Il ritorno di Blondie (soggetto e storia personale)

Andare in basso

Il ritorno di Blondie (soggetto e storia personale) Empty Il ritorno di Blondie (soggetto e storia personale)

Messaggio Da Admin il Ven 9 Gen 2015 - 11:55

Oggetto della discussione:
marco ha scritto:COLPO A GEORGE TOWN
George Town, assolata cittadina dell’Arizona, le cui strade, a causa dell’elevato calore del primo pomeriggio, sono completamente deserte. Vi sono solamente due uomini che stanno entrando nella surriscaldata cittadina, uno di essi è alto, ha un fisico scultoreo, indossa una casacca rossa che mette in mostra la sua possente muscolatura ed avanza con un passo da autentico atleta.  L’altro è decisamente la sua antitesi, è tarchiato, ha un’abbondante pancia, dalla quale si evince che è molto dedito all’ozio ed alla buona cucina e trotterella ansimando e brontolando dietro l’atletico compagno. In questo caso comunque le lamentele del piccolo messicano sono più che giustificate, in quanto i nostri stanno riavvicinadosi alla loro amata Darwood dopo uno dei tanti pellegrinaggi che li ha portati a spasso per gli Stati Uniti, ed inoltre sono alcuni giorni che i due inseparabili amici non si concedono un pasto decente. E’ questa la principale ragione che ha indotto Zagor a dirigersi verso il centro civilizzato, contando di trovarvi un lauto pasto che possa rifocillare l’affamato amico e magari anche un passaggio per velocizzare il loro ritorno verso casa.
Dato che sono decisamente a corto di  banconte, i due amici decidono di fare una capatina alla banca al fine di cambiare alcune pepite d’oro che si portano sempre dietro per fare fronte alle emergenze.
La banca si trova sulla main street, nel centro del paese e nel frattempo una donna, completamente vestita di nero, con il volto coperto da un velo che evidenzia un recente lutto, vi entra e si presenta al cassiere con la voce rotta dal pianto, mostrandogli un anello che gli fu regalato dal defunto marito. La donna racconta che, per via delle sue difficoltà finanziarie,  si vede costretta a disfarsi dell’anello e quindi chiede al cassiere una stima dello stesso. Il cassiere osserva attentamente il manufatto, senza dubbio un oggetto di grande valore, e pattuito il prezzo con la vedova, si appresta ad aprire la cassaforte per effettuare il pagamento alla donna.
Mentre la cassaforte è aperta, irrompono nella banca tre malviventi di chiara nazionalità messicana, con le pistole in pugno. Uno di essi è massiccio, decisamente sovrappeso e con una faccia da galera leggermente butterata, alla cui vista il cassiere irrompe con un grido : Carrasco!!!! Carrasco infatti è un noto malvivente che a capo di una banda di messicani da tre anni sta dando un sacco di grattacapi agli uomini di legge, rapinado banche e treni e lasciando solitamente alle sue spalle una scia di sangue. Gli altri due messicani sono smilzi, abbastanza bassi, si nota che sono degli sbandati ed i loro occhi sprizzano cattiveria e malvagità. Puntano le pistole contro la vedova e l’unico cassiere presente in banca, al quale intimano di riempire velocemente le loro bisacce con i soldi della cassasforte. Tutta l’azione è avvenuta molto rapidamente e non un solo grido che possa mettere in allarme qualche cittadino è uscito dalla bocca dei rapinati.
In questo preciso momento le nostre due conoscenze entrano in banca e si trovano di fronte all’inequivocabile scena. Cico, che era entrato per primo,  viene immeditamente steso da un colpo alla nuca dato con il calcio della pistola, mentre lo Spirito con la Scure, vinto il primo attimo di stupore,  entra immediatamente in azione, lanciando la sua micidiale scure contro la testa dell’uomo che aveva colpito Cico, mettendolo definitivamente fuori combattimento, poi con la velocià di un fulmine estrae la colt che, quasi per incanto, sembra materializzarsi nella sua mano ed esplode due colpi in successione che fanno centro sull’altro messicano. Carrasco rimane letteralmente stupito dalla rapidità di azione del nostro eroe il quale, con un balzo fulmineo gli è addosso e con un micidiale pugno lo sbatte al tappeto. Zagor non dà tregua al corpulento malvivente, però mentre gli è addosso per sferrargli il pugno che lo metterebbe definitivamente fuori  gioco, sente la fredda canna di una colt contro la sua testa. Il suo stupore aumenta maggiormente quando si rende conto che la pistola è impugnata nientemeno che dalla vedova, che gli intima di lasciare andare il suo complice. Zagor si discosta dal malvivente, che comunque si rende conto che il colpo oramai è fallito, infatti fuori dalla banca stanno accorrendo lo sceriffo con alcuni uomini attirati dall’eco degli spari ed inoltre la restante parte della banda, che si era nascosta in un vicolo laterale con i cavalli, irrompe nella main street, sparando contro lo sceriffo ed urlando al Carrasco di uscire immediatamente. La situazione è precipitata, il Carrasco bestemmia e sputa ripetutamente, quindi  si fa scudo con Cico, appena rinvenuto e si decide a lasciare la banca. Appena arrivato sulla porta si volta e guarda con aria carica di odio l’uomo che ha mandato a monte il suo colpo, quindi in preda al furore spara contro il nostro eroe che comunque dà prova della sua incredibile agilità felina buttandosi di lato e schivando così la mortale pallottola. Anche la vedova, oramai fuori dalla banca, urla al Carrasco di lasciare perdere la sua vendetta personale e di fuggire prima che gli uomini di legge arrivino a tiro. Il capobanda esce bestemmiando, butta Cico sul cavallo di uno dei suoi uomini che giacciono senza vita all’interno dell’edificio, sale sul suo cavallo e lo  sprona a sangue.  Zagor si proietta con la velocità di un fulmine fuori dalla banca, giusto per vedere i malviventi che si stanno allontanando. Nel frattempo, un colpo di vento porta via il cappello ed il velo dalla faccia di colei che si spacciava per vedova, mostrando così la lunga capigliatura bionda della donna. Zagor si ferma all’improvviso dallo stupore, è sbalordito, non sa se credere ai suoi occhi, quello che ha visto gli sembra incredibile, infatti la vedova non è nient’altro che Blondie, la bella fuorilegge che lui stesso aveva spedito in prigione pochi anni prima.
Lo Zagor che si presenta all’accorrente sceriffo è  attonito, in quanto non ha ancora completamente metabolizzato quanto ha visto poc’anzi,  la sua mente è rivolta al passato e ricorda il suo primo incontro con Blondie.
La vista dello sceriffo comunque lo fa ritornare immediatamente alla realtà ed i due, seguiti da alcuni cittadini,  entrano in banca per accertarsi della situazione. Lo spettacolo è molto raccapricciante, infatti un bandito è sdraiato per terra in un lago di sangue che sgorga dai buchi lasciati aperte dalle pallotte calibro 45, mentre l’altro giace privo di vita accanto alla porta, con il cranio sanguinante sfondato dal lancio della micidiale  scure del nostro eroe. Fortunatamente il cassiere, benchè sempre stordito, è vivo ed in grado di testimoniare che è solo grazie all’intervento di Zagor se la rapina è stata sventata.
A questo punto Zagor si presenta allo sceriffo e gli chiede notizie sulla bionda malvivente che, da quanto ha visto, dovrebbe essere  Blondie. Lo sceriffo conferma il sospetto di Zagor, aggiungendo che la bella fuorilegge è uscita di prigione per buona condotta solamente da pochi mesi e che dopo poco si è unita alla famigerata banda del Carrasco. Zagor si dimostra molto stupito del fatto che la fuorilegge sia stata liberata dai giudici, però lo sceriffo replica che Blondie non si era mai macchiata di nessun omicidio e, da quanto aveva avuto modo di sapere, in carcere si era comportata in maniera esemplare. Anzi, quando aveva appreso che si era unita alla sanguinaria banda del Carrasco, ne era rimasto molto sorpreso, in quanto, avendo letto svariati  documenti riguardanti Blondie, gli sembrava quasi incredibile che la bionda avventuriera avesse deciso di fare parte di una tale  tipologia di  banda, completamente in antitesi al suo modo di agire.

