sempre che a ricalcare Ferri così bene ci vuole anche talento e Verni lo ha dimostrato.

Ricalcare bene è roba che fa un buon artigiano. Il talento e l'artista impressiona, crea, ci mette del suo.

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Messaggio Da Tonka il Ven 4 Gen 2019 - 1:00

Io invece non sono daccordo ...non con chi non ritiene la storia un capolavoro assoluto...ma con chi ne sminuisce la sua grandezza

Se questa storia l'evesse scritta... così com'è senza cambiare una virgola... il Sergione... magari dedicandola a suo padre...ora... oltre a farvelo pagare a peso d'oro uno zagorone così ...lo avreste anche messo in un tabernacolo e lo avreste incensato un giorno si e l'altro pure...

Passiamo ad analizzare le vostre lamentele ...lecite ci mancherebbe... ma lasciatemelo dire...che a mio parere stridono come unghie sugli specchi...partendo dai disegni:

Si dice: "Gli artisti sono altri"... e che centra... ma qui stiamo mica mettendo a confronto Marco con gli altri artisti? Qui stiamo dicendo se Verni ha fatto a un buon lavoro... e la risposta è no... perchè qui il lavoro è ottimo.

"Eh no perchè ci son le bocche storte"... a parte che le commisure labbiali inclinate verso il basso disegnate da Marco rendono molto...ma molto bene...  quello stato d'animo per cui così vengono disegnate e in questo volume né sono estremizate né eccessive. Ma poi se vogliamo andare ...giustamente... a spulciare ... allora presentatemi tavole di quegli artisti che sono altri e vediamo se là le imperfezioni...se così proprio le vogliamo chiamare...non esistono.
Sembra si voglia  andare a cercare i minimi particolari per sfuggire a tutto ciò che di maestoso riempie  lo zagorone.
 
"dinamiche statiche come un bradipo"... anche qui di che si parla non si capisce..boh ...forse ci si riferisce allo "zagor" disteso sulla pira

La storia... se con Verni erano le unghie a stridere sugli specchi... per quanto riguarda la scenografia lo stridore è dato anche dai denti:

"Spiegazionismo e flashback a go-go"... a parte il fatto che visto sotto l'ottica dello scrittore il ritorno al passato è giusto e doveroso anche se ...lo so... è fastidioso per chi questo passato lo conosce a menadito.
Però per chi prende in mano una storia ...e  non ha mai letto Zagor ...il rimando al vecchio solo attraverso la dicitura scritta rende la sceneggiatura monca e mancante.
A parte questo lo zagorone comprenderà si e no sei tavole di rimando per conoscere il passato dei due coprotagonisti e altrettanto per conoscere la vera storia di Olaf quindi ....niente ....per far sapere a chi non conosce il tutto.

Apro parentesi...tra l'altro in questi giorni ho ancor più capito quanto sia importante fare richiami...quando servono...al passato. Me lo ha insegnato mia moglie che leggendo la mia recensione ha deciso di leggere lo zagorone e arrivare alla fine senza rompermi i coglioni. l:o   Scherzo naturalmente...ma in effetti è così ...lei ..che non ha mai letto Zagor... ha avuto tra le mani una storia completa che non aveva bisogno per essere compresa di altri volumi.
Ora pensiamo di leggere un libro di avventure di cento anni fa e per capirlo di dover avere altri libri che però non abbiamo....Non è forse indispensabile per chi scrive che quello che leggeranno i posteri sia sempre e comunque compreso?
Ma che cazzo ce ne frega dei posteri diremo noi...già noi...ma non lo scrittore che scrive una storia...chiusa parentesi

"Olaf rammollito"... a parte che per portare Botegosky a fare ciò che ha fatto un fondo di persona per bene era solo logico che lo avesse ... sennò come lo portava lì il Moreno?
ma poi se è stato fatto per ottenere tutto ciò che Burattini voleva ottenere...e c'è riuscito magnificamente... anche santo avrebbe potuto farlo.

"Manca di pathos"  scratch  .....non riesco neppure a rispondere ho solo preso alcuni sinonimi per questa parola:
Pathos: tensione emotiva, passione, sentimento, emozione, emotività, commozione, lirismo, liricità....
Secondo me ti hanno fregato Redford ...l'edicolante all'epoca ti ha tirato una sola...perchè dal mio zagorone ...il pathos.. fuoriesce dalle pagine anche quando è posizionato nella libreria.

"Il dolore di Cico è poco rappresentato"
Non è poco rappresentato anzi lo è molto di più che se fossero state disegnate ...quanto?... una tavola in più? Infatti tra l'urlo di disperazione del piccolo messicano ed il Cico disperato seduto con la testa tra le mani sulla collina della luna si suppone non passi una vignetta...ma come logico ...qualche giorno...i giorni della disperazione. Trasla il tutto nella realtà e capisci che ha fatto Moreno.

"Nolitta e Sclavi quel dolore lo avrebbero efatizzato in modo più potente"......e chi può dirlo... certo è.. che questa meraviglia l'ha fatta Moreno... Moreno Burattini.

"Mancavano i trapper...gli amici storici tranne 2 0 3".... Moreno ha voluto mettere l'essenza di Darkwood:
il suo pancione del cuore...colui che lo ha sostenuto ingannando i suoi stessi fratelli affinche potesse essere quello che è stato... suo fratello di sangue a rappresentare gli alleati...e quel "nemico" che rappresenta chi lo ha combattuto lealmente riconoscendone il suo valore...

Vogliamo forse pensare che Moreno si sia dimenticato di tutti gli altri?.... no... lo dice chiaro : " è meglio che chi non lo ha visto sconfitto lo creda ancora vivo".
Solo chi sa che Zagor non è più può assistere alla sua "sepoltura"(e poi ditemi che Moreno non è capace):
Cico ...tonka ...molti occhi... winter snake... tu redford... thunderman 78... spirito errante... io... walter... kramer ...preaker... smash... graziano... devil mash... doctor ...wolfenstein.... Toro seduto...ecc...ecc...ecc.......Eh si... Darkwood c'era. Wink

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Messaggio Da wakopa il Ven 4 Gen 2019 - 11:15

@Tonka ha scritto:


"Olaf rammollito"... a parte che per portare Botegosky a fare ciò che ha fatto un fondo di persona per bene era solo logico che lo avesse ... sennò come lo portava lì il Moreno?
ma poi se è stato fatto per ottenere tutto ciò che Burattini voleva ottenere...

ecco questo e' il punto che a te sfugge da ultra' burattiniano Very Happy
la tendenza dell'autore a scrivere ad orologeria, affinche' tutto si incastri,assoggettando i personaggi ai suoi scopi e rendendoli quindi poco naturali e credibili zzzz
a me la storia e' piaciuta molto,mi ha emozionato e la reputo tra le migliori in assoluto del post-Nolitta,
pero' questa trasformazione di Olaf proprio non mi e' andata giu';
se leggi le storie di Ferri e Toninelli, e' stato sempre un volgare bifolco, non puo' trasformarsi in un patriota polacco e per giunta poeta lacrimevole alla Tonka forumista silent come nella pagina finale ghigli benvenuto Wink
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Messaggio Da Thunderman78 il Ven 4 Gen 2019 - 15:59

@Tonka ha scritto:
"Olaf rammollito"... a parte che per portare Botegosky a fare ciò che ha fatto un fondo di persona per bene era solo logico che lo avesse ... sennò come lo portava lì il Moreno?
ma poi se è stato fatto per ottenere tutto ciò che Burattini voleva ottenere...e c'è riuscito magnificamente... anche santo avrebbe potuto farlo.

Olaf Botegosky rammollito e lo ribadisco Tonka, perché non solo si redime ed entra in gioco il solito buonismo politicamente corretto del Burattinismo, ma addirittura si sacrifica verso colui che lo aveva fatto sbattere al fresco due volte.
Siamo lontani da quel Burattini ispirato che fece morire Bimbo Sullivan mentre Zagor rischiava di affondare nelle sabbie mobili.
Poi di fondo c'è la solita normalizzazione di un bel farabutto, che viene trasformato in un patriota polacco nella sottotrama di intrighi internazionali. Bah.

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