KEN PARKER

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da pc1921 il Lun 5 Dic 2016 - 17:14

"Troppa politica in un fumetto è una critica che non sta proprio in piedi, sarebbe come se qualcuno criticasse La divina commedia perchè c'è troppa politica"

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da GIOB225 il Lun 5 Dic 2016 - 20:16

E' vero che questo numero è molto politicizzato, ma secondo me rispecchia fedelmente lo specchio del periodo. Rimane anche per me uno dei migliori titoli della saga.

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da Fabri73 il Gio 8 Dic 2016 - 14:55

comunque, ricordiamoci che, dopo tutto quello che hanno dichiarato
Berardi e Milazzo, il n. 50 Mondadori non va considerato
come l'ultimo episodio di Ken. e questo non è spoiler.

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da Fabri73 il Gio 8 Dic 2016 - 15:00

Di recente, ho aggiunto alla mia collezione questo magnifico poster jugoslavo del
1982. dal vivo è ancora più bello, con quel giallo fiammante.
ben 7 personaggi italiani, fra cui Zagor e......... Ken Parker !!!  winki



Ultima modifica di Fabri73 il Mar 13 Dic 2016 - 22:22, modificato 1 volta

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da Claudio L. il Gio 8 Dic 2016 - 15:09

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Re: KEN PARKER

Messaggio Da Guitarjim1982 il Mar 13 Dic 2016 - 16:54



Prima di proseguire con altre schede, mi sembra giusto fare qualche piccola considerazione sulla Serie Cepim e su che cosa ha rappresentato per il fumetto bonelliano-italiano. I 59 episodi che scandiscono quella che definisco, per usare un termine caro agli amanti dei telefilm americani, una sorta di "prima stagione", è stata ricca e articolata. La saga di Ken Parker, come molti sanno, non è nata come un progetto continuativo, lo stesso personaggio, nelle intenzioni di Berardi&Milazzo, doveva comparire in un singolo episodio della splendida Collana Rodeo. L'insistenza di Sergio Bonelli di voler dedicare una serie al personaggio di Berardi&Milazzo ci ha dato la possibilità di leggere questa prima parte di episodi e apprezzare racconti epici come Chemako, Le terre bianche, I Pionieri,Diritto e Rovescio, Uomini, bestie ed eroi, e capolavori quali Lily e il Cacciatore, Sciopero, Adah. Ma le belle storie sono tante.
 
Una serie che, per la prima volta nel fumetto popolare (ma mai le etichette, come in questi casi, non servono e non sono mai servite), ha mostrato al pubblico che si potevano raccontare belle storie, sorrette da una regia più cinematografica e senza l'utilizzo della didascalia temporale. Meno tradizione e più innovazione, ecco, una vera scommessa editoriale che gli autori hanno vinto insieme a Sergio Bonelli e a una casa editrice spesso tacciata di non volersi adeguare ai tempi e di essere poco innovativa. Ma queste sono solo sterili chiacchiere di lettori che, di fumetto, non ci hanno mai capito niente.

E se questa "prima stagione" è tra le più amate dai lettori è proprio perché essi hanno apprezzato gli sforzi che Berardi&Milazzo hanno compiuto per portare nelle edicole qualcosa che suscitasse emozioni. Emozioni irripetibili che uno può rivivere rileggendo ognuno di questi piccoli gioielli. La Serie Cepim di Ken Parker dunque, entra di diritto nella storia del fumetto italiano e non solo. Ora a corredo di questo post allego un paio di immagini tratte da Un principe per Norma che voglio condividere con voi. Disegni evocativi e meravigliosi che non si possono non amare.


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Messaggio Da Guitarjim1982 il Mar 13 Dic 2016 - 17:07



DI BERARDI, MILAZZO E TREVISAN (60)