Lo sceriffo decide di organizzare una pattuglia di uomini per inseguire i banditi, però i cittadini di George Town non sono certamente degli impavidi, infatti declinano l’impegno dicendo che loro devono badare alle proprie mogli e figli.
Zagor comunque non è il tipo che si fa crescere l’erba sotto i piedi, quindi assieme al vice-sceriffo ed ad uno sceriffo che impreca contro l’inettitudine dei propri cittadini, parte, ventre a terra, nella direzione presa dai banditi.

Carrasco e la sua banda stanno cavalcando in direzione delle montagne, dove risiede il loro rifugio e nel frattempo Blondie spiega al furibondo Carrisco il suo primo incontro con Zagor, maledicendo la sorte in quanto lo giudica  certamente il peggior mastino che potevano incontrare sulla loro strada.
Oramai la presenza di Cico non ha più alcun senso, in quanto era servito solamente per uscire da George Town, quindi Carrasco decide di liberarsene. Dato l’enorme rabbia che il corpulento capobanda prova ancora per Zagor, e avendo capito l’affetto che  lega il nostro eroe al pancione messicano, Carrisco dà ancora una volta prova di enorme ferocia : infatti fa scendere da cavallo il tremolante Cico e gli punta  la sua colt in mezzo agli occhi per freddarlo. Blondie capisce ciò che intende fare e con un alto tono di voce gli dice di non fare una sciocchezza simile, in quanto sarebbe un gesto estremamente stupido che provocherebbe l’ira di Zagor, il quale seguirebbe Carrisco anche fino all’inferno per vendicare l’amico. Sentirsi impartire un ordine fa inalterare ulteriormente il messicano, che colpisce la donna con un forte manrovescio : maldita cagna, ricordati che io sono il capobanda e nessuno può dirmi cosa devo fare!!!!!
Cico, vista la piega che ha preso la situazione, in preda alla disperazione, tenta un’improbabile fuga, però il malvagio Carrasco gli spara. Con un rantolo il nostro messicano cade a terra, dove rimane immobile.
Masticando tabacco, sputando e bestemmiando, Carrasco si pone in testa al gruppo e sprona il suo cavallo, mentre Blondie, rimasta in coda, si asciuga il rivolo di sangue che gli scende dalla bocca e maledice il momento in cui ha deciso di unirsi alla banda dei messicani, promettendo a sè stessa che si vendicherà dello schiaffo subito.

Zagor seguendo le tracce dei malviventi arriva sul luogo dello scontro circa un’ora dopo e, vedendo il messicano riverso a terra, ha un tuffo al cuore, diventa pallido ed immaginando al peggio,  non riesce nemmeno a proferire una parola, salta dal cavallo in corsa e si precipita a soccorrere il compagno di tante avventure. Per il nostro eroe quegli istanti sono interminabili, ha un vuoto completo nella  testa, il dolore lacinate è misto alla rabbia, sente veramente il mondo crollargli addosso, avrebbe voglia di urlare, ma non è capace di emettere nessun suono, come se la lingua gli si fosse attaccata al palato. Mette immediatamente l’orecchio sul cuore dell’amico ed il sentirne pulsare il cuore gli ritrasmette la speranza che pochi istanti prima l’aveva abbandonato, la grande gioa sfocia in alcune lacrime che solcano il suo volto. Il sopraggiunto sceriffo gli passa la borraccia dell’acqua, al contatto della quale Cico riprende i sensi. L’udire la voce dell’amico è come una musica celestiale per il nostro eroe, il quale libera tutta la rabbia che aveva in corpo esplodendo nel suo caratteristico grido di battaglia, lasciando allibiti ed ammirati i presenti, che si rendono conto di avere di fronte un personaggio eccezzionale e veramente fuori dal comune, con il quale non è assolutamente salutare entrare in conflitto.
Cico fortunatamente era stato colpito di striscio alla tempia e l’avere perso i sensi lo aveva salvato dalla furia del Carrasco. Il pancione racconta all’amico quanto è accaduto, spiegando anche che Blondie si era ribellata all’esecuzione.  
Cico chiaramente non è in grado di proseguire l’inseguimento, quindi viene deciso il suo trasferimento in paese. Lo sceriffo ed il suo vice  riportano il ferito a George Town, preparando una lettiga di fortuna ed assicurando a Zagor che riprenderanno l’inseguimento non appena Cico sarà stato affidato alle cure del  dottore.
Adesso la faccia di Zagor ha cambiato espressione, è diventata come di pietra e nei suoi occhi è presente una luce che fa rabbrividire, il Re di Darwood lancia ancora il suo terribile urlo di battaglia, salta in groppa al cavallo e si dirige ventre a terra sulle tracce della banda.
Gli spettatori rimangono ulteriormete attoniti, mai avevano incontrato un uomo che possedeva tanto carisma, la rabbia l’aveva veramente trasformato, rendendolo più simile ad un Dio della guerra che non ad un essere umano, non avrebbero voluto essere nei pani di Carrasco neppure per tutto l’oro del mondo!!!

Zagor continua il suo inseguimento seguendo facilmente le tracce sulla pista in terra battuta, però quando arriva in prossimità di un torrente capisce che adesso dovrà sudare le proverbiali sette camicie per ritrovarle. Non ha  timore di non ritrovare le tracce, ci mancherebbe altro, non sarà certamente un messicano imbolsito che potrà seminare il Re di Darwood, l’unica cosa che lo amareggia è il dovere aspettare ulteriore tempo per avere il criminale sotto l’azione della sua scure.
La direzione presa dalla banda gli sembra abbastanza ovvia, in quanto lui stesso si sceglierebbe un rifugio sulle montagne ed inoltre il più possibile vicino al confine con il Messico, quindi fa entrare il cavallo nel torrente ed inizia a risalirne la corrente controllando accuratamente le sponde.

Nel frattempo la banda ha raggiunto il rifugo, costituito da gruppetto di baracche costruite  in mezzo ad una piccola vallata circondata da spioventi parete rocciose. L’accesso alla vallata avviene attraverso uno stretto passagio,  che rende  il rifugio facilmente difendibile.
Dopo l’uccisione dei due messicani la banda conta di 8 elementi inclusa Blondie. Gli elementi veramente pericolosi della banda sono Carrasco ed El Cobra, gli altri sono solamente degli sbandati che non posseggono alcuna personalità.
El Cobra è un messicano di statura media, magro, molto taciturno, con faccia da assassino, molto sicuro di sè, che si è guadagnato tale soprannome grazie alla sua velocità nel maneggiare le colt; in tutto il confine tra Messico e Arizona non vi è nessuno di così veloce. Molti hanno provato a sfidarlo, ma tutti gli sfidanti stanno mordendo la polvere, durante il duello i suoi occhi diventano come due fessure e ti fissano come farebbe un serpente, quando poi estrae le colt il movimento delle sue mani ha la stessa velocità del cobra che attacca, è veramente micidiale, il suo nome incute terrore.
El Cobra ed un altro paio di scagnozzi non hanno partecipato alla rapina di George Town, sono rimasti al rifugio, però per mezzo dei racconti di Carrasco e di Blondie, El Cobra si rende conto della pericolosità di Zagor ed ha la stessa opinione della bella fuorilegge, ossia che il nostro eroe non tarderà a farsi vivo per vendicarsi della stupida ed inutile azione del Carrasco nei confronti di Cico.
El Cobra, pur facendo parte della banda, è un elemento di grande personalità che pur rispettado le decisioni di Carrasco prende delle iniziative, le quali non vengono mai contrastate dal capobanda, che rispetta e teme il pistolero.
Quindi quando El Cobra esprime il suo desiderio di andare alla ricerca di Zagor, per eliminarlo prima che raggiunga il rifugio,  Carrasco non si oppone.

Nel frattempo Zagor sta ancora cercando le impronte dei cavalli dei banditi e si rende conto che  la banda è certamente uscita dal torrente in una delle zone sassose che non conservano le tracce, quindi si arma di pazienza ed inizia a fare dei larghi giri concentrici nelle zone sospette. La sua tenacia viene premiata dopo circa tre ore di ricerche, infatti grazie al suo colpo d’occhio ed alla sua esperienza riesce ad individuare una piccola traccia su una zona erbosa, che lo mette in condizione di capire la direzione presa dai fuorilegge.
Zagor sta cavalcando su un terreno aperto, quando nota una nuvola di polvere che gli viene incontro a  circa un miglio da lui. Con i sensi all’erta, il nostro eroe riduce la velocità del suo cavallo e si avvicina cautamente. Quando i due cavalieri sono a circa 50 m l’uno dall’altro, è chiaro per entrambi chi hanno di fronte. Entrambi scendono lentamente dal cavallo e, con passo lento si dirigono l’uno verso l’altro.
Dalle movenze di El Cobra e dal modo di portare le pistole, Zagor si rende immediatamente conto di avere di fronte un avversario molto temibile e quel suo proverbiale sesto senso gli fa capire che probabilmente non ha mai incontrato fino ad oggi un pistolero tanto veloce, quindi un fremito percorre la schiena del  nostro eroe. Arrivati a circa 25 m i due avversari si arrestano uno di fronte all’altro, entrami consapevoli di avere di fronte un pistolero molto abile. I due uomini sono immobili, con  le mani lungo i fianchi, apparentemente fermi, ma con tutti i muscoli in tensione, pronti ad entrare in azione al primo movimento dell’avversario. Attorno a loro un silenzio surreale, quasi che la Natura circostante si renda conto dell’importanza dello scontro e voglia assistere a tale evento senza emettere suoni che potrebbero molestare i due antagonisti. El Cobra si muove per primo, le sue mani scattano con la velocità di un serpente e Zagor in una frazione di secondo si rende conto che ha di fronte un avversario molto più veloce di lui nell’estrazione delle pistole, che infatti appaiono come per magia nelle mani del fuorilegge che apre il fuoco contro il nostro eroe. Ma Zagor è certamente un avversario da prendersi con le molle, infatti capito che non ha alcuna possibilità di battere il suo antagonista in quanto a velocità di estrazione, grazie alla sua felina prontezza di riflessi si è buttato di lato, schivando così le pallottole dell’avversario e nel frattempo estraendo la sua colt che inizia a vomitare piombo rovente ancor prima che il Re di Darwood tocchi il suolo.
Un colpo esploso da Zagor colpisce la spalla destra di El Cobra, che emette un grugnito di dolore, misto ad un senso di stupore, in quanto fino a quel giorno nessuno era mai riuscito a colpirlo durante un duello. Quell’attimo di sbandamento è fatale per il fuorilegge, che con la pistola impugnata con la mano sinistra esplode un altro colpo, però oramai ha perso il suo sangue freddo ed il colpo non raggiunge il bersaglio. Zagor capisce di avere l’opportunità di chiudere lo scontro e dalla sua colt escono altri due pallottole che colpiscono la pancia dell’avversario, il quale si accascia a terra come un sacco vuoto. Mentre si accascia al suolo con la vita che lo abbandona, il messicano rammenta in una frazione di secondo tutti gli avversari che ha affrontato ed  ancora non si capacita di come quel pezzo di macantonio con la cassacca rossa sia riuscito ad avere la meglio su di lui. Zagor si alza, rendendosi conto che mai come questa volta aveva avuto di fronte un avversario tanto veloce, si avvicina al fuorilegge e nota sulla sua faccia come un’espressione di stupore, a questo punto il suo inconfondibile urlo di guerra esplode e con questa emessione sonara il Re di Darwood si libera di tutte le tensioni nervose accumulate durante il duello.
Dopo avere dato sepoltura al messicano, Zagor rimonta a cavalo e prosegue verso il covo dei banditi per circa un’altra ora, poi il sopraggiungere della notte lo costringe a fermarsi in quanto non è più possibile seguire le tracce.
Trovato un soffice manto erboso, il nostro eroe vi si sdraia e prova a dormire, comunque prima di addormentarsi si ritrova a pensare a Blondie; l’affascinante fuorilegge è senza dubbio una rapinatrice ma però non gli risulta che abbia mai ucciso qualcuno, quindi non riesce  a comprendere come mai si sia associata ad una simile banda di assassini. Questo pensiero lo accompagna per un pò poi la stanchezza ha il sopravvento ed il nostro eroe sprofonda in un sonno ristoratore.

Blondie è ancora furiosa per il trattamento subito da Carrasco, inoltre è sempre più consapevole che ha realmente poco in comune con quella banda di assassini. Infatti, quando si unì alla banda, il suo scopo era quello di conquistarsi la fiducia di Carrasco per poi ripulirlo, alla prima occasione propizia, del bottino accumulato in anni di scorrerie. Pensò che questa era proprio la notte adatta, in quanto El Cobra era andato alla ricerca di Zagor ed il Carrasco era completamente ubriaco ed allucinato dalla droga che era solito ingerire durante le ore notturne. Blondie aspettò il cuore della notte, poi scivolò furtivamente dal suo alloggio, dirigendosi verso la baracca in cui era custodita tutta la refurtiva.
A fare da guardia al bottino c’era un messicano di nome Ortega, un gran bastardo che seppure non avesse mai osato fare delle advance a Blondie, si notava che provava un profondo desiderio per lei. La bionda fuorilegge era conscia di ciò, quindi cercò di trarre vantaggio da questa situazione : si avvicinò ancheggiando e dicendo al bandito che non riusciva proprio a dormire, inoltre la camicetta notevolmente  slacciata metteva bene in mostra le rotondità dell’abbondante seno. Facendo dei ridolini e delle profonde ammiccate, convinse l’eccitato Ortega ad avvicinarsi. Il messicano era in piena tempesta ormonale, quella sera stava avverrandosi ciò che sognava da mesi, quindi si avvicina al Blondie per cingerla a sè. Ma prima ancora che possa sfiorarla con un dito, Blondie lo colpisce alla nuca col calcio della pistola, facendogli perdere i sensi; l’uomo rotola a terra senza un lamento, mentre la fuorilegge gli rifila un  calcione allo stomaco e gli sputa in faccia : maledetto porco!!!!!
Poi imbavaglia e lega l’uomo, entra velocemente nella baracca, fa incetta della refurtiva e silenziosa come un serpente si allontana a cavallo.

Alle prime luci dell’alba il Carrasco viene svegliato dalle urla di un suo uomo, che scopre l’impacchettato Ortega che si sta dimenado come un ossesso. Alla vista di Ortega ridotto all’impotenza lo strascico della sbonza e l’alterazione  causata dalla droga svaniscono improvvisamente dalla mente del Carrasco, il quale si fa raccontare dettagliatamente quanto è successo, per poi esplodere in bestemmie ed imprecazioni. Con una furia incredibile, gridando “maledetto inutile bastardo” mette mano al suo revolver e scarica tutti i sei colpi nella pancia di Ortega.  
Poi sella immediatamente il suo cavallo ed assieme ad altri due messicani si lancia all’inseguimento di Blondie imprecando “maledetta cagna rognosa, ti raggiungerò anche se tu ti fossi rifugiata  in fondo all’inferno e ti farò rimpiangere di essere nata”.
Gli altri due uomini della banda hanno ricevuto l’ordine di aspettare El Cobra.

Poche ore dopo Zagor raggiunge l’ingresso della piccola vallata e visto lo stretto ingresso che potrebbe essere un luogo di agguato, scende da cavallo ed inizia ad inerpicarsi sulla parete rocciosa. Arrivato alla sommità si rende conto di avere finalmente scoperto il covo dei malviventi e, notato che non vi è nessun uomo di guardia,  ritorna all’ingresso della valle e, usando tutte le precauzionin possibili, entra nella vallata per andare alla ricerca del diabolico Carrasco. Mentre scivola tra le baracche uno dei messicani nota la sua ombra, quindi apre il fuoco nella sua direzione. La reazione dello Spirito con la Scure è tempestiva come sempre e la sua colt canta una canzone di morte per il malvivente. L’altro messicano, attirato dagli spari, si reca sul luogo dello scontro, ma la scure di Zagor lo stende immediatamente. Il nostro eroe cerca invano tra le baracche il Carrasco e la sua congrega di malviventi, quindi resosi conto che gli altri hanno abbandonato il villaggio ritorna dal messicano appena stordito per farsi raccontare ciò che è successo. Il messicano è piuttosto riluttante nel parlare, ma un paio di buoni sganassoni gli fanno cambiare idea. Saputo quanto è successo, il nostro eroe lega il malvivente e si butta all’inseguimento del Carrasco.

Blondie sta proseguendo verso il confine messicano, quando improvvisamente la fortuna sembra  abbandonarla : il cavallo mette la zampa in una buca e se la frattura cadendo rovinosamente a terra. La giovane impreca malamente maledicendo la sorte, poi pone fine alle sofferenze del cavallo utilizzando un coltello per non rilevare la sua presenza e prosegue la  fuga a piedi. Si rende comunque immediatamente conto che non ha alcuna probabilità di sfuggire a coloro che la staranno sicuramente inseguendo, quindi sceglie di cambiare tattica : ritorna sui suoi passi, nasconde il cadavere del suo cavallo sotto un cumulo di pietre, poi fa a ritroso altri 200 m e si nasconde in un affranto del terreno imbracciando un wincester.
Dopo un paio d’ore la sua attesa viene premiata, infatti vede comparire tre cavalieri, i due messicani in testa e Carrasco alle loro spalle. Blondie inizia ad accerezzare nervosamente il grilletto del fucile, tenendo però a freno la frenesia di sparare, ed aspettando che gli odiati ex compagni arrivino ad essere un facile bersaglio. Purtroppo  un riflesso sulla canna del fucile fa si che il  messicano in testa al gruppo noti la sua presenza, comunque l’azione di Blondie è immediata, ed una pallottola trapassa la testa del messicano, la giovane immette immediatamente una nuova palottola in canna ed anche il suo secondo tiro è devastante : il secondo messicano viene sbalzato di sella con il cuore squarciato. Carrisco si butta a terra nascondendosi dietro al cavallo che ha fatto appiattire al suolo e quindi inizia una sparatoia tra i due antagonisti. Il messicano si rende conto che non sarà tanto facile avere la meglio sulla giovane che dimostra una notevole maestria nel maneggiare il fucile, quando però accade l’imprevisto : Blondie prende la mira, ma al momento di sparare il fucile si inceppa e gli esplode tra le mani, la fuorilegge è accecata dalla vampata, urla rabbiosamente ed impreca. Carrisco, con un’agilità inconsueta per un uomo della sua corporatura, balza come un felino verso la ragazza ridendo sguaiatamente e con un calcio nella pancia la mette fuori combattimento, gli leva la pistola dalla fondina e la getta lontano. La giovane non emette un solo grido di dolore, guarda il messicano con aria sprezzante, sente solamente una grande rabbia dentro di se e prova un incredibile odio per quel pancione che si trova di fronte a lei.  
Fortunatamente non ha subito alcun danno dall’esplosione del fucile, quindi tenta il tutto per tutto : con un balzo felino si getta sul messicano tentando un corpo a corpo, però tutto quello che rimedia è una sonora sberla che la stende a terra. Carrisco ride di gusto, sa che adesso può giocare al gatto contro il topo, quindi tira fuori un coltellaccio, in quanto ritiene che freddarla con un colpo di pistola causi un decesso troppo indolore.
Si avvicina alla ragazza che oramai è completamente inerme e la colpisce ancora con uno schiaffo, deridendola e dandogli della cagna, poi la prende per il collo brandendo il coltello per scalparla. Blondie capisce che oramai è alla fine della pista, non ha più la forza per reagire. Il coltello si alza minaccioso e pronto a colpire la giovane, quando nell’aria si ode un sibilo, una scure corre nell’aria ed il coltello viene strappato dalla mano del messicano.
All’incredibile  tiro sussegue un’inconfondibile urlo di battaglia e dal cavallo in corsa si staglia l’atletica figura del Re di Darwood; a Blondie quella figura sembra quella del Dio della Guerra sceso dal cielo in suo soccorso, riprende a respirare regolarmente e la linfa vitale, che fino a pochi istanti prima sentiva svanire, inizia di nuovo a pompare nelle sue vene.
Zagor salta dal cavallo in corsa sopra il corpulento Carrasco e tra i due inizia un corpo a corpo, solo che adesso le parti si sono completamente invertite, ora è Zagor che fa la parte del leone, mentre Carrasco sembra uno sparuto capretto. Dopo un paio di pugni il messicano è già al tappeto e quindi, visto che nel corpo a corpo non ha alcuna possibilità di vittoria, tenta l’ultima carta estraendo la colt dalla fondina, però non ha certo la velocità di El Cobra. Zagor a sua volta estrae ed un istante prima che il messicano prema il grilletto, il caldo piombo vomitato dalla pistola del nostro eroe centra in pieno la testa del bandito, ponendo fine ad una vita scellerata e piena di eccessi.

Blondie è ancora rannicchiata a terra, ha seguito tutta la sequenza della lotta con il fiato sorpreso, ammira la grande prova atletica di Zagor ed è estremamente affascinata da quel carismatico personaggio, però ha un pò di timore perchè presume che il suo futuro sarà nuovamente dietro le sbarre.
Zagor si avvicina, gli  tende la mano per aiutarla a rialzarsi e durante il gesto di sollevamento gli occhi verdi della ragazza si specchaino in quelli azzurri del nostro eroe. Questo sguardo vale più di mille parole ed il susseguente gesto appare spontaneo e naturale : le bocche dei due giovani si uniscono in un lungo ed interminabile bacio. La sera che sta calando e la fredda brezza  favoriscono il successivo abbraccio tra i due giovani.
Le prime luci dell’alba trovano i due giovani ancora abbracciati, Blondie si sente felice, non gli era mai capitato di provare sensazioni così piacevoli, non sa che cos’è l’amore perchè fino ad adesso non l’aveva mai provato, nè sa se questo forte sentimento che sente per Zagor possa definirsi amore, però sa per certo che vorrebbe che quel magnifico momento non finisse mai. Non aveva mai incontrato un uomo con le qualità dello Spirito con la Scure, ne è affascinata, notevolmente attratta, chiude gli occhi e si immagina un suo ipotetico futuro accanto a Zagor, pensa anche che qualora avesse incontrato quell’uomo diversi anni prima la sua vita avrebbe preso sicuramente un’altra piega. Poi riapre i suoi occhioni verdi e ritorna alla triste realtà, capisce che oramai la filosofia di vita di Zagor è troppo distante dalla sua, lui è un raddrizzatorti dedito completamente all’opera di giustizia, lei una fuorilegge.
Anche Zagor, ancora stretto a Blondie, sta rimuginando pensieri contrastanti, da una parte è notevolmente attratto e affascinato dalla bionda avventuriera, ma una parte del suo cervello gli ricorda che la ragazza è una rapinatrice; è estremamente confuso, non si era mai trovato in una situazione tanto imbarazzante, solitamente sa cosa fare, ma non in questo caso. Chi è lui per giudicare tale ragazza? Perchè non dargli la possibilità di rifarsi una vita? Dall’altra parte sa che ha commesso dei reati, quindi sarebbe giusto affidarla ad un giudice. La testa gli ronza, come avesse dentro di essa uno sciame di api, però di una cosa è certo, ha passato dei momenti meravigliosi ed il doversi separare dalla ragazza lo rende molto tristre.
Il sole è ormai sorto e Zagor è il primo che si alza,  si accinge ad indossare la sua casacca ed ad allacciarsi la fondina con la sua fedele scure, anche Blondie si veste e guardando le spalle possenti del nostro eroe viene assalita da un cattivo pensiero : cosa farà Zagor?  Mi rispedirà in galera? Zagor gli sta voltando le spalle, quindi per la giovane sarebbe facile metterlo fuori combattimento dandogli un colpo sulla nuca, prendere la refurtiva del Carrasco e poi fuggire a cavallo, dopotutto il confine con il Messico è vicino. La giovane mette la mano nella bisaccia contenente i soldi, sta forse cercando una pistola? No, niente di tutto questo, si sentirebbe un autentico verme a colpire Zagor dopo ciò che è accaduto tra loro, prende solamente alcune mazzette di dollari, ..... dopotutto è sempre una ladra, poi si allontana con lenti passi, avvicinandosi ad un cavallo. Zagor si volta e gli sguardi dei due giovani si incontrano ancora. Il nostro eroe non accenna  alcun movimento e dalla sua bocca non esce nessuna parola, rimane a fissare la bella fuorilegge che sale a cavallo e sente un enorme vuoto dentro di sè. Blondie fa partire il cavallo al passo, fa circa 100 m nella direzione del confine messicano, poi si ferma un attimo e si volta di nuovo verso Zagor che non ha mai distolto un attimo lo sguardo verso di lei.
Il volto di Zagor viene rigato da un liquido, è forse sudore? No,  la temperatura è ancora troppo bassa per farlo sudare. Anche sul volto di Blondie appare un rivolo, è forse un granello di sabbia che è entrato negli occhi verdi della bella fuorilegge? No, non vi è un solo alito di vento.

Lo sceriffo ed il suo vice, che avevano seguito le tracce di Zagor, sopraggiungono sul luogo dopo circa 30 minuti e trovano il nostro eroe con una faccia molto triste, che tiene in mano la sacca della refurtiva, poco lontano i cadaveri dei tre messicani.
Zagor spiega parzialmente ciò che è successo, non menzionado assolutamente Blondie, di cui dice avere perso completamente le tracce. Lo sceriffo non è uno stupido, capisce che quella storia sta facendo acqua da molte parti, inoltre vede all’orizzonte una nuvola di polvere sollevata da un cavallo che si sta dirigendo verso il confine messicano. Guarda Zagor negli occhi, poi un abbozzo di sorriso compare sulle sue labbra, come può lui dare del mentiroso ad un uomo che da solo aveva sgominato una banda che da alcuni anni faceva impazzire tutti gli uomini di legge della frontiera?
Zagor capisce che lo sceriffo ha intuito tutto e non ha la forza di reggere il suo sguardo, però sceriffo dà una pacca sulle spalle del nostro eroe, facendogli capire che quello resterà un segreto tra loro due, poi saltano a cavallo e si dirigono verso George Town, che lo sceriffo dice esservi una persona che è nuovamente in pericolo : infatti il piccolo messicano si è ristabilito e sta svaligiando le dispense del povero dottore!!!
Link al medesimo topic sul vecchio forum: http://ramath.forumup.it/viewtopic.php?t=3482&start=0&mforum=ramath
Admin
Admin
Amministratore
Amministratore

Messaggi : 3440
Data d'iscrizione : 01.01.14

Visualizza il profilo http://zagortenay.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum