Il giorno dell'invasione (n.600)

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Messaggio Da Walter Dorian il Mar 25 Ago 2015 - 12:34

Intervista a Rauch sul sito Sbamcomics, dove parla soprattutto della realizzazione di questa storia:



Firmare un numero storico come il 600mo non è cosa da tutti giorni. Ciao Jacopo, ci racconti qualcosa sulle tue sensazioni?
Più che uno sceneggiatore di lungo corso, direi che sono un lettore di Zagor, fin dall’infanzia. Sono cresciuto a pane e Nolitta, e dunque puoi ben immaginare cosa significhi per me, non solo dal punto di vista professionale, ma soprattutto affettivo, realizzare un ‘centenario’ dello Spirito con la Scure. Ammetto però che non era nelle mie mire, fino a quando, per una serie di eventi imprevisti, e per una scelta fortemente voluta da Moreno Burattini (curatore della testata, Ndr), non mi è stato proposto di realizzarlo, quasi da un giorno all’altro. Forse ancora non mi rendo conto appieno dell’enormità della faccenda.

Cosa si prova a misurarsi in contemporanea con così tanti mostri sacri zagoriani, Guido Nolitta, Hellingen, gli Akkroniani? E non dimentichiamo Ferri: come hai lavorato con lui?
Se qualcuno mi avesse detto, qualche anno fa, che avrei scritto io il 600 (e per di più con il ritorno degli Akkroniani), l’avrei preso per pazzo! Scherzi a parte, è nato tutto così all’improvviso (e sotto una buona stella, ovvero un buon soggetto), che non ho avuto modo di soffermarmi troppo a pensare a tutte le implicazioni di una simile prova. Una volta avuta l’idea (poi sistemata con Moreno, per incastrare la storia con il ritorno di Hellingen cui stava lavorando), sono partito in quarta. Con incoscienza e leggerezza, direi. Convinto, a torto o ragione, che ne venisse fuori una buona storia. E questo probabilmente mi ha salvato dalla paralisi e dal timor panico.
Per quanto riguarda Ferri, invece, che dire? Una leggenda vivente per cui ormai ogni aggettivo superlativo è insufficiente. Lavorare con lui è stato facile come bere un bicchier d’acqua!… E pensare che questa, in tanti anni, è stata la prima volta che ci collaboravo! Rimpiango, naturalmente, di non averne avuto l’occasione prima, ma cominciare col 600 non è male!

Quanto ti è pesato dover condensare in 94 pagine così tanti temi?
Sono sincero. Paradossalmente, pur trattandosi indubbiamente della storia più importante della mia breve carriera (e anche la più complicata, sulla carta), ho trovato molte meno difficoltà a realizzarla rispetto ad altre cui ho lavorato in passato. Questo perché il soggetto di partenza era buono e ben strutturato. In casi come questi, la sceneggiatura viene facile. Ma non voglio farmi bello su meriti altrui: se in qualche modo la storia è riuscita, è perché ha goduto di riflesso del grande fascino di quella originale di cui è il seguito, l’immortale Magia Senza Tempo di Guido Nolitta!

http://sbamcomics.it/blog/2015/08/22/jacopo-rauch/

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Messaggio Da biascid_70 il Mer 26 Ago 2015 - 16:24

Letta al rientro dalle ferie e devo dire che mi è piaciuta poco.
Troppi citazionismi: the dome di stephen king e sopratutto ci si rifà troppo alla precedente storia "magia senza tempo" degli akkroniani tanto che un neolettore invogliato dall'albo a colori autoconclusivo difficilmente può restare favorevolmente impressionato. In generale io penso che gli albi centenari dovrebbero trattare argomenti e personaggi nuovi per la serie, magari più adatti ad essere sviluppati sulle 94 pagine a disposizione.
Per un ritorno degli Akkroniani, come altri hanno detto, avrei preferito una storia di più ampio respiro... magari con un'invasione parziale della terra e poi la ribellione del genere umano.. oppure anche un viaggio (grazie a qualche invenzione) di Zagor sul pianeta degli extraterrestri.
Il modo in cui vengono sconfitti di nuovo in questo 600 mi è apparso abbastanza banale e prevedibile.
I disegni di Ferri, anche se in fase calante, sono sempre godibili.
Voto complessivo 5,5

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Messaggio Da newprincevaliant il Lun 15 Feb 2016 - 20:59

L'ultima storia di Rauch, " Il giorno dell'invasione", è l'albo celebrativo del centenario di Zagor, il numero 600... che è un traguardo storico, ma è anche il coronamento della fantastica carriera di Gallieno Ferri, il papà grafico di Zagor. Allo stesso tempo abbiamo il giusto riconoscimento ad un talento eccezionale come quello di Rauch, particolarmente brillante anche nelle storie brevi. L' albo autoconclusivo  riprende coraggiosamente la trama dell'ultima storia mitica scritta da Nolitta ( vedi "Terrore dal sesto pianeta" e "Magia senza tempo"). Molto divertente l'incipit , con la gag di Cico che si scontra con una barriera invisibile che circonda una parte di Darkwood, una sorta di campo di forza eretto dagli Akkroniani, che isola quella zona dal resto della civiltà. Il movente che spinge gli Akkroniani a tornare sulla Terra, e a mandare in avanscoperta una pattuglia di scienziati( in attesa della vera invasione da parte della flotta spaziale),è quello di scoprire il segreto delle armi sacre di Rakum( l'arco e lo scudo) con cui Zagor li ha sconfitti nell'avventura precedente(quella scritta da Nolitta). Gli Akkroniani.... poverini, vogliono scoprire la verità scientifica sull'efficacia di queste armi , loro che appartengono ad una razza  tecnologicamente così avanzata. Eppure, paradossalmente,devono catturare vivo Zagor per farsi rivelare il segreto, perché gli esperimenti fatti per riprodurre quelle armi primitive, usando gli stessi materiali delle armi originali, sono falliti. Questi alieni vogliono avere le mani nella sostanza delle cose, sempre in nome della conoscenza scientifica ma senza esserne degni. Non tutto è calcolabile dalla scienza, ci sono sempre dei fattori impoderabili. Dal meridiano di Greenwich al meridiano di Darkwood, per trasposizione mitologica( da re Artù al re di Darkwood ), si possono cogliere delle associazioni in alcuni elementi della tradizione. Il mito di Excalibur ci dice che solo chi è veramente degno,per nobiltà d'animo, potrà estrarre la  spada magica dalla roccia, e diventare un re. Artù è un predestinato, ma c'è anche un rapporto con i poteri magici della spada che impugna( per non parlare della similitudine tra l'Excalibur e la spada del re vichingo Thorvald, usata da Zagor per spezzare la maledizione dei Draugar, vedi lo zagor color "Il ritorno di Guthrum"). Anche nella storia di Nolitta,"Magia senza tempo", vi è una certa sintonia tra le virtù magiche delle armi forgiate da Rakum, e le virtù etiche di Zagor, il quale sembra comunque essere un eroe chiamato dal destino. Nella storia di Rauch il baricentro del mito si sposta nettamente sull' aspetto della predestinazione soprannaturale di Zagor. La frase chiave è quella di Akoto che ,apparso in sogno a Zagor, gli svela il vero segreto  delle armi sacre di Rakum. "Le armi sono niente, senza la mano che le impugna", dice Akoto a Zagor, ma ancora più importante dal punto di vista psicologico e spirituale, la frase precedente: " Devi avere fiducia in te stesso e nel Grande Spirito che ti ha scelto come difensore del popolo rosso". Zagor  capisce di essere un prescelto, e come tale deve avere fede in se stesso e nel Grande Spirito, ormai è quasi un semidio. A questi livelli, o a queste altitudini,  è la fede che fa la differenza. Le armi sacre riprodotte dalla tecnologia akkroniana funzioneranno perché sarà Zagor a impugnarle, non perché abbiano dei poteri magici in se stesse (In effetti nella storia del fumetto si sono creati ogni tanto dei ponti ermeneutici densi di significato, spesso legati alla tradizione mitologica del passato. Un precedente clamoroso c'è stato in Batman, dove è stata creata una storia in cui la rivelazione finale ci informa che la famiglia di Bruce Wayne discende direttamente per linea di sangue dal cavaliere della tavola rotonda Sir Gawain, in italiano Galvano, e che la stessa famiglia di Batman o meglio i suoi antenati hanno custodito per secoli il sacro Graal). Tornando alla storia di Rauch vediamo che nel finale Zagor annienta l'intera spedizione aliena, anche grazie all'aiuto di Cico, il quale distrugge le psicomacchine akkroniana che controllano la volontà di Coltello Nero e della sua tribù . L'unico sopravvissuto, l'antagonista principale  Daimon che è il capo della pattuglia akkroniana, riesce a fuggire attraverso un teletrasporto alla star trek,  raggiungendo così l' astronave madre, e lasciando su Darkwood la minaccia imminente di un ordigno nucleare che sta per esplodere. Ci vorrà l'intervento dello spirito di Rakum, Deus ex machina, a sbloccare il teletrasporto e consentire a Zagor di scagliare l'ordigno attraverso il tunnel molecolare . Ovviamente la bomba esploderà a bordo dell'astronave distruggendo l' intera flotta stellare. Una soluzione che ricorda chiaramente il finale del film "Stargate". Per concludere direi che questa storia del centenario, pur nella sua brevità, riesce a condensare magicamente tutti quegli archetipi fondamentali che fanno di Zagor un fumetto ormai entrato nel mito.
Avendola riletta direi :
Voto alla storia 10
Voto ai disegni 10