Un principe per Norma rappresenta un nuovo inizio per la serie, ma anche l’allontanarsi momentaneo dal formato bonelliano e dai meccanismi della serialità. In questa e nelle prossime storie di quello che considero il periodo intermedio nella saga di Lungo Fucile, il nostro eroe in fuga da Boston si aggrega a una compagnia teatrale itinerante. Dopo aver fatto il marinaio, il pugile, l’allevatore e il detective, questa volta Ken si sostituisce a un membro della compagnia di Tom Everett, dove ha trovato momentaneo rifugio, e diventa un attore. In questo caso Berardi tira fuori dal cilindro l’ennesima prova d’autore, cercando di condensare insieme il fumetto avventuroso e la riproposizione di un dramma shakespeariano. E lo fa dividendo questa storia in due parti e distribuendole ai disegnatori più rappresentativi della saga: Milazzo e Trevisan. Al primo è affidata la parte, come dire, reale e contemporanea della storia, mentre al secondo tutta la controparte teatrale, la messa in scena dell’Amleto. Un principe per Norma rappresenta una sorta di fumetto nel fumetto, un esperimento, rischioso se vogliamo dirla tutta, ma non per questo meno meritevole di altri e sotto certi aspetti innovativo. Ken in quest’avventura incontra anche Norma Jean, un’attrice dal passato tumultuoso cui Milazzo dà il volto di Marilyn Monroe, nel solito gioco delle parti e delle citazioni, che Berardi stesso ripeterà anche un bellissimo episodio di Julia dedicato alla “vera” Marilyn. I disegni di Milazzo sono stupendi, certo, ma quelli di Trevisan assolutamente evocatici e magnifici, con quei toni di grigi che, grazie alla colorazione, raggiungono vette altissime. La sua ricostruzione degli ambienti dell’Amleto sono sublimi, così come parte degli interni e degli arredamenti presenti nella rappresentazione scenica che sembrano usciti dal negozio di un antiquario. E, a proposito del grande Bardo, in questo caso Berardi, bardo a sua volta, bluffa con il lettore: più che uno spettacolo teatrale in questo episodio le scene in cui Ken recita e fa "le prove" sembrano scandire le sequenze di un vero e proprio film dell’Amleto. D’altronde il mitico Giancarlo già con Uomini bestie ed eroi e Boston ha saputo mischiare gli elementi e i vari media narrativi. Ma affidare a Ken il ruolo di Amleto ha un che di simbolico: entrambi in fuga da se stessi e dalla loro tragedia interiore, questi due personaggi sono molto più umani di quel che appaiono e cercano entrambi la verità. Una verità che forse non esiste perché, "ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”. So long.

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Messaggio Da Guitarjim1982 il Mar 13 Dic 2016 - 17:21



DI BERARDI E MILAZZO (61)

Dove muoiono i titani è un titolo meraviglioso per una storia che, rispetto alla precedente, riporta il nostro eroe nella sua dimensione narrativa dopo la parentesi meta-teatrale di Un principe per Norma. Inseguito dai detective della National, Ken cerca rifugio nelle zone dei Grandi Laghi e trova lavoro presso i boscaioli della Clegg's Timber. Una storia che ha un inizio apparentemente tradizionale se non fosse che, in questo episodio, Lungo Fucile si avvicina per la prima volta al paranormale alla Dylan Dog grazie al personaggio di Orion, un ragazzo affetto dalla sindrome di down, dotato di poteri telecinetici in stile Carrie di Stephen King. E sarà proprio lui ad aiutarlo – insieme ad Alexis, una giovane ragazza che, come la simpatica Pat O’ Shane, si finge uomo – a scoprire chi c’è dietro alla rapina alla banca e alle misteriosi morti che coinvolgono i boscaioli della Clegg’s Timber. Un albo insolito e diverso dagli altri, in cui l’Autore non cerca di razionalizzare o spiegare i poteri di Orion. Anzi, Ken li accetta di buon grado, pur non riuscendoli a capire. Evitando lo “spiegone” classico, e nonostante il suo stile realistico, Berardi riesce a mantenere questo episodio in una dimensione quasi fiabesca, dove tutto può succedere. Una fiaba western, però, intrisa di personaggi ben caratterizzati come il pugile Eddie e la stessa Alexis. Ma quello che più mi ha colpito è la figura del boscaiolo, di quest'uomo che, incurante dei pericoli, deve affrontare un lavoro duro. Perché tagliare, sradicare e abbattere i secolari alberi della foresta è una grande impresa. E forse, chissà, sono proprio loro i veri e unici titani di questa storia. So long.

