Addio fratello rosso (n.119/120/121/122)

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Messaggio Da Admin il Gio 15 Gen 2015 - 15:16

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Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni: Franco Donatelli
Copertina: Gallieno Ferri

A Stoneville, Billy Boy Kirby, ubriaco, uccide la moglie di Wakopa, sakem degli Osages. Zagor lo vorrebbe consegnare alla giustizia, ma gli abitanti del paese lo difendono. È infatti figlio del potente Alan Kirby, proprietario di una miniera d'argento e vero padrone di Stoneville. Ma, intanto, gli Osages sono in tumulto...
Zagor stipula un patto con Wakopa: farà processare Billy Boy e, in cambio, il sakem terrà buoni i suoi Osages. Va da Alan Kirby e riesce a strappare il ragazzo all'esercito personale del padre. Ma tutti sono contro lo Spirito con la Scure: gli uomini di Kirby, lo sceriffo e i suoi aiutanti, i bravi cittadini di Stoneville...
Lunga e difficile è la strada per Stoneville. Zagor e Billy Boy sono braccati dagli uomini di Kirby, guidati dal messicano Paco, che non condivide le idee del suo padrone, ma gli è fedele. Zagor trascorre le notti a occhi aperti, in attesa di un attacco dei suoi inseguitori. Se si addormentasse, passerebbe dal sonno alla morte!
È arrivato il giorno del processo a Billy Boy. Ma il giudice e la giuria sono corrotti e il testimone contro Billy, l'onesto Benny Vickers, viene screditato perché indulge all'alcol. Il rampollo del potente Kirby viene quindi assolto, e Zagor, stremato dalle fatiche del viaggio, non può fare niente. Ma forse Wakopa avrà lo stesso la sua vendetta...
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Messaggio Da Admin il Gio 15 Gen 2015 - 15:17

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Messaggio Da Kramer76 il Sab 14 Feb 2015 - 17:11

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) Ubrzs

il giorno della giustizia
potrebbe essere un'ideale "ultima storia" di zagor. è più tristemente definitiva di la fine del mondo alias incubi. ma il paragone comunque non regge perchè incubi è uno scherzo e sclavi più pietoso di nolitta. nolitta l'unica pietà che si concede è quella michelangiolesca: zagor che porta via wakopa. non a caso è un western, che secondo tanti sarebbe ancora "il genere" di zagor. ah! ah! ah! stoneville, provincia cosmopolita, è il naufragio dell'american dream di zagor. è uno scannatoio. lo sciagurato wakopa non è da meno, scannando la famiglia dei coloni, mentre zagor continua a trattare wakopa come "la vittima" sic et simpliciter. la sua CULTISSIMA marcia forzata si ferma alle soglie invalicabili dello stato di diritto. intendiamoci, uno stato marcio. ma anche in uno stato democratico, zagor farebbe la figura del "pagliaccio". è chiaro che nolitta ha solamente scritto un'altra delle sue storie politiche, senza gli arrovellamenti di cui sopra. ma si tratta di pietra miliare di tali e larghe maglie, da potersi "interpretare".

voto 10


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Messaggio Da Andrea67 il Dom 22 Feb 2015 - 18:56

Il finale più amaro di tutta la saga conclude una grande storia, un capolavoro che merita di stare nella top five Nolittiana, e quindi Zagoriana.
La storia é tipicamente western, ma un western zagoriano, non texiano. Perchè il Nostro é sempre tragicamente solo nell'affrontare gli innumerevoli pericoli che gli si presentano. Non può avvalersi di pards eccezionali, deve contare solo sulle proprie forze, che pur essendo eccezionali, sono pur sempre umane, con le sue tipiche debolezze, come quando, sfinito dalla fatica, si addormenta e viene sopraffatto, o quando viene colto di sorpresa per ben due volte.
Ma alla fine riesce a portare a termine la prima parte del suo compito, quella basata sulle proprie possibilità.
Non riesce, invece, a mantenere la promessa fatta a Wakopa. Ma quella non dipendeva da lui, che si scontra con l'ipocrisia, la cupidigia e l'omertà del genere umano.
Così Wakopa si fa giustizia da sè, e mi ha fatto piacere che nella sua vendetta sia stato compreso anche lo sceriffo, che se l'era cavata con assoluta indifferenza, anche da parte di Zagor, che non aveva preteso la sua punizione.
Un ultimo accenno a due splendidi personaggi di questa storia, connotati psicologicamente dal grande Autore: Benny e Kirby.
Donatelli, alla sua migliore prova, merita quasi il massimo.

Voto alla storia: 10 e lode
Voto ai disegni: 9,5

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Messaggio Da graziano il Dom 22 Feb 2015 - 19:16

bellissima storia da top ten
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Messaggio Da Marco65 il Sab 7 Mar 2015 - 16:18

Dopo "Libertà o morte" Nolitta ci regala un'altra memorabile avventura quanto a impegno,profondità, riflessioni e con tanto di finale triste che da bambino faticai a digerire..."Il giorno della giustizia" e' infatti una storia adulta che anticipa stlile e tematiche che saranno poi del Ken Parker di Berardi e Milazzo.
Due sono le frasi di Zagor che adoro in questo racconto:
1) ....Violenza contro il vostro prossimo non e' soltanto quella esercitata con l'uso delle armi..violenza e' negargli i nostri stessi diritti..violenza e' chiamarlo con disprezzo "muso rosso" come tu hai fatto poco fa uomo! SMACK!!!
2)Dollari..dollari..dollari..non sapete parlare d'altro,non riuscite ad immaginare che qualcuno possa restare indifferente al fascino del vostro dannato denaro..Beh avete preso una grossa cantonata poiche' per una volta non riuscirete a comperare qualcuno ne con 3000 ne con 300.000 dollari!
Come nella precedente avventura Zagor e'  impotente di fronte al destino ma eccezzionale nel combattere da solo contro tutti e pazienza se in alcuni momenti rispetto al'avventura con i Seminoles il racconto risulta un po' meno spettacolare(In fin dei conti gli sgherri di Kirby a parte Paco sono degli incapaci e le drammaticità delle scene nel viaggio di ritorno pur superbabente descritta e' persino esagerata rispetto alle situazioni che l'eroe e' solito affrontare.
Un'altra chicca dell'avventura e' l'ntroduzione in cui Cico e Trampy si improvvisano gestori di una fumeria d'oppio truccata..Forse la loro gag più riuscita stella2 stella2
VOTO 9,2
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Messaggio Da kit carson il Sab 7 Mar 2015 - 17:17

Capolavoro!!!! Storia puramente western, di una belezza inaudita, con uno zagor imperioso, super carismatico, combattivo e mai domo. L'impresa di zagor che riesce a trasportare il giovinastro dalla sua casa al paese in cui si terrà il processo è quanto di più godibie si possa leggere, meraviglioso!!!!
Molto attuale il processo farsa, in cui il colpevole riesce a farla franca solo e solamente grazie al suo potere (come è attuale questo tema!!!!!!!!!!).
Anche l'epilogo finale è ottimamente congeniato, amaro e crudo.

Questo finale è molto simile ad un bellissimo racconto di tex (la sconfitta - n°99) in cui anche qui, il viziato figlio del signorotto del paese perde la vita per mano indiana. Vi consiglio vivamente di leggere questo albo di tex, un vero capolavoro
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Messaggio Da strepa il Dom 22 Nov 2015 - 16:46

Chiunque conosca Zagor, sa bene che Nolitta per le sue storie attingeva dalle fonti più disparate, libri, film, esperienze personali, miscelandole poi in un cocktail di ricco suggestioni.
Non stupisce quindi scoprire che la trama de “The last train from Gun Hill”, una pellicola americana del 1958 uscita in Italia con il titolo “Il giorno della vendetta”, racconta il tentativo dello sceriffo Pat Morgan di assicurare alla legge l'assassino della sua moglie indiana, Caterina. A macchiarsi del delitto è stato Rick, il giovane figlio di  Craig Belden un suo vecchio amico, ora ricco allevatore di bestiame, il quale tenta con ogni mezzo di impedirgli di portarlo davanti ad un giudice e processarlo. L'anno prima, inoltre, era uscito un altro film di successo, noto nel nostro paese con il titolo di “Quel treno per Yuma”, che ruotava intorno alle difficoltà incontrate dai volontari guidati dal reduce Dan Evans nello scortare fino al carcere di Yuma un pericoloso bandito, Ben Waden.  Alla fine i volontari riescono nell'impresa di caricarlo sul treno per la prigione, ma escono decimati dagli agguati tesi loro dai componenti della banda di Waden per liberare il loro capo.
Nolitta si ispira ai plot delle due pellicole, li fonde, conferisce più spessore al fattore razziale e ci regala uno dei suoi capolavori, “La rabbia degli Osages”.
L'azione, secondo i classici schemi narrativi di Sergio Bonelli, è preceduta dalla solita gag di Cico, che, con la sua ottusità, riesce per l'ennesima volta a rovinare l'ingegnosa truffa ideata da Trampy nella ridente cittadina di Cristall City. Costretto a fuggire precipitosamente, Cico si ricongiunge con Zagor e con lui si reca a Stoneville, una piccola cittadina sviluppatasi grazie alla vicinanza di una miniera d'argento. Qui Zagor incontra una sua vecchia conoscenza, Cavallo Selvaggio, un indiano Osage, che, approfittando della pacifica convivenza instauratasi tra bianchi e pellerossa, ha accompagnato in paese il capo tribù, Wakopa, e la sua sposa.
Il clima di serenità, però, dura poco: ubriaco, in compagnia di amici, un giovane esce da un saloon, dove si è appena esibita una procace ballerina, e, imbattutosi in Wakopa e sua moglie pretende che questa si metta a danzare per lui. Ne scaturisce una lite, in cui il giovane uccide Cavallo Selvaggio e la donna indiana e ferisce Wakopa. Zagor assiste alla scena ed il suo intervento, che pure mette fuori causa il giovane ed i suoi compari, non riesce ad evitare il duplice omicidio.
Il giovane viene poi caricato da un uomo su un carro, Paco, che se ne va tenendo sotto tiro con il suo fucile Zagor impedendogli così di consegnare il giovane assassino allo sceriffo.
Zagor apprende dal vagabondo Benny, l'unico che abbia il coraggio di parlare, che l'omicida è Billy Kirby, figlio di Alan Kirby, proprietario della miniera; anche lo sceriffo non intende fare nulla per non contrariare il ricco possidente.
La morte della giovane sposa ha però provocato l'ira di Wakopa e la sua vendetta si abbatte sugli abitanti del villaggio: ben presto Stoneville si ritrova attaccata dagli indiani, che la circondano e stroncano nel sangue ogni tentativo di chiedere soccorso.
Zagor si offre di parlamentare con il capo degli Osages ed ottiene da lui la promessa di interrompere la rappresaglia. In cambio Billy Kirby dovrà essere processato per il suo delitto, anche se Wakopa non crede che un tribunale americano possa condannare un bianco per l'uccisione di un indiano.
Lo sceriffo incarica Zagor di andare ad arrestare il giovane: lo accompagnano nella missione due vice-sceriffi, che in realtà hanno l'ordine di uccidere lo Spirito con la scure.
Nel frattempo, lo sceriffo chiede l'intervento dell'esercito per soffocare la ribellione degli indiani.
Zagor, però, si salva, e raggiunge il ranch dei Kirby, dove viene ricevuto da mister Kirby in persona, che vorrebbe corromperlo per lasciare in pace il figlio.
Zagor ovviamente rifiuta indignato, riesce a catturare Billy e, da solo, a riportarlo a Stoneville, sfuggendo ai numerosi agguati degli uomini di Kirby.
Giunto in paese, trova ad attenderlo lo sceriffo, l'esercito ed il giudice Hunnicut, che si lascia convincere a processare il giovane omicida.
Purtroppo il processo è una farsa: come previsto da Wakopa, Billy viene assolto, grazie alle numerose false testimonianze rese dai compiacenti cittadini di Stoneville.
Tra la folla che attende Billy all'esterno del tribunale c'è anche Wakopa: quando, in compagnia del padre, il giovane scende in strada, l'indiano lo avvicina e  lo pugnala a morte. Identica sorte riserva allo sceriffo, prima che gli uomini di Kirby intervengano e lo uccidano.
A Zagor non resta che prendere il corpo senza vita dell'amico e riportarlo alla sua tribù. La storia si chiude con una eloquente tavola priva di dialoghi e didascalie che mostra mister Kirby che osserva affranto il figlio morto, disteso nella main street, e Zagor e Cico che escono dal paese diretti al villaggio indiano.
Il racconto procede in una perfetta concatenazione di capitoli distinti che ben si ritrova nei titoli dei singoli albi in cui è diviso: “La rabbia degli Osages” (la morte di Cavallo Selvaggio e della giovane sposa di Wakopa che scatenano la vendetta degli indiani), “Arrestate Billy Boy!” (la cattura del giovane Kirby), “Il giorno della giustizia” (il processo farsa), fino all'amaro finale di “Addio, fratello rosso” (la morte di Wakopa).
In ogni capitolo il ruolo di Zagor cambia: poco più che spettatore degli eventi nella prima parte, protagonista assoluto della cattura di Billy Boy, testimone impotente ed inascoltato nel processo al giovane, eroe sconfitto nel finale.
Questa storia, con “Zagor, il ribelle”, rappresenta uno dei vertici dell'impegno sociale di Nolitta per la tolleranza ed il rispetto reciproco. Esemplari in questo senso sono le parole che lo Spirito con la scure rivolge agli abitanti di Stoneville davanti alla fattoria degli Harper in fiamme:” La violenza verso il vostro prossimo non è esclusivamente quella esercitata con l'uso delle armi... … violenza è negargli i nostri stessi diritti... violenza è l'incomprensione dei suoi problemi spirituali e delle sue tradizioni... ...violenza è l'imposizione della nostra religione, del nostro modo di vivere, della nostra mentalità!”. Parole che sono anche oggi valide, e non solo per il mondo occidentale.
Questa storia, però, è interessante anche per un secondo motivo: è un altro tassello fondamentale nel processo di smitizzazione dell'eroe, sia come personaggio che come icona.
Zagor è solo un uomo, eccezionale certo, ma non infallibile né invincibile: così il Nostro si lascia più volte sorprendere dagli uomini di Kirby, non riesce a resistere e crolla addormentato la seconda notte mentre scorta Billy e nulla può contro le macchinazioni ordite per addomesticare il processo.
Le sue promesse, come il capo indiano aveva anticipato, si basano su un'illusione e l'idealista figura di Zagor esce sconfitta: nonostante i suoi sforzi, alla fine il male trionfa, Billy Boy non è stato condannato e Wakopa, costretto a farsi giustizia, muore.
Esce sconfitta così anche l'idea stessa di l'Eroe, inteso come individuo in grado di risolvere i guai del mondo: un uomo da solo non può farcela a battere il sistema, occorre che tutti facciano la propria parte.
Un altro personaggio risulta annientato dalla vicenda: Alan Kirby, che ha dedicato la sua vita ad accumulare ricchezze, facendo di esse e del suo unico figlio l'unico suo scopo. La morte di Billy gli mostra quanto sbagliate siano state le sue priorità e di colpo priva di senso la sua vita: “Chissà... forse... forse il vero colpevole di tutto ciò sono stato io...” dice quando ormai è troppo tardi.
La sua figura, per diversi aspetti, anticipa quella ancora più tragica di Harry Kellogg, che comparirà in un altra storia capolavoro di Nolitta, “Tigre”, pubblicata l'anno successivo. In essa il processo di smitizzazione cui accennavo sopra raggiungerà il suo completamento. Nuovamente Zagor fallirà ed il suo fallimento lo porterà drammaticamente a prendere coscienza della sua inadeguatezza: il Male a volte vince e  nessuno, neanche l'Eroe, può farci nulla.

Un plauso incondizionato a Donatelli, le cui splendide tavole sono perfettamente funzionali alla vicenda e ne esaltano i vari passaggi, dalla gag iniziale (unica concessione alla comicità, tranne poche e sporadiche battute, che Nolitta fa in questa storia) fino al tragico epilogo, e a Ferri che ha realizzato qui alcune delle sue copertine più evocative.

Voto alla storia: 10
Voto ai disegni: 10
Voto alle copertine: 10


Ultima modifica di strepa il Mer 13 Feb 2019 - 20:13, modificato 1 volta

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Messaggio Da wakopa il Lun 23 Nov 2015 - 10:31

@strepa ha scritto:
Il clima di serenità, però, dura poco: ubriaco, in compagnia di amici, un giovane esce da un saloon, dove si è appena esibita una procace ballerina, e, imbattutosi in Wakopa e sua moglie pretende che questa si metta a danzare per lui. Ne scaturisce una lite, in cui il giovane uccide Cavallo Selvaggio e la donna indiana e ferisce Wakopa. Zagor assiste alla scena ed il suo intervento, che pure mette fuori causa il giovane ed i suoi compari, non riesce ad evitare il duplice omicidio.
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Messaggio Da wakopa il Lun 23 Nov 2015 - 10:33

@strepa ha scritto:
Zagor si offre di parlamentare con il capo degli Osages ed ottiene da lui la promessa di interrompere la rappresaglia. In cambio Billy Kirby dovrà essere processato per il suo delitto, anche se Wakopa non crede che un tribunale americano possa condannare un bianco per l'uccisione di un indiano.
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Messaggio Da wakopa il Lun 23 Nov 2015 - 10:36

@strepa ha scritto:

Zagor riesce a catturare Billy e, da solo, a riportarlo a Stoneville, sfuggendo ai numerosi agguati degli uomini di Kirby.
Giunto in paese, trova ad attenderlo lo sceriffo, l'esercito ed il giudice Hunnicut, che si lascia convincere a processare il giovane omicida.
Purtroppo il processo è una farsa: come previsto da Wakopa, Billy viene assolto, grazie alle numerose false testimonianze rese dai compiacenti cittadini di Stoneville.
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Messaggio Da wakopa il Lun 23 Nov 2015 - 10:44

@strepa ha scritto:
In ogni capitolo il ruolo di Zagor cambia: poco più che spettatore degli eventi nella prima parte, protagonista assoluto della cattura di Billy Boy, testimone impotente ed inascoltato nel processo al giovane, eroe sconfitto nel finale.
Zagor è solo un uomo, eccezionale certo, ma non infallibile né invincibile: così il Nostro si lascia più volte sorprendere dagli uomini di Kirby, non riesce a resistere e crolla addormentato la seconda notte mentre scorta Billy e nulla può contro le macchinazioni ordite per addomesticare il processo.
Le sue promesse, come il capo indiano aveva anticipato, si basano su un'illusione e l'idealista figura di Zagor esce sconfitta: nonostante i suoi sforzi, alla fine il male trionfa, Billy Boy non è stato condannato e Wakopa, costretto a farsi giustizia, muore.

parole che possono costituire il manifesto della poetica zagoriana no-ta
ecco perche' spesso trasecolo quando leggo commenti alle storie che vorrebbero l'eroe invincibile stella2  
oppure protagonista assoluto dell'uccisione del nemico stella2
per non parlare della deriva superomistica e divinizzante messa in atto dal cosidetto "rinascimento" con zagor predestinato e confabulante con bimbomikikimanito clap benvenuto
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Messaggio Da Kramer76 il Mar 12 Feb 2019 - 16:58

La mia top 10 di ADDIO FRATELLO ROSSO

10. L'equivoco del chili stella2

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) FgF8um2

9. Faccia da funerale  clap
Storia dura, durissima, ma che ha anche momenti tra i più divertenti (in questo la sua grandezza)

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) MAGqhGX

8. Il casus belli

7. Zagor non accetta la sentenza e sta per farsi giustizia da sè...

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) R6jH26U

6. L'assedio degli osages, la spirale di violenza...
Il "sermone" benaltrista di Zagor

5. Una delle più belle gag con Trampy!

ANCHE NOLITTA ha il suo coniglio rosa stella2

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) 8CHTm43

4. Zagor "preleva" Billy Boy

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) I0w4xnQ

3. Zagor contro l'uomo dalla doppietta

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) J269RCZ

2. Il finale

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) BJvNzHQ

1. Zagor contro il sonno

Addio fratello rosso (n.119/120/121/122) TNPrXwz


Ultima modifica di Kramer76 il Lun 4 Mar 2019 - 11:14, modificato 1 volta
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Messaggio Da toro seduto il Mer 13 Feb 2019 - 9:54

Qui davvero secondo me ci troviamo di fronte il miglior Donatelli di sempre ..sinceramente questa storia insieme a liberta' o morte l' ho sempre considerata un opera simbolo del pensiero di Nolitta in questa sua struggente emotivita' e drammaticita' nell' impedire il corso di questi tragici eventi ..Capolavoro ieri , oggi , domani e per sempre .. Exclamation Exclamation Exclamation Exclamation
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Messaggio Da Smash il Mer 13 Feb 2019 - 12:06

Io direi quella quando Zagor rinfaccia a Kirby di essere capace a parlare solo di soldi...questa metterei in una mia top 10.
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