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Messaggio Da Kramer76 il Dom 20 Gen 2019 - 14:52

Il giorno dell'invasione (n.600) - Pagina 7 2ZnUdgi

il giorno dell'invasione
mi ha un pò stupito il grande apprezzamento riservato a questo albo, forse sulla fiducia per rauch... l'albo l'ho apprezzato anch'io, però mi stupisce che sia stato tanto apprezzato anche dai talebani zagoriani, considerata la presenza "usa e getta" di storici personaggi nolittiani, per di più alieni... considerato anche il divertente finale dove (anche se rauch lo negherà) si calca la mano sulla "predestinazione" o come dir si voglia, nonché sull'intersecarsi delle diverse dimensioni (quantomeno spaziali), con l'ormai stracultissima sequenza in cui rakum "suona il citofono" e zagor recapita la bomba atomica agli sgomenti akkroniani, gli alieni più sfigati nella storia del fumetto... le stelle sono milioni di milioni (finale che mi ha ricordato quello di "i mille volti della paura"), ma le pagine sono pur sempre 94... dunque onore al merito di rauch, che riesce a mettere dentro tante cose: il muro invisibile, i droni, l'incubo post-atomico... siamo alla terzultima prova del maestro ferri e, al di là delle emozioni, il livello è ancora alto e stavolta anche i colori sono azzeccati

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Messaggio Da Smash il Lun 21 Gen 2019 - 14:57

Perché Rauch riesce a trattare temi come i varchi dimensionali senza scadere nel pacchiano e nel grottesco, e soprattutto accentuando l'elemento avventuroso rispetto ai varchi o alle predestinazioni, cosa che ha fatto anche in Ombre sulla Golden Baby.
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Messaggio Da Kandrax il druido il Mar 9 Apr 2019 - 21:40

IL GIORNO DELL'INVASIONE
La prima storia che ho comprato e letto, quella che mi ha portato in un nuovo e magico mondo : quello dei fumetti. Il lettore, nonostante si tratti del sequel della celebre "terrore dal sesto pianeta " , inizia ad avere un quadro generale dell'universo zagoriano grazie a varie componenti : una gag con cico, uno zagor ben caratterizzato e determinato , gli amici indiani e trapper ed i nemici . Forse la cosa più bella ed indescrivibile che ho provato è stata la lettura all'età di 12 anni , che pur non capendo quasi nulla degli akkroniani, di akoto e della preannunciazione di Hellingen sono riuscito comunque ad amare una storia che gia di per se è stupenda , quasi solamente grazie a quella meravigliosa spensieratezza che solo i bambini possiedono. Una particolare scena mi aveva colpito : quella nella quale zagor , sostenendo il razzo con le braccia pronuncia la seguente frase :"Akkroniani!... avete lasciato quaggiù qualcosa che non vogliamo... riprendetevelo!" . Questa per me , è una di quelle scene che sai di non dimenticarti più... una di quelle per te intramontabili... ed è per questa scena , o forse per la storia, o forse perché ci sono particolarmente affezionato, che considero questo episodio un capolavoro.
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Messaggio Da doctorZeta il Mar 9 Apr 2019 - 23:06

Peccato per la caratterizzazione di Hellingen... Ridateci l'originale!!!

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Messaggio Da wakopa il Mer 10 Apr 2019 - 11:28

@Kandrax il druido ha scritto:
La prima storia che ho comprato e letto, quella che mi ha portato in un nuovo e magico mondo : quello dei fumetti.
Forse la cosa più bella ed indescrivibile che ho provato è stata la lettura all'età di 12 anni , che pur non capendo quasi nulla degli akkroniani, di akoto e della preannunciazione di Hellingen sono riuscito comunque ad amare una storia che gia di per se è stupenda , quasi solamente grazie a quella meravigliosa spensieratezza che solo i bambini possiedono.


spesso infatti ,dimentichiamo che siamo stati tutti ragazzini Exclamation
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Messaggio Da Walter Dorian il Gio 11 Apr 2019 - 15:04

@doctorZeta ha scritto:Peccato per la caratterizzazione di Hellingen... Ridateci l'originale!!!

Sì, ma a questa storia fa solo una comparsa. flower

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Messaggio Da doctorZeta il Ven 12 Apr 2019 - 7:19

Sì, ma non è quello delle origini

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Messaggio Da Walter Dorian il Ven 12 Apr 2019 - 15:01

@doctorZeta ha scritto:Sì, ma non è quello delle origini

Ho capito Doc ma qui ancora non subisce quel revisionismo di Burattini che lo bolla come razzista.

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Messaggio Da doctorZeta il Sab 13 Apr 2019 - 2:37

Giusto, ma io qui anche se si vede poco, mi sembra sia già cambiato: molto probabilmente perché caratterizzato in fretta e furia per farlo apparire per forza

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