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Messaggio Da Guitarjim1982 il Mar 13 Dic 2016 - 17:39



DI BERARDI E MILAZZO (62)

Meraviglia. Sì, è proprio quella che si prova leggende Il respiro e il sogno. E potrei finirla qui, non dire, comunicare, scrivere niente, perché tanto le immagini parlano da sé. Questo episodio è una tale meraviglia che è quasi difficile sostenerlo con le sole parole, tentare di descriverla. Ma qualcosa bisogna pur dire. Ed ecco che abbiamo quattro stagioni, quattro diversi episodi, quattro racconti brevi, muti, privi di dialogo, scandite tra le pagine di carta di un fumetto. Come cantava Guccini, “o giorni, o mesi che, andate sempre via, sempre simili a voi è questa vita mia/ diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale la mano di tarocchi che non sa mai giocare / che non sa mai giocare”. E in questo gioco c’è il mondo di Ken, il suo adattarsi alle stagioni della vita in una storia slegata dalla continuità, ma che rappresenta forse il punto più alto raggiunto da Berardi&Milazzo, della loro capacità di sintesi narrativa e di regalare emozioni ai lettori. La Natura è la vera protagonista, insieme alla vita, alla sopravvivenza per la vita, di questi cortometraggi a fumetti. Cuccioli, per esempio, è l’episodio d’inverno, una sinfonia dedicata al rapporto che s'intreccia musicalmente tra Ken, una piccola famiglia di daini e le dure leggi della sopravvivenza. Il freddo che emana ogni vignetta sembra quasi palpabile, ma è il silenzio che mi colpisce di questo episodio. Un silenzio che pervade Cuccioli: quello del gelo, del racconto londoniano, dell’amarezza che il nostro eroe è costretto ad accettare suo malgrado perché, nella lotta quotidiana per la vita, si celebra sempre la vittoria del più forte. La luna delle magnolie in fiore è un titolo meraviglioso che sembra tratto da un’opera di Kenji Mizogughi. Berardi&Milazzo in questo caso esaltano la primavera, il rigoglio dei fiori e della natura, dei castori e degli uccelli, ma anche dell’amore. Ken incontra una coppia di indiani e s’invaghisce della donna, e il loro rapporto è scandito da sguardi nascosti, soffusi, persi nei colori primaverili e tra il chiaro di luna. In Soleado, episodio dedicato all’estate, assistiamo a un racconto umano, in cui un Ken appiedato e alla ricerca di una fonte d'acqua aiuta una giovane puledra a portorire e, dove, a primeggiare come colore è il giallo del sole cocente. Pallide ombre, infine, è il rapporto tra Lungo Fucile e il bisonte narrato sotto forma di flashback. Un racconto dedicato all’autunno, alla malinconia delle foglie smorzate dai venti, dai colori tenui e dalle piogge. Quella pioggia che accompagnerà il nostro eroe nell’ultimo confronto con questo animale sacro, simbolico, l’anima del West per eccellenza. Il respiro e il sogno dunque è un fumetto perfetto, un concentrato di sapienza narrativa, un’alchimia di colori e di sensazioni e di poesia. Qualcosa da provare. Emozioni che solo Berardi&Milazzo potevano offrirci, quasi il risvegliarsi da un sogno. So long.




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Messaggio Da Guitarjim1982 il Mar 13 Dic 2016 - 17:50



DI BERARDI E MILAZZO (63)

Un alito di ghiaccio è l’ultimo episodio del periodo intermedio, ossia quello in cui la saga di Lungo Fucile fu pubblicata nelle riviste autoriali come Orient Express e Comic Art. Gli autori, ancora alla ricerca di una propria identità editoriale, cercano di dare almeno al loro personaggio una continuità nelle sue avventure. Alec Browne, implacabile detective capo della National, è ancora sulle tracce del nostro eroe, ma in quest’avventura gli avvenimenti s'intrecciano con quelli di Jack Davis e Joan Stuart, coppia in fuga dal marito di lei, il giornalista Harry Dwight e l’indiano Kamoose che, per alcuni albi, incrocerà la sua strada con quella di Ken. Raggiunto Duluth, Lungo Fucile e Kamoose si addentrano in territori selvaggi, viaggiano in slitta tra la neve, sopravvivono all’assalto di banditi e lupi affamati. Prima di giungere a Thunder Bay, in Canada, Ken dovrà regolare i conti con Browne e sarà solo grazie all’intervento di un gruppo d’indiani Cree che riuscirà a scongiggerlo. E Berardi questa volta, oltre agli immancabili personaggi mai banali, mai macchiette fine a se stessi, ci presenta un epilogo, o meglio, una scena di redenzione di rara bellezza. Quando la bella Joan decide di tornare tra le braccia di suo marito Richard, una volta tanto non lo stereotipo dell'uomo violento che cerca di recuperare sua moglie, lasciando perdere Davis che, a conti fatti, si rivela solo un perdente. Una bella lezione per lei e per i lettori, ma quest’avventura è soltanto un capitolo breve nella saga di Ken Parker, anche perché quando si è in fuga come lui, alle volte, un alito di ghiaccio può rappresentare un piccolo anelito di vita. So long.

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Messaggio Da doctorZeta il Mar 13 Dic 2016 - 18:45

Quoto in pieno le tue considerazioni sulla serie Cepim

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Messaggio Da GIOB225 il Mar 13 Dic 2016 - 20:26

Fabri73 ha scritto:comunque, ricordiamoci che, dopo tutto quello che hanno dichiarato  
Berardi e Milazzo, il n. 50 Mondadori non va considerato  
come l'ultimo episodio di Ken. e questo non è spoiler.

C'è quindi speranza? Surprised
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Messaggio Da natural killer il Mar 13 Dic 2016 - 21:03

La speranza è sempre l'ultima a morire....

finchè c'è vita, c'è speranza...

aspetta e spera...

sperem...

m...

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Messaggio Da doctorZeta il Mar 13 Dic 2016 - 23:36

Chi vive sperando, muore...

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Messaggio Da natural killer il Mer 14 Dic 2016 - 22:43

doctorZeta ha scritto:Chi vive sperando, muore...

ecco... questa mi mancava.... stella2

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Messaggio Da Fabri73 il Ven 16 Dic 2016 - 9:24

a me risulta che tutti muoiono. stella2 stella2

@ Guitar:
e la ministoria Quack (La Comica Finale) non l'hai letta?

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Messaggio Da natural killer il Ven 16 Dic 2016 - 10:48

Fabri73 ha scritto:@ Guitar:
e la ministoria Quack (La Comica Finale) non l'hai letta?

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Messaggio Da natural killer il Ven 16 Dic 2016 - 10:55


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Messaggio Da Guitarjim1982 il Ven 16 Dic 2016 - 10:58

La ministoria La comica finale l'ho letta, ma non l'ho inserita nella scheda dedicata a Il Respiro e il Sogno, la riserbo per un futuro post sulle storie extra tipo Immagini.
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Messaggio Da doctorZeta il Ven 16 Dic 2016 - 11:04

Alla grande. Ma le metti tutte? Anche i crossover?

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Messaggio Da Fabri73 il Ven 16 Dic 2016 - 11:17

doctorZeta ha scritto:Alla grande. Ma le metti tutte? Anche i crossover?

non ci sono crossover in KP.
c'è un team-up con Dylan Dog, "Immagini", e
un altro con Paperino, "Quack".


Ultima modifica di Fabri73 il Sab 17 Dic 2016 - 23:00, modificato 1 volta

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Messaggio Da Guitarjim1982 il Ven 16 Dic 2016 - 11:19

doctorZeta ha scritto:Alla grande. Ma le metti tutte? Anche i crossover?

La comica finale, La leggenda di Kennisuaq e Immagini (team up con Dylan Dog). Poi le due ultimissime, Canto di Natale e il tanto agognato finale Mondadori Fin dove arriva il mattino...

Non ci sono crossover, come dice Fabri, a parte Il caso di Marion Colman di Berardi&Milazzo della serie Marvin... ma quella più che una comparsa è un po' una citazione sfottò che gli autori fanno del loro personaggio principale.
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Messaggio Da Fabri73 il Ven 16 Dic 2016 - 11:22

Guitarjim1982 ha scritto:
doctorZeta ha scritto:Alla grande. Ma le metti tutte? Anche i crossover?

La comica finale, La leggenda di Kennisuaq e Immagini (team up con Dylan Dog). Poi le due ultimissime, Canto di Natale e il tanto agognato finale Mondadori Fin dove arriva il mattino...

Non ci sono crossover, come dice Fabri, a parte Il caso di Marion Colman di Berardi&Milazzo della serie Marvin... ma quella più che una comparsa è un po' una citazione sfottò che gli autori fanno del loro personaggio principale.

Però neanche "Il caso di Marion Colman" è un crossover.

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Messaggio Da Fabri73 il Ven 16 Dic 2016 - 11:23

natural killer ha scritto:

Appunto. il titolo originale è sempre "Quack". anche tu
hai il cartonato del 1992 di Parker Editore?

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Messaggio Da Guitarjim1982 il Ven 16 Dic 2016 - 11:33

Lo so che non lo è... però tecnicamente gli somiglia, visto che s'incontrano due "mondi narrativi", quello poliziesco di Marvin e il western di Ken, ma non ci sono storie che s'intrecciano tra loro. E', ripeto, più una citazione divertita e beffarda degli autori.